God87
Per l'anime
Fang of the Sun Dougram
Serie TV di genere Mecha/Fantascienza
Episodi Visti: 75 su 75 ---
Voto: 9 Anime dall'importanza non relativa, questo Dougram. Primo, vero figlio di Gundam e, sopratutto, prima prova registica e narrativa da parte del futuro "Re del Real Robot" Ryousuke Takahashi. Una Prova, la sua, decisamente con la P maiuscola, rappresentante un cult del genere a cui qualunque robofan potrà mai sottrarsi, un capolavoro recuperato dall'oblio e che, riscoperto, aggiunge un nuovo rappresentante a quella decina di serie robotiche fondamentali. Grazie, bisogna dirlo, all'epico fansub di un ragazzo spagnolo, tale Crinn, che da solo ha completamente sottotitolato Dougram al tempo record - considerando i suoi mezzi e la lunghezza della serie - di tre intensi anni.
La domanda che sicuramente vi state ponendo è come trovare la forza di guardare una serie così vecchia, dai disegni così datati e sopratutto di un elevato numero di episodi. L'unica risposta che mi sento di dare è che Dougram trascende la sua età, risultando tutt'ora coinvolgente, grazie al suo sterminato numero di pregi. Risulta, per certi aspetti, forse il vero capolavoro di Ryousuke Takahashi, più di qualsiasi Votoms o Gasaraki (aspettando Layzner e Galient, il cui fansub è ancora in corso).
Come da trama, l'incipit di Dougram è essenzialmente quello di Gundam. Con la differenza che rispetto al cult di Tomino il background politico/militare assurge qui a protagonista assoluto.
Dougram è una metafora della Guerra Fredda: il pianeta Deloyer è uno stato qualsiasi dell'America Latina, che tenta di liberarsi dalle odiose interferenze degli Stati Uniti d'America (l'immaginario stato di Medoul) e dal dittatore che vi han posto. Durante il conflitto i ribelli saranno militarmente supportati dagli stati Kohod e Rodia (ovviamente, URSS e Cina), e la loro lotta avrà ripercussioni sulla politica, sull'economia e sull'opinione pubblica terrestre.
Quest'intuizione segnerà il tratto fondamentale delle opere di Ryousuke Takahashi: il setting di tutte le sue opere originali sarà sempre ispirato alla storia politica contemporanea. E Dougram più di qualsiasi altro suo lavoro trasmette l'impressione di assistere a uno scorcio di Storia attuale: più e più volte la guerra d'indipendenza dei deloyerani, per effetto di ambientazioni, abbigliamenti e dettagli minori (la canzonetta rivoluzionaria spesso cantata dalla Zanna del Sole, sorta di Bella Ciao fantascientifica) fa rivivere echi di guerra civile spagnola e/o cubana. Lo stesso Crinn, per l'abbandono alla vita agiata in favore della guerriglia, ricorda Ernesto Guevara.
Fang of the Sun Dougram pone in primissimo piano, con una cura esemplare nei dialoghi, relazioni interpersonali, tattiche militari e macchinazioni politiche, con rigore talmente serioso e credibile da avere del maniacale: ne sono prova le numerosissime discussioni tra Denon Casshim e la sua famiglia vertenti sulle conseguenze sociali, economiche e politiche della guerra, o le strategie con cui la Zanna del Sole e i suoi avversari porteranno avanti le battaglie nel corso del conflitto, sempre dietro a pensare a mille variabili come l'umore delle truppe, le munizioni rimaste, le implicazioni morali di una sconfitta, la conformazione geografica del terreno, le spese militari, lo stress del pilota Crinn... addirittura lo stato del carburante del gigantesco Dougram. In questo senso, per l'appassionato di Storia robotica, Dougram segna un altro passo in avanti verso la creazione del vero Real Robot: come nel precedente Gundam, anche qui il Dougram protagonista è, a dispetto delle apparenze, decisamente invincibile (e i veri robot realistici continuano a essere i suoi avversari, i soltic); è però sempre più smitizzato dal suo ruolo, sempre più vulnerabile, sempre più dipendente dalle debolezze psicologiche del suo pilota. Tant'è che in più di un'occasione sarà costretto a ritirarsi o addirittura a fuggire dai campi di battaglia perché rimasto disarmato, perché senza più carburante, etc.
Il forte realismo di fondo è ricorrente in ogni aspetto della trama, toccando caratterizzazioni psicologiche complesse (non si vedono spesso connotazioni umane date a ruoli odiosi quali spie, tiranni o traditori), analisi dei rapporti familiari e delle visioni idealiste e realiste della politica, riflessioni sul ruolo della Storia nell'evoluzione della mentalità degli individui, credibili intermezzi sentimentali, tragiche e inaspettate morti dovute a casi fortuiti e crudo realismo degli scenari di guerra (ospedali militari, campi minati, soldati impazziti etc.). Interessante poi il ruolo dei componenti della Zanna del Sole, non passivi spettatori delle battaglie del Dougram ma veri e propri attori importanti che, con le loro armi, solitamente fucili o bazooka, intervengono attivamente nelle battaglie aiutando Crinn a sopravvivere agli scontri più duri. Si può forse parlare, per davvero, di una storia robotica ambientata in un contesto totalmente Real.
Quello che però veramente stupisce dell'opera è come Takahashi riesca a imbastire una storia così lunga, minuziosa e dai tempi narrativi pachidermici (la storia principale procede a una lentezza esasperante, salvo poi "esplodere" nelle ultime 15 puntate) senza annoiare mai. Rispetto ai lavori successivi, maniacali a livelli talmente estremi da risultare gelidi (Gasaraki, ma anche Votoms per certi versi), il regista qui trova un equilibrio perfetto tra parti cazzare, action e didascaliche, presentando un coinvolgente dramma avventuroso che tiene avvinghiati dall'inizio alla fine, anche a dispetto di un aspetto grafico vintage (non per questo inespressivo), protagonisti non irresistibili e una OST dimenticabile e ripetitiva. Questo, forse, perché più che di genere robotico Dougram vuole essere di semplice avventura, non si spiegherebbe altrimenti lo spazio risicato dato agli scontri tra robot, quasi sempre relegati agli ultimi 3 minuti di episodio (tanto per fornire a Sunrise il contentino mecha).
Peccato per un episodio finale decisamente non all'altezza delle aspettative, ma fino a quel momento la visione di Dougram è talmente avvincente e densa, ben diretta e curata, da essere sconvolgente. Un cult assoluto che, finalmente recuperato e reso disponibile alla visione, si spera conoscerà tardivamente la dovuta consacrazione a opera imprescindibile nel genere, insieme ai vari Gundam, Z Gundam, Ideon etc.
