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Per l'anime
K-On! Movie
Film di genere Commedia / Scolastico / Musica / Slice of Life
Episodi Visti: 1 su 1 ---
Voto: 8 Era auspicabile che "K-ON!" con il suo lungometraggio non avrebbe tradito lo spirito che l'ha reso celebre, il film è privo quindi di caratteristiche e novità tali da attirare coloro che non hanno mai sopportato la serie tv. Al contrario della "Disappearance" di Haruhi Suzumiya del 2010, esso non osa, di fatto, cambiare registro o stile narrativo, nonostante l'approdo nelle sale. È altresì vero che un non avvezzo alla serie animata può comunque godersi la pellicola, data la semplicità della storia.
"K-ON!", nel corso di questi tre anni, è divenuto il portabandiera della moderna animazione "moe", da castigare e da fucilare a vista dai "veri intenditori" dell'animazione giapponese, quelli che hanno visto trentasei volte
Evangelion e diciannove
Lain, convinti che profondità sia sinonimo di qualità mentre questa è animazione cattiva "cacca-pupù". "K-ON!" va gustosamente per la sua strada, il film non deluderà non solo i fan più accaniti ma anche coloro che semplicemente hanno apprezzato l'anime dopo aver almeno provato a guardarlo davvero.
I trailer promozionali facevano presagire il viaggio a Londra e tutte le peripezie del caso, cosa che in effetti accade, ma il film stupisce da questo punto di vista, essendo ambientato nella capitale inglese solo per poco più un terzo della sua durata. Il lungometraggio, collocato cronologicamente prima dell'episodio 24 della seconda stagione, lo si può infatti dividere in tre atti con il primo ambientato a scuola, che pare a tutti gli effetti un episodio tv, il secondo a Londra e l'epilogo di nuovo a scuola.
La particolarità che rende molto "K-ON!" il film è la ricerca del momento e del particolare, per quanto la storia si concentri su Yui e la sua idea di scrivere una canzone per Azusa, cercando a Londra la giusta ispirazione. La regia non manca di focalizzarsi su ogni personaggio, facendo esibire la sua personalità così da rendere immediatamente riconoscibile il personaggio stesso anche nei momenti più superflui, come per esempio Tsumigi che tenta goffamente di aprire una busta mentre le altre discutono e bevono il tè. In tal modo pure un potenziale nuovo spettatore potrà inquadrare le sfumature caratteriali dei soggetti e questo, unito alle immancabili gag comiche e a una discreta cura dei dettagli come ormai la Kyoto Animation ci ha abituato, rende il film piacevolissimo da seguire dall'inizio alla fine, mai noioso, neppure per un frammento di secondo, nonostante la narrazione lenta e la semplicità di fondo. La componente sonora si mantiene su alti standard, con l'ending "Singing", che si erge sopra le altre, e la soundtrack di sottofondo in pieno stile "K-ON!", ma con qualcosa in più e alcune citazioni sulla musica anglosassone. Eccellente.
Londra è ottimamente illustrata e il film evita sapientemente i vari e stanchi stereotipi sugli inglesi (disegnati in modo realistico e rigorosamente
non moe) come ormai solo gli Americani ci propinano all'infinito, ma anzi non manca l'autoironia verso i Giapponesi all'estero, come per esempio quella relativa ai problemi di pronuncia. "K-ON!" raggira inoltre in modo originale i soliti canovacci della gita all'estero. I luoghi storici di Londra si limitano a qualche inquadratura; fortemente significativa è infatti la scena del secondo concerto con lo sguardo di Yui che dal palco si sofferma su una madre con bambino, piuttosto che sul Big Ben o sulla London Eye con vista sul Tamigi. L'importanza delle persone piuttosto che del luogo (all'inizio ogni ragazza voleva andare in una diversa destinazione, Londra viene scelta a sorte in un modo... particolare) è infatti il tema del film, che non è solo "Azu-nyaan". Non importa infatti dove sei, se hai le giuste amicizie con te, e questo ispirerà Yui per la sua canzone.
La regia di Naoko Yamada è eccezionale, dacché si decide di non puntare su inquadrature dinamiche, CG e sotterfugi vari per i concerti, che può sembrare poco appariscente dal punto di vista prettamente cinematografico, ma a "K-ON!" non interessa: non vuole stupire lo spettatore, ma cullarlo, farlo sentire a suo agio in questo microcosmo abitato da personaggi, ed è su loro che si focalizza l'attenzione, essendo resi unici tramite gesticolazioni, e immediatamente riconoscibili persino quando vengono inquadrate solo le gambe. Questo è fare character design, e da ciò deriva l'attaccamento ai personaggi stessi, e quindi il successo di "K-ON!", con la canzone dedicata ad Azusa che assume qui un significato ancora più profondo di quanto visto nella seconda stagione, dato che abbiamo assistito alla sua genesi. L'epilogo (mi auguro definitivo) nell'aula del club è quindi ancora una volta di forte impatto emotivo, nonostante avessimo già assistito a quella scena, poiché se fin qui siete arrivati vuol dire che avete instaurato un forte legame con queste cinque ragazze, e quindi per forza di cose, alla sua conclusione, risulterà impossibile non sentire qualcosa dentro.
Si può dire altro e niente su
K-ON! The Movie, ma non che non sia l'ideale d'intrattenimento: due ore all'insegna del buon umore, da proiettare nelle carceri, all'ospedale, da guardare nei momenti di solitudine, dopo una serata storta nella quale è andato tutto di traverso. Come un biscotto zuccheroso rigenerante, un'orzata rinfrescante, quello che volete, questa è visione squisitamente terapeutica.
Se dovessero rimanermi due ore di vita con tra le mani solo questo film da una parte e
Ghost in the Shell dall'altra, al diavolo, vado all'altro mondo con "K-ON!".
