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Mazinga Z

(Mazinger-Z /// Mazinger Z)

Voto: 8,385 - Leggi le recensioni

(Mecha, Azione, Fantascienza)

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Mazinga

Mazinga Z, in Giappone "Mazinger-Z", è una Serie TV del 1972 composta da 92 episodi.

L'Anime non è disponibile in Italia.

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Mazinga Z è stato recensito da 9 utenti ed ha conseguito una valutazione di 8,385, a fronte di una media dei voti pari a 9,000.
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Tipo:
Serie TV

Anno:
1972

Episodi:
92

Immagini:
21

Recensioni:
9

Valutazione:
8,385

Media Voti:
9,000



Utente:     Episodi Visti:     Voto:

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Informazioni e recensione di Maison72

Al fine di scrivere questa recensione ho rivisto l'intera lunghissima serie di Mazinga Z; i miei ricordi risalgono a quando ero bambino e vedevo questa serie sulla Rai. Sono passati tantissimi anni da allora eppure Mazinga Z mi e' sempre rimasto nel cuore. Ho fatto molta fatica a vedere i primi dieci episodi in quanto hanno una pessima animazione, si vede chiaramente che sono state fatte in economia. Poi la qualita' migliora nettamente proseguendo con le puntate.
Mazinga Z non e' la prima serie robotica nel panorama dell'animazione giapponese perche' questo titolo spetta a Super Robot 28 (Tetsujin 28 Go). La sua importanza e' legata al fatto di essere la prima serie adattata dal mangaka Go Nagai e che va a costituire il primo tassello della mitica trilogia Mazinga Z, Il Grande Mazinga, Goldrake. Qualsiasi amante dell'animazione deve avere visto queste serie che sono alla base di qualsiasi altra venuta in seguito. In sostanza non esisterebbero Gundam 0079, Macross, Zambot 3, Patlabor, Daltanius, Daitarn 3... giusto per nominare le opere che devono molto a Go Nagai. Qui parliamo di Mazinga Z che ha dato inizio al genere robotico in stile nagaiano che e' durato fino alla fine degli anni settanta.
La storia e' abbastanza semplice e lineare: lo scienziato pazzo di turno impersonificato dal Dottor Inferno decide di conquistare il mondo grazie all'utilizzo di robot meccanici aiutato nella sua impresa dai suoi luogotenenti Barone Ashura e Conto Blocken; in seguito anche dal Duca Gorgon e dal marchese Pigman. A ostacolargli i piani c'e' fondamentalmente solo Mazinga Z, robot guidato da Koji Kabuto e ideato da suo nonno prima di morire all'inizio della serie. Anche il nostro eroe viene aiutato dal robot di Afrodite A pilotato dalla bella Sayaka Yumi e dal coraggioso Boss Robot dell'omonimo Boss.
In sostanza e' la vecchia contrapposizione fra le forze del bene e quelle del male, fra la voglio di dominio e sopraffazione da un lato e quella di pace e giustizia dall'altro.
Come vedete e' tutto abbastanza semplice e lineare.
La serie e' abbastanza ripetitiva e gli episodi sono quasi tutti indipendenti fra di loro anche se c'e' un filo conduttore per tutta la serie. Ogni puntata ha una durata di venti minuti sigle escluse e ha il pregio di sembrare di durare di piu' in quanto ha sempre al suo interno una fase di prologo dove si costruiscono le premesse e poi un'altra fase di scontro decisivo. Benche' molti episodi siano sempliciotti a me e' piaciuta la loro sceneggiatura. C'e' l'idea del progresso scientifico che vede Mazinga Z prima imparare a nuotare, poi a volare, persino a sciare e vede il potenziamento o l'aggiunta delle armi a suo disposizione. Questo perche' cambiano gli scenari di scontro e anche le forze del male mandano robot sempre di evoluti, sempre piu' potenti e originali frutto della mente diabolica del Doctor Hell. Questo scontro tecnologico e' il filo conduttore della serie.
In Italia la serie e' arrivata incompleta fino all'episodio 56, i rimanenti possono essere visti solo fansubbati almeno fino a quando un editore italiano si decidera' di doppiarli e pubblicarli. Tra l'altro non sono stati doppiati tutti i primi 56 episodi, qualcuno ne manca all'appello e moltissimo sono tagliati per esigenze televisive o di censure dell'epoca. Il doppiaggio di quelli esistenti e' ottimo specialmente per il ruolo del Doctor Hell che rende proprio l'idea di un essere crudele e spietato. Anche il Barone Ashura, che e' meta' maschile e meta' femminile, e' doppiato splendidamente rendendo anche lo spirito di adorazione e sudditanza verso il suo capo. Meritano la lode anche i doppiatori di Boss, e di Koji Kabuto.
Le musiche che accompagno la serie sono fatte da Michiaki Watanabe e si adattano bene ai vari episodi e alle varie situazioni. Consiglio a riguardo queste due compilation che potete facilmente repirire nei negozi: Bokura no Mazinger Z, codice di catalogo COCX-33165 e Tv Original BGM Collection: Mazinger Z, codice di catalogo COCC-72021. Il primo contiene le tracce cantate e il secondo le bgm.

Le sigle italiane sono belle e indimenticabili, chi le ha sentite da bambino non puo' certo averle dimenticate.

Piccole note di curiosita':

– il nome Mazinga Z deriva da Majin che significa Dio/demone
– Koji Kabuto in italiano e' stato tradotto Ryo Kabuto.
– Non credo esista altra serie dove vengono affondate cosi' tante navi per testare i nuovi robot meccanici.
– La serie ha avuto uno straordinario successo in Giappone che giustifica il numero elevato di episodi
– E' stata ideata per essere una serie per bambini.
– la versione internazionale di Mazinga Z ha le sigle cantate in inglese
– il manga di Mazinga Z viene dopo la relativa serie animata
– l'unico tratto di umanita' del Doctor Hell si vede alla morte del Barone Ashura
– In Giappone la serie andava in onda alle 19,00 di domenica

Come detto non esiste nessuna edizione italiana di questa serie ne' in vhs ne' in dvd.


Periodo di trasmissione: dal 03.12.1972 al 01.09.1974
Studio animazione: Toei Animation
Direttori degli episodi:
- Bonjin Nagaki
- Nobuo Onuki
- Tokushige Shirane
- Tomoharu Katsumata
- Yugo Serikawa
Musiche:
- Akira Ifukube (Stock Music)
- Michiaki Watanabe
Idea Originale: Go Nagai
Character Design: Yoshiyuki Hane
Layout:
- Keisuke Fujikawa
- Susumu Takahisa
Animazione: Toei Animation
Trasmesso su: Fuji Tv
Produzione: Toei animation
Versione italiana:
Trasmessa su: RaiUno (dal gennaio 1980)
Doppiaggio: DEFIS
- Aldo Massasso: Professor Gennosuke Yumi
- Antonio Colonnello: Baron Ashura (versione maschile)
- Fabrizio Manfredi: Shiro
- Gilfranco Baroni: Boss
- Laura Gianola: Baron Ashura (versione femminile)
- Liliana Sorrentino: Sayaka Yumi
- Lino Troisi: Doctor Hell
- Claudio Sorrentino: Ryo
- Dante Biagioni: Conte Blocken
- Giancarlo Padoan: Maschera Di Ferro
- Massimo Dapporto: Elmetto Di Ferro
- Massimo Rossi: Nuke
- Vittorio Guerrieri: Mucha

Fonte:
- Anime News Network

Ecco 5 recensioni delle 9 disponibili.




Screenshot 1 di Mazinga Z
Mazinga Z
Ovvero: tutto cominciò così. Mazinga Z é stato il primo robot gigante in assoluto pilotato da un essere umano al suo interno, il capostipite di un’intera generazione di anime che dura ancora oggi e di un modo di fare animazione che ha lanciato nell’immaginario collettivo il mito del “robottone” che ancora non accenna a tramontare. Prima di lui, infatti, i pochi robot-titani visti come Super Robot 28 (Tetsujin 28 Go) erano telecomandati dall’esterno, differenza sostanziale poi ben presto accantonata in favore del pilota in cabina di guida. Tutte le serie robotiche successive fino ai giorni nostri non sono state in pratica che infinite varianti su questo stesso tema, fino a distaccarsi anche di parecchio dal modello originale e ad avere ben poco in comune con esso. Mazinga Z ha tracciato le coordinate e codificato tutti i “topòi”, i veri e propri luoghi comuni del cosiddetto genere robotico, ponendo di fatto le basi per la proliferazione dei giganti d’acciaio che sarebbero nati di lì a pochi anni.
Come é nato Mazinga Z lo sappiamo tutti: fu una geniale intuizione, o meglio, un vero e proprio desiderio, del Maestro Kiyoshi Nagai, in arte Go Nagai, uno dei padri fondatori indiscussi dell’animazione giapponese contemporanea. Un giorno, mentre si trovava in macchina imbottigliato nel traffico, pensò a come sarebbe stato bello se la sua auto avesse avuto gambe e braccia fino ad assumere forma umanoide come un robot, per poter scavalcare la coda e passare avanti. In seguito pensò di sviluppare questa sua idea in un manga che ebbe un grandissimo successo, trasposto poi in una serie televisiva dagli indici di gradimento anch’essi stratosferici. Era il 1972. Si apriva così una nuova era nella storia dell’animazione giapponese e mondiale, e iniziava l’epoca d’oro del già noto Go Nagai (autore fra gli altri di "Mao Dante" e di "Cutie Honey") che tanti sogni ed emozioni avrebbe regalato a generazioni di giovani e giovanissimi spettatori in tutto il mondo negli anni e nei decenni successivi. Si può dire che Mazinga Z è stato in Giappone quello che Goldrake è stato in Italia.
Mazinga Z è una delle serie animate più lunghe (92 episodi), tanto che fu trasmesso dalla tv giapponese in due anni, talvolta in contemporanea con altri personaggi nati nel frattempo, fra cui il “cugino” Getter Robot. Il Dottor Inferno decide di conquistare il mondo con la sua armata di mostri meccanici scoperta due anni prima sull’isola greca di Bardos durante una spedizione archeologica, frutto dell’avanzata tecnologia dello scomparso regno di Micene. Ma uno dei partecipanti alla spedizione, il dottor Juzo Kabuto, costruisce un gigantesco robot, Mazinga Z, in superlega Z, una lega speciale derivata dal japanium, un nuovo tipo di metallo da lui scoperto sul monte Fuji, per contrastare il suo piano malefico e difendere la Terra, e, prima di morire per mano del Dottor Inferno, ne affida i comandi al nipote Koji, il protagonista della serie, e uno dei personaggi più famosi di Nagai. Inizia così una lunga guerra che vede contrapposte, in sostanza, le Forze del Bene contro quelle del Male, schema narrativo manicheo classico e architrave portante di tutte le serie animate di robot spaziali, poi riveduto e corretto più volte nel tempo con l’introduzione di varianti sempre più complesse e sofisticate. Lo svolgimento di questo soggetto avviene secondo quel canovaccio che poi diverrà comune a tutti i successori di Mazinga Z, sempre, naturalmente, con l’apporto ogni volta di variazioni, ritocchi e spunti nuovi per vivacizzare una materia che altrimenti diverrebbe ben presto logora: il robot protagonista affronta e distrugge rigorosamente un solo mostro per puntata, a volte due, raramente di più. Il plot, insomma, è sostanzialmente incentrato sul combattimento fra i due titani che diviene il momento clou della narrazione e dell’episodio.
Intorno a Koji e al Dott. Inferno, sui rispettivi fronti, una schiera di altri personaggi ben conosciuti e caratterizzati, rimasti chi più chi meno nella memoria di tutti gli appassionati, tutti individuati secondo uno schema fisso poi ripetuto sempre (il pilota bello, la ragazza, il professore, il bambino, il grasso…), con i robot di (scarso) supporto a Mazinga, Afrodite A, primo robot femminile pilotato dall’amica e poi fidanzata Sayaka, e lo sgangherato e demenziale Boss Robot, guidato dall’amico-rivale Boss e dai suoi imbranati assistenti, che costituisce il lato comico della vicenda, padre di tutti i robot comici, anch’esso poi replicato in molti anime successivi; tutti e due pronti ad aiutare l’eroe in battaglia e a mettersi in mostra, quasi sempre con esiti disastrosi.
Rivisto oggi l’anime, se da un lato, com’è ovvio, appare decisamente pionieristico al confronto con i robot odierni e mostra palesemente tutti i suoi anni, nel disegno innanzitutto e nei mecha-design alquanto “poveri” ed essenziali, dall’altro, nonostante ciò, si è conservato benissimo ed è ancora perfettamente in grado di far divertire oggi come allora. La fattura “primitiva” è evidente e i disegni fanno oggi tenerezza se confrontati con le moderne tecniche digitali, fornendoci fra l’altro un interessante ed eloquente documento sull’evoluzione delle tecniche di animazione; già nelle serie immediatamente successive di Nagai si nota un certo affinamento nella grafica, tanto da far pensare che Mazinga Z fosse stato in qualche modo un esperimento, una prova generale. Ma nello stesso tempo si percepisce spesso, specie col proseguire della serie, come in realtà il tempo non sia mai passato e questi cartoni siano attuali e validi ancora oggi.
Nel corso della serie assistiamo ad una evoluzione dei personaggi, sia da parte dei “buoni” che dei “cattivi”, con nuovi arrivi e qualche…partenza, parallelamente ad una progressiva modifica dei rispettivi mecha, col potenziamento del robot protagonista con nuove armi (altra costante del genere: la più importante è il Jet Scrander che gli permette di volare) e i mostri meccanici sempre più potenti e agguerriti. Su una serie così lunga, data anche la struttura inevitabilmente ripetitiva, molte delle numerose puntate fungono fatalmente da riempitivo, ma parecchie altre sono interessanti ed avvincenti, e man mano che si va avanti, con l’entrata in campo di nuovi nemici i combattimenti diventano sempre più aspri e il cartone sempre più spettacolare e coinvolgente, fino al passaggio di consegne finale al nuovo eroe. Mazinga Z infatti è fondamentale anche perché forma il primo capitolo di una delle saghe robotiche più famose ed amate in Giappone e nel mondo: quella “dei Mazinga”, che prosegue con la serie de "Il Grande Mazinga", robot più potente nato da un’evoluzione del precedente, per compiere poi una decisa virata “innovativa” concludendosi con "Ufo Robot Goldrake", che riparte praticamente da zero cambiando quasi tutti i personaggi. Il tutto mantenendo sempre però il personaggio di Koji Kabuto, l’unico a comparire in tutte e tre le serie, come elemento di continuità della trilogia (più un paio di apparizioni di Boss e assistenti in Goldrake), quello che permette di dire che da Mazinga Z a Goldrake è tutta un’unica grande storia di 222 episodi, saldamente radicata nell’immaginario di milioni di fans dell’animazione nipponica, con la sua trama ben solida – pur con qualche “buco” ancora non chiarito, come la sorte dell’Imperatore delle Tenebre - e i suoi personaggi indimenticabili, ognuno con una sua psicologia ben delineata ed una sua storia alle spalle, e con i rapporti intriganti fra loro anche da una serie all’altra, specie fra le prime due.
Ma non è tutto: il personaggio di Mazinga, come accade a tutti quelli di successo planetario, nel dare vita ad una saga ha conosciuto una moltiplicazione e numerose versioni differenti su altri mezzi narrativi, soprattutto il manga, dove sono stati realizzati dei Mazinga molto diversi da quello originario, con trame che si discostano anche di molto da quelle che abbiamo visto in televisione. Fra gli altri, c’è stato pure un "God Mazinger", anime inedito in Italia che col nostro ha in comune solo il nome. Ma i “Mazinga fuori serie” più conosciuti sono senza dubbio i primi due oav dei sei cross-over realizzati da Go Nagai negli anni ’70 che vedono combattere insieme i suoi robot più famosi, quali Mazinga Z stesso, Goldrake, il Grande Mazinga e Getta Robot, e che narrano vicende fuori dalla continuità narrativa delle serie televisive: "Mazinga Z contro Devilman" (1973), in cui si incontra con un altro personaggio storico di Nagai nato nello stesso periodo, e soprattutto "Mazinga Z contro il Generale Nero" (1974), il migliore dei sei a pari merito con il “Dragosauro”, sorta di finale alternativo della serie, con ancora più pathos e drammaticità, in cui assistiamo ad un aggiornamento degli eventi che hanno portato alla discesa in campo del Grande Mazinga.
In Italia purtroppo Mazinga Z è stato la serie più “massacrata” di tutte: dei 92 episodi ne sono stati trasmessi solo 51 dei primi 56, all’inizio del 1980 sulla Rete 1. Gli altri, ancora inediti, sono disponibili oggi sul mercato collezionistico sottotitolati in italiano, peraltro in maniera alquanto rozza, approssimativa e dilettantistica, sufficiente tuttavia a godersi tutta la serie fino in fondo. Il motivo sembra dovuto al fallimento della casa di produzione francese che ne deteneva i diritti e da cui il cartone era stato importato. Fatto sta che a tutt’oggi quegli episodi non trasmessi gridano vendetta. Per non parlare poi della qualità dell’adattamento dell’epoca nelle puntate andate in onda, dove i due Mazinga sono stati fra gli anime più penalizzati in questo senso, ciò che non ha impedito comunque il loro successo e la loro meritata fama. Da rilevare infine come nel nostro paese, tanto per distinguersi, le tre serie che compongono la saga sono state trasmesse in ordine inverso, ossia prima Goldrake, poi il Grande Mazinga e infine Mazinga Z, rendendo pressochè impossibile cogliere il legame tra di loro e seguire lo svolgersi dell’intera storia, e cambiando pure ogni volta il nome al personaggio chiave Koji Kabuto, che si chiama Rio in Mazinga Z e Alcor in Goldrake, confondendo ancora di più le idee agli spettatori.
Opinione di Lorenzo. Voto: 9.0000
  

  



Screenshot 2 di Mazinga Z
Mazinga Z
Prima serie della trilogia Mazinga Z, Great Mazinger, Goldrake (escludendo Mazinkaiser).
Di sicuro la mia preferita delle 3, forse perchè è stata la prima ad affascinarmi (Goldrake non mi ha mai fatto impazzire).
Il voto così alto probabilmente deriva soltanto da uno smisurato affetto per le emozioni che provavo da bambino davanti al televisore: analizzata a 30 anni di distanza la serie potrebbe uscirne soltanto con le ossa rotte, e non voglio farlo. Un 9 di stima, a Nagai ed al suo fantastico Koji Kabuto. P.S. La sigla italiana è tra le mie preferite in assoluto: Quando udrai un fragor a mille decibel.... giù dal ciel piomberà Mazinger.....
Opinione di EmBoLo. Voto: 9.0000
  

  


Screenshot 3 di Mazinga Z
Mazinga Z
La sua unica sfortuna sta' nel fatto che e' arrivato dopo Goldrake( e altri), pur essendo in effetti il primo, ed e' per questo motivo che non mi ha mai coinvolto perche' rispetto agli altri aveva ormai una grafica retro'; in piu' la non completezza dell'opera, in Italia, ne ha sminuito il valore (per vederlo tutto ho dovuto guardarlo in spagnolo da dvd che ho recuperato in Messico!).
Rivederlo adesso e' sicuramente meglio di allora ma non eguaglia, secondo me, ne' Goldrake, ne' Jeeg e neanche Il Grande Mazinga.
A livello storico e' sicuramente il piu' importante, perche' ha segnato la svolta: il primo robot... in Giappone!
La cosa che mi piaceva di piu' era la sigla di buona fattura anche se cantata con un vibrato vocale un po' forzato!
Opinione di jix73. Voto: 7.0000
  

  


Screenshot 4 di Mazinga Z
Mazinga Z
“L'idea di un grande robot pilotabile mi venne mentre guidavo nel traffico, immaginando cosa sarebbe potuto accadere se alla vettura fossero usciti dei grandi arti, in modo da poter scavalcare gli altri mezzi.”
Queste sono le parole che Go Nagai utilizzò per spiegare come gli era venuto in mente di creare un robot gigante comandato all'interno da un pilota. Questo robot prese il nome di Majingā Z (Mazinga Z, 1972). Go Nagai, considerato da tutti uno dei più grandi mangaka di sempre, ebbe la geniale idea nel 1972 di incentrare una serie su un robot comandato da un ragazzo.L'intero anime utilizza un impianto narrativo abbastanza basilare dove in ogni puntata(auto conclusiva) il nemico di turno, mandato dal dottor Hell, viene distrutto da Mazinga Z dopo numerose peripezie. Con questa serie Nagai innova definitivamente lo stereotipo di robot da combattimento. Il pilota, grazie ad una cabina apposita, comanda il robot dal suo interno creando quella protesi/simbiosi che sarà fondamentale per tutti i suoi successori. Questo rapporto simbiotico è espresso in diversi modi: il pilota puo muovere ogni parte del robot con un innaturale facilità e ogni colpo percepito dal robot viene accusato anche dal suo pilota che molte volte urla di dolore durante gli scontri. Non c'è una spiegazione scientifica, le armi escono dal nulla e non ci sono limiti di munizioni oppure di energia. Il robot nagaiano incarna, anche, lo spirito del samurai e per questo i combattimenti non sono vere manovre di guerra, sono solo balletti dove il super colpo finale dell'eroe per uccidere i nemici è utilizzato come atto conclusivo di una danza rituale. Importante è guardare l'aspetto grafico di Mazinga Z , creato con una tecnologia abbastanza rozza è composto da forme geometriche cilindriche e levigati, possiede occhi vitrei e grandi corna; anche questo aspetto parzialmente malefico è una caratteristica fondamentale della tradizione classica del genere mecha come ad indicare che il robot è solo una macchina ed è il pilota a scegliere se farlo diventare uno strumento di pace o di morte. Rivista con i canoni contemporanea la serie risulta pesantemente datata e certi combattimenti possono sembrare noiosi e ridicoli. Insomma ci troviamo davanti al genitore di tutta l'animazione robotica, il Capostipite di una certa concezione di animazione...grazie Go Nagai
Opinione di Mifune. Voto: 9.0000
  

  


Screenshot 5 di Mazinga Z
Mazinga Z
Il primo mitico robottone di Go Nagai!!
E'arrivato in Italia nei primi anni '80, in ritardo rispetto al suo fratello più giovane "Great Mazinger" o Goldrake/Grendizer. Venne mandato in onda sulla Rai ma la trasmissione non venne mai conclusa. Con Mazinga Z ha inizio la saga di Koji Kabuto che comparirà poi occasionalmente in "Great Mazinger", come vice protagonista in Goldrake (in Italia si chiamava Alcor) e poi in tempi recenti di nuovo protagonista con Mazinkaiser. Visto con gli occhi di oggi ispirano tenerezza le animazioni primitive e i disegni grezzi. I mecha sono addirittura ridicoli ed infantili ma è innegabile il fascino che una serie del genere emana. Imperdibile per i nostalgici.
Opinione di Zooropa. Voto: 9.0000
  

  

Screenshot 6 di Mazinga Z
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Screenshot 7 di Mazinga Z
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Screenshot 8 di Mazinga Z
Immagine 8 di 21 di Mazinga Z


Screenshot 9 di Mazinga Z
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Screenshot 10 di Mazinga Z
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Immagine 12 di 21 di Mazinga Z

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Screenshot 21 di Mazinga Z
Immagine 21 di 21 di Mazinga Z

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