Patlabor WXIII
(Patlabor WXIII /// Patlabor WXIII)
Voto: 7,429
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 (Fantascienza, Poliziesco, Mecha, Azione)
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Patlabor
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Patlabor WXIII
è
un Film
del 2002.
L'Anime è distribuito in Italia da Shin Vision.
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Patlabor WXIII è stato recensito da 3 utenti ed ha conseguito una valutazione di 7,429, a fronte di una media dei voti pari a 8,000.
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Tipo:
Film
Anno:
2002
Episodi:
1
Immagini:
10
Recensioni:
3
Valutazione:
7,429
Media Voti:
8,000
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Terzo film cinematografico tratto dal popolare manga di Masami Yuuki. Questa volta il film e' prodotto dalla Bandai Visual (le animazioni sono affidate alla Mad House), e non dalla Production IG come i due precedenti. La regia non e' piu' curata da Mamoru Oshii. |



Patlabor WXIII
Patlabor WXIII (dove la W sta per Wasted) è il terzo lungometraggio cinematografico dedicato al mondo futuro delineato dal gruppo Headgear, che diede vita al manga Mobil Police Patlabor di Masami Yuki, alle successive due serie OAV, alla serie tv e ai due lungometraggi diretti da Mamoru Oshii, tutti concentrati appunto sulla Seconda Sezione Veicoli Speciali che utilizza i robot Patlabor per il mantenimento dell’ordine all’interno della baia di Tokyo. Proprio per questo il terzo film di Patlabor è alquanto atipico, poiché in tutta la sua trama i robot e la Seconda Sezione trovano uno spazio, ma nemmeno esiguo, proprio microscopico e solo funzionale alla breve azione militare finale. La trama infatti prende le mosse da degli avvenimenti inquietanti e da dei ritrovamenti di corpi orribilmente maciullati che iniziano a farsi sempre più frequenti all’interno della baia, avvenimenti che in breve si inclinano verso l’horror scientifico e sui quali indagano il detective Kusumi e il suo assistente Hata. Essi giungeranno al laboratorio di ricerche biomediche Toto e in particolar modo a una ricercatrice già conosciuta da Hata e le cui implicazioni personali, venendo alla luce progressivamente, dischiuderanno i segreti all’origine della creatura mostruosa che mette in subbuglio la zona del progetto Babylon.
Il film, del cast che ha realizzato gli altri due movie, mantiene il solo Kenji Kawai, mentre cambiano sia lo studio di produzione – Madhause invece che Production I.G – sia soprattutto la regia, dove al posto di Oshii si trova adesso Fumihiko Takayama.
Il character design non si presenta eccessivamente distante da quello del secondo film, mentre la fotografia si fa più plumbea e meno nitida e contrastata, e le animazioni, se inizialmente scorrevoli e ricche, sembrano perdere qualcosa in fluidità col proseguo, e risultano così una tacca sotto il livello del suo immediato antesignano. Kenji Kawai, come sempre, porta il suo compendio musicale ispirato e particolare, seguendo la falsa riga della precedente OST e incidendo sempre non poco sull’effetto globale dell’anime con la sua abilità compositiva.
Tuttavia il film è piuttosto scialbo, e probabilmente il suo più grande difetto è non avere il coraggio di prendere le distanze dai lungometraggi di Oshii e tentare di approntare qualche soluzione originale. Difatti Takayama nella sua regia ricorda fin troppo una brutta copia di Oshii, e non possedendo il suo taglio cinematografico per le inquadrature ricercate – limitandosi tutt’al più a qualche citazione di inquadrature e di sequenze da Patlabor 2 –, non calibrando bene la narrazione e insistendo su un ritmo lento ma non riflessivo e che proprio quello di Oshii non è, finisce per addormentare il film e non creare invece quella tensione latente che dovrebbe essere la base di ogni poliziesco, che altrimenti perde d’interesse. Peccato, perché la sceneggiatura offriva dei passi interessanti, certo non originali, ché le sperimentazioni genetiche e le creature scappate di mano sono uno dei topoi più sfruttati, ma la manipolazione delle informazioni da parte dei media e la corruzione delle istituzioni sono sempre d’attualità, e le vicende personali sia della ricercatrice Saeko sia del detective Kusumi avevano più di uno spunto di riflessione da offrire, e i loro vissuti e come a essi loro si rapportano presentavano una notevole profondità che però non è stata trattata come dovuto.
Bello tuttavia il finale, che riserva un forte accento amaro e che non lascia spazio a buonismi di sorta, e che tutto sommato risolleva un po’ le sorti di un film non propriamente memorabile.
Opinione di Limbes. Voto: 7.0000



Patlabor WXIII
Patlabor conferma ancora una volta di essere uno dei miei franchise preferiti in fatto di anime.
Questo Wasted XIII, seppure ottimo come prodotto, non può considerarsi un nuovo punto di riferimento nell'universo Patlabor; i due precedenti film di Oshii, infatti, risultano ancor oggi superiori in tutto, ma probabilmente non era nelle intenzioni di Fumihiko Takayama gareggiare con due mostri sacri dell'animazione nipponica.
Il film mette da parte i personaggi della Seconda Sezione Veicoli Speciali relegandoli ad una misera comparsa nelle intense scene finali e promuove come primi attori i detective Kusumi ed Hata alle prese con un misterioso mostro che si aggira nella Baia di Tokyo. Nonostante la flemmatica narrazione il film non annoia mai, al contrario, è in grado di coinvolgere lo spettatore grazie all'immedesimazione quasi naturale che si ha coi protagonisti e le loro ricerche. La pellicola, inoltre, è intrisa di simbolismi e piccoli particolari che faranno felici i fan della serie.
Buona la regia (diverse scene strizzano l'occhio a quelle di Oshii), ottimo il montaggio e le musiche di Kenji Kawaii continuano ad essere, a distanza di anni, un sigillo di garanzia.
Consigliato!
Opinione di Washi. Voto: 8.0000



Patlabor WXIII
Una serie di misteriosi attacchi ai danni di alcuni labor nella baia di Tokyo mette in allerta le forze di polizia della città.Il comando della sezione investigativa è convinto possa trattarsi di una ripresa delle attività terroristiche legate al progetto Babilonia.Tuttavia gli investigatori Kusumi e Hata contravvenendo agli ordini seguono un'altra pista.Tutti gli indizi sembrano ricondurre ad una misteriosa compagnia di ricerca, la Hermes Corporation, coinvolta nello sviluppo di nuove tecnologie nel campo dell'ingegneria genetica.
Finalmente libero dall'ingombrante presenza di Mamoru Oshii, Yutaka Izubuchi porta a compimento il progetto WXIII, inizialmente concepito come OAV.Scopo principale del progetto ottenere un realismo abbastanza convincente da rendere credibili agli occhi dello spettatore le vicende narrate.Obbiettivo perfettamente centrato anche per merito delle bellissime animazioni. Non mancano simbolismi e messaggi "nascosti", molto divertente la critica rivolta al cinema americano ormai abituato ad usare una Computer Graphics sempre più fine a sé stessa("We will use digital effects"), significativo in questo senso il modo in cui Kusumi risolve il caso. Notevole interpretazione di Tanaka Atsuko (prof. Saeko Misaki) alle prese con un insolito personaggio estremamente chiuso ed introverso.
Opinione di travellerKino. Voto: 9.0000


Immagine 4 di 10 di Patlabor WXIII

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