Princess Tutu

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| Titolo Originale: |
Princess Tutu |
| Titolo Inglese: |
Princess Tutu |
| Formato: |
Serie TV |
| Anno: |
2002 |
| Episodi: |
38 |
| Disponibilità: |
Play Press (compralo su Amazon.it ) |
| Valutazione: |
8,778 (media 9,286, basata su 14 recensioni) |
| Opinioni episodi: |
16
0
0  |
| Genere: |
Scolastico, Commedia, Magia, Fantasy |
| Siti Consigliati: |
Anidb |
| Nazionalità: |
Giappone |
| Lista Anime: |
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| Nelle liste come: |
3 in visione, 34 completato, 1 in pausa, 1 sospeso, 29 da vedere. |
| Tags: |
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| Immagini: |
26 (by Valentina) |
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Le recensioni sono moderate, leggete il vademecum del recensore.
Princess Tutu
8,778
out of 10
based on 14 ratings.
14 user reviews.
Sonoko
Per l'anime Princess Tutu
Serie TV di genere Scolastico/Commedia/Magia/Fantasy
Episodi Visti: 38 su 38 --- Voto: 10 A prima vista quest'anime, con il suo tratto cosiddetto "kawai" o "puccioso" nel linguaggio comune dei forum a tema anime/manga, trae in inganno, sembrando una graziosa favoletta per bimbe. Niente di più sbagliato, è davvero difficile definire questo capolavoro.
La storia si ispira alla fiaba "Il Principe e il Corvo", e racconta dell'epica lotta tra il Principe Mytho contro il malvagio Corvo. Per vincere il principe ricorre ad una magia proibita, arrivando a strapparsi il cuore, che finisce in mille pezzi che imprigioneranno il Corvo sotto la città. Privato del suo cuore, il principe sarà destinato a vagare senza meta e senza personalità, ma un giorno, mentre danza nei pressi di un lago lo vede una piccola papera, Ahiru, che, colpita dai suoi occhi tristi, se ne innamora al punto da desiderare di diventare un'umana per aiutarlo a recuperare i sentimenti perduti.
Un misterioso personaggio, Drosselmeyer, le dona perciò un medaglione, grazie al quale Ahiru può realizzare il suo desiderio e diventare una fanciulla, Ahiru. Inoltre, in caso di necessità, può trasformarsi nella principessa Tutù, capace di recuperare i vari frammenti del cuore di Mytho. Ma ricomporre il cuore del principe significa anche rischiare di liberare il re Corvo, che intanto trama vendetta. Perciò Drosselmeyer avrà aiutato davvero Ahiru soltanto per bontà d'animo? A quanto pare anche l'interazione di Ahiru e Mytho con i loro compagni di corso e dell'accademia di danza, la bella e sofisticata Rue e il tenebroso e tormentato Fakir, non avviene per caso, e nell'ambito del collegio, se non della città, tutti agiscono come se fossero manovrati da qualcuno come marionette.
Insomma, Princess Tutu è un fantasy romantico e avvincente, con personaggi misteriosi e magistralmente caratterizzati, il tutto immerso nel mondo dei balletti classici, perché ogni episodio è ispirato a uno di essi, avendone la musica come colonna sonora. Lo schiaccianoci, Il lago dei cigni, Romeo e Giulietta, Coppelia, e tanti altri, ogni volta si è totalmente catapultati in un mondo diverso, magico, imprevedibile.
Lo stile di disegno infantile a cui ho accennato all'inizio è gradevole, lo trovo adatto alla storia, e anche il doppiaggio mi piace, mi pare che ogni voce sia perfetta per il personaggio a cui appartiene.
E la colonna sonora, inutile dirlo, a mio avviso è meravigliosa. Insomma, concordo con chi dice che Princess Tutu è arte allo stato puro.
Princess Tutu è un anime da vedere e rivedere, che appassiona, commuove, e ogni tanto diverte. Lo considero uno dei più belli che abbia mai visto, unico nel suo genere. Il mio voto ovviamente è 10!

cielodinverno
Per l'anime Princess Tutu
Serie TV di genere Scolastico/Commedia/Magia/Fantasy
Episodi Visti: 38 su 38 --- Voto: 9 Si tratta di un anime che può trarre in inganno, se tenete conto solo del titolo e della grafica; "Princess Tutu" può apparire, infatti, un po' infantile, ma non lo è affatto: probabilmente la semplicità è stata l'arma vincente per veicolare i vari messaggi che sono nascosti (alcuni meglio di altri) nella trama. Non a caso ci troviamo in un mondo di fiabe, o meglio, in un mondo dove personaggi di varie fiabe s'intrecciano senza che alcuno ne abbia sentore. Una sorta di "Truman show", dove lo scrittore cerca di portare a termine il proprio racconto "Il principe ed il corvo" anche dopo la sua morte. Tutti hanno un ruolo prestabilito: la loro esistenza è guidata inesorabilmente dal destino, e a nessuno è permesso uscire dalla propria strada. Tuttavia chi vorrebbe uscire da una via di cui non è consapevole di stare percorrendo?
Questo fino a che Ahiru, piccola paperella, non viene messa in gioco. Quella non è la storia a cui dovrebbe appartenere: le viene affidato il ruolo della principessa Tutu, destinata a cercare i pezzi perduti del cuore del principe e a scomparire in un lampo di luce una volta confessatigli i suoi sentimenti. Ma era stata la stessa Ahiru a desiderare di poter aiutare quel principe triste che danzava sulle rive del lago. Ed è proprio il desiderare che guida tutta la vicenda: il volere qualcosa di diverso, una vita migliore fatta d'amore. E sarà proprio la goffa piccola paperella a insegnare a tutti che la speranza è un qualcosa di molto potente, persino dell'amore stesso.
Ahiru diviene così una buffa ragazzina che frequenta l'accademia di danza del paese: è goffa e non ha niente della grazia che si attribuirebbe a una ballerina, ma ha un qualcosa, una sorta di fascino, è come se abbagliasse. E il piccolo anatroccolo sgraziato diviene uno splendido cigno quando si trasforma in princess Tutu, tanto da attirare le attenzioni del giovane: tuttavia Ahiru sa che non è lei a ballare con tanta grazia e quella di cui Mhytho si è innamorato è princess Tutu.
Come in tutte le fiabe c'è un percorso di crescita: all'inizio si potrebbe pensare che per Ahiru sia la sua trasformazione in princess Tutu (da anatroccolo diventa cigno), ma probabilmente il crescere non c'entra niente con il diventare grandi e aggraziati; sarà proprio quando capirà che ha già tutto quello che deve avere per essere felice con se stessa e con gli altri che i tasselli inizieranno ad andare finalmente al suo posto, sia per lei sia per tutti gli altri.
Il finale mi ha lasciato piacevolmente sconcertata: con questo non voglio dire che non mi sia piaciuto, anzi, è stato sorprendente. In un genere di anime come questo, appunto come qualsiasi fiaba, c'è un finale che è già scritto e che tutti si aspettano: è proprio questo il bello delle fiabe a cui tutti ci aggrappiamo, a quel "vissero tutti felici e contenti". Anche qui abbiamo "vissero tutti felici e contenti", ma non è quello che ci aspettavamo. Se avrete voglia e lo guarderete, riflettete prima di vedere l'ultimo episodio: immaginate come andrà a finire e poi finitelo. A me "Princess Tutu" ha lasciato un po' di malinconia, sebbene tutti siano felici, anche se non per tutti la felicità ha coinciso con l'ottenere quello che desideravano. Probabilmente era semplicemente quello di cui avevano bisogno.

Fagiana
Per l'anime Princess Tutu
Serie TV di genere Scolastico/Commedia/Magia/Fantasy
Episodi Visti: 38 su 38 --- Voto: 9 Attenzione! Possibili spoiler sulla trama!
Ci sono opere che hanno il pregio di offrire una trama appassionante e ben strutturata, e al tempo stesso di suscitare nello spettatore notevoli riflessioni a proposito dello stesso genere d'appartenenza della suddetta opera: ebbene, il qui recensito "Princess Tutu" entra a pieno merito in questa particolare categoria di prodotti.
Si tratta di una serie di ventisei episodi, realizzata nel 2002 da Hal Studio e diretta da Jun'ichi Satou, personaggio che può vantare una grande esperienza operativa nel mondo dell'animazione giapponese - ha preso parte alla realizzazione di numerosi lavori, tra i quali "Sailor Moon" ed "Evangelion". Se a prima vista può sembrare una serie infantile, è bene non farsi ingannare dalle apparenze, poiché i temi trattati sono tutt'altro che infantili, anche se comunque assimilabili senza problemi da un pubblico non adulto.
Per comprendere i meccanismi che rendono "Princess Tutu" una "narrazione con elementi di meta-narrazione", si possono analizzare le due parti nelle quali è suddivisa l'opera, essendo state le ventisei puntate complessive separate per il passaggio televisivo in due stagioni, che presentano caratteristiche differenti tra loro a livello concettuale.
La prima parte è quella più genuinamente narrativa della serie, una vera e propria fiaba che vede incorporate alcuni motivi tipici del genere majokko. Siamo in una città apparentemente tagliata fuori dal mondo, in cui convivono persone e animali dal comportamento umano, tra le quali Ahiru, una papera che si è invaghita del giovane ballerino Mytho, un ragazzo dall'aria malinconica e assente. La storia inizia quando un misterioso individuo chiamato Drosselmeyer offre ad Ahiru la possibilità di diventare un'umana per aiutare Mytho, donandole un ciondolo in grado di conferirle l'aspetto di una ragazza e, all'occorrenza, di trasformarla in Princess Tutu, una leggendaria ballerina il cui compito è restituire al principe i frammenti dispersi del suo cuore.
Il principe in questione altri non è che Mytho, che per proteggere il mondo da un mostruoso corvo dai malefici poteri, ha sacrificato i suoi sentimenti per sigillare la creatura, diventando un ragazzo apatico e anaffettivo. L'operato di Ahiru-Tutu troverà la strenua opposizione di Rue, fidanzata di Mytho, che si scoprirà essere figlia del Corvo, dalla quale ha ricevuto il potere di tramutarsi in Princess Krahere, e di Fakir, duro e intransigente compagno di Mytho, che pensa di proteggerlo impedendogli di riacquistare i suoi sentimenti, ma che alla fine passerà dalla parte di Ahiru comprendendo che riacquistare i frammenti di cuore è la precisa volontà di Mytho.
La situazione si complica nella seconda parte della serie: Rue-Krahere ha infatti contaminato il cuore del principe con il sangue del Corvo, rendendolo di fatto una marionetta nelle mani del mostro, mentre Ahiru e Fakir cominciano a dubitare di essere veramente in grado di aiutare il Principe. Accorgendosi della mancanza delle pagine finali in molti testi presenti nella biblioteca cittadina, rimasti di fatto senza conclusione, e dell'impressionante somiglianze tra le vicende in essi narrati e gli avvenimenti in cui è stato recentemente coinvolto, Fakir comincia però a sospettare che lui, Ahiru, Rue e Mytho non siano altro che i personaggi di una storia che qualcun altro sta scrivendo. Costui altri non è che Drosselmeyer, lo stesso che diede i poteri di Tutu ad Ahiru, un defunto scrittore che aveva il potere di tramutare le storie in realtà e che ha fatto in modo di continuare a scrivere anche dopo la morte. Ahiru e Fakir dovranno quindi al tempo stesso ritrovare tutti i frammenti del cuore di Mytho, fronteggiare il risveglio del Corvo, conseguenza inevitabile della ricostituzione del cuore del Principe, ed evitare che Drosselmeyer continui a controllare il corso degli eventi, alla ricerca della tragedia perfetta...
Il tema dei personaggi che trovano il coraggio di ribellarsi al proprio destino e di sorpassare la volontà del loro autore, ricco di implicazioni di natura esistenziale e non solo, oltre alla difficoltà tipica dell'individuo moderno di avere uno sguardo completo sulla realtà e di essere padrone delle proprie azioni (vengono infatti in mente i sistemi politici in cui la realtà è distorta da pochi privilegiati per controllare la massa), viene utilizzato con grande maestria da Satou, che lo propone con consapevolezza evitando però che esso prenda il sopravvento sulla componente puramente narrativa dell'opera. Quella di "Princess Tutu" non è infatti una trama al mero servizio delle elucubrazioni filosofiche dell'autore, ma viene sviluppata dall'inizio alla fine in maniera coerente e nondimeno affascinante, permettendo alla serie non solo di essere portatrice di temi complessi, ma anche di garantire allo spettatore un valido intrattenimento, venato in parti uguali di comicità, di dramma e di trasporto emotivo.
Veramente ottimo è il finale, che riesce a essere sostanzialmente lieto aggirando però gli stereotipi del genere avventuroso-sentimentale, acquisendo un'aura malinconica di grande effetto.
Degno di nota è poi il paragone con "La rivoluzione di Utena", serie di Kunihiko Ikuhara che condivide molte caratteristiche con "Princess Tutu": entrambe le opere, in primo luogo, sono fiabe post-moderne, nelle quali i personaggi, inizialmente relegati in ruoli ben definiti, tentano di sfuggire alle imposizioni e alle categorizzazioni di una mente superiore che tenta di sfruttarli per il proprio interesse. Sia in Tutu sia in Utena, poi, è abilmente sfruttata la struttura statica e ripetitiva degli episodi. In "Princess Tutu" infatti quasi tutte le puntate vengono scandite da un ordine di fatti ben preciso, anche se meno rigido che in Utena, per cui a fine episodio viene collocata la sfida tra la protagonista e l'avversario di turno, del quale si è già venuti a conoscenza nel corso della puntata e di cui si conoscono le ragioni che lo spingono allo scontro. Una tale schematicità delle puntate può far pensare che la serie prosegua per inerzia, senza veri sviluppi, invece la regia sfrutta molto abilmente questo stratagemma per schiudere a poco a poco tutti i risvolti della trama e per fare maturare la personalità dei protagonisti senza forzature.
Come accennato in precedenza, in "Princess Tutu" è molto presente anche il tema della fiaba, che si palesa anche nelle trame dei singoli episodi, ricalcate su quelle di fiabe più o meno famose delle quali viene fornito un breve compendio a inizio episodio, prima della sigla, che indica quale sarà il tema portante della puntata in questione.
Grande importanza hanno anche la danza e la musica classica: la prima può essere rilevata nella trama e nell'ambientazione, in quanto Ahiru e gli altri sono studenti di una scuola di balletto e sia Tutu sia Krahere sfruttano la danza come mezzo per i loro confronti, senza contare i numerosi riferimenti alla storia della danza sparsi per tutta la serie, che probabilmente possono essere colti solo da chi è avvezzo all'argomento. La seconda invece la fa da padrone nella colonna sonora, composta quasi interamente da brani classici principalmente di Tchaikovsky, ma anche di Mussorgsky, di Debussy e diversi altri, utilizzati sempre con avvedutezza e mai fuori contesto.
Graficamente è stato svolto un lavoro di tutto rispetto: il character design è sobrio, elegante e grazioso, mai eccessivo nella sua dolcezza, le animazioni sono sufficientemente fluide e curate, specialmente negli episodi finali, e i fondali ben caratterizzati. Sono presenti anche numerosi particolari in computer graphics, che, sebbene un po' datata, non stona con il resto delle scene e risulta tuttora molto godibile.
A conti fatti, "Princess Tutu" si è rivelata una serie eccellente, con diversi assi nella manica, che mi ha appassionato ancor più di quanto mi sarei aspettato, e che consiglio a chiunque sia in cerca di un prodotto intelligente e di qualità, che può tranquillamente essere annoverato senza problemi tra le più riuscite serie della prima decade del duemila. Se amate la buona animazione, non potete assolutamente perdervi quest'anime.

onizuka90
Per l'anime Princess Tutu
Serie TV di genere Scolastico/Commedia/Magia/Fantasy
Episodi Visti: 38 su 38 --- Voto: 9 "Princess tutu" è una serie del 2002 prodotta dallo studio Hal Film Maker e diretta dal geniale Jun'ichi Satō, che ha lavorato per serie del calibro di Sailor Moon. L'opera è divisa in due stagioni per un numero complessivo di ventisei episodi (ignoto il motivo per cui se ne segnino trentotto), rispettivamente intitolate "Chapter of the Egg", e "Chapter of the Fledgling".
Spesso si è portati erroneamente a credere che le fiabe siano un genere di racconti adatti solamente ai bambini, capaci appena di propinare una qualche morale costruita a puntino senza riuscire ad addentrarsi in riflessioni dotate di una certa maturità e profondità. Ritengo che questo sia uno dei più gravi errori e pregiudizi in cui si possa incorrere. "Princess Tutu" è la prova inoppugnabile di come anche una fiaba possa rivelarsi incredibilmente significativa, tragica e dolce. Questa serie non è altro, infatti, se non una bellissima fiaba, anzi, a voler essere precisi, la si dovrebbe considerare la fiaba delle fiabe, la storia per antonomasia, poiché la riflessione che propone va a incidere sul significato stesso della costruzione di una storia, del ruolo dei suoi personaggi e della funzione del suo autore.
Per capire a cosa mi riferisco si deve però fare qualche passo indietro e andare a scoprire qualcosa di più circa le peculiari caratteristiche di quest'opera.
Non si è trattato certo di un nostro capriccio il voler definire "Princess Tutu" una fiaba; essa presenta infatti i personaggi tradizionalmente propri di questo genere, quali il principe, la principessa, il corvo, il cavaliere, accompagnati da un insieme pittoresco di animali antropomorfizzati e parlanti, dei quali illustre esempio viene fornito dal Neko-sensei. Anche la struttura è apparentemente quella di una semplice fiaba: vi si può comodamente notare la classica contrapposizione tra il bene, il principe, e il male, il corvo, e la strenua battaglia tra i due, che porterà prima o poi al prevalere dell'uno sull'altro. Tale battaglia all'iniziare della serie è però interrotta, perché il principe, per non soccombere al corvo, ha spezzato in molti frammenti il suo cuore in modo da sigillare il suo atavico nemico sotto la città, perdendo così la sua personalità, ma riuscendo a fermare la storia, uscendo dalla stessa. Per aggirare tale ostacolo l'autore decide d'intervenire direttamente e qui iniziano le vicende della nostra eroina Ahiru, aka Princess Tutu.
Ora, per comprendere quest'opera è necessario fare uno sforzo di volontà e cercare di cogliere più di quello che si palesa allo spettatore durante la visione, andando ad analizzare in profondità ciò che viene celato all'occhio disattento. Si tratta dunque di una serie suscettibile a più livelli di comprensione e interpretazione, che lascia ampio spazio alla rielaborazione personale dello spettatore, in grado di ricevere la sua essenza in modi diversi.
Se visto superficialmente, "Princess Tutu" potrebbe apparire come una dolce storia che parla d'amore. Non l'amore giocondo e frivolo comune a molte favole, ma un amore sofferto e tragico, un sentimento che scuote le passioni e i desideri dell'uomo e che contemporaneamente lo affligge, in una stringente morsa di autocommiserazione e di pessimismo. A cosa si anela veramente? Ad amare o a essere amati? Il desiderio che in realtà si cela nei più profondi anfratti dell'animo umano è quello di ricevere gratuitamente l'amore dagli altri, possedere l'oggetto di tale brama solo per se stessi, per soddisfare il proprio egoismo e lenire la propria solitudine. Questo è ciò che pensiamo possa renderci felici. Infatti quale orribile destino, segnato dalla sofferenza, attende chi invece ama senza però essere ricambiato, senza poter godere di quell'amore che in cuor suo offrirebbe incondizionatamente, poiché il crudele fato glielo impedisce? La medesima domanda affligge anche i personaggi, in particolare Rue, principessa destinata a non venire amata da alcuno, la stessa Tutu, il cui fato è quello di svanire per sempre nel momento in qui svelerà il suo intimo sentimento all'amato Queste e tante altre riflessioni emergono dal complicatissimo intrico narrativo che si viene a creare; ad esempio la volontà di fermare lo scorrere degli eventi, di fermare la storia, gettando via i propri sentimenti, dimenticando la realtà per costruirsene una fittizia, sicura per se stessi, dove guadagnare una felicità fasulla, confortevole, ma tanto fragile da crollare inevitabilmente innanzi al mutare degli avvenimenti. La soluzione non è fuggire, rimandando inutilmente la propria sorte per paura di soffrire, ma affrontare faccia a faccia il proprio destino per cercare di cambiarlo.
Interessante notare, poi, come venga reso ambiguo il rapporto tra ciò che è reale e ciò che è fantasia, questi due aspetti si fondono in un confuso e onirico amalgama, sottolineando come la loro differenza sia indefinitamente sottile, tanto da portare, più avanti, a inquietanti considerazioni in merito alla liberà individuale.
Con questo passaggio si arriva a un'analisi più approfondita della serie, quale tentativo di decostruzione del processo che porta alla formazione di una storia. Cos'altro determina le vicende di una narrazione se non la volontà del suo autore? I personaggi all'interno della fiaba non sono che mere pedine di un crudele gioco, marionette che credono d'agire secondo la propria volontà senza sapere che dietro vi è la mano di qualcun altro: dell'autore appunto, il quale determina il tragico fato delle sue comparse, giocando a fare la divinità.
Cosa accadrebbe, tuttavia, se i personaggi, piano piano, si accorgessero di essere manipolati, ottenendo così coscienza della loro condizione? Anche se sapessero che ogni loro atto è già stato deciso, come potrebbero agire di conseguenza, in modo da liberarsi? Come poter essere sicuri che il loro comportamento li porti davvero a realizzare ciò che desiderano e non contribuisca invece allo sviluppo della storia, i cui binari sono già predeterminati dal suo creatore?
Una storia che diventa realtà, la realtà che diventa una storia: qual è la differenza tra questi due processi di creazione? La risposta è che essa è molto labile, ambigua, e ciò comporta il dubbio di essere anche noi, senza saperlo, parte della storia scritta da qualcun altro, poiché non possiamo sapere se le nostre azioni e vicende siano state o meno già premeditate in un progetto più grande di noi, da una mente superiore. Anche l'autore della storia non è esente da questo dilemma, arrivando nelle battute finali a porsi anche lui questo quesito, la cui risposta è ironicamente positiva, poiché egli non è altro che un personaggio dell'anime stesso, una trovata davvero brillante e a mio parere geniale.
Nell'ultima parte della storia i personaggi tentano di liberarsi dall'infausto destino che li accomuna, cercando di evitare la triste conclusione che li attende, imposta dalla sadica mente di Drosselmeyer. Ciò non è tuttavia facile, perché essi non sono altro che i suoi personaggi, all'interno della sua storia, sebbene questa spesso gli sfugga di mano, come del resto può accadere anche al migliore scrittore; per questo egli necessita di una pedina da utilizzare come motore di tutto, e questa sarà proprio la nostra eroina, inizialmente estranea alle vicende e introdotta nella narrazione per farla procedere come previsto. Tutu, inconsapevole del suo vero ruolo, accetta questo compito con determinazione, diventando la "mano" dell'autore all'interno della storia.
Il susseguirsi degli avvenimenti, dunque, si costruisce in parte grazie all'intervento e alle direttive dell'autore e in parte in base alle scelte dei personaggi, nei limiti imposti dall'autore stesso che interverrà quando di dovere, per aggiustare e reindirizzare le vicende sui binari da lui scelti. Egli ha già deciso infatti che l'opera sarà una tragedia, ed essendo questa la sua volontà, arduo sarà cercare di svincolarsi da tali catene. Solamente nel finale si riuscirà a superare l'autore stesso e i personaggi, tornando ai loro ruoli, completeranno da soli la fine della fiaba.
Seguendo questa ribellione, portata avanti dai personaggi della serie, non si potrà che rimanere sconvolti dall'incredibile profondità delle riflessioni presenti, per non parlare della credibile umanità che i protagonisti dimostrano, il tutto reso impeccabilmente da una superba regia.
Il lato tecnico infatti è spettacolare. Pochi anime meritano un elogio così sentito per la loro realizzazione a livello visivo e a livello sonoro.
Le animazioni sono molto fluide e ben realizzate, gli sfondi curati e il character design originale e adatto per una serie di stampo fiabesco. Le atmosfere sono cupe e tristi, la città in cui tutto si ambienta è infatti misteriosa e profondamente incoerente; nessun personaggio però sembra inizialmente accorgersene (se non Ahiru, essendo a esso esterna) poiché, naturalmente, nessun personaggio di una storia si stupirebbe dell'ambiente in cui è calato, nonostante le lapalissiane incongruenze che lo caratterizzano.
Il maggior pregio, dal lato tecnico, consiste nell'incredibile comparto sonoro, il quale fa proprie le musiche composte dal genio di Pëtr Il'ič Čajkovskij.
Esse si adattano alla perfezione con la regia, tanto da lasciare a bocca aperta in più di qualche occasione, risultando oltremodo azzeccate con il contesto, la scuola di ballo, ed entrando in perfetta sinergia con l'intrinseca eleganza ed effimera leggerezza delle movenze dei personaggi, i quali sembrano danzare anche nel mentre della più furibonda lotta.
Purtroppo in questa recensione sono stato costretto, per motivi di spazio, a spietati funambolismi sinottici, riducendo al minimo le considerazioni da me tratte in seguito alla visione di questa splendida opera. Tanto ancora ci sarebbe da scrivere e di cui discutere, ma credo sia ora di pervenire a una conclusione per non tediare il lettore. Porgo i più sentiti ringraziamenti a quanti hanno avuto la pazienza di leggere fino a qui e immancabilmente non potrò che suggerire loro la visione di quest'opera, dolcissima e tragica, a cui vale davvero la pena dedicare il proprio tempo.
Voto: 9.

Locke Cole
Per l'anime Princess Tutu
Serie TV di genere Scolastico/Commedia/Magia/Fantasy
Episodi Visti: 38 su 38 --- Voto: 8 Titolo decisamente incognito e mutilato dalla trasposizione italiana, “Princess Tutu” è una fiaba.
A onor del vero, bisognerebbe dire che questa serie è la fiaba, poiché proprio questo è il tema portante della vicenda.
Princess Tutu è un anime che studia, decostruisce e infine riassembla il concetto di favola, spingendosi in questo nell'analisi della soglia fra realtà e finzione, ossia della vita come una grande mascherata posta su di un palcoscenico, dove si giunge seriamente a considerare la validità del libero arbitrio.
Una serie che, in ultima analisi, si presenta come un'allegoria del procedimento di creazione di una personale composizione in un qualsiasi campo dell'arte.
La prima impressione che si ha di quest'opera è sicuramente dettata dall'impatto visivo: disegni semplici e cartoneschi, le tipiche caricature che si potrebbero avere in un anime rivolto a un pubblico molto giovane. Eppure questa è stata la scelta migliore che si potesse fare, d'altronde quella di cui si parlerà non è nient'altro che una fiaba, il parto della mente di un'entità maggiore dei teatranti che sono i protagonisti stessi.
Si apre così la serie con gli elementi che saranno una costante durante tutto il suo sviluppo: la musica classica e il balletto.
Veniamo così a conoscenza del personaggio principale della narrazione, che, paradossalmente, non sarà però la protagonista della vicenda.
Una giovane un po' goffa che studia presso una scuola di danza classica, una ballerina provetta che difende come un cavalier servente il proprio principe e una piccola anatra che sogna ambizioni ben più grandi di lei: tutte queste sono le protagoniste della narrazione e sono la stessa persona.
Costei, la giovane Ahiru, è quindi la pedina che innesca il meccanismo che porterà la storia a evolversi. Tuttavia lei stessa è solo un artificio, d'altro canto affinché una storia possa essere concepita deve esistere il suo autore e questi deve avere modo di interagire con il suo stesso mondo.
Infatti, tocco brillante, l'inventore di tutta la vicenda (Drosselmeyer) è uno degli stessi personaggi e Ahiru altri non è che la sua pedina: s'instaura così il rapporto fra inventore e invenzione, una relazione conflittuale e incontrollabile di inumano sadismo, dove lo scrittore gioca a fare la divinità verso il mondo da lui creato, che tuttavia è anche il mondo da cui lui stesso proviene, infatti le proprie storie altro non sono che un riflesso e una ricostruzione del mondo della realtà interpretato secondo la sensibilità dello scrittore.
Tuttavia, come chiunque abbia mai composto qualcosa in qualsiasi campo dell'arte saprà bene, la propria creazione sfugge sempre, in maggiore o in minor parte, alle mani del proprio creatore, senza mai risultare perfettamente identica all'ideale teorico, evento che comunque non implica una resa minore di quella voluta, spesse volte è persino il contrario.
Nell'opera però il procedimento con cui il suo evolversi porta a esiti imprevisti viene effettivamente personificato dalla rivoluzione portata avanti dai personaggi.
Procediamo però con ordine: si ha una prima metà della serie durante la quale si tratta prettamente il motivo dell'inversione dei ruoli classici, con il principe - Mytho, decostruzione del Siegfried de “Il Lago dei Cigni” di Čajkovskij - che fa le veci dell'inetto che dev'essere protetto; il paladino del principe, Fakir, che rappresenta la stasi, impegnandosi con tutto se stesso per non cambiare il presente; la principessa - Rue, poi Kraehe, decostruzione di Odile - che, dapprima fuori scena, entra poi sul palco per avere per sé sola il principe stesso, mentre il ruolo della vera eroina viene paradossalmente affidato al deus ex machina del regista - Ahiru, poi Tutu, decostruzione di Odette -, la comparsa che assolve impeccabilmente e senza esitazioni né dubbi al proprio incarico, accettando umilmente il suo ruolo anche prevedendone il finale.
E interessante è a questo riguardo come Ahiru sia effettivamente estranea al proprio contesto: lei è sempre vissuta alla scuola, tuttavia questo è falso. Essendo lei un'anatra, ha sempre ammirato il principe, ma da quando lui è in quel mondo lei non ha mai potuto vederlo nel suo splendore, e soprattutto lei è l'unica che inizialmente realizza la fugacità di tutta l'ambientazione.
Tutto questo viene velatamente e comicamente reso evidente nelle diverse scene in cui la ragazza si stupisce del contesto che dovrebbe conoscere benissimo, come nel primo episodio, quando rimane decisamente interdetta alla vista del Neko-sensei.
Princess Tutu ha un mondo fasullo dove però i sentimenti sono veri, dove non è possibile eccedere i propri ruoli se non con fugaci improvvisazioni, il mondo del teatro.
E si giunge così alla seconda parte della serie, distinta dalla prima per profondità delle tematiche trattate e per l'atmosfera ben più tesa.
Se all'inizio ci si era addentrati nel clima favolistico del tutto, osservando come spettatori le azioni dei personaggi che recitano sul loro palco, ora si fa un procedimento di metateatro, guardando con gli occhi degli attori quella che è la loro instabile realtà e cercando di risalire al mondo reale o, al massimo, al proprio creatore.
Ora infatti l'autore impone forzatamente la propria volontà e decide che la sua opera sarà una tragedia, segno dell'avvicinamento alla realtà e dell'abbandono della fiaba. Ed ecco dunque i personaggi divenire maggiormente coscienti delle proprie azioni e, soprattutto, delle loro conseguenze.
Un mondo che crolla inesorabilmente e che, travolgendo i personaggi nel fiume degli ineluttabili eventi, giunge inesorabilmente alla propria conclusione.
Ma i protagonisti, avendo ora ricevuto una maggiore sensibilità dato il cambio di tenore dell'opera da parte dell'autore, hanno raggiunto un maggiore realismo e possono quindi svincolarsi dai propri ruoli, sino al punto di comprendere la loro condizione. E quindi la ribellione: gli attori che cercano, improvvisando, di riscrivere la storia, cercando di opporsi al mondo stesso. Giunge così il finale, dove ognuno riprende il ruolo che gli spetta secondo i canoni più classici, con il cavaliere che sacrifica tutto se stesso per permettere alla vicenda di avviarsi, il principe che corre a spada tratta a salvare la principessa rapita, e infine la comparsa che si vede costretta a cedere il posto ai veri attori.
Il risultato del finale è quindi il rammarico dell'autore, che è stato vinto dai propri personaggi, o forse dal proprio inconscio e che volge il suo sguardo già verso una nuova e più grandiosa composizione. D'altronde è più che tipico degli artisti essere sempre insoddisfatti dei propri risultati.
L'intera vicenda si conclude quindi con la più interessante delle riflessioni proposte, nonché con la risposta che l'autore fornisce per se stesso: potrebbe essere, infatti, che io altri non sia se non la fantasia di qualcun altro di esterno a me e che il mio sia un mondo fittizio, ove le mie azioni siano lo svolgersi di un copione già scritto. Ma anche sapendo ciò, cosa mai posso fare per oppormi a questo stato di cose?
La differenza fra libero arbitrio assume quindi una concezione puramente teoretica, avendo invece negli effetti lo stesso risultato. Sapere di agire liberamente e crederlo soltanto non sono poi due concetti tanto distanti.
Chiaramente tutte queste opinioni sono frutto di un'analisi successiva alla visione stessa dell'opera e non una conseguenza diretta della stessa.
A un impatto più diretto la serie risulta comunque estremamente piacevole, con animazioni discrete e musiche eccellenti, con una colonna sonora magnifica e quasi interamente classica, che richiama, se non addirittura cita direttamente, compositori celeberrimi (solo per citarne due, Musorgskij e Čajkovskij), con una particolare attenzione al periodo neoclassico e romantico.
La narrazione, seppure incalzante solo dalla fine della prima metà in poi, con un deciso climax ascendente nel finale, risulta comunque ben gestita senza mai avere tempi morti. D'altronde alla regia abbiamo Jun'ichi Satō, regista, tra le tante opere, delle prime due serie di “Sailor Moon”.
Una doverosa nota è da fare sulla trattazione estetica della serie: oltre a utilizzare musica classica di buon livello vengono effettivamente fatte citazioni continue a opere classiche di musica e balletto, ma ogni episodio è effettivamente, a ragione o a torto, ispirato a un'opera specifica, come richiamato da ogni titolo.
Nella sua interezza l'opera è infatti una decostruzione del “Il Lago dei Cigni” di Čajkovskij, seppure con un finale assolutamente non tragico.
Come conclusione devo esplicitare alcuni fatti: anzitutto la mia recensione è frutto della visione dell'opera originale e non della sua trasposizione in italiano, che non dubito abbia perso buona parte della sua serietà e profondità dopo la revisione e l'adattamento nostrani.
Poi, nonostante sia ormai banale affermarlo dopo tutto ciò che ho detto, quest'opera non è affatto rivolta a un pubblico infantile. Sicuramente la sua visione non è sconsigliata ai bambini a causa della sua crudezza, tuttavia è necessario un certo livello di maturità e soprattutto la volontà di approfondirla per cogliere i tanti messaggi in essa celati, nonché per vedere l'anime come un'allegoria del procedimento creativo.
Quindi sconsiglio chiunque dal giudicare “Princess Tutu” dalle prime impressioni.
Un piccolo consiglio per concludere: invito caldamente la visione di quest'opera, a parte agli estimatori di Pirandello o a chiunque desideri approfondire il tema della concezione relativistica della realtà, nonché a coloro che conoscono il mondo del balletto e magari potranno cogliere ben più di quello che io ho colto da conoscitore della musica classica, anche a quella bizzarra categoria di persone che sono i giocatori di ruolo. Da esponente molto affiatato del suddetto gruppo, ho trovato infatti molto interessante il rapporto tra narratore e personaggi che si instaura nella serie, conflittuale relazione che porta allo svilupparsi stesso della vicenda, come tipicamente succede nelle sessioni di gioco quando la storia diviene ciò che dall'unione delle vicende che il narratore crea e ciò che dalle azioni dei giocatori si genera.

white-dragon-kisara
Per l'anime Princess Tutu
Serie TV di genere Scolastico/Commedia/Magia/Fantasy
Episodi Visti: 26 su 38 --- Voto: 10 Più che un anime definirei Princess Tutu una splendida fiaba narrata a tempo di musica. Le animazioni e i disegni sono molto curati così com'è curatissima l'ambientazione che si rifà alla reale città di Norlingen in Germania - sono stati aggiunti elementi come la scuola e altri edifici, ma per il resto è tale e quale alla città, mura di cinta comprese. La trama, un misto di amore e tristezza, è così ben amalgamata che non puoi non innamorartene.
Il finale è veramente molto triste e, per quanto lo spettatore speri in un lieto fine per tutti i personaggi, credo che questo sia l’unico modo possibile a completamento della storia.

Francesca Akira89
Per l'anime Princess Tutu
Serie TV di genere Scolastico/Commedia/Magia/Fantasy
Episodi Visti: 17 su 38 --- Voto: 9 Princess Tutu potrebbe a prima vista sembrare un anime per bambini, anche per via dei disegni, ma in realtà è un anime molto intenso che racchiude più di quanto salta all'occhio e la cui atmosfera diventa sempre più oscura man mano che la storia prosegue.
Inoltre, nonostante abbia tutte le caratteristiche dei "majokko" (come Card Captor Sakura, Sailor Moon ecc.), non è classificato come shoujo, ma shonen... Non so davvero spiegarmi la motivazione, ma è così...
L'anime è diviso tra elementi fiabeschi, elementi realistici e di spettacolo... Le musiche dei grandi compositori accompagnano le scene d'azione, durante le quali i personaggi si muovono con grazia a passo di danza, come se fosse un musical (in effetti anche le luci in quelle occasioni sono fatte in modo da far pensare alle luci del palcoscenico)...
Un appunto: titoli degli episodi, nome dei negozi, e qualche battuta (non riprodotta nella versione italiana però) sono in tedesco; evidentemente un omaggio ai principali scrittori di fiabe da cui l'anime trae continua ispirazione...
Ho acquistato i DVD online e mi piace da matti...
Anche se la traduzione italiana lascia un po' a desiderare. Più di una volta hanno sbagliato a tradurre delle battute. E le voci di Fakyr e Mytho non mi piacciono molto, anche se c'è di peggio in giro...
Quella doppiata meglio è Rue. La voce che m'è piaciuta di più invece è quella della lampada nell'episodio della festa del fuoco.
Sarebbe stato utile se insieme ai DVD fossero usciti dei libretti esplicativi, se non si ha una vasta cultura in fatto di fiabe e balletti è difficile riuscire a seguire i diversi avvenimenti così come sono... ^^;;;
Comunque, PT è un anime splendido e di concezione molto originale, e anche se ha alcune pecche (particolari che non vengono mai chiariti, una certa pomposità dei dialoghi ed altre cose di questo tipo), contiene molte delle scene più belle by anime/manga che abbia mai visto... *__*
Musiche splendide, character design che nonostante sia stilizzato e faccia sembrare i personaggi dei bambolotti (quanto lo vorrei un bambolotto-Mytho *_*) è abbastanza curato, ed una trama che anche quando episodica mantiene una sua consequenzialità.
Avrebbe meritato un'edizione italiana migliore (per quanto i titoli iniziali nei DVD siano molto belli).
Shaka_no_virgo
Per l'anime Princess Tutu
Serie TV di genere Scolastico/Commedia/Magia/Fantasy
Episodi Visti: 38 su 38 --- Voto: 8 Princess Tutu sembra un anime per bambini, visto anche il chara, ma è tutt'altro. La prima stagione si conclude quando la principessa Tutu, riesce a restituire i frammenti del cuore a Myto. La seconda stagione è decisamente migliore per colpi di scena ed intrecci sentimentali che nella prima parte sembravano scontati, splendide le musiche classiche e il gioco di immagini che su esse viene fatto. Il finale mi ha lasciato l'amaro in bocca ma vale il motto "ognuno deve accettarsi per quello che è realmente".

naoka_cullen
Per l'anime Princess Tutu
Serie TV di genere Scolastico/Commedia/Magia/Fantasy
Episodi Visti: 38 su 38 --- Voto: 10 Un anime bellissimo e dal significato profondo, le storie dei personaggi sono profonde, e drammatiche.
Inizialmente credevo che quest'anime fosse infantile visto i disegni che a l'apparenza mi sembravano tali, ma guardando questi episodi su un canale regionale della mia regione mi sono ricreduta.
E' un anime stupendo, Le musiche sono perfette e, a differenza di altri anime, i sentimenti che ci sono sono unici, amore, gelosia, odio, sofferenza in molti anime questi sentimenti sono lievi, qui sono stati davvero descritti bene ed ogni personaggio è caratterizzato bene.
Mi dispice solo di non aver visto tutti gli episodi perché non so come questo canale li ha saltati.
Il finale delle serie anche se non era come me lo aspettavo mi è piaciuto molto, almeno quello che ho visto in tv.
MCMXC
Per l'anime Princess Tutu
Serie TV di genere Scolastico/Commedia/Magia/Fantasy
Episodi Visti: 26 su 38 --- Voto: 10 "Questa non e' animazione... questa e' ARTE!" ha detto un amico a cui ho mostrato alcune scene di questa serie. Ed io sono perfettamente d'accordo.
Disegni (Di Ikuko "Sailormoon SuperS" Ito), animazioni, musiche(Con opening ed ending della compianta Ritsuko "Fruits Basket" Okazaki)...tutto e' curatissimo sin nei minimi dettagli, rendendo questa serie un'esperienza piu' unica che rara. Il finale in effetti non e' quello che tutti noi avremmo voluto vedere, ma in effetti e' quello piu' adatto per "rimettere tutto a posto".
Non lasciatevi ingannare dalle apparenze: non e' esattamente una serie per bambini, anzi le tinte fosche regnano sovrane!
Difetti? Il relativo manga e' scarsissimo sia come storia che come disegni, e l'edizione italiana della Play Press non e' tanto facile da reperire ed i doppiatori italiani ci mettono un po' ad entrare nella parte.
Per il resto, e' un capolavoro ineguagliabile.
Erika'91
Per l'anime Princess Tutu
Serie TV di genere Scolastico/Commedia/Magia/Fantasy
Episodi Visti: 26 su 38 --- Voto: 10 Ciao! (è la prima volta che scrivo in un forum, ma come si faaa?? é.è)
Ho visto per la prima volta il manga Princess Tutu nell'edicola di Pozzo d'Adda, un buco in provincia di Milano, aveva una copertina da far pietà, ma l'ho comprato. Subito dopo ne sono stata Rapita. Aveva una trama accattivante anche se la versione di mizuo Shinonome non rendeva veramente giustizia al PT originale, poi mi sono informata e mi sono vista tutti gli episodi in originale con sottotitoli in Giappo, ma dal 10 in poi, quando ho scoperto che la PlayPress avrebbe pubblicato l'anime in Italia ero Felicissima! Ma mi ha (ahimé) molto deluso sia l'enorme ritardo, sia la diffusione, sia il dpooiaggio, sia la copertina, che per andarlo a comprare in edicola stavo sprofondando dalla vergogna, inoltre dal terzo DVD in poi hanno pure tolto i sottotitoli e hanno allungato la serie, passando da tre a quattro episodi.
Nonostante tutto Princess Tutu è un Anime magnifico e non se lo merita proprio un simile trattamento.
Se qualcono di voi ha mai visto i DVD in edicola posso capire perchè non l'abbia mai comprato, sembra un cartone animato per bambini, ma l'anime è completamente differente dall'immagine che la PlayPress tenta di conferirgli!!! Se volete posso mettermi d'impegno e scrivere la trama... ho anche molte immagini! (contattatemi a erika_inzitari@libero.it)
Sanpei
Per l'anime Princess Tutu
Serie TV di genere Scolastico/Commedia/Magia/Fantasy
Episodi Visti: 12 su 38 --- Voto: 9 Poche sono le serie tv recenti che mi hanno colpito come P Tutu; Purtroppo il doppiaggio italiano non si stacca dall'eccessiva caratterizzazione kawaii dei personaggi, ma la sceneggiatura e la complessità delle storie sono decisamente adulte. Tralasciando il recupero dei frammenti del cuore (già visto in sailormoon e Comet-san), l'introspezione psicologica dei personaggi delle fiabe, nonchè quella dei protagonisti è davvero complessa x una serie definibile "majokko". Enorme valore aggiunto è dato dalle musiche originali delle opere di musica classica (Giselle, Romeo and Juliet, Swan Lake, etc) e dai rispettivi balletti. Character design non eccelso, ma ecnica ed animazioni sono ottime e lo stile gotico dei fondali e delle colorazioni fa impallidire molti altri titoli.Tutto si può dire di P Tutu tranne che non ha spunti di interesse al di là della pura animazione.
*Tati*
Per l'anime Princess Tutu
Serie TV di genere Scolastico/Commedia/Magia/Fantasy
Episodi Visti: 26 su 38 --- Voto: 9 Non ho dato i pieni voti solo perché il finale, pur essendo bello mi ha un pochino rattristato. In ogni caso non lasciatevi ingannare dal character design kawaii, le storie raccontate in Princess Tutu sono molto profonde, molto spesso drammatiche e hanno sempre come tema portante un aria di un'opera. Veramente pura poesia.
Una nota per il webmaster, la serie è licenziata in Italia dalla Playpress Publishing.
Nausicaa
Per l'anime Princess Tutu
Serie TV di genere Scolastico/Commedia/Magia/Fantasy
Episodi Visti: 26 su 38 --- Voto: 10 Se amate gli anime realizzati col cuore, in cui la storia ha molteplici livelli di lettura, ed ogni aspetto, dall'animazione, alla colonna sonora, al doppiaggio, è curatissimo, allora questo è l'anime che fa per voi. Si tratta di una storia dentro la storia, in cui i personaggi, legati al destino già scritto dall'autore, tentano di ribellarsi al proprio fato.
Il Principe della storia (ispirato a diversi protagonisti di balletti e fiabe, ma in particolar modo alla figura di Sigfrido del Lago dei Cigni) non potendo uccidere il malvagio Corvo, distrugge il proprio cuore e con le schegge che ne risultano imprigiona il nemico sotto la città. L'autore della storia, deciso a riportare all'ordine il proprio racconto, invia un personaggio secondario, Princess Tutu, a recuperare i vari pezzi del cuore per restituirli al principe. Decide così di far vestire il ruolo della sventurata principessa a una papera, Ahiru, che si era innamorata del principe nel vederlo ballare tristemente vicino al lago.
Non tutto è come sembra, e anche una serie che a prima vista può sembrare molto semplice e destinata a un pubblico di bambini, rivela una profondità ben maggiore, mentre la trama si fa sempre più oscura e la lotta dei vari personaggi contro il proprio fato sempre più disperata. Ogni episodio omaggia un brano di musica classica (soprattutto balletti), ed è un gioiellino a sè.
Non ho alcun dubbio nel dare un 10 pieno a questa serie e consigliarla davvero a tutti. E' disponibile in Italia dalla PlayPress, in 7 dvd (il primo edito nell'ottobre 2006).
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