Terra e...
(Terra e...; Toward the Terra)
Voto: 8,630
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 (Superpoteri, Azione, Fantascienza)
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Terra e...
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Tipo:
Serie TV
Anno:
2007
Episodi:
24
Immagini:
29
Recensioni:
23
Valutazione:
8,630
Media Voti:
8,913
Download:
70 episodi
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Terra e...
Molto bello, non avrei mai pensato che lo fosse sin dai primi episodi.
L'anime gode di tanti punti a favore cominciando dalla regia e dalla scenografia alle quali tengo molto e reputo fondamentali nel giudizio di un anime.
Troviamo riferimenti su Moby Dick la balena spaziale( non so se alcuni ricordano l'anime mobydick 5), al popolo dei MU, cioè di Atlantide anche se qui in concetto di diversità lo fa la possibilità di sfruttare a pieno il proprio potere mentale.
In precedenza, negli anni 80 c'è stato un discreto successo (non in Italia purtroppo del film terra e...
I temi vengono narrati in un modo impeccabile, le vicende razziali, le guerre, l'odio, il rancore, sono i temi principali che muovono i fili dei personaggi principali di questo anime.
Caratteristiche tecniche
L'anime vanta una buona colonna sonora, un buon design e delle animazioni scorrevoli e ben realizzate con fondali azzeccati agli ambienti descritti ed un ottima sceneggiatura e regia, come già anticipato che fanno in modo di non annoiare lo spettatore che viene stimolato continuamente.
Trama
In un ipotetico futuro dove gli umani hanno dovuto abbandonare la terra perchè non era più abitabile l'uomo si trasferisce nello spazio e trova alcuni pianeti che possono ospitarlo, tra cui Ataraxia, dove gli umani, che non nascono più dai rapporti sessuali ma bensì in provetta e successivamente affidati a dei genitori adottivi, i quali sapranno meglio istruire e crescere questi bambini perchè non vincolati dall'affetto di parentela.
Il giorno del quattordicesimo compleanno (chiamato anche il Giorno del Risveglio) i giovani debbono sostenere un esame per essere ammessi tra gli adulti e quindi nella società per portare avanti il progetto di tutela e conservazione della società stessa nella quale vivono. L'esame consiste nel cancellare i ricordi del giovane riguardo il suo passato in modo tale che non possano interferire con la preparazione successiva. In questo esame però sembra che si controlli anche la possibilità che il giovane in questione possa essere un Mu o meno. I Mu sembra che siano degli essere umani che riescano ad utilizzare la parte del cervello che gli altri umani non riescono a sfruttare facendo così delle cose sbalorditive come il comunicare con la mente o leggere pensieri altrui ed usufruire della psicocinesi. Il sistema che si occupa di tutto ciò viene chiamato sistema Dominazione Superiore anche detto SD.
Il nostro protagonista di turno Jomy Marches Shin proprio durante il suo esame di maturità scoprirà di essere un Mu e non prenderà di buon grado questa triste verità e neanche il fatto di essere salvato dai Mu per non incorrere in morte certa.
Gli umani temono i MU, come in tutte le opere che abbiamo visto e delle quali troviamo riferimenti nella vita reale, l'uomo ha paura di ciò che è diverso e che non conosce, in questo anime i MU non fanno eccezione.
Da qui in poi si aprirà la strada del nostro Jomy che, una volta capito il sistema in cui vive e la sua reale natura, si imbarcherà con i Mu per un viaggio nello spazio alla ricerca della famosa madre patria di tutti gli esseri umani, e anche dei Mu considerando che questi ultimi derivano da essi.
Non mancheranno le avversità nel loro viaggio e tanto meno il sistema SD lascerà i MU agire liberamente.
Credo che l'anime oltre a meritare d'essere visto per i suoi punti di forza ha meriti anche come anime educativo per molti adolescenti e non solo.
Lo consiglio vivamente.
Opinione di koji_77. Voto: 9



Terra e...
Recentemente mi sta risultando piuttosto difficile dare un dieci a una serie. Questo perché, a furia di vedere anime, ne sto trovando sempre più di simili, di character non esattamente ottimali in tutti gli episodi, di sigle che non mi piacciono... E quindi, sì, sono contenta di aver finalmente trovato una serie che sia riuscita a prendermi completamente. Certo, forse come difetto, potrei trovarci il fatto che gli ultimi episodi sono forse un po' troppo veloci, a differenza dei primi e dei centrali, ma poi mi rendo conto che pare sia una prerogativa giapponese, questa e che comunque non ha senso penalizzare una serie ottimale solo per questo.
E' incredibile come, quando una serie la si trova perfetta non si riescano a trovare le parole per poterla recensire se non un "bellissimo": bellissimo il character, bellissime le sigle (adoro soprattutto la prima finale), bellissima la storia: l'arco che copre, pur essendo ampio, è narrato molto bene, con i giusti tempi e senza lasciare nulla al caso. A volte, mi sono ritrovata a chiedermi "Sì, ma che c'entra?" per poi, qualche episodio dopo trovare la risposta alla mia domanda. Lo stesso vale per i personaggi, tutti magnificamente tratteggiati (paradossalmente, forse è proprio Jomy quello a cui manca qualcosa) e tutti necessari, anche i secondari e i terziari, alla storia, anche se all'inizio può sembrare il contrario. Ed è proprio per questo che, alla fine, non si capisce più per chi si fa il tifo. Anche i "cattivi" dimostrano non solo di avere un perché, ma una profonda evoluzione che li porta ad essere amati e capiti nonostante le strade che poi possono prendere.
E' una serie complessa, questa, che mi piace proprio per questo: vengono trattati tanti, troppi temi per poterli annoverare tutti (soprattutto quella sorta di razzismo nei confronti dei diversi, quali sono i Mu per gli esseri umani), come anche sfocia in diversi generi: non si tratta di una semplice avventura fantascientifica: qui ci sono personaggi che a modo loro crescono, maturano, imparano, amano, odiano.
Inutile dire che la consiglio a tutti, anche a chi non ama la cosidetta fantascienza: scoprireste che c'è molto, molto altro.
Opinione di Naco. Voto: 10



Terra e...
Terra e... è meraviglioso. Già dall'incipit della prima puntata ci si rende conto che si ha a che fare con qualcosa di interessante. Poi parte l'opening: stupenda! E poi 24 puntate una più bella dell'altra. Il capolavoro esce fuori alla quinta o alla sesta puntata ora non ricordo bene, poi staccarsi diventa impossibile. Il messaggio, come è stato sottolineato da chi mi ha preceduto, è attualissimo: la diversità. Perchè i Mu sono diversi e per questo temuti. Poi la ricerca della propria patria ed della propria identità... tutto davvero attualissimo. Il tratto è molto particolare e potrebbe non piacere ma dopo le prime puntate non ci si fa più caso. Lasciatevi trasportare dalla magia di quest'anime, sarà un esperienza unica. Capolavoro assoluto.
Opinione di Mugen. Voto: 10


Terra e...
Trasmesso la scorsa stagione in Giappone per 24 puntate complessive, questo anime, che considero riduttivo inserire nelle solite categorie (sci-fi, shounen fantastico o quant'altro), è tratto dall'omonimo manga di Takemiya Keiko, Chikyuu e (in inglese Toward the Terra, per nostra felicità nell'anime hanno messo la parola Terra e pronunciano sempre Terra), pubblicato nel 1977. Esiste anche un lungometraggio animato del 1980, ad opera della Toei Animation.
Inizio subito col dire che l'ambientazione futuristica non deve spaventare chi non è abituato, o è abituato male, a queste cose. La narrazione in qualche modo compensa, secondo me, i difetti nell'utilizzo delle tecniche digitali per le scene di combattimento. Per il resto la storia segue un suo filo logico, saltando da una prospettiva all'altra senza cadute troppo brusche, ma su questo mi soffermerò in seguito.
Pur non essendo un patito di fantasy, trovo che quest'anime dia più importanza alla sfera emotiva che ai sensazionalismi, toccando il tema dell'intolleranza in un modo tutto suo particolare, quasi ponendo le rispettive visioni sullo stesso piano (l'intransigenza è una brutta bestia).
L'umanità, dopo aver ridotto la Terra ad un pianeta sterile ed inabitabile, inizia la sua corsa al dominio spaziale. Per evitare che si ripeta quello che ha portato alla distruzione del loro pianeta d'origine, gli uomini delegano ad un efficientissimo sistema di controllo, denominato Mother System, il compito di annientare qualsiasi tipo di rigetto dell'ordine. La vita delle persone, sparse in vari pianeti, deve essere controllata in maniera quasi meccanica, in modo che qualsiasi pulsione autodistruttiva (nell'ambito della specie) venga meno. A questo scopo individui adatti all'ubbidienza totale vengono selezionati a seguito di un esame, nel quale qualsiasi ricordo della loro vita viene cancellato. Così privati di legami umani, questi individui risultano più propensi ad accettare il loro compito, entrando a far parte dell'élite militare sottoposta non già ad un governo elettivo ma ai criteri di giudizio del Mother System.
Jomy Marquis Shin (o Marcus, in katakana è maakisu) è uno dei protagonisti della storia. Ragazzo normale, senza troppe pretese o ideali consolidati dall'esperienza, vive una vita tranquilla nel centro d'educazione di Ataraxia: ha dei genitori premurosi, degli amici sinceri (Swena Dalton e Sam Houston) e soprattutto sta per entrare a far parte dell'élite militare a salvaguardia del genere umano. Destino vuole che proprio il giorno della prova scopra di avere delle capacità particolari (questo in parte grazie all'animaletto che in seguito verrà ribattezzato Rain), caratteristica che il sistema di controllo non ritiene ammissibile: scopre di essere entrato, suo malgrado, in quella che gli uomini definiscono razza Mu (uso il termine razza per sottolineare il senso negativo con il quale i Mu vengono considerati), persone che presentano identiche caratteristiche umane ma poteri particolari, accompagnati da un qualche deficit fisico (tipo debolezza, mutismo, cecità, etc.).
Quando il processo di cancellazione della memoria cerca di resettare la mente del ragazzo, la sua volontà di non dimenticare scatena una forte energia ed è solo grazie all'intervento di Soldier Shin (a capo della compagine Mu) che Jomy riesce a scampare alla persecuzione degli umani.
I Mu infatti sono una variabile che, diciamo, entra in contrasto con la programmazione del Mother System: in realtà la loro presenza non viene in alcun modo esclusa dal sistema, ma controllata, mappata (in quanto il programma che ne sta alla base non prevede la distuzione di esseri umani -e i Mu sono umani quanto gli altri, ma questo lo capirete guardando le ultime puntate). Insomma una variazione conosciuta che non solo non si è cercato di inibire, ma che si vuole studiare (in quanto variazione casuale).
La convinzione imposta agli uomini di sterminare i Mu sembra allora svolgere un ruolo di sedativo di coscienze: per evitare all'uomo la distruzione diventa sistematico indirizzare il suo odio verso il disprezzo e lo sterminio del diverso.
Contemporaneamente il sistema è stato programmato per portare a termine un progetto più ambizioso, il perfezionamento del genere umano. Quindi quella che abbiamo di fronte è la contrapposizione tra una realtà esistente -non accettata- ed una realtà fittizia, che si vorrebbe in sistituzione di quella esistente. I personaggi vengono coinvolti in qualcosa che va al di là dei loro propositi, siano essi il ritorno alla Terra (unico luogo di possibile sopravvivenza per i Mu) o lo scontro frontale per la salvaguardia del genere umano (che non tiene però conto della dignità dell'altro, senza riconoscimento).
Nel corso dell'anime assistiamo alla disperata ricerca di una terra aliena dal conflitto, prima sotto la guida di Soldier Shin e degli anziani Mu, poi sotto Jomy (divenuto Soldier Shin) e Physis (la cui natura resta incognita fino alle ultime puntate). Contemporaneamente ci viene permesso di seguire l'altra faccia della storia, il funzionamento del sistema di controllo della mente, attraverso le esperienze più o meno tragiche di Swena Dalton, Sam Houston, Shiroe ed il misterioso Keith Anyan nella stazione orbitante E-1077.
Il rapporto tra le due entità si potrebbe definire all'insegna dell'incomprensione reciproca: qualsiasi tentativo di pacifica convivenza viene tranciato si, in prima istanza, da una parte, ma anche la linea oltranzista dell'altra sembra giocare un ruolo importante. In questo contrasto di vedute rientrano le esperienze personali di Jomy da una parte e di Keith Anyan dall'altra: il primo cerca nelle proprie forze di portare a termine un compito quasi impossibile, il secondo nasconde le proprie emozioni perché ritiene la sua esistenza accessoria ai voleri della Madre; il primo opta sempre, almeno all'inizio, per una soluzione pacifica, il secondo è tremendo, sistematico, un mostro inflessibile (che però si piega alla morte di Shiroe, alla pazzia di Sam e al sacrificio di Matsuka).
La breve parentesi di Nazca, pianeta che i Mu hanno scelto come possibile casa, apre uno spiraglio: all'iniziale e comprensibile contrarietà degli anziani (o Terra o niente) si sostituisce la voglia di ricominciare dei giovani. I figli di Nazca diventano il simbolo della speranza per tutti i Mu, speranza effimera come le capacità di Physis riescono a percepire. La distruzione del pianeta ad opera dell'arma speciale Megiddo rappresenta la frattura tra la prima parte dell'anime e la seconda.
La seconda parte, caratterizzata dagli scontri e da alcune riflessioni, non ha bisogno di molte spiegazioni. All'arma nuova dei Mu, costituita dai figli di Nazca (capitanati da Tony), si contrappone lo spiegamento di forze delle milizie umane comandate da Anyan (ha fatto carriera). A seguito delle perdite (numerose da parte umana, poche ma sentite da parte Mu), l'anime ha un suo epilogo proprio sulla Terra. Luogo ancora contaminato, distante da quello che i Mu sognavano, racchiude il centro del potere del Mother System. Proprio nel contrasto con la decisione estrema del sistema, quella che sembrava un'unione impossibile tra le due parti si compie, al costo di vite preziose. Di più non posso raccontare, per non rovinarvi il finale.
Molte scene dell'anime sono caratterizzate da una drammaticità che non guasta: le scelte tremende che vengono prese, le convergenze inevitabili che spezzano una narrazione tranquilla, tutto sembra giocarsi sul dubbio, sulla non accettazione dei fatti, in parte anche sulla vendetta, sicuramente sulla volontà di cambiamento (sia esso pacifico o radicale). I sentimenti dei protagonisti vengono in parte intensificati in parte soffocati, interiorizzati dal peso delle rispettive convinzioni. Da ambo le parti assistiamo alla caduta inesorabile (della serie "chi ci ha condotto a questo non ne vedrà la fine"), ad una ammissione tardiva di responsabilità, ad un dialogo estremo (e ad una solitudine umana). Nella convinzione che nessuna macchina è in grado di valutare tutte le possibili gradazioni della verità né tantomeno di stabilire cosa sia giusto o meno.
A livello di animazione l'anime si mantiene quasi costantemente su ottimi livelli, non cade a precipizio come altre cose che non sto qui a raccontare. Le musiche sono belle, sia per quanto riguarda le sigle (tra le quali prediligo Jet Boy Jet Girl di Takahashi Hitomi) sia per i temi interni.
Se dipendesse da me quest'anime sarebbe doveroso trasmetterlo in Italia, ma aspettiamoci cose ben più lunghe e noiose.
Consiglio vivamente la visione dell'anime in inglese, tralasciando le polemiche su uno dei gruppi che lo sta seguendo (che se si deve scegliere tra un gruppo inglese che traduce dal giapponese e un gruppo italiano spocchioso che traduce dall'inglese che traduce a sua volta dal giapponese è comunque meglio optare per la prima soluzione -per chi segue anime non è un'opzione sapere l'inglese, è un obbligo!).
Opinione di KenzoTenmaFRNSGL-Radicchio F.S. Voto: 10



Terra e...
In matematica due linee parallele sono due linee che non si incontrano mai, o meglio si incontrano ad infinito. Questa prospettiva dell’incontro ad infinito mi ha sempre incuriosito e ho cercato di capire cosa volesse dire, in matematica questo significa che le linee non si incontrano mai, ma filosoficamente questo può avere un significato più profondo; incontrarsi ad infinito può significare incontrarsi solo idealmente. Trasformare la matematica in filosofia di vita non è mai sbagliato ed è proprio da questa filosofizzazione che voglio iniziare la recensione di Terra e… Le due linee sono infatti i due protagonisti, o meglio, i due pilastri dell’anime: Jomy e Keith. In realtà l’aspetto più interessante dell’anime è quello di porre poca attenzione ai protagonisti, che non sono mai cosi chiaramente definiti, ciò a cui si vuole prestare attenzione è la storia, o meglio la trama, o meglio la filosofia che ci sta dietro. Le due linee infatti possono rappresentare la vita dei due ragazzi che corre parallela allo scorrere degli anni.
L’anime è infatti caratterizzato da una particolarità, ovvero il salto temporale. La cronologia infatti salta di parecchi anni poi mostra alcuni episodi temporalmente consecutivi e poi torna a saltare di parecchi anni quasi improvvisamente, facendoci vedere soprattutto l’evoluzione dei personaggi; inevitabilmente tutto ciò influisce però sulla caratterizzazione degli stessi, perdendo la possibilità di vedere la loro evoluzione progressiva e mostrandoci solo la loro crescita a tappe. In questo si sacrificata la caratterizzazione dei personaggi, ma ne guadagna l’architettura della storia. Non sempre infatti le trame degli anime possono evolversi in poco tempo ed è giusto infatti proporle nella loro completezza. Quando guardo un anime infatti tendo sempre a cercare di differenziare la trama (sostanzialmente il racconto, l’intreccio della storia, la cronologia dei fatti) ed il messaggio ad essa associata, a volte il messaggio viene completato prima della trama, a volte, come in questo caso la trama viene estesa per dare coerenza al messaggio.
In questo caso il messaggio però è multiplo e ricco, senza dubbio se si vuole riassumere la trama dell’anime la si può descrivere come scontro razziale perché apparentemente è quello che è. Vi sono due gruppi: gli umani e i Mu e tra i due il contrasto razziale è molto forte; in realtà non è solo questo. Non è solo uno scontro di razze, ma anche uno scontro generazionale ed evolutivo, il passaggio tra il vecchio, l’uomo che vuole conservare il suo status quo, e il nuovo, ovvero i Mu che rappresentano il passo evolutivo per la specie.
La resistenza al cambiamento è forse una delle cose più difficile che nella nostra vita dobbiamo affrontare e questo lo vediamo tutti i giorni dalle piccolezze alle grandi cose, l’anime è esemplare su questo aspetto poiché propone al resistenza al cambiamento evolutivo, non solo a livello di specie ma anche a livello generazionale. Più volte infatti viene proposto il confronto tra la vecchia generazione dei Mu e la nuova, il salto temporale serve a rafforzare ulteriormente questo contrasto proponendo le differenze comportamentali di generazioni diverse.
Da questo contrasto è esemplare la volontà dei giovani di non farsi trascinare nelle vendette e nei sentimenti del passato, la volontà di una generazioni di crearsi da solo il proprio modo di vivere, di non farsi influenzare da ciò che in passato è successo. Al contrario però la pressione della vecchia generazione è troppo forte e si finisce sempre nel cadere nel vortice dei vecchi rancori.
Si è detto dell’evoluzione del proprio comportamento al cambiare dell’età; questo è forse l’aspetto più interessante per i due pilastri dell’anime, che da questo punto di vista sono opposti. Jomy lo possiamo considerare come una retta in crescendo, la sua evoluzione è netta cosi come il suo processo di maturazione; all’inizio è molto immaturo e quasi irritante, pian piano però acquisisce consapevolezza e sicurezza di sé. Keith invece è una retta molto irregolare, quasi una spezzata; inizialmente si avvicina progressivamente a Jomy e lo fa nel furore della gioventù. Il suo spirito indomito si sente, nonostante sia quasi una macchina, arriva addirittura a pensare di ribellarsi alla Madre. Si tratta di un comportamento tipico adolescenziale concretizzato nella volontà di ribellione (da precisare che si tratta di azioni comunque molto composte, ma forti se consideriamo il personaggio ). Con il crescere dell’età adulta quella linea che si stava per incrociare con jomy si allontana repentinamente. Keith subisce quella volontà di conservazione tipica dello status quo che invece preponde nelle persone adulte; insomma, diventa più schiavo degli schemi e più vincolato.
Se il contrasto generazionale è importante lo è forse ancora di più il contrasto evolutivo. Qui abbiamo due sistemi evolutivi diversi, da una parte vi è l’uomo con la sua imperfezione, con i suoi errori ma con una ferrea volontà di migliorarsi. Consapevole delle proprie debolezze dovute alle forti pulsioni emozionali, decide di auto-limitarsi diventando volontariamente schiavo delle macchine, che al contrario rappresentano la pura razionalità. Ciò che ne viene fuori è però un essere che sconfessa se stesso, un essere limitato tanto da perdere il significato della propria esistenza. Dall’altro lato ci sono i Mu che rappresentano l’evoluzione dell’uomo, non nascondono le proprie emozioni; al contrario queste sono espresse esponenzialmente, tanto da essere condivise da tutti, con i poteri psichici non è più possibile nascondere ciò che si prova, l’essere umano non deve più sforzarsi di farlo, al contrario vi è una fortissima empatia che spinge tutti a mostrare ciò che si ha dentro e non avere più paura della componente emotiva, che invece rende schivi perché rappresenta la parte incontrollabile e quindi più tremenda.
I Mu rappresentano il passo evolutivo successivo, perché risolvono questo problema in una prospettiva diversa e quindi non sopprimendo ma esplodendo i sentimenti.
Lo scontro generazionale è forte, gli uomini hanno infatti paura di esseri che non nascondono i sentimenti, di esseri talmente saggi da rappresentare un passo evolutivo troppo lontano da comprendere, e l’uomo teme ciò che non può razionalizzare. Gli uomini quindi studiano i Mu perché ne sono indubbiamente attratti, ma hanno paura che questi possano sconvolgere l’ordine creato.
Evoluzione generazionale, evoluzione razziale, ma anche evoluzione interiore. Quest’ultima è quella che dovrebbe caratterizzare il telespettatore, l’evoluzione che è anche sensibilizzazione su temi importanti come la razza e l’ambiente. La Terra proposta è la meta del viaggio, è l’Eden che si vuole raggiungere, è sostanzialmente un mondo ideale costruito. La Terra rappresenta il ventre che ha generato l’uomo, tornare alla Terra significa tornare al passato, per i Mu poter vivere come gli esseri umani, poter vivere nella loro tranquillità, poter iniziare a vivere, visto che fino a quel momento il loro è sempre stato un nascondersi e non un vivere.
Per gli uomini invece la Terra e un posto da rigenerare, anche per loro la Terra è un ritorno al passato, un passato ricostruito però, un passato dove l’uomo deve essere perfetto. Le macchine vogliono, come un dio, rigenerare la razza umana privata dagli errori e dalle imperfezioni, ricostruire la Terra e far ricominciare tutto di nuovo in un mondo perfetto.
Per entrambi però la Terra è adesso un luogo desolato lontano dai loro sogni. Metaforicamente si capisce che non è possibile iniziare di nuovo operando in maniera separata Mu e umani, razionalità e sentimento infatti si devono fondere, solo cosi sin può rigenerare tutto di nuovo; solo ne finale dove si comprende l’importanza dell’integrazione finalmente si assiste ad una Terra rigenerata.
Si torna quindi indietro, tutta la corsa temporale di centinai di anni mostrata nell’anime sembra quasi non essere mai passata, tutto sembra essere stato un sogno, o meglio un incubo interiore concretizzato nella volontà di voler forzare l’evoluzione, di voler apertamente selezionare i parametri di progresso umano.
L’ultima scena serve proprio ad indicare questo smarrimento, si torna al passato a Keith e Jomy piccoli che giocano, e ci si chiede se quello che si è visto non sia stato un’illusione.
Estendere al massimo il tempo per poi comprimerlo è l’aspetto più sorprendente del finale della storia ed anche più significativo. L’evoluzione dell’uomo non sta nei Mu o negli umani robotizzatiti, il futuro dell’uomo sta semplicemente in se stesso.
È chiaro quindi come quelle due linee inizialmente percepite come dritte in realtà formano un circonferenza che si chiude e fa iniziare tutto di nuovo, una circonferenza che vista da lontano sembra quasi un puntino.
Nel puntino quindi non esistono più le rette che non si incontrano mai perché è tutto unificato, quindi abbiamo quasi dimostrato che filosoficamente il concetto di parallelismo non esistete, percorsi evolutivi diversi portano ad un risultato quasi mai completamente diverso.
LightLife

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Utenti On-line: 484 Record: 797 Utenti (28/7/2010)
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