God87
Per l'anime
Mobile Suit Victory Gundam
Serie TV di genere Guerra/Fantascienza/Mecha/Azione
Episodi Visti: 51 su 51 ---
Voto: 7 'Victory' è il primo Gundam il cui gradimento è subordinato non alla sua qualità effettiva, ma al fatto che si siano viste, o meno, le serie precedenti.
È il leggendario Gundam per bambini affidato a un Tomino nel momento più depresso e incazzato della sua vita, preambolo per combattimenti e situazioni surreali, mecha "giocattolosi" (tra mobile suit insettiformi che ricordano gli aura battler di Dunbine e mostruosità robotiche dalle sembianze di draghi, formiche, ecc.), e un protagonista giovanissimo da un lato, un sadismo immotivato dall'altro. L'occasione del regista per esprimere senza freni inibitori il suo odio viscerale e universale, all'epoca, per la donna, qui nelle molteplici vesti di fidanzata, madre, amica d'infanzia, combattente e figura di comando (politico e militare), portatrice dei più deprecabili vizi che avranno terribili ripercussioni: frivolezza, tradimento, voltafaccia, gelosia, insensibilità, ingenuità, idealismo imbecille - il piano della regina di Zanscare del creare una società improntata sulla figura materna della donna. La serie è una disamina improntata sul disgusto, che verrà miracolosamente smentita anni dopo in "Brain Powerd" dove, con una nuova analisi, la femmina sarà riabilitata.
Per quanto ingenua e, a suo modo, immatura, quella dell'analisi comportamentale della donna è stata un'idea originale, e, bambini o meno, Tomino ha modo di esprimerla attraverso tutta la cattiveria sopita fino a quel momento: non a caso 'Victory' rappresenterà l'apice della sua crisi depressiva e, dopo di essa, ritroverà pace con il mondo cambiando completamente le atmosfere dei suoi nuovi lavori. In quest'occasione, però, gli infanti dell'epoca avranno avuto gli incubi: la serie è così sfacciatamente infame che la morte violenta di personaggi simpatici, lungo il suo dipanarsi, è pura routine. L'occasione di far affezionare lo spettatore ai vari comprimari, salvo ucciderli orribilmente nell'arco di pochi episodi solo per mortificare - non ha eguali la facilità con cui l'esercito Zanscare massacra chiunque gli stia minimamente antipatico, siano anche suoi soldati.
Chiaro che, con le sue finalità truci e vendicative e con l'imposizione Sunrise di fare una serie per bambini, a Tomino non interessasse raccontare chissà che storia o parlarci di chissà quali protagonisti: tutto è un riciclaggio senza fantasia degli stereotipi "gundamici" assimilati fino a quel momento, quindi ancora spazionoidi indipendentisti, newtype e cloni di Char, Haman, Sayla e Kai (addirittura il generale Revil!), senza contare una masnada di idee provenienti da F91 e addirittura da 'Ideon' (la figura del neonato Karlmann). Nel suo apparente scazzo Tomino dimentica così di dare una caratterizzazione forte agli eroi, che rimangono funzionali alla vicenda senza mai bucare lo schermo, e ribadisce fino allo spasmo, addirittura in 51 episodi, tutti i topoi classici della saga, tra storie d'amore appena sbocciate che finiscono in tragedia, armi segrete dei cattivi, cambio del Gundam protagonista a metà serie e una forte umanizzazione dei nemici che porta spesso, per non dire sempre, a esiti tragici, alla lunga stucchevoli. Questo per l'assoluta prevedibilità delle morti che, siano di comprimari o di villain "umani", sono sempre preannunciate da un maggior approfondimento di quel determinato personaggio a inizio puntata, unico momento in cui trova un minimo di profondità, in mezzo allo spropositato numero di schermaglie su cui si basa la serie, per provare a commuovere nel momento della sua dipartita.
Nulla di stimolante per i fan di vecchia data, ma paradossalmente, per quanto sia una serie inutile che non aggiunge niente, 'Victory' è tra i lavori più autoriali di Tomino.
Non si può infatti negare la "stilosità" della sceneggiatura: tutto già visto, ma scritto benissimo e, per metà serie, coinvolgente. Prima della consueta seconda parte basata su scontri spaziali ripetuti 'ad nauseam', la serie trova insperato carisma nel variegato numero di suggestive ambientazioni teatro delle battaglie (villaggi di montagna, acquedotti, catene montuose, una pittoresca base di lancio missilistica, ecc.), nelle atmosfere tese, nell'intrigante struttura a flashback dei primissimi episodi, che buttano di peso lo spettatore dentro la storia senza alcun preambolo salvo poi ricapitolare nelle puntate successive. Sopratutto, la resa degli scontri più duri e/o apocalittici è sublime, con una regia e un senso del pathos di alto livello. Scema tutto nella seconda parte trascinandosi stancamente fino alla fine, ma ecco tornare la luce nello scontro finale: trucido come ci si attende, ma reso in un modo magnificente, con insert song commoventi, sofferte dipartite e un triste epilogo capace di ripetere, sembrava impossibile, le atmosfere liriche e strazianti di 'Be Invoked', assurgendo forse a più intensa conclusione mai filmata da Tomino.
Controverso è il chara di Osaka, di una semplicità imbarazzante e inguardabile nei primi momenti, via via più apprezzabile e particolareggiato con l'avanzare della serie. Stessa cosa per il mecha: il primo modello di Victory Gundam, nella sua forma "facilotta" e priva di fierezza è quasi osceno, ma i nuovi modelli che appariranno saranno sempre più massicci. Notevoli invece sono le drammatiche tracce sonore, mentre deludenti sono le animazioni, con un medio budget che sembra assurdo pensando alla "sboroneria" tecnica di tutte le produzioni precedenti.
Alla fine trovo difficile stabilire a chi rivolgere le considerazioni finali: in linea teorica chiunque s'è già sciroppato buona parte delle serie precedenti non troverà elementi di interesse in 'Victory Gundam', tant'è che Tomino stesso non ci ha pensato due volte, come nel caso di ZZ, a disconoscerlo. Victory però, dopo l'insuccesso del precedente F91, pur in effettiva continuity, è stato anch'esso concepito come reboot per avvicinare nuove generazioni al marchio, e a questo tipo di pubblico potrebbe piacere, e anche molto. Da qui la difficoltà ad affibbiare un voto, che sarà la sintesi tra il valore effettivo dell'opera e quello di chi s'è già visto una qualsiasi serie precedente. Rimane da sé che Sunrise stessa si rese conto che era era tempo di rinnovarsi per evitare il pericolo di ulteriori fotocopie, ed è con questa mentalità che l'anno dopo uscirà 'G Gundam' e 'Victory' rimarrà l'ultima serie tv, ad oggi, ambientata nell'era spaziale.
