The Tatami Galaxy
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The Tatami Galaxy
8,000
out of 10
based on 6 ratings.
6 user reviews.
elianthos80
Per l'anime The Tatami Galaxy
Serie TV di genere Commedia/Sentimentale/Scolastico
Episodi Visti: 11 su 11 --- Voto: 9 Se avessi la possibilità di rivivere ogni volta una realtà diversa, riusciresti a fare le scelte giuste e distinguere - e conquistarti - ciò che è davvero importante?
Yojou-han Shinwa Taikei alias The Tatami Galaxy è una serie breve, realizzata da un regista e da uno studio di animazione (Yuuasa e Madhouse rispettivamente) accomunati da uno stile particolare e una certa voglia di uscire dagli schemi.
Se espedienti di animazione e stile insoliti, uniti a molto dialogo (decisamente il fatto che la fonte originale sia un romanzo si nota), non vi scoraggiano a priori, la visione di questa serie è consigliatissima.
Yojouhan presenta il protagonista Watashi (traducibile come "Io"), matricola universitaria che sogna una vita al college "tinta di rosa", e la sua stanza da 4 tatami e 1/2, specchio della sua realtà ristretta, il suo microcosmo (ovvero, titolo e sigla di chiusura docet, una galassia di 4,5 tatami).
Il suo viaggio surreale da una realtà parallela all'altra, o meglio da una variante di una stessa giornata all'altra (ma non è l'Endless Eight di Haruhi, tranquilli) comincia quando in una bella sera stellata la divinità delle coppie (o piuttosto un senpai eternamente fuoricorso?) appare al protagonista che sta mangiando al classico baracchino del ramen, rivelandogli che presto verrà deciso se 'abbinare' una certa ragazza al detto protagonista o piuttosto al suo migliore amico Ozu, simpaticamente etichettato 'oni' da Watashi per il suo modo di fare e il viso non esattamente rassicurante, e che Watashi considera un po' la sua nemesi.
Dopo questo fatidico incontro notturno ogni episodio vede l'Io/Watashi protagonista alle prese con una versione del suo piccolo mondo e di una stessa piccola cerchia di persone (vedi sigla di apertura), dove nonostante le infinite variazioni e imprese e desideri più o meno velleitari, ogni giorno termina con l'insoddisfazione di Watashi. Il giorno successivo quindi diventa un reset di quello precedente. Il perché e il per come è tutto da scoprire, e risolvere il nesso tra tutte le giornate coinciderà con la catarsi del protagonista e la sua realizzazione personale e sentimentale.
Il tutto è arricchito da una grafica coloratissima e pattern decorativi (pensate a Gankutsuou/Montecristo o a Mononoke), con anche l'aggiunta di foto e filmati dal vero.
Tra le serie realizzate da Yuuasa&Madhouse (Kemono-zume, Kaiba, The Tatami Galaxy e il film animato Mind Game), Tatami rimane la più accessibile ed equilibrata per disegni e sceneggiatura. È uno slice-of-life surreale, ha una conclusione organica e soddisfacente ed è bilanciato, senza scossoni o guizzi bizzarri come nelle serie precedenti. Il problema se mai può essere tenere il passo con la velocità dei dialoghi, sono tutti delle mitragliette! La natura inizialmente episodica di Tatami potrebbe poi annoiare qualcuno o indurre il sospetto di episodi fini a se stessi, ma niente paura, i conti tornano il finale giustifica retroattivamente la visione della serie completa.
Il voto è un 8 e 1/2 per l'equilibrio, l'originalità ma anche piacevolezza grafica, e il bel finale. Ho trovato Kaiba complessivamente più coinvolgente e persino più accattivante pur nella peculiare grafica anche se meno bilanciato, per cui se il voto sul sito è 9 per entrambi, Kaiba lo metto un gradino sopra. Ma davvero è uno scarto di gusto personale, non di merito.
Recensione in inglese sul messaggio di fondo della serie:
(attenzione agli SPOILER del finale) http://guriguriblog.wordpress.com/2010/07/03/yojo-han-shinwa-taikei-letting-your-inner-moths-out-of-tatami-galaxy/

Franzelion
Per l'anime The Tatami Galaxy
Serie TV di genere Commedia/Sentimentale/Scolastico
Episodi Visti: 11 su 11 --- Voto: 9 The Tatami Galaxy non si presenta originale, ma originalissimo.
Fin da subito potremo notare un uso fortemente sperimentale dei disegni (character design unico) e dei fondali (spesso immagini dal vivo ma "cartonizzate"), e anche della sceneggiatura in senso stretto.
The Tatami Galaxy è il classico anime in cui ci sarebbero da dire così tante cose che non saprei neanche da dove cominciare.
È innanzitutto strutturato ad episodi autoconclusivi, o almeno fino a un certo punto, dove prende vita una trama vera e propria, che difficilmente ci saremmo immaginati, anche se è perfettamente coerente con il contesto.
Quest'anime raggiunge il suo picco con la sceneggiatura: mai si era visto un montaggio e una struttura degli episodi del genere. Il protagonista ripercorre in ogni episodio il medesimo cammino di immatricolazione universitaria, ogni volta decide di entrare in un club diverso perché mai soddisfatto della vita che conduce, poiché più che di altro lui ambisce le "dolci fanciulle dai capelli corvini". Ma attenzione, non pensate subito male, non è del genere romantico e di fanservice non c'è neanche l'ombra. Il suo è un obiettivo generale, mica pensa a quello dalla mattina alla sera, semplicemente vuole trovare una situazione in cui possa finalmente sentirsi a suo agio, che sembra purtroppo non arrivare mai.
Quando ho detto che il protagonista ripercorre gli stessi eventi (proprio all'inizio e con qualche costante in mezzo, non pensate che gli episodi siano l'uno riciclati all'altro) intendo letteralmente, cioè come se il ragazzo tornasse indietro nel tempo.
La cosa bella è che in questi episodi si presentano tante situazioni sì bizzarre, ma che portano a riflettere sia lo spettatore che il protagonista, ma in maniera assolutamente naturale e solitamente profonda, sui problemi di ogni giorno che verrebbero logicamente in testa a un giovane di quell'età, quindi non c'è mai alcuna forzatura; anche per questo avremo una caratterizzazione pressoché impeccabile del protagonista (che è identico a me caratterialmente XD), mentre gli altri personaggi sono giustamente (data la natura del contesto che scoprirete più avanti) messi un po' in disparte. Ma non è certo un anime pesante, non temete, anzi, il contrario, gli episodi vi scivoleranno addosso in un momento, sempre che riusciate a seguire il filo dei discorsi, data la velocissima parlata dei personaggi; in caso contrario - se non siete dei lampi nella lettura come me, perché s'intende l'anime sottotitolato perché ancora non disponibile in Italia - sarete costretti, e questo è un avvertimento, a mettere in pausa di tanto in tanto per concedersi un attimo di respiro.
Anche registicamente parlando la serie è una perla, il regista dà sempre l'impressione di avere completamente in mano la situazione.
Il chara design è particolarissimo ma allo stesso tempo gradevolissimo, così come le musiche, diverse dal solito e davvero deliziose, che accompagnano egregiamente ogni situazione che si viene a presentare, regalando spesso e volentieri atmosfere fantastiche. Anche le animazioni sono buone, ma non eccellenti (e si sa, la Madhouse - studio di produzione dell'anime - su questo aspetto c'è sempre andata con i guanti), ma non si può avere nulla di cui lamentarsi.
Posso affermare con quasi assoluta certezza ("quasi" perché ovviamente non le ho viste tutte, ma solo quelle che credo siano le migliori) che The Tatami Galaxy è il capolavoro del 2010, il migliore dell'anno e fra i migliori degli ultimi. Imperdibile.

tomoko
Per l'anime The Tatami Galaxy
Serie TV di genere Commedia/Sentimentale/Scolastico
Episodi Visti: 11 su 11 --- Voto: 9 Yojouhan Shinwa Taikei (“Miti e Leggende della Stanza da 4 Tatami e Mezzo”, dalla scheda del gruppo che si è occupato di subbarlo, gli Shinsei-Kai), conosciuto anche con il nome The Tatami Galaxy, e tratto da una raccolta di romanzi di Morimi Tomohiko, racconta la buffa "rosea vita del campus" di uno studente universitario. Sin dall'inizio l'anime colpisce per il character design molto particolare (pelle bianca, forme stilizzate) caratteristico dello stile di Yusuke Nakamura; ma ben presto ci si rende conto che il protagonista ha una particolarità davvero interessante oltre quella, comune anche se in forma minore a tutti gli altri personaggi, di parlare ad una velocità incredibile: non ne viene mai rivelato il nome! Per tutta la serie, composta di soli 11 episodi, si riferisce infatti a se stesso con "watashi", ovvero "io".
Per quanto riguarda la trama, si vedrà il continuo ripetersi della vita universitaria del giovane, ogni volta però dettata da differenti scelte. Esse lo porteranno ogni volta a situazioni diverse e spassose (per chi guarda, non certo per lui!), che lo metteranno in crisi fino ad arrivare ad una fase di "rifiuto", in cui il "watashi" narrante addossa la colpa della sua inettitudine, indecisione e mancanza di coraggio che gli hanno causato insoddisfazione al suo amico/nemico Ozu, da lui considerato diabolico e causa prima delle sue mancanze: a questo punto, il tempo "si riavvolge" e tutto è pronto per una nuova possibilità nell'episodio successivo.
Così procede per diversi episodi, tutti caratterizzati da un cast quasi uguale, un paio di scene simili, ma anche molte diversità (l'io sceglie ogni volta di frequentare un diverso circolo universitario, oppure vengono mostrati i risvolti di altre sue scelte). Tuttavia negli ultimi, durante una situazione degna di un film di fantascienza, riesce finalmente a prendere coscienza delle fortune che gli sono capitate, per rientrare in gioco in modo decisamente teatrale.
Ma per non parlare della storia molto particolare, per non aggiungere altro su Nakamura, passiamo alle sigle.
Quella di chiusura, Kami-sama no iu toori, cantata da Yakushimaru Etsuko, testi di Ishiwatari Junjie musica di Sunahara Yoshinori, è accompagnata da immagini che ruotano attorno al tema delle stanze con il pavimento suddiviso in tatami, concetto intorno al quale è intitolata - si capirà più tardi il motivo - la serie stessa, e ha un che di psichedelico.
Quella di apertura (anche se nell'ultimo episodio le due si invertono), invece, è cantata dagli Asian Kung-fu Generation (di cui tutte le copertine dei cd, tra l'altro, sono illustrate da Nakamura stesso), e si fa pesante uso di video non di animazione, tecnica che verrà ogni tanto utilizzata negli episodi stessi.
A far parte dello staff di questa particolare serie, trasmessa nel contenitore NoitaminA di FujiTV, vediamo Masaaki Yuasa alla regia e dialoghi revisionati da Makoto Ueda, per una produzione targata Madhouse.
In conclusione, questa è una serie fuori dalle righe e forse non adatta a tutti i palati; particolare, sicuramente, ma capace di dare qualcosa.

Pan Daemonium
Per l'anime The Tatami Galaxy
Serie TV di genere Commedia/Sentimentale/Scolastico
Episodi Visti: 11 su 11 --- Voto: 10 Oramai Masaaki Yuasa è entrato prorompentemente nel mio harem privato di registi preferiti.
Dopo aver visionato "Mind Game", "Genius Party", "Kaiba" e altri corti e piccoli lavori anche da lui prodotti, direi che con "Yojouhan shinwa taikei" si giunge all'apice.
C'è qualcosa in quest'anime che mi ha portato alla mente, fin dai primi istanti, "Sayounara Zetsubou Sensei". In realtà i produttori sono differenti, così come lo Studio, ma il tutto è simile. Forse è lo stile narrativo celerrimo, tanto da risultare difficile non solo seguire la voce del narratore, proprio come in SZS, ma anche i sottotitoli; forse è anche la sperimentazione grafica e cromica, i colori cangianti, irreali, l'intromissione di foto e video reali all'interno dell'animazione fittizia; forse è il numero abbastanza grande di cartelli, kanji, dettagli minuscoli presenti nello sfondo; la comicità anch'essa è di stampo simile.
Resta il fatto che, seppur tecnicamente le due opere siano quantomai simili, da un punto di vista del fine sono totalmente agli antipodi.
"Yojouhan shinwa taikei" è un anime non solo bellissimo da un punto di vista sperimentale, accompagnato da una OST molto ricercata e aulica prodotta da Michiru Oushima, in cui si passa dal flauto al violino fino al pionoforte, per passare poi a una schitarrata semplice e poi tornare a imitare i grandi classici, ma è anche portatore di una morale ben precisa, è profondo, seppur non possa sembrarlo, di primo acchito.
Degli 11 episodii, i primi 7 o 8 sono immagini di sé stesse, sono, matematicamente parlando, funzioni simmetriche, che descrivono mondi separati, ma legati da un sottile "filo nero", citando la stessa opera.
Il protagonista, un laureando, nel primo episodio descrive la sua carriera universitaria e il corso extra che ha scelto per immergersi nella parte sociale del mondo dell'ateneo, con tutti i personaggi che conseguentemente ha conosciuto.
Nel secondo episodio viene fatta la stessa cosa, ma il corso extra-scolastico è differente, i personaggi imbattutiglisi sono gli stessi, ma conosciuti in vicende differenti ma analoghe, e il finale è identico: la vita così non va, sarebbe stato meglio se avessi preso una strada diversa.
Lo spettatore, che si trova all'esterno, nota subito il nonsense di tutto ciò, la mancanza di un filo logico tra un episodio e un altro, ma questa presa di coscienza ben presto si diffonde anche nel protagonista stesso, quasi come fosse lo spettatore a renderlo cosciente degli avvenimenti.
La peculiarità sta nel fatto che ogni episodio, seppur discreto, ossia distinto, è legato agli altri, un po' come le stanze di una palazzina sono distinte, ma separate da un semplice muro, in questo caso abbattibile in qualsiasi momento.
Grazie a ciò ritroviamo degli "errori", delle contaminazioni, ossia nell'episodio X rinveniamo un qualcosa che era stato effettuato o prodotto nell'episodio y, ma nessuno, a parte lo spettatore, sembra accorgersene o dare a esso importanza.
Questa mancanza di interesse nei confronti del reale è la critica che viene effettuata negli ultimi episodi, quando il nonsense vacilla, perché il protagonista diviene spettatore, diviene capace di osservare sé stesso e tutte le sue sfaccettature e nota le contraddizioni e le contaminazioni, comprendendo dal particolare l'universale.
Ovviamente questo non è altro che uno, nessuno e centomila, ma quel dolore kierkegaardiano dell'uomo di fronte al bivio qui viene superato, perché quando il nostro anti-eroe diviene cosciente della molteplicità di sé stesso e della potenzialità della molteplicità di sé stesso (perché non solo uno è di per sé centomila, ma potrebbe anche divenire ancora altri centomila, magari prendendo centomila strade differenti: in questo consta la potenzialità) semplicemente lo accetta, abbandonando quelle vite precedenti tanto tristi e meschine e ottenendo una vita più aperta e felice.
Ovviamente questo è un anime, il concetto è bello, ma probabilmente irrealistico, se proiettato nel mondo umano.
Per finire, il mio plauso al regista che ha voluto evitare di cadere nel becero sentimentalismo, ma anzi, fa dire al protagonista, nell'11° episodio "niente è più noioso da raccontare di una storia d'amore a lieto fine."
Parole sante, santissime. 10/10.

Locke Cole
Per l'anime The Tatami Galaxy
Serie TV di genere Commedia/Sentimentale/Scolastico
Episodi Visti: 11 su 11 --- Voto: 7 Trasposizione dell'originale opera letteraria di Morimi Tomihiko, "Yojō-Han Shinwa Taikei" (ossia "le cronache mitologiche dei quattro tatami e mezzo") scaturisce dall'eccentrico genio di Yuasa Masaaki. Tale lavoro emerge sin dai suoi primi vagiti scenici denotando un gradevolissimo sperimentalismo grafico, coadiuvato da una sceneggiatura insolita, letteralmente logorroica, incalzante e spezzata. A tale positività s'aggiunge una meno lodevole ma pur sempre godibile trama, senza tuttavia poter fare alcun elogio a qualsivoglia orizzonte speculativo, che la leggerezza del soggetto non consente d'estendere.
L'opera s'articola interamente attraverso la soggettività dell'innominato protagonista, definito tramite svariati fra pronomi e appellativi, che descrive puntualmente le diverse alternative fra i suoi potenziali primi due anni universitari.
In questo s'avranno il definirsi della scena nella quale i personaggi si muovono, con la relativa graduale introduzione di questi ultimi, il tutto costituendosi in novità, unioni, intersezioni, paradossi, indizi e spiegazioni più o meno plausibili a consentire tale intreccio e disorientare saggiamente lo spettatore, sì che questi non cerchi autonomamente arcane risoluzioni pseudo-logiche degli accadimenti.
La struttura ciclica si regge saldamente, senza mai evocare noia nel pubblico, prospettiva che la narrazione frenetica e compulsiva della coscienza del protagonista scongiura infallibilmente.
Per l'appunto, il mondo narrato è un grande flusso di coscienza sgorgante dal protagonista e concretizzatosi nelle immagini a noi mostrate, deformato dalle sue ansie, speranze, pulsioni e valori, il tutto perfettamente aderente alla di lui naturale spiegazione, certo stordente e bizzarra per lo spettatore ancora estraneo alle sue logiche soggettive.
Lo vedremo così destreggiarsi ogni volta daccapo nei propri primi anni da studente universitario, forte di spensierati e mirabolanti prospettive di gloria e successo, il cui inizio si situa nella fatidica, è proprio il caso di dirlo, scelta del club extracurricolare cui prendere parte.
Durante tale valutazione la fantasia inizia a giocare liberamente imbastendo utopie sociali e amorose, prontamente infrante dalle incapacità fisico-relazionali del protagonista nonché dalle contingenze che puntualmente e sfavorevolmente lo travolgono, cagionando - ma sovente pur cagionate da - la comparsa dell'ambiguo Ozu, personaggio dai poco rassicuranti aspetto e abitudini, il quale immancabilmente si lega di una forte, malsana e problematica amicizia con l'infelice di cui sopra.
In un modo o nell'altro, le trame più o meno apparentemente malefiche di questo individuo s'intrecceranno quale "filo nero del destino" a unire i due, conducendo la vicenda ai suoi esiti successivi e spesso direttamente ultimi.
E in tutto ciò l'onnipresenza dell'algida Akashi, ma proseguire in questa descrizione si rivelerebbe banale e deleterio verso il pubblico futuro.
L'opera tratta così la (molto dilatata) quotidianità di uno studentucolo qualsiasi, l'emblema della mediocrità che mai sarà nessuno, il tutto però nel suo proprio e unico mondo, rendendo ogni esperienza grandiosa e irripetibile, gonfiando e distorcendo le vicende, quali lo svago esterno agli studi, mutandole in mirabili e tragiche sfide contro una sorte avversa.
In questo, se mi è concesso, devo complimentarmi per la trattazione del tema amoroso il quale, contrariamente all'odierno canone che lo vuole dipinto con toni idilliaci e parossistici, risulta realisticamente molto carnale, ingiustificato e mai immotivatamente invasivo nella scena, senza scadere in eccessi in tali ambiti, sì da dipingere un giovane che non si spinge molto oltre le proprie pulsioni senza, al contempo, vivere per esse.
In conclusione, come già banalmente osservato, l'opera è graficamente superba, costituita da un accorto connubio fra la semplicità e l'eleganza del tratto con la giustapposizione di colori, ambienti e fondali fortemente contrastanti, sino all'utilizzo di riprese reali nelle quali far muovere i personaggi.
Regia e sceneggiatura ben governano tale imbarcazione, sapendo esattamente evocare la logorroica concitazione dei liberi pensieri del protagonista; cionondimeno l'opera ha i suoi limiti, oltre i quali non può ambire, essendo pur sempre il soggetto semplice, univocamente interpretabile e in sé speculativamente sterile.
Un'opera valida, priva di eccessive pretese e onesta nel fornire quanto si prospettava, direi largamente apprezzabile, eccezion fatta per i più incapaci estimatori di un pur minimo sperimentalismo non tanto grafico quanto scenico e registico.

Melany
Per l'anime The Tatami Galaxy
Serie TV di genere Commedia/Sentimentale/Scolastico
Episodi Visti: 11 su 11 --- Voto: 8 "Youjouhan Shinwa Taikei", conosciuto col titolo occidentale di "The Tatami Galaxy", è una serie di undici episodi prodotta dallo studio Madhouse e basata sul romanzo giapponese di Morimi Tomohiko.
Colpita dal particolare chara design, così nuovo e originale e dall'animazione in stile sperimentale, ho iniziato la visione con le migliori aspettative. Aspettative per niente deluse, anche se speravo in qualcosa di più avvincente per quanto riguarda lo sviluppo della trama.
Protagonista della storia è uno studente mediocre - il cui nome non viene mai pronunciato - che sogna una vita rosea del campus e per far ciò s'inscrive a uno dei tanti club universitari, sperando in tal modo di instaurare nuove amicizie e trovare l'amore. Tuttavia le cose non sembrano andare per il verso giusto, per quante scelte faccia, qualcosa non torna. Il dio delle coppie, come si definisce l'uomo vestito in yukata che appare nelle prime scene, comunica al ragazzo che accoppierà Akashi, la ragazza dai capelli corvini, con lui o il suo migliore amico Ozu, le cui espressioni facciali ricordano quelle di un demone.
Da qui si susseguono fatti surreali e ingarbugliati che porteranno ad un'unica conclusione.
Sin dalla prima puntata si percepisce un'atmosfera strana. La parlata frenetica del protagonista "Watashi" - io in giapponese - è una cosa impressionante, sicuramente un espediente che contribuisce a rendere l'anime peculiare. I monologhi e i dialoghi son piuttosto prolissi, veloci e a volte irrilevanti, ma sono di comprensione semplice sebbene non immediata, poiché, soprattutto nei primi episodi, i testi scorrono rapidamente e senza sosta. Difatti, in svariate occasioni, è necessario mettere in pausa per seguire tutti i dialoghi attentamente. Lo stile di narrazione è spiazzante, un po' duro, specie per i lettori lenti, ma non risulta noioso o pesante.
Il restart di ogni puntata può dare l'impressione di episodi scollegati e quindi un po' insensati, niente paura, il tutto verrà spiegato nel momento opportuno. La storia, nonostante sia partita in una maniera piuttosto complessa e incasinata, in realtà non è così ostica e la morale finale secondo me è abbastanza intuibile e chiara.
Il cast è interessante, divertente e pieno di sorprese. Avrei preferito più introspezione per il personaggio di Akaishi, che, essendo un personaggio importante, è messa un po' in disparte rispetto agli altri coprotagonisti.
Più che per i contenuti, Tatami Galaxy interessa per la parte visiva e acustica, in grado di colpire e mantenere vivo l'interesse degli spettatori. Graficamente è infatti sensazionale, di buona qualità, con animazioni non proprio spettacolari ma piacevoli. Le musiche sono altrettanto strane e ben adattate al contesto in generale. Dunque lode alla direzione artistica.
Consigliato a chi cerca un anime con una grafica diversa dal solito, con degli spunti riflessivi che non vogliono essere pretenziosi e dalla dialettica stravagante.

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