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Oceano-mare

Volumi letti: 7/7 --- Voto 8
Ecco un manga che, nella sua semplicità, è estremamente speciale.
All'epoca lasciai perdere l'edizione della Star Comics perché "Kiss me Licia" non era uno dei miei cartoni animati preferiti, da bambina; quando la Goen annunciò la ristampa, evidentemente l'effetto nostalgia in me si era risvegliato, ed avevo sentito molti pareri positivi sul fumetto, così gli diedi una possibilità.
Be', si è rivelato una piacevolissima sorpresa.
Superato lo scoglio iniziale dei disegni un po' "ostici", mi sono ritrovata a leggere uno shoujo manga dalla freschezza e genuinità davvero rare.
Come non immedesimarsi nella timida ma testarda Yakko, che scopre a poco a poco un mondo nuovo e completamente diverso rispetto all'ambiente protettivo fatto di okonomiyaki e canzoni tradizionali del suo buffo e ipertutelare padre Shige (personaggio mitico!)?
L'incontro della protagonista con il rockettaro Satomi, che non a caso avviene proprio all'interno del ristorante paterno, rappresenta per la nostra Yakko il primo passo dall'adolescenza verso l'età adulta, che in un'affascinante cornice glam rock, ottimamente rappresentata nel manga, la porterà a conoscere le difficoltà della conquista dell'indipendenza e dell'amore.
Tutto ciò viene raccontato nel corso dei volumetti dalla sensei Tada con spiccata sensibilità per quella particolare fase della vita, ma senza mai prendersi troppo sul serio, regalandoci tanti momenti di simpatia e di humor.
Grande spazio viene dato ai comprimari, tutti ottimamente caratterizzati (gatti compresi!).
L'opera talvolta difetta per un eccesso di ingenuità e di situazioni un po' tirate via, ma, come on! Opere così fresche e piacevoli son difficili da trovare, e stiamo parlando di un manga degli anni '80.


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Mikoto

Volumi letti: 7/7 --- Voto 8
Volendo appurare di persona la bravura e l'abilità tanto decantate di Kaoru Tada e avendo comunque apprezzato, sebbene non alla follia, il relativo anime, mi sono avvicinata anche io al manga Love me Knight/Kiss me Licia, pur se con alcune esitazioni dovute principalmente alla trama di base e alla tipologia di protagonista scelta, ovvero la ragazza comune, non bella, non eccezionale, apparentemente priva di qualità ma inevitabilmente attorniata, senza alcun motivo, da stuoli di pretendenti. In parole povere, forse soprattutto per la fama incredibile di cui gode l'opera, il mio timore era di ritrovarmi di fronte a una storia troppo ingenua e troppo inquadrata nei soliti stereotipi della commedia romantica a tema musicale, senza personaggi sufficientemente carismatici a supportare il tutto.
Paure totalmente infondate e anzi clamorosamente smentite dalla lettura di quello che si è rivelato essere uno shoujo fresco, spensierato, genuino, intriso di tutta l'atmosfera anni '80 e di una certa spontaneità, calore e un senso quasi di famiglia che avvincono e catturano pagina dopo pagina.

A livello di avvenimenti, Love Me Knight non si discosta affatto da molti altri manga del suo stesso genere: incomprensioni, stereotipi e ingenuità di ogni tipo abbondano fin dal primo capitolo e non sono per nulla dissimili da quelle che oggi si riscontrano in molte delle mediocrità attuali e non.
A fare la differenza, ancora una volta, è l'abilità di chi narra, la capacità, in questo caso della compianta Kaoru Tada, di creare, partendo da un canovaccio già noto, una storia realistica e appassionante, che non annoia mai e che riesce a superare egregiamente la rischiosa prova del tempo. Uno stile brioso, leggero che, oltre a questo, riesce a dar vita a personaggi autentici, irresistibili e sfaccettati, impossibili da dimenticare. La stessa Yakko si rivela quanto di più lontano dallo stereotipo della ragazza anonima e anzi risulta particolarmente amabile per la sua dolcezza e per la sua insicurezza, dovute in parte alla propria personalità e in parte all'incontro-scontro con il mondo della musica rock, così lontano dalla sua realtà quotidiana e dall'atmosfera rigidamente tradizionale imposta a casa sua dal simpaticissimo, quanto all'antica, padre Shige-san/Marrabbio. Un mondo a cui però Yakko si appassiona e a cui si lega, cominciando anche a crescere, a conoscere meglio se stessa e l'amore, con tutte le difficoltà che comporta, generando sovente empatia con il lettore.
Sebbene sia lei quella, per forza di cose, a godere un maggior approfondimento psicologico, grande spazio è riservato a tutti i comprimari, a cominciare dall'affascinante e ribelle protagonista maschile Go/Mirko, dotato di un carisma tutto suo, ben diverso dal piattume di alcuni bishounen contemporanei, fino al suo dolcissimo fratellino Hashizo, fonte inesauribile di gag e tenerezza. Senza dimenticare ovviamente le varie rock band, gli stessi Bee Hive, Shige, Isuzu, Giuliano, i compagni di asilo di Hashizo, ecc...
Questo ben nutrito cast, assieme al già citato stile comico e fresco della Tada, è responsabile della notevole scorrevolezza del manga, che quindi non riesce mai ad annoiare, nonostante il susseguirsi di incomprensioni e cliché, Al contrario, la stessa love story della coppia principale, non affossa o annichilisce effettivamente mai il resto dell'opera, che anzi si mantiene coinvolgente, dolce, ma soprattutto divertente e genuina dalla prima all'ultima pagina.

Passando allo stile grafico, si nota subito quanto questo aspetto non sia da annoverare tra i pregi dell'autrice, decisamente ben più ferrata su trama, gag e personaggi. Eppure l'espressività non manca e, pur non reggendo il confronto con il chara design di Shingo Araki adoperato nell'anime, risulta ugualmente funzionale alla storia.

In definitiva, Love Me Knight è stata una graditissima scoperta per la sottoscritta, un classico piacevolissimo, senz'altro non privo di difetti, ma meritevole di lettura, anche più di molte delle commedie romantiche più blasonate.


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Mikymate

Volumi letti: 7/7 --- Voto 7
Love me Knight è da tutti noi meglio conosciuto come Kiss Me Licia, il cui anime trasmesso la prima volta verso la metà degli anni ottanta appassionò tantissimi italiani, tanto da divenire un cult e un'opera impossibile da ignorare.
C'è da dire che in Giappone invece non ha avuto tutto questo riscontro, tanto da venirgli negata una seconda serie animata. Probabilmente fu messo in ombra da altre buone produzioni da noi mai arrivate.
Personalmente del cartone ho ben pochi ricordi, a parte la sigla ricordo giusto quell'odiosa voce del gatto. La cosa più bella di quando ho preso il manga in mano è stato constatare che no, il gatto non parla.

Si tratta della storia d'amore tra Yaeko (Lucia) e Go (Mirko), ma non in modo scontato e stucchevole come in diversi shojo moderni. I personaggi crescono notevolmente durante il corso degli eventi e le vicende non sono mai noiose. Nel corso dei sette volumi che compongono il manga, abbiamo diversi temi affrontati, a partire dalla ribellione giovanile: quella di Lucia è quella di una ragazzina che si vuole emancipare dalla famiglia crescendo, quella di Go e dei Beehive è quella verso una società chiusa che non accetta le diversità e i cambiamenti.

L'ambientazione che fa da cornice alla storia d'amore è sicuramente uno dei migliori punti di forza, l'avvento del rock nel tradizionalista Giappone è ben resa, anche se spesso un po' troppo bonariamente, ma altrimenti la storia avrebbe preso tinte ben più cupe. Mi ha colpito da subito quanto si faccia riferimento a tematiche omosessuali, considerando quanto nella terra del sol levante siano ancora abbastanza tabù al giorno d'oggi, in quegli anni dovevano essere molto provocatorie. Oppure già allora nei manga per ragazze si inserivano elementi yaoi con leggerezza, ma l'impressione è diversa.

La caratterizzazione dei personaggi l'ho trovata buona, sia i protagonisti che vari comprimari sono conditi abbastanza. Viene dato il proprio spazio anche a molti personaggi secondari, che sanno farsi apprezzare e si rendono simpatici spesso anche grazie a delle gag ricorrenti.

Nonostante, come detto, sia una buona opera non riesco però a dargli più di 7, sarà che forse io sono lontano dal target di riferimento, sarà che non mi piace per niente lo stile di disegno shojo, la storia mi è piaciuta ma senza esagerare, quindi questo è il voto che penso si meriti anche visto l'importanza culturale che riveste per noi italiani.


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-forsaken-

Volumi letti: 7/7 --- Voto 3
Raramente mi sono imbattuto in un'opera peggiore.

Ma andiamo per gradi: vi premetto che non sono fan della serie televisiva, che a oggi non ho mai visto e che quindi non condiziona il mio giudizio. Ho deciso di acquistare questo titolo perché ne ho sentito parlare molto e ultimamente sto provando a reperire un po' tutti i classici, specie quelli anni '80.

L'edizione della Goen è da 6: nonostante la carta bianchissima, le pagine soffrono un po' di trasparenza. La sovraccopertina è troppo lucida e i colori sono un cazzotto in un occhio: la serie intera esposta in libreria è davvero bruttarella da vedere (anche se a essere sincero non so se si rifà alla controparte giapponese, quindi non sarebbe colpa della Goen se si fosse attenuta alla versione originale). Le pagine a colori (a malapena due) all'interno dei volumetti dopo un paio di numeri sono sparite, per fare un ritorno in grande stile nell'ultimo "epico" volumetto. Non ho trovato questa scelta dell'editore omogenea, ma immagino sia stata dettata dalle scarse vendite del titolo, che non essendo eccezionale di suo non avrà di certo venduto molto, considerando che in molti avevano già la vecchia stampa, a discapito della qualità dell'edizione.

Per carità quella della Star Comics è davvero penosa, ma erano altri tempi... a oggi gli standard sono molto più elevati. I volumi Goen sono un tantino insignificanti e delle sottilette.
Un punto a favore dell'edizione Goen è il lettering, davvero carino e ben curato. Ottima anche la scelta di non tradurre le onomatopee, che dal mio punto di vista devono rimanere intatte e con traduzione occidentale a parte.

Veniamo alla storia, delle più banali. Non vi scrivo la trama perché da quanto vedo l'hanno già riportata altri utenti prima di me; mi limiterò quindi a dire in sostanza quali sono i contenuti chiave. E' uno shojo manga smielato, talmente zuccheroso da far venire il diabete. Una lettura di questo tipo non capisco come possa coinvolgere una donna, figuriamoci un uomo. E dire che di mio amo le storie sentimentali, ma qua tocchiamo proprio dei livelli ridicoli, complice anche una psicologia dei personaggi così poco approfondita da risultare tutti abbastanza stereotipati e delle macchiette. Insomma, saranno pure stati degli anni '80, ma a me ha dato l'impressione di un qualcosa di già visto. I toni della storia in generale sono molto bambineschi. L'unico personaggio carino è il padre di Yakko, un pazzo isterico geloso della figlia, che non può che scaturire simpatia nel lettore. Ma insomma, personaggi simili ce ne sono stati tanti anche in altre serie, quindi passa abbastanza inosservato.

Veniamo alla storia d'amore tra i due protagonisti: praticamente si mettono insieme subito, cosa abbastanza spiazzante per il lettore e che preclude qualsiasi tipo di obiettivo nella storia, che di base è incentrata proprio sulla relazione tra i due; nei rimanenti numeri i due Go e Yakko vivranno un amore sofferto e tormentato in stile tragedia shakespeariana, il che appare abbastanza forzato e ridicolo considerando che parliamo di uno stupido amore a distanza, per lo più dovuto a scelte di vita personali e professionali, e di equivoci visti e stravisti. Non mancherà ovviamente il triangolo col tipo di turno bello e maledetto, che sul finale però come personaggio scoppierà del tutto.

La componente musicale è un punto centrale all'interno della storia, più o meno quanto quella sentimentale. E' palese che a Kiss me Licia per certi versi si sia ispirata Ai Yazawa dando vita a Nana, ma grazie a Dio ne ha preso ben le distanze; non c'è paragone tra le due storie e su quale sia, oggettivamente, la migliore. Oltre ad alcuni tasselli della storia, ciò che hanno in comune le due serie è la cura che hanno impiegato le autrici nel vestire i loro personaggi, in modo direi molto ricercato.

Veniamo ora ai disegni: assolutamente grezzi, sproporzionati, con contorni grossi e indefiniti. I personaggi risultano tutti poco attraenti, anche quando l'autrice cercava di trasmettere l'opposto. Specie nel caso degli uomini ci troviamo di fronte a dei bambolotti magri e dai lineamenti decisamente troppo femminili. Le donne in compenso son fin troppo poco femminili. Un minestrone di androgini! Anche le illustrazioni a colori, copertine in primis, risultano confuse e sgradevoli.

Tirando le somme io non lo consiglio a nessuno, non ho dato come voto 1 solo per l'importanza che il titolo si trascina da anni (importanza che sinceramente non mi spiego) e per l'edizione discreta. I disegni sono brutti, potranno pure piacere ma sono oggettivamente troppo sproporzionati e poveri. La storia è banale, scontata e per chi vuole affacciarsi al genere sicuramente non aiuta; non permette assolutamente di affezionarsi ai personaggi. Una noia totale.

Mentre lo leggevo non vedevo l'ora che finisse, L'ho letto proprio passivamente dimenticando pagina dopo pagina cosa accadesse.

Se c'è un classico storico di cui potete fare a meno nella vostra collezione, quello è proprio Kiss me Licia.

Spendete meglio i vostri soldi.

Il bello è che in molti ritengono il manga superiore all'anime: non oso immaginare quale aborto possa aver trasmesso Bim Bum Bam!

Da evitare!


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delphiknight

Volumi letti: 7/7 --- Voto 10
Ho appena completato la lettura dell'opera e do un voto pari a 10 per una serie di motivi. Specifico che ho un legame affettivo con le storie vissute da Yaeko e gli altri perché quando ero fanciullo ho visto l'anime e anche la simpatica serie italiana dal tocco un po' trash con la grande Cristina D'Avena. Rimane un manga meraviglioso illustrato bene e sceneggiato con maestria perché con pochi personaggi ben caratterizzati si può godere di un cocktail ricco di emozioni, ora armoniose, ora contrastanti, marcate dallo stato d'animo della protagonista Yakko, una ragazza dolce dal cuore grande spesso inesperta con le sue stesse sensazioni perché ancora giovane e ingenua. Ogni scena è commentata da dialoghi semplici e realistici con un pizzico di sentimentalismo in più che caratterizza il genere. Il ritmo è buono perché le parti melense sono spezzate efficacemente da battute molto divertenti e gag simpatiche. I personaggi maschili sono i più riusciti; interessanti Hashizo, un bimbo riccioluto maturo e innocente, il papà Shige forse il più verosimile e divertente della storia e l'esibizionista Shiller. Interessanti i riferimenti musicali che accompagnano ogni volume e lo rendono così accattivante. L'edizione Goen è buona, le vignette sono leggibili e le annotazioni sulle parole giapponesi sono presenti in vari punti ma senza distrarre. Belle le coloratissime sovra copertine.


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Himy86

Volumi letti: 7/7 --- Voto 9
"Love me Knight" è un manga di Kaoru Tada, pubblicato in Giappone dal 1982 al 1984 dalla casa editrice Shueisha e in Italia tra il 2002 e 2003 dalla Star Comics. Come molti altri, anch'io ho acquistato questo manga spinta dal valore nostalgico nei confronti dell'anime, il quale - insieme ad altri - ha caratterizzato positivamente la mia infanzia. Ho preso, nello stesso giorno, in fumetteria, tutti e 7 i volumi dell'edizione Star Comics al prezzo di 3,90 € cadauno, troppo curiosa di scoprire se il manga fosse identico all'anime o se, invece, ci fossero tra i due delle differenze. In tre giorni l'ho praticamente divorato, leggendolo intensamente e con grande piacere, e per questo posso affermare di preferire - senza ombra di dubbio - la versione manga, cioè quella originale.
Dico questo perchè, come al solito, nella trasposizione animata hanno tagliato tantissime scene, ci sono censure a non finire, e poi la storia è incentrata maggiormente sul successo dei BeeHive, ( gruppo Rock in cui canta il protagonista della storia, Go -Mirko nella versione italiana- ) invece che sulla storia d'amore tra Yakko e Go, ampliamente e appassionatamente trattata nella versione cartacea.

La trama la conosco tutti, bene o male: Yaeko Mitamura (detta Yakko; nella versione italiana Luciana, detta Licia), è una ragazza di non ancora diciotto anni che lavora al Mambo, nella versione originale l'okonomiyaki-ya (ristorantino tipico specializzato in okonomiyaki) gestito dal padre Shige-san (chiamato Marrabbio nella versione italiana dell'anime, nomignolo che mi ha sempre suscitato ilarità da piccola) durante il giorno, e la sera invece si reca all'università.
Proprio durante una normalissima lezione in facoltà, Yakko incontra nella sua stessa classe un ragazzo appisolato sul suo banco. E' un tipo molto strano, che certo non passa inosservato: capelli biondissimi ossigenati con un ciuffo rosso sulla fronte, vestiti stravaganti e appariscenti, infine anche un tatuaggio sul braccio e gli orecchini. Insomma, il classico esempio di ribelle playboy, sfacciato, presuntuoso e mascalzone. Egli, al suo risveglio, noterà Yakko e si presenterà a lei senza mezze misure, provandoci per giunta, ed è per questo che inizialmente la ragazza nutrirà una grande antipatia nei suoi confronti, nonostante si accorga che in realtà c'è anche qualcosa in lui che l'attrae e la incuriosisce, la rende pensieronsa e insicura. Poco tempo dopo, mentre sta giocando con dei bambini, Yacco incontra un bambino triste e solitario, in compagnia del suo gatto ciccione, Giuliano. Tra lui e Yacco nascerà subito una grande amicizia, un profondo affetto che durerà per sempre e che sarà di fondamentale importanza per Yakko, capirete il perchè leggendo il resto della storia. Hashizo, il nome del piccolo ( Andrea nella versione italiana ), un giorno assieme a Yakko e a Isuzu, migliore amica della ragazza, si recano in un locale in cui quella sera dovranno suonare i BeeHive, un gruppo rock alle prime armi ma promettenti. Fra i membri del gruppo Yakko riconosce Satomi, il tastierista, spesso cliente dell'okonomiyaki (che lei crede sia gay), e oltre a lui riconosce anche Go! Insieme a questa incredibile scoperta, scoprirà anche che in realtà Go non è altro che il fratello maggiore del piccolo Hashizo, notizia che renderà la nostra protagonista ancora più attratta dal bel cantante. Anche lo stesso Go, man mano che avrà modo di conoscere la giovane, dolce e insicura Yakko, capirà di nutrire un profondo sentimento per lei, ma dato che il suo migliore amico Satomi è anch'egli innamorato di Yakko, combattuto dal senso di colpa, preferisce tenere nascosti i suoi sentimenti per rispetto nei confronti del suo amico, ma col tempo sarà sempre più difficile per lui compiere questo sacrificio. La storia è, almeno inizialmente, tutta incentrata su questo triangolo amoroso, che si concluderà ben presto, precisamente quando bacerà Satomi e capirà di non provare nulla nei suoi confronti, scappando così in lacrime. In quel momento, ha avuto conferma che in realtà il suo cuore appartiene a Go, e che non esiste più nessun impedimento per poter confessare i propri sentimenti e stare finalmente insieme. Il legame fra Go e Yakko, alimentato dal piccolo Hashizo, diventerà sempre più profondo, appassionante, così forte da riuscire a superare qualsiasi ostacolo... o quasi?
Leggetelo, e lo scoprirete.

Allora, come ho già detto, preferisco di gran lunga il manga per questi motivi che adesso vi elencherò.
Nel manga il personaggio di Go è meglio caratterizzato rispetto all'anime. Poi, a differenza della versione animata italiana, Yakko e Go si mettono insieme quasi subito, vivendo la loro storia tra alti e bassi, affrontando vari gratticapi che via via si presenteranno. Inoltre, Go e Yakko nel 5° volume, dopo essersi lasciati a causa delle pressione del menager dei Beehive (che teme per la carriera artistica del cantante), tornano insieme chiarendo ogni malinteso, più innamorati che mai, al punto che la notte di capodanno... non vi svelo nulla, non voglio rovinarvi quel momento!
Altro punto a favore del manga è il fatto che vengono valorizzati anche tutti gli altri personaggi che appariranno nel corso della storia, come ad esempio Sheila (Shiller) e la moglie Marina. Lui è il cantante dei Kiss Relish. È simpaticissimo e innamorato di Go (è bisessuale). Marina invece è molto più bella rispetto alla serie animata. Appare come una donna in gamba e sicura di sé, oltre ad essere innamoratissima del marito. Marina e Sheila hanno una figlia, Hatoko ("piccione"), detta Poppo (in Giappone i piccioni fanno "poppo poppo"). Poppo è la promessa sposa di Hashizo (cioè lui è convinto di questa cosa...). Viene valorizzato anche il bassista dei Beehive, Sugi (Steve), che lascia la band per occuparsi dell'attività di famiglia. Sugi, essendo il più adulto, è considerato una valida spalla per gli altri ragazzi.
Per essere oggettiva, devo confessare però che c'è una pecca nel manga: il gattone Giuliano, di una simpatica impareggiabile nell'anime, in realtà nella versione originale non parla. Ecco, è l'unico neo che ho riscontrato, perchè quando guardavo gli episodi in TV crepavo dalle risate ogni qualvolta lui chiedeva di mangiare le famosissime "polpette" di zio Marrabbio! Nell'anime è assolutamente un mito!
Infine, differenza importante, il finale. Non dirò nulla a riguardo, solo che quello del manga è tutta un'altra cosa. Vedrete.

Detto questo, passiamo al disegno. Mi piace molto il tratto dell'autrice, molto particolare e singolare, differente rispetto ai disegni di altre autrici del suo tempo. Ha avuto molta cura nell'evidenziare i dettagli dei volti, dell'abbigliamento, dei paesaggi, e i personaggi si presentano così bene che sembrano persone reali in alcuni momenti, tanto sono perfetti nelle proporzioni e delle caratteristiche fisiche.

Ho amato molto quest'opera anche perchè, oltre alla tematica amorosa, tratta anche dell'amore per la musica, molto in voga in quegli anni e intramontabile ai giorni nostri. Infatti, "Kiss me Licia" si può considerare tranquillamente un "evergreen" della storia Majokko.
Concludo dicendo che se siete amanti degli shoujo, come me, ma anche se non li preferite o se siete semplicemente amanti degli anni '80-'90, non potete farvi mancare questo splendido manga. Di sicuro lo troverete piacevole, divertente, frizzante e appassionante. Ancora oggi, le canzoni dei Beehive sono un vero e proprio tormentone, le conosco a memoria e, quando capita, le rivivo con grande emozione. Lo stesso vale per gli episodi dell'anima, e per i volumi del manga, preziosamente conservati nella mia collezione insieme agli altri manga che preferisco.
Consigliato, un bel 9 se lo merita tutto.

violet

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violet

Volumi letti: 7/7 --- Voto 10
Ho comprato questo manga spinta dall'effetto nostalgico per la serie animata, che ha accompagnato la mia infanzia. Devo dire che non mi ha affatto delusa. Trovo che Love Me Knight sia decisamente meglio della serie animata, in quanto quest'ultima ha subito vari tagli e censure, e ho trovato gradevole non solo la trama in sé, ma anche lo spirito comico e spensierato che si respira in tutto il manga, condito da personaggi ben caratterizzati e che rimangono nel cuore del lettore. Un manga ben fatto, non banale, sicuramente romantico, ma non solo. La definirei una dolcissima commedia romantica, solo come Kaoru Tada sa fare.


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roByna

Volumi letti: 7/7 --- Voto 7
Manga molto carino e dalla lettura scorrevole. L'anime avendolo visto quando ero molto piccola non me lo ricordo benissimo, tuttavia non si discosta molto dalla trama del manga che vede sempre come protagonista una ragazza, Yakko "Licia" Mitamura, che nel corso della storia si troverà ad essere contesa in un primo momento dai desideratissimi Satomi e Go, entrambi membri della band BeeHive, per poi mettersi con quest'ultimo vivendo una relazione fatta di alti e bassi.

Mentre nella prima parte della storia cominciamo a conoscere le psicologie dei vari personaggi e vediamo lo svilupparsi del rapporto tra Yakko e Go, dal numero 5 in poi entrerà in scena un nuovo personaggio di nome Ryotaro che creerà un po' di scompiglio tra i protagonisti rendendo, a mio parere, la storia più avvincente; <b>
Attenzione :: Spoiler! (clicca per visualizzarlo)
</b> non nascondo infatti che negli ultimi due volumi del manga, in seguito ad alcune scene tenere tra Yakko e Ryotaro, ho sperato invano che si mettessero insieme lasciando l'irascibile e poco carismatico Go per la sua strada insieme al fratellino lagnoso di quest'ultimo. <b>
Attenzione :: Spoiler! (clicca per visualizzarlo)
</b>

I disegni, se nei primi volumi possono risultare acerbi e confusi, miglioreranno col tempo avvicinandosi sempre di più a quelli del più recente Itazura Na Kiss.
Nel complesso è un'opera che consiglio sicuramente ai fan dello shojo anni '80 ma anche a chi semplicemente vuole leggere una storia d'amore carina e divertente.


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Mitsuki_92

Volumi letti: 7/7 --- Voto 9
Direttamente dalla Star Comics, mi è arrivato a casa il pacco con i 7 volumi di "Love Me Knight". Spinta dall'interesse verso il cartaceo di un anime che da piccolina mi teneva compagnia, "Kiss me Licia" (nome italiano), l'ho acquistato e in 3 giorni l'ho divorato! Ed eccomi qui, a scrivere le prime impressioni a caldo di quest'opera davvero speciale.

L'autrice Kaoru Tada, scomparsa nel marzo 1999 all'età di 38 anni, ha fatto breccia nel mio cuore, trattando di temi, in un certo senso, quotidiani, comuni a tutti: l'innamoramento, l'essere ribelli verso i genitori, la gelosia, l'amicizia verso i più piccoli. Il tratto dei disegni è davvero particolare.

La storia narra di una diciassettenne di nome Yaeko "Yakko" Mitamura, che durante il giorno lavora col padre nel locale di famiglia, il Mambo (okonomiyaki-ya) e la sera frequenta l'università. Proprio qui farà un incontro che le cambierà per sempre la vita. Vede un ragazzo appisolato sul banco, capelli ossigenati, un ciuffo rosso in fronte, un tatuaggio sul braccio. Lo sveglia e così fa la conoscenza di Go, un bel ragazzo, sfrontato, un vero playboy. Osa rivolgerle la parola senza usare suffissi di cortesia. L'antipatia verso il ragazzo si fa subito davanti agli occhi di Yakko, ma c'è qualcosa in lui che la attira fatalmente. Nello stesso periodo incontra un bambino e il suo gattone obeso, Giuliano. Hashizo, il nome del piccolo, un giorno assieme a Yakko e a Isuzu, migliore amica della ragazza, si recano un live house; qui ci sono i BeeHive, stelle nascenti del rock. Fra i membri del gruppo Yakko riconosce Satomi, il tastierista, spesso cliente dell'okonomiyaki, e proprio Go! E la scoperta più eclatante è quella della parentela fra Go e Hashizo! In quell'occasione Satomi fa una dichiarazione d'amore a Yakko e la ragazza anche se molto confusa accetta. Go man mano che conoscerà Yakko, se ne innamorerà per davvero, ma è combattuto dal senso di colpa che avrebbe se soffiasse la ragazza al suo migliore amico. Questo triangolo amoroso si concluderà ben presto, quando Yakko verrà baciata forzatamente dal ragazzo, e non proverà sensazioni piacevoli, scappando in lacrime. Il legame fra Go e Yaeko, alimentato dal piccolo Hashizo, fa sì che i due si mettono insieme, contro tutto e tutti, dal padre di Yakko al manager dei BeeHive.

Questo è solo la parte iniziale del manga. La durata temporale del manga è estesa a 2-3 anni, nei quali i sentimenti evolvono, le incomprensioni si fanno largo fra le poche certezze. Nuovi personaggi entreranno in scena, da Sheila, leader dei Kiss Relish, un altro famoso gruppo rock, a Ryosuke, un punk un po' bugiardello.
L'amore fra Go e Yaeko supererà tutti gli ostacoli? Riusciranno a sposarsi? La lontananza indebolirà i sentimenti?
I colpi di scena non mancheranno assolutamente, in questo manga fresco, leggero. Scoprirete l'evolversi del successo dei BeeHive, veri protagonisti del rock. La storia d'amore fra Yakko e Go è davvero bellissima!
Ogni ragazza sogna di vivere un amore come il loro!
"Amami cavaliere"!


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pippy989

Volumi letti: 7/7 --- Voto 10
<i>"♪ Un giorno di pioggia Andrea e Giuliano incontrano Licia per caso...♪"</i>
Quanti di noi non ha mai canticchiato questa simpatica sigla di Cristina D'Avena del cartone "Kiss Me Licia"? Credo che il successo di questo splendido manga sia dovuto soprattutto alla serie animata che negli anni 80/90 imperversava sulle nostre reti televisive, correlata da diversi telefilm e gadgets che riprenderò successivamente. Ma veniamo a noi ora.

"Love me Knight (Amami cavaliere)", conosciuto in Italia come "Kiss Me Licia", narra la storia d'amore tra Go (Mirko) e Yakko (Licia). Lei è una studentessa come tante che aiuta il padre nella gestione del ristorante di famiglia, lui invece è un capellone bicolore leader della boyband musicale Bee Hive, dedita al j-rock. Due mondi sconosciuti, totalmente diversi che per caso in un giorno di pioggia si scontrano (nel vero senso della parola) dando così inizio a una serie di divertenti e romantiche avventure. I due ragazzi hanno caratteri molto forti e per questo in contrasto: Yakko vive sotto la vigilanza costante del padre, che è legato ai vecchi valori tradizionali e da cui ha ereditato il coraggio e la testardaggine; Go invece è uno spirito libero, playboy ma con una grande responsabilità sulle spalle, ovvero crescere da solo il fratellino Hashizo (Andrea) diventando un vero padre per lui. Ma è proprio Hashizo a fare da "collante" a questa storia d'amore, che dovrà affrontare molti ostacoli per potersi concretizzare... Il piccolo è disposto a tutto pur di vedere l'amato fratello con la dolce Yakko! Più facile a dirsi che a farsi, perché nel cuore della cara Yakko c'è anche il gentile Satomi, tastierista dei Bee Hive nonché migliore amico di Go, nonché non indifferente al fascino della nostra protagonista..
Chi avrà la meglio nel cuore di Yakko? Go o Satomi?
Chi dei due saprà far battere al meglio il suo cuore sulle note di "♪ Baby I Love You ♪"..?

Questo manga, nato dalla geniale mano della cara e defunta Kaoru Tada (molto nota anche per Itazura na Kiss), come detto in precedenza ha avuto un successo planetario. Lo stile della Tada è unico e inimitabile: un tratto geniale e sotto certi aspetti un po' confuso, ma molto maturo e pulito nelle sue linee. Caratterialmente ogni personaggio è approfondito in ogni sua sfaccettatura ed è quasi impossibile non innamorarsi di Go o Satomi! Personalità forti e decise in una cornice rock e romantica, dove abbigliamenti eccentrici ed atteggiamenti equivoci si mescolano con tanta dolcezza e passione.
Il successo ottenuto in Italia ha ispirato delle serie televisive con attori in carne e ossa nonché la nascita di una vera e propria rock band dal nome Bee Hive, che tuttora gira per l'Italia riproponendo canzoni dell'anime e del telefilm.
Il merchandising nato grazie a Kiss Me Licia lo ha reso un successo acclamato che tuttora, a distanza di decenni, continua a mietere successi e ottimi indici di ascolto nelle ritrasposizioni televisive.
Se proprio dovessi indicare una nota negativa, forse direi la differenza tra il manga e l'anime: io consiglio sinceramente di gustarvi innanzitutto il cartaceo perché gli sviluppi e gli intrecci dei personaggi sono diversi e notevoli, soprattutto negli ultimi due volumi, e nell'anime vengono saltati quasi del tutto (ad esempio l'arrivo di un nuovo rivale in amore).
Il manga resta sempre il migliore in assoluto!

Allora, che aggiungere?
Attribuisco un gran bel dieci e lode e mi preparo a rileggere il manga sulle note di <i>"♪ Freeway...freeway..con te io e te..♪"..</i>


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Sovrana

Volumi letti: 7/7 --- Voto 10
<b>[Attenzione, possibili lievi spoiler sul manga e sull'anime omonimo.]</b>

Bellissimo!

Trama: e chi non la sa? Eppure leggere questo manga è tutt'altra cosa dal vedere il cartone animato! Eh sì, perché la trama è diversa e decisamente migliore. Al bar di Licia fa la sua comparsa Satomi, del quale Licia comincia ad innamorarsi, ma... non si "incontra e si scontra" con Mirko come accade nell'anime. Semplicemente lo incontra alla scuola notturna. Ebbene Mirko è un personaggio ben diverso da quello del cartone: non si fa scrupoli a rubare Licia a Satomi ed è ben più virile e simpatico. Uno spasso, così come il padre di Licia e tutti gli altri personaggi. Un ruolo ben più grande nella storia è ricoperto da Sheila (il cantante che sembra una donna), che compare e ricompare sempre con le sue battute simpatiche che sanno proprio di glam anni '80. Poi c'è una storia negli ultimi volumi non presente nell'anime, che ha per protagonista un liceale punk che ci prova con Licia, ma naturalmente non può avere alcuna speranza con Mirko di mezzo. Ed infine il ruolo di Marika è molto ridotto rispetto all'anime: non si fidanza con Satomi e non è tanto invadente e antipatica quanto nell'anime. Anche se devo dire che almeno lei la preferivo nella versione animata.

Nota negativa: senz'altro Licia! Ebbene sì, è un po' triste da dire, ma come nel cartone animato, Licia, pur essendo la protagonista, è molto "passiva", troppo debole e facilmente influenzabile. Un personaggio poco determinato direi, l'esatto contrario della protagonista di Itazura na Kiss, sempre della medesima autrice.

Disegni: bellissimi, quel tocco anni '80 è davvero coinvolgente e rende perfettamente l'atmosfera.

Commento: chi non ha amato i Beehive? Solo per loro vale la pena comprare questo manga. Romanticissimo. Lo preferisco di gran lunga a tutti gli shojo attuali. Lo consiglio caldamente a chi è amante delle atmosfere "musicali" anni '80, poiché l'intento dell'autrice di creare band rock-glam sexy è ben riuscito.</b>


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Sonoko

Volumi letti: 7/7 --- Voto 7
<b>[Attenzione, questa recensione contiene alcuni spoiler sull'opera e sull'anime omonimo.]</b>

Quando ho saputo dell'uscita di questo manga l'ho comprato senza esitazioni, avendo adorato l'anime. Purtroppo però, contrariamente a quasi tutti gli altri casi, il manga non mi è parso all'altezza. Diciamo che ci sono aspetti positivi e negativi, in particolare per i personaggi:
- Yaeko (Licia) è più simpatica della Licia dell'anime perché più comica, anche se a volte pare completamente tonta.
- Hashizo (Andrea) era insopportabile nell'anime, nel manga non mi fa impazzire, ma almeno è più simpatico.
- Satomi è più allegro, meno musone.
- Marrabbio non si sconvolge quando crede che Go e Satomi lavorano in un gay bar, ma anche il Marrabbio della TV, con le sue scenate è una forza, perciò diciamo che questo personaggio è gradevole in entrambe le versioni.
- Sheila e Marino sono fantastici, ma lo erano anche nell'anime, sono forse i miei personaggi preferiti!
- Go è quello che invece mi ha delusa maggiormente, troppo nervoso, morbosamente geloso e manesco, in una scena picchia pure Yaeko (laddove non lo fa suo padre!), fra l'altro senza un valido motivo, sono rimasta scioccata!
Interessante il personaggio che nell'anime appare solo in una scena, Ryotaro, sinceramente in diverse occasioni avrei davvero voluto che Yaeko si interessasse a lui.
Il finale non è male, si rifà in gran parte a quello dell'anime, ma perché c'è quel finale insulso per Satomi e Meiko (Mariko) finisce con quel tizio? Ho adorato la scena dell'anime in cui Satomi insegue Marika (lei in auto, lui in moto) e le confessa di amarla, e leggendo il manga ci sono rimasta malissimo.
Il tratto purtroppo non mi piace, troppo spigoloso, troppi volti bizzarri.


 3
Kotaro

Volumi letti: 7/7 --- Voto 9
Per molti anni, i fans italiani di fumetto e animazione nipponica hanno identificato il genere della commedia romantica con la storia di una dolce e timida ragazzina innamorata di una bizzarra rock star: Kiss me, Licia.
La love story di Licia e Mirko, che tanti successi riscosse nel nostro paese fin dalla seconda metà degli anni ’80, è tratta da questo Ai shite knight (Love me, knight nella versione italiana), manga di Kaoru Tada datato 1982. A distanza di vent’anni dall’uscita nel Sol Levante, nell’estate del 2002, Ai shite knight fa il suo debutto in Italia, permettendo ai molti fans della popolare serie animata (tra cui il sottoscritto) di godersi l’originale cartaceo che la generò.
In soli sette volumi, Kaoru Tada, autrice di talento purtroppo prematuramente scomparsa qualche anno fa, ci regala una storia d’amore intensa e passionale, che senza dubbio merita a pieno titolo i molti fans che si è guadagnata nel corso degli anni.
Yakko e Go, così si chiamano i nostri due piccioncini in versione originale, sono due personaggi davvero particolarissimi, che si compensano a vicenda e che rappresentano un po’ l’incontro-scontro tra due differenti culture. La nostra storia coinvolge infatti due personalità diversissime: la dolce e gentile Yakko cresciuta a suon di okonomiyaki ed enka tradizionali e l’affascinante, sensuale e spregiudicato cantante rock Go, che indossa giacche di pelle, porta i capelli tinti di biondo e rosso e si fa portavoce, attraverso la sua musica, di un Giappone più moderno che guarda all’Occidente.
L’amore tra Yakko e Go sboccerà quasi immediatamente nel corso del primo volumetto e andrà avanti nel corso degli altri sei, portandosi dietro triangoli, quadrangoli, impedimenti, alti, bassi, gioie, dolori, avversità, imprevisti e disavventure di ogni genere. Nonostante la brevità dell’opera, i due protagonisti riescono ad essere caratterizzati benissimo e a bucare le pagine del fumetto facendosi amare dai lettori.
Tuttavia, Ai shite knight non è soltanto l’appassionante storia d’amore di Yakko e Go, ma Kaoru Tada riesce a imbastire un universo pulsante popolato da moltissimi personaggi, ognuno con una sua spiccatissima caratterizzazione e capace di bucare le pagine, a partire dalle amiche di Yakko e dagli altri membri della band dove milita Go fino ad arrivare a vari compagni di scuola, a cantanti e musicisti rivali e al loro entourage. Menzione particolare meritano poi il tenero Hashizo, fratellino di Go e il suo pigro e grasso gattone Giuliano, nonché il burbero Shige-san, padre della protagonista ed elemento comico della serie, con la sua avversione verso la modernità e le esilaranti liti familiari che inscena con la figlia di volta in volta, con i simpaticissimi clienti del suo ristorante a far da spettatori e a parteggiare per l’uno o per l’altra.
Non soltanto Yakko e Go, ma ognuno di questi personaggi avrà un ruolo ben preciso nella storia, una sua sottotrama, una sua caratterizzazione, e servirà a rendere vivo, credibile e gradevole l’universo narrativo della storia, contribuendo a narrare, tra ironia, dramma e sentimenti, non soltanto la storia d’amore tra due ragazzi ma uno spaccato di vita nell’Osaka degli anni ’80, con i suoi abitanti, le mode, gli affanni, i sentimenti.

Ci sono opere che riescono a imbrigliare lo spirito del tempo in cui sono nate.
Se, da un lato, Hokuto no Ken di Buronson e Tetsuo Hara e Sakigake!! Otoko Juku!! di Akira Miyashita sono riuscite a portare in Giappone lo spirito dei film d’azione americani di quegli anni, gettando le basi per l’industria dei picchiaduro da sala giochi della decade successiva, e, dall’altro, Kimagure Orange Road di Izumi Matsumoto incarnava in generale il mondo giovanile degli anni ’80, l’opera di Kaoru Tada porta su carta, su una rivista di shojo manga, un lato degli anni ’80 ancora differente, che sostituisce alle tamarrate cinematografiche di Stallone, Schwarzenegger, al wrestling e ai teppisti punkettoni alla I guerrieri della notte la scena musicale dell’epoca come i Duran Duran, gli Spandau Ballet, Madonna, Cindy Lauper, Samantha Fox, i Wham, serie animate come Jem & The Holograms e film come Flashdance, Fame o Footloose. Cantanti e gruppi idoli delle ragazzine, coi loro capelli cotonati, le loro giacche di pelle, le parruccone colorate, l’ambiguità sessuale, le turbe di groupies. Tutte cose, queste, che sono perfettamente incarnate dai Beehive, la boy band fittizia nata dalla matita di Kaoru Tada e che tanto successo riscosse nel nostro paese, tanto da doverla davvero costituire.
L’atmosfera che si respira tra le pagine di Ai shite knight è questa, quella di un mondo anni ’80 perfettamente ricostruito nelle sue mode, musiche, stelle del mondo dello spettacolo, i suoi oggetti e capi di vestiario. Un mondo in cui la visionarietà degli anni ’80 proveniente dall’America si scontra con un Giappone che più tradizionalista non si può, ma che vuole, segretamente, aprirsi al mondo occidentale. Scontro, quello tra Oriente e Occidente, perfettamente esemplificato dal confronto ideologico tra il papà tradizionalista Shige-san e la figlia Yakko, che invece delle mode occidentali si è innamorata.
E’ l’atmosfera l’elemento di maggior fascino di Ai shite knight, un’atmosfera che cela in sé non solo una perfetta ricostruzione del mondo giovanile del periodo ma anche la riproposizione in chiave comico-romantica-moderna di un conflitto ideologico che dai tempi dei primi contatti con l’Occidente affligge il popolo giapponese.
Sono la trama, l’atmosfera e le spiccate caratterizzazioni di tutti i personaggi a sorreggere Ai shite knight, che dalla sua ha uno stile di disegno particolarissimo ma che risulta assai sgradevole, fatto di volti bizzarri e deformati disegnati con poche righe, continui primi piani, protagonisti maschili dal volto squadrato e dall’espressione perennemente arcigna e ambigua. E’ uno stile sporco, sgradevole, ma dannatamente personale ed efficace a rappresentare il confuso mondo anni ’80 dove la storia viene ambientata. Questo stile così bizzarro è il marchio di fabbrica di Kaoru Tada, che può piacere o non piacere (e sono molti quelli a cui non piace, in primis i realizzatori della serie animata, che ha tutt’altro tipo di disegni), ma si dimostra assai efficace nel caratterizzare in maniera personale diverse tipologie di personaggi, dalle rockband sessualmente ambigue a bambini e anziani. In ogni caso, ai disegni si passa sopra più che volentieri, catturati da tutto il resto.

Ai shite knight, insomma, concludendo, è una sorta di pezzo di storia, di pietra miliare dello shojo manga, poiché riesce a sintetizzare in soli sette volumi non soltanto una storia d’amore avvincente, moderna e accattivante (e fu cosa rara, poiché ai tempi gli shojo manga erano perlopiù di ambientazione passata o ispirata a romanzi per ragazzi occidentali), ma mette in scena un mondo affascinante che pulsa di vita propria, popolato da personaggi indimenticabili e splendente come il patinato e brillantinato mondo delle rockband degli anni ’80. Ai shite knight <b>è</b> gli anni ’80 su carta, e chiunque li abbia vissuti anche solo di striscio non può fare a meno di identificarsi in questo mondo e appassionarsi a questi personaggi. E’ un’opera avvincente e pregna di diversi significati, che rappresenta alla perfezione non solo il mondo giovanile dell’epoca, ma anche il disagio di chi all’epoca giovane non era più e rimaneva ancorato ad una nipponicità intrinseca non vedendo di buon occhio l’avanzare del nuovo, dell’estraneo.
Consigliato a chiunque. Gli appassionati di shojo manga, soprattutto di shojo manga di qualità e d’annata, lo adoreranno, mentre per chi non fosse avvezzo al genere può rappresentare davvero un ottimo punto di partenza.


 2
laury84

Volumi letti: 7/7 --- Voto 7
Pietra miliare del manga e dell'animazione soprattutto qui in Europa, ma anche in patria; nonostante il discreto successo di vendite in Giappone questo manga contiene situazioni e personaggi da cui prenderanno a piene mani molti mangaka successivamente; vedi Creamy Mami, Gravitation, Kaikan Phrase, Nana.... tutti presentano qualche elemento.
La trama è lineare e abbastanza semplice senza particolari sorprese, ma oltre a seguire abbastanza realisticamente la vita amorosa di Yakko e i problemi che lei e Go devono affrontare, viviamo anche le emozioni dei Bee Hive nella loro scalata verso il successo nel mondo della musica anni '80, con la sua atmosfera un po' glam che fa sorridere i nostalgici. Tema assente nell'anime è quello dell'ambiguità sessuale, con cui gioca il personaggio di Kazuma Kataoka (detto Sheila), vocalist di una band rivale. Sheila sembra divertirsi a giocare con il suo aspetto androgino e i fan apprezzano. Degna di nota secondo me è la delicatezza con cui l'autrice tratta i rapporti familiari, soprattutto quelli del piccolo Hashizo che cerca disperatamente di crearsi una famiglia al posto di quella che non ha mai avuto. Parte delle vicende sono narrate dal suo punto di vista di bambino, forse più approfondito e curato di quello di molti adulti.
Il disegno è un po' acerbo e spigoloso, a volte pecca nelle proporzioni, con queste capigliature voluminose che sembrano ingrandire le teste dei personaggi e gli arti sottili. Gli occhioni "luccicosi" sono d'obbligo ovviamente, almeno ci risparmia i fiori (sarà che con tutti quei capelli non c'è più spazio).
Come in molti shojo dell'epoca non c'è molta attenzione ai fondali; si nota invece la cura per i vestiti e le acconciature dei personaggi, doverosa vista l'ambientazione.
Potrà sembrare datato e pieno di cliché, ma tenete conto di quando è stato realizzato.

Per tutti i collezionisti che amano possedere i cult e i manga che ci parlano dei decenni passati, ma anche per tutti gli amanti delle storie romantiche fresche e senza drammi eccessivi.