Jorge
Per il manga
Sidooh
di genere
Volumetti Letti: 9 su 25 ---
Voto: 10 Sidooh si ambienta nel periodo finale dell’epoca dei samurai, periodo in cui le navi americane stavano occupando i porti dell’isola giapponese portando nuove tecnologie e nuovi stili di vita, nonché fortissime frizioni tra conservatori e favorevoli allo sbarco degli uomini occidentali.
Questo aspetto riveste una componente decisamente importante nell’economia della storia. I genitori dei bambini muoiono per una malattia portata dagli stranieri, mentre successivamente il villaggio del cuore puro si porrà a fianco dei conservatori, scatenando lotte e duelli per decidere il futuro del Giappone.
Il manga non sostiene attraverso i personaggi e le loro azioni alcuna vicenda positiva. Pur partendo con ideali giusti, i ragazzi si corrompono di fronte al loro mentore Asakura ed al sommo Rugi, diventando veri e propri antieroi. Lo sviluppo della trama è ancora incerto, proprio per l’approccio dell’autore a narrare le vicende senza mettere bene in chiaro lo “scopo” della narrazione.
Il disegno è quello tipico di Tsutomu Takahashi, con linee grandi e squadrate, tratteggi grezzi e fisionomie molto marcate, seppur molto semplici.
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Per chi ama le vicende tortuose del Bakumatsu, ecco un altro manga che davvero non bisogna lasciarsi scappare.
Sidooh ha un realismo davvero tremendo, ti fa entrare dentro la vicenda, ti fa provare lo stesso terrore che prova il piccolo Gentaro, l’angoscia di Shotaro nel vedere la madre morire.
E’ assolutamente incredibile, ti tiene incollato alle pagine con la foga di sapere cosa succederà quando girerai la pagina.
Ogni personaggio ha un carattere forte, una personalità ben definita e la crescita che subiscono è ben visibile e attinente al tipo di situazioni affrontate.
Uno spaccato di realismo storico che merita di essere seguito ed io da parte mia aspetto con ansia i nuovi numeri.
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Giappone, fine 800. In un'epoca di poverta' e stenti, con il Giappone devastato dalla poverta' e dal colera, due fratelli, ancora bambini, dopo la morte della madre, si ritrovano a dover imparare a sopravvivere, avendo a disposizione solo la spada ereditata dal padre e le parole della madre, che li esorta a seguire la via del guerriero, Sidooh.
Una storia dove poco e' lasciato all'immaginazione. Una dura vita di prove e stenti attende Shotaru e Gentaru in un mondo violento e sofferente, dove per sopravvivere la vittima deve diventare carnefice, dove il dolore e' il pane quotidiano degli uomini, che vagano inseguendo la speranza di una riscossa.
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Un disegno dannatamente realistico quello del sensei Tsutomu Takahashi, nudo, crudo, morbido nei lineamenti ma spietato negli sguardi e nelle scene di violenza. Particolari curatissimi sia nei paesaggi che nei personaggi. Dallo sguardo si comprende subito l’indole del personaggio e le emozioni che prova.
Un tratto davvero molto espressivo che ti fa sentire sulla pelle il terrore, la paura, lo spirito di combattimento, l’eccitazione della battaglia. Raffinato nei visi di donna e nelle acconciature. Per nulla frenetico nelle lotte, nonostante la velocità d’azione risulta sempre molto chiaro e riproduce la battaglia con un realismo davvero quasi tastabile.
Il periodo storico, inoltre, è reso con grande accuratezza e realismo storico.
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Avevo preso questo manga con un pò di scetticismo non conoscendo altre opere dell'autore. E invece sono rimasto stupefatto dal fatto che quando si comincia un volume è impossibile staccarsene. Questo manga trova sempre nuovi spunti, non ci sono punti morti, e ti dà sempre la sensazione che dietro l'angolo ci possa essere un risvolto fantastico.
Lo ritengo il miglior manga di samurai.
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Sono manga come questi che fanno appassionare i lettori a questo genere. Tavole bellissime con grande espressività dei personaggi, combattimenti travolgenti, che non lasciano un attimo per il respiro, continui colpi di scena: questa è la ricetta perfetta!
L'unica recriminazione è l'edizione non perfetta soprattutto confrontata al costo, ma se questo non vi spaventa ve lo consiglio vivamente.