www.AnimeClick.it
Quotidiano di informazione su anime, manga e fansub italiano       RSS Flash News    RSS Fansub Releases    Italian Version    English Version   

CSS Drop Down Menu by PureCSSMenu.com

Notizia del 27/11/2009 OKNOtizie Wikio Facebook Del.icio.us
La crisi economica giapponese? Colpa degli uomini ''erbivori''


Uomo ErbivoroLa sensibilità degli uomini New Age è finalmente arrivata nella terra dei salaryman. Ma c'è un dettaglio, una caratteristica importante in Giappone, che causa allarmismi sul calo delle nascite: l'uomo moderno giapponese non sembra interessato alle donne e al sesso.

A Tokyo, nel weekend, l'area trendy di Harajuku diventa un miscuglio di tribù urbane: le goth lolita battono le loro ciglia finte, abbagliando col loro ribellismo.
Lontani da quest'estetica ormai superata dalle imposizioni, un esercito di dolci uomini con capelli stirati e jeans aderenti. Questi giapponesi sono i cosiddetti “erbivori” (dalla frase giapponese “ragazzi mangiatori di erba”): eterosessuali, ma apparentemente poco interessati ai “piaceri della carne”.

Sono attratti dal silenzio, dalla vita meno competitiva, si concentrano sulla famiglia e gli amici, evitando i dettami del maschio macho tradizionale giapponese.
Incluso Yukihiro Yoshida, un ragazzo “ventenne-e-qualcosa”, studente di economia, che si autodefinisce erbivoro. “Non prendo l'iniziativa con le ragazze, non parlo con loro”, dice arrossendo. “Ben venga se una ragazza parla con me, ma da parte mia non faccio mai il primo passo”.

Diverse ricerche dichiarano che il 60% dei giapponesi dai vent'anni alla trentina si definisce “erbivora”. Il loro Sex and the City è uno show televisivo chiamato Otomen (ragazzo effeminato). Il protagonista è un esperto di arti marziali, il ragazzo più falso della scuola. Le sue passioni segrete sono il cucito, fare i dolci e rammendare vestiti per gli animali di pezza.
Nascondo la mia natura” dice nel primo episodio, identità che si cuce addosso segretamente nella sua stanza. “In ogni momento sarò un uomo, un vero uomo giapponese”.

Ma che vuol dire? “Non è da molto che gli uomini stanno diventando simili alle donne. E' l'idea della mascolinità che sta cambiando” dichiara Kokobun Katsuhiro. Dalla sua posizione privilegiata a Gruzzle, grazie al proprio salone di bellezza di Harajuku, Kokobun ne ha viste molte in fatto di nuove tendenze.
Negli anni ha visto sempre più persone venire nel suo salone, persone che definisce “più modeste, con meno richieste, quasi passive; loro accettano quanto gli viene detto”. Ha notato che oggigiorno domandano più trattamenti tipicamente femminili. “Facciamo sopracciglia e trattamento del viso per uomini”, dice sorridendo. “Il rimodellamento delle sopracciglia è molto in voga tra gli studenti del liceo”.

OtomenQuindi, non è una coincidenza se le sopracciglia di Sekine Yasuhito sono modellate perfettamente. Il cambiamento dei gusti è ciò che gli interessa di più in questo periodo. Lavora per un internet service provider e opera nel Sweets Club, un gruppo online per uomini a cui piacciono i dessert. Operativo da gennaio, ha già mille membri iscritti (online e di persona), che dibattono sulle virtù delle diverse merendine alla fragola. E' qualcosa che Sekine definisce impensabile fino a vent'anni fa. Folgorato dalla sua voglia, assaggia la dolce gelatina di pesche, lodandola. Non è così forte come la gelatina al caffè alla crema (un gusto da veri uomini, se mai ne è esistito uno), etichettandolo “retro”. Pensa che il suo dessert club mostri come i giovani giapponesi asseriscano la loro individualità, riflettendo il loro cambio di valori rispetto al boom giapponese degli anni 80.
Una volta (negli anni 80 appunto), gli uomini giapponesi erano più passionali e aggressivi, ma ora queste caratteristiche sono disprezzate. I nostri membri hanno una personalità mite, dicono ciò che gli piace senza pregiudizi, non sono limitati dalle aspettative” dichiara Sekine, che si autodefinisce erbivoro. “In quei tempi a molti uomini piacevano i dessert, ma era una cosa da sfigati. Agli uomini tosti piacevano l'alcol o i cibi speziati. Ho scoperto che a mio padre piacevano i dessert, ma non si è mai fatto beccare”.

La maggior esperta di erbivori, Maki Fukasawa, crede che siano nati dall'ultima disastrosa decade di economia stagnante. Ha battezzato così la tribù nel 2006 e recentemente ha scritto un libro intitolato Generazione Erbivori, in cui li suddivide in 23 sottocategorie distinte. Sostiene che siano una ribellione verso la generazione di impiegati dei loro genitori, consci di girar le spalle ai canoni vigorosi e consumistici della loro epoca.
Provano una sorta di repulsione verso le generazioni più vecchie”, dice Fukusawa. “Non vogliono avere il loro stile di vita, e il loro impatto sull'economia è molto grosso. Ora fanno molta notizia per via delle basse vendite, specialmente sui prodotti statali quali automobili e alcolici”.
Dice che il loro avvento porterà cambiamenti positivi: magari hanno meno senso competitivo, ma hanno un forte senso di comunità e di famiglia, cosa che a loro è venuta a mancare crescendo.
In un certo senso, i loro padri trascurano le loro famiglie. Erano così immersi nello stile di vita dell'impiegato giapponese, uscendo ogni notte col loro capo, che gli erbivori si chiusero nei loro famigliari e amici”, dice Fukusawa.

Ma c'è paura per la finanza e l'impatto sociale degli erbivori. Il loro basso livello di acquisto e la mancanza d'interesse per il sesso invoca due dei più grandi problemi del Giappone: l'economia senza luce e il declino delle nascite. Amano essere amici con le donne, ma per molti di loro nulla di più.
Per le strade di Harajuku, Alex Fujita spiega perché non gli interessa parlarci più: “Ormai le donne hanno molta più istruzione e si immergono nel lavoro. Le donne ora fanno paura”.

E, logicamente, c'è anche un'etichetta per il potere lavorativo economico al femminile, donne che sanno ciò che vogliono, “donne carnivore”.
Con gli uomini erbivori e le donne carnivore, sembra che la terra dei samurai, lottatori di sumo e delle geisha si affacci a uno scenario totalmente nuovo.


Pubblicità: Un MMORPG gratuito e spassosissimo

AnimeClick.it: Cerchiamo urgentemente newser e traduttori, per favore contattateci

     
Autore: RyOGo  

--> Discuti la notizia sul forum <--       --> Le nostre notizie sul tuo sito <--


------------ COMMENTI UTENTI ------------

Le storie fantastiche sono molto più che reali:non perchè ci rivelano che draghi e demoni esistono, ma perchè ci dicono che possono essere sconfitti
ALUCARD80 ha vinto 6 Premi Utente ALUCARD80 è stato attivo negli ultimi 10 giorni Invia un Messaggio Privato a ALUCARD80 
Messaggio di ALUCARD80 (27/11/2009, ore 20:51)
"c'è anche un'etichetta per il potere lavorativo economico al femminile, donne che sanno ciò che vogliono, donne carnivore"

oddio O_O questa frase mi fa pensare a troppe cose contemporaneamente di cui una parte non possono essere espresse lol
no mi dispiace ma su questo punto non posso che dissentire pesantemente. un famoso aforisma recita: "le cose buone a questo mondo o sono illegali, o sono immorali o fanno ingrassare".
ecco, ritenendo che il sesso non è assolutamente immorale, è l'unica cosa che penso vada fatta il più spesso possibile perchè fa solo bene (e tanto, dichiarazioni di scenziati e dottori alla mano).
ahi ahi poveri giapponesi!


Narzal fa parte dello Staff AnimeClick.it Narzal è stato attivo negli ultimi 10 giorni Invia un Messaggio Privato a Narzal 
Messaggio di Narzal (27/11/2009, ore 20:52)
Che dire...

Tutto molto bello, tutto molto giapponese!

stanno proprio 8 ore avanti questi!


Misurino è stato attivo negli ultimi 10 giorni Invia un Messaggio Privato a Misurino 
Messaggio di Misurino (27/11/2009, ore 20:54)
Ho giusto visto tre episodi di otomen, è piuttosto divertente! poi l' attore è lo stesso di Hana-kimi sinceramente non ci trovo nulla di strano se un ragazzo ha gusti più tranquilli e da ragazze... insomma ci sono anche tante ragazze rozze, aggressive come veri maschiacci.
Poi non pretendo che siano tutti così ovvio, però personalmente preferisco gente tranquilla piuttosto che quelli quasi ossessionati dal sesso, come mi è capitato spesso di incontrare.
Penso che questa situazione sia anche alimentata dalla televisione e dagli idol: infatti sono tutti magri ed assomigliano a delle donne. E' la bellezza giapponese ormai.

Nothing ever changes
M3talD3v!lG3ar è stato attivo negli ultimi 10 giorni Invia un Messaggio Privato a M3talD3v!lG3ar 
Messaggio di M3talD3v!lG3ar (27/11/2009, ore 21:06)
Un esempio che mi viene subito in mente, riguardante quest'articolo, è il mitico protagonista di "Detroit Metal City", Soichi Negishi ...beh...diciamo mezzo-protagonista


Messaggio scritto da Cesare (anonimo) il 27/11/2009 alle 21:13
Ecco perchè le donne giapponesi sono interessate ai maschietti occidentali!!! Mi sa che se veramente quet'anno vado in Giappone d'estate, me ne torno con la moglie!!!

Ricorda, sia un granello di sabbia che una roccia nell'acqua affondano allo stesso modo.
Chiba è stato attivo negli ultimi 10 giorni Invia un Messaggio Privato a Chiba 
Messaggio di Chiba (27/11/2009, ore 21:54)
"Lavora per un internet service provider e opera nel Sweets Club, un gruppo online per uomini a cui piacciono i dessert."
Una setta veneratrice di L, pronta a rivendicare quella dolcezza della vita ormai abbandonata e persa (o gettata) nell'oblio dai padri di famiglia.

"Il rimodellamento delle sopracciglia è molto in voga tra gli studenti del liceo".
Questo no! Tutto il virilismo di due belle sopracciglia folte così buttato?


Ansonii390 è stato attivo negli ultimi 10 giorni Invia un Messaggio Privato a Ansonii390 
Messaggio di Ansonii390 (27/11/2009, ore 22:14)
Articolo molto interessante. Ognuno penso debba seguire la propria indole, non si può pretendere che si seguano stereotipi solo in base a pregiudizi sociali.

@Chiba: beh parliamone. Conosco persone che di sopracciglie ne hanno una sola

Ricorda, sia un granello di sabbia che una roccia nell'acqua affondano allo stesso modo.
Chiba è stato attivo negli ultimi 10 giorni Invia un Messaggio Privato a Chiba 
Messaggio di Chiba (27/11/2009, ore 22:17)
@Ansonii: ecco, quelli fanno anche bene ad andare a "ridimensionarle".
Ma delle belle sopraciglia, cariche di orgoglio e virilità, stile: Lone Wolf & Cub (non ho voglia d'andare a cercare il nome del protagonista del manga)?

Of course it is happening inside your head, Harry, but why on earth should that mean that it is not real?
Eragon1001 è stato attivo negli ultimi 10 giorni Invia un Messaggio Privato a Eragon1001 
Messaggio di Eragon1001 (27/11/2009, ore 22:18)
"Ormai le donne hanno molta più istruzione e si immergono nel lavoro. Le donne ora fanno paura".

Ecco, è questo il punto chiave di tutta la faccenda, semplicemente. Gli uomini ormai non sanno più come comportarsi, ora che hanno scoperto la vera forza delle donne e, tò!, hanno capito che valgono quanto se non più di loro. Tutto molto più facile quando eravamo ancora confinate nel gineceo, eh? *il mio spirito femminista ribolle* Senza contare che non esistono occupazioni esclusivamente maschili o femminili. Ci può essere un uomo amante dei dessert carini come una donna meccanica senza per forza scadere nell'allarmismo sociale.


HoneyChan è stato attivo negli ultimi 10 giorni Invia un Messaggio Privato a HoneyChan 
Messaggio di HoneyChan (27/11/2009, ore 22:31)
"Non prendo l'iniziativa con le ragazze, non parlo con loro" dice arrossendo. "Ben venga se una ragazza parla con me, ma da parte mia non faccio mai il primo passo".
O_O

Uomini spaventati da donne lavoratrici e sicure di sè???

Sinceramente, sarà anche il modello estetico più in voga di questi tempi e ci si guadagnerà in buone maniere e sensibilità, ma al momento provo un pò di compassione (un pò tanta ), per le mie compagne nipponiche!

Si vive insieme, si muore soli
hero è stato attivo negli ultimi 10 giorni Invia un Messaggio Privato a hero 
Messaggio di hero (27/11/2009, ore 22:33)
Posso anche apprezzare il fatto di stare più tempo in famiglia con i figli e le mogli, ma si fanno le sopracciglia Mi spiace ma non posso considerarli degli uomini.

@eragon1001
Oddio io per esempio un uomo "crocerossino" non ce lo vedo proprio


Shonenbat è stato attivo negli ultimi 10 giorni Invia un Messaggio Privato a Shonenbat 
Messaggio di Shonenbat (27/11/2009, ore 22:41)
Che si vadano perdendo i canoni della mascolinità mi sembra solo che un bene, soprattutto quando questi prendono (frequentemente) significato di maschilismo.

Ma di questi casi limite qua non saprei che dire...sempre nel rispetto delle scelte altrui, mi sento di quotare honeyhan e di provare compassione per le povere donne giapponesi...:p
Vada le sopracciglia, ma un uomo che si sente sottomesso dal successo di una donna è un debole e un cretino...

Questo Otomen deve essere divertente!!

<i> Here comes the water.  All I knew and all I believed are crumbling images<i>
Ichimaru Garuda fa parte dello Staff AnimeClick.it Ichimaru Garuda è stato attivo negli ultimi 10 giorni Invia un Messaggio Privato a Ichimaru Garuda 
Messaggio di Ichimaru Garuda (27/11/2009, ore 22:43)
C'è poco da fare, la verità sta nel mezzo. Va bene essere miti e non cedere ad atteggiamenti aggressivi, come invece capita qui in Italia con l'italiano medio (si intende nell'approcio) però eccedere in questo aspetto è senza dubbio controproducente.
Infatti l'articolo porta l'esempio delle nascite e della stagnate economia giapponese.
Senza dubbio questo nuovo stile di vita dei giovani giapponesi non è altro che l'evoluzione della classica figura dell'impiegato nipponico ma sono convinto che la situazione non durerà molto.
Si sa che la storia di un paese, di una cultura o di un popolo è ciclica. Sono convinto che fra qualche generazione avremo la situazione inversa.

Don't dream it. Be it.
RyOGo ha vinto 1 Premio Utente RyOGo è stato attivo negli ultimi 10 giorni Invia un Messaggio Privato a RyOGo 
Messaggio di RyOGo (27/11/2009, ore 22:51)
Ricordo che 3 ragazzi su 5 sono così...
Almeno sapete che Kishimoto disegna personaggi del genere perchè ormai sono la normalità.

Puoi tu uccidere uno shinigami..?
KiraSensei ha vinto 5 Premi Utente KiraSensei è stato attivo negli ultimi 10 giorni Invia un Messaggio Privato a KiraSensei 
Messaggio di KiraSensei (27/11/2009, ore 22:52)
Questa proprio non me la aspettavo, il popolo dei samurai che depone le katane per impugnare mestoli e cucchiai Personalmente non ci trovo nulla di male nello stare dietro ai fornelli, quello che non capisco è il fatto che smettano di "cacciare" per essere "cacciati"...!!! Le soluzioni sono 2. o son bravissimi nel fingersi prede per poi trasformarsi in predatori o le cose stanno proprio cambiando

Scegli ME.
Kouga ha vinto 2 Premi Utente Kouga è stato attivo negli ultimi 10 giorni Invia un Messaggio Privato a Kouga 
Messaggio di Kouga (27/11/2009, ore 23:55)
Leggo Otomen a scrocco da un'Amica e lo trovo dolce e dissacrante, personalmente lo consiglio nonostante il prezzo un po' altino! Ed ora capisco anche perché in Katekyo Hitman REBORN! Hibari prima di pestare Tsuna e compagni, li definisce sempre "erbivori".


Messaggio scritto da Densetsu (anonimo) il 28/11/2009 alle 00:31
Proprio l'emancipazione della donna causa la ritirata degli uomini nippo. Tenendo anche conto delle pressioni della società giapponese...leggere quello che è scritto nell'articolo non mi meraviglia.

Dall'altro lato abbiamo poi gli Host Club e i vari locali tipo Maid Cafè ... che tristezza. E pensare che le ragazze giapponesi sono uno spettacolo!


Messaggio scritto da James (anonimo) il 28/11/2009 alle 00:44
Questa situazione è figlia di quello che sta avvenendo da anni nel mondo.Il femminismo ha preso il totale sopravvento, i maschi sono sempre più discriminati, come pensate che possano crescere le generazioni future in un clima sempre più ostile verso il proprio sesso?In un mondo dove se 6 uomo sei praticamente uno schiavo,carne al macello, mentre se sei donna ricevi tutti gli aiuti e i privilegi possibili (vogliamo contare quante campagne di raccolta fondi per aiutare le donne esistono?Oppure come si parli sempre di "violenza sulle donne" al posto di parlare di violenza in generale, come se ammazzare un uomo sia cosa giusta da fare; o anche come non parlare delle leggi sui divorzi, oppure delle pene leggerissime che ricevono le donne rispetto a quelle degli uomini[esempio,stesso crimine, uomo ergastolo, donna 4 anni]).Io sinceramente non riesco più a guardare un TG senza sentirmi immediatamente discriminato (bello sentire "1000 morti, di cui 200 donne" beh certo gli altri 900 son talmente poco importanti,non hanno nemmeno un sesso).Ma è molto bello anche vedere che in discoteca IO DEVO PAGARE, tu donna no, 6 speciale, sei superiore vero?
Che schifo di mondo.....


Sveva è stato attivo negli ultimi 10 giorni Invia un Messaggio Privato a Sveva 
Messaggio di Sveva (28/11/2009, ore 01:03)
Come al solito si va da un estremo all'altro! Ho sempre trovato assurdo che gli uomini in giappone si facessero paranoie per mangiare dessert o coppe gelato, le cose dolci sono un'alternativa al salato non certo un indicatore di virilità (mi hanno sempre fatto tanta pena per questo...) ma da qui a perdere l'interesse per le donne è tutto un altro discorso!!
Poi quoto HoneyChan ed Eragon1001.
"Ormai le donne hanno molta più istruzione e si immergono nel lavoro. Le donne ora fanno paura".
quando ho letto 'sta frase anche a me sono girate un tantino le scatole... se si spaventano per così poco siamo messi proprio male...
Per quanto riguarda le sopracciglia non mi esprimo tanto ormai è una malattia globale!
E per finire parliamo di Otomen un manga spassosissimo specie quando l'autrice fa la parodia di altri generi shoujo imitandone lo stile di disegno!!! ^^ C'è da dire però che ci sono diversi tipi di otomen e i due che si vedono nell'immagine qui sopra (soprattutto quello a sinistra!!) non sono per niente erbivori!! (anzi, sembrerebbe lei quella erbivora... -_-')


Assenzio è stato attivo negli ultimi 10 giorni Invia un Messaggio Privato a Assenzio 
Messaggio di Assenzio (28/11/2009, ore 01:30)
nah ma quali estremi, quali rivoluzione sociale, chi ha scritto l'articolo inglese e' un decerebrato, vittima di stereotipi e cliche' dell'era spartano
il maschio villoso che zappa la terra, bestemmia, e usa la moglie come oggetto XD

tutti gli abbinamenti che propone sono privi di logica
1) timidezza e interesse al sesso: i timidi non sono interessati alle donne, mi giunge nuova
2)moda, vita sedentaria, amore per la calma ed ermafroditismo: e' in arrivo il culto del tamarro? OO'
3)gli uomini stanno diventando simili alle donne: non so quale idea abbia l'autora della donna, il medioevo e' finito da un pezzo
4)le 1000 persone e le merendine: valenza nulla sulla raffigurazione di un popolo intero, credo ci siano almeno 50 volte piu persone in Italia che vanno a trans ; temo che il giornalismo sia utopia
5)ribellione verso la generazione: conoscenza nulla dell'evoluzione sociale. Sembra ignorare il mutamento delle dinamiche familiari e non, disegnando due generazioni opposte; in realtà erano due contesti storici opposti, non capirlo e' da ameba
6)l loro basso livello di acquisto e la mancanza d'interesse per il sesso: due fenomeni privi di attinenza, anche qui va ricercata la ragione sociale ( se vera la sua tesi, cosa che mi lascia basito )
Come ha misurato il numero di rapporto sessuali?
7)donne che sanno ciò che vogliono: ribadisco la fine del medioevo; ha un'idea sconclusionata della figura femminile, doveva partecipare a woodstock

insomma dice una secchiata di boiate, per giunta attraverso un ottica scimmiesca; se fosse vero ( temo di no ) mostrerebbe una realtà estremamente emancipata, priva di tabu', con un fortissimo culto dei veri valori e stranamente priva di una serie di questioni serissime che dobbiamo in verità affrontare


Bin è stato attivo negli ultimi 30 giorni Invia un Messaggio Privato a Bin 
Messaggio di Bin (28/11/2009, ore 01:39)
Come si dice? Ogni eccesso è difetto. Sicuramente la figura dell'omino effemminato è capace di far colpo su parecchie donzelle, me compresa, ma un uomo che teme la donna e che soprattutto non è interessato al sesso (???) è tutt'altra storia. Essere effemminati non vuol dire essere delle complete amebe! Mi dispiace per le povere giapponesi!


Otomen, comunque, è delizioso


Sveva è stato attivo negli ultimi 10 giorni Invia un Messaggio Privato a Sveva 
Messaggio di Sveva (28/11/2009, ore 01:56)
@james (anonimo)
mi dispiace che tu ti senta discriminato ma credo che tu abbia le idee un po' confuse perchè tutti 'sti privilegi e 'sti aiuti non so proprio in quale mondo parallelo stiano.
Si parla di "violenza sulle donne" perchè ogni 3giorni ne muore una per mano del partner o dell'ex di turno mentre di donne che cedono alla tentazione di spaccare la testa al marito evidentemente ce ne sono poche!
Se ti preoccupano le leggi sul divorzio ti consiglio un bel contratto prematrimoniale.
Delle differenze di pena non ne ho mai sentito parlare ma tranquillo che con le leggi che abbiamo in italia neanche gli uomini rischiano granchè: l'ergastolo praticamente non esiste e dopo qualche annetto sono di nuovo fuori a ripetere gli stessi crimini (magari proprio contro le donne).
Altro consiglio: da' meno peso ai tg che spesso non sanno neanche loro quello che dicono, altrimenti fattene una ragione come quando di un criminale specificano la nazionalità se è straniero ma se è italiano non dicono niente!
Per quanto riguarda la discoteca, che immagino sia una cosa di fondamentale importanza, magari non è perchè siamo speciali o superiori ma per semplice strategia di mercato o magari perchè a parità di lavoro le donne sono pagate molto meno? vogliamo parlare di questo?
Comunque sono d'accordo con te: questo mondo fa proprio schifo!

@RyOGo
a quali personaggi ti riferisci?? (e per sicurezza di quale dei due kishimoto stiamo parlando??)

PS: quoto anche Assenzio! ^^

Se guarda la fascina da un baiocco, non se po' guarda' a te faccia da porco?
KenzoTenmaFRNSGL è stato attivo negli ultimi 10 giorni Invia un Messaggio Privato a KenzoTenmaFRNSGL 
Messaggio di KenzoTenmaFRNSGL (28/11/2009, ore 02:20)
"l'uomo moderno giapponese non sembra interessato alle donne e al sesso." Io invertirei il postulato scrivendo "alla donna giapponese non interessano gli uomini giapponesi e allora gli uomini giapponesi cercano di sembrare donne giapponesi e fare come quel personaggio maschile di L Word che per fare sesso con una donna lesbica diceva di essere lesbica". A parte gli scherzi, qui la sessualità c'entra ben poco. Si tratta dell'esaltazione dell'apparenza e dello scadere totale dei sentimenti. Alla fine una donna fa bene a scegliersi il suo bel bambolotto efebico stile salsicciotto glabro con cui parlare della pettinatura e della tonalità di rossetto (io ho fatto suicidare una donna su due facendo commenti su vestiti e abbinamenti di colori -sono cattivo in quel campo) e da mostrare alle amiche ("ammazza quant'è educato", "ha le unghie più curate delle mie", "indove lo comprasti?" -qui il tono della conversazione si alza-, "quanto vuoi se te lo chiedo in prestito per due ore?").
Se permettono, "io" sono erbivoro: non mangio carne, non bevo alcolici, leggo riviste di dolci (per farmi venire fame, non per farli -a me riescono solo le pietanze salate) e mi piacciono i dolci, i leccalecca, non lecco f... e vabbe', non approfondiamo. Ma andare dall'estetista per farsi sfoltire le sopracciglia è patetico, ricorda quella trasmissione nostrana -di cui non faccio il nome per rispetto dei possibili minori alla lettura, momentaneamente non impegnati nei consueti studi ginecologici notturni- in cui tamarri ramarriformi con jeans aderenti, camicette sbottonate e sopracciglia disegnate si ravano gli zebedei su poltrone da bordello mentre signorine dalla favella squisitissima (che normalmente occuperebbero la bocca in elucubrazioni filosofiche sulla corposità delle banane nel medesimo bordello) strillano come aquile per capire chi è la più sfigata che si prenderà sulle spalle il mantenimento del tamarro di turno.

Il sesso è una cosa, i comportamenti ridicoli un'altra. E poi non paragoniamo la cura estetica delle donne a quella degli uomini: le prime curano l'aspetto per sentirsi belle e anche per essere considerate belle (in linea di massima, o comunque nelle intenzioni -girano anche carrozzoni di carnevale); i secondi quando lo fanno sono inguardabili (se siete così è meglio che davanti ai miei occhi non passiate neanche per un millisecondo -non sarò il massimo esperto di estetica ma non ho neanche gli occhi di Tiresia). E' una di quelle mode fasulle ideate a tavolino per convincere le persone mediocri che sono alternative (infatti c'è scritto "Provano una sorta di repulsione verso le generazioni più vecchie" ma la cura ossessiva dell'aspetto e la finta mitezza -che in termini più appropriati verrebbe definita falsità- non sono dissimili dall'ossessione per il lavoro e dalla gentilezza forzata dei loro padri). Quello che preoccupa non è che gli uomini stiano diventando simili alle donne (cosa non vera, se bastasse mangiare dolci e andare dall'estetista anche un orso grizzly potrebbe diventare simile ad una donna), ma che stiano diventando decisamente più stupidi. Lo dice anche l'ovinide sopra: "Ormai le donne hanno molta più istruzione e si immergono nel lavoro. Le donne ora fanno paura". E se non fossero le donne ad avere più istruzione ma gli uomini ad averne spaventosamente meno (tanto da rifugiarsi in queste piccinerie, teletabberie, pucciosità -qualcuno mi uccida per aver usato l'ultima parola)? Sarebbe un'interpretazione molto meno maschilista e molto più seria della realtà.

Uomini a cui piace cucire, cucinare, fare braccialetti di perline e swarovski, curare i fiori, collezionare bambole, tenere mandrie di gatti ce ne sono tanti (me compreso, togliendo cucire, bambole e perline -ero anche bravo, poi a forza di sforzare gli occhi mi veniva un terribile mal di testa e ho smesso), ma alcune delle cose che identificano i cosiddetti "erbivori" (che in Giappone, a quanto ho capito, non sarebbero uomini con interessi tipicamente femminili né con indole mite ma "trulli" piastrati con un tasso di cretineria stratosferico -soprattutto per quella frase sulle donne che fanno paura), tipo la passione per i dolci e il modellamento delle sopracciglia, sono delle buttanade.

Poi quel discorso della donna che, per il semplice fatto di sapere cosa vuole, sarebbe da considerarsi carnivora e spregevolmente maschilistà. Vuoi che non vuoi per alcuni deve tutto girare intorno alla donna, mai una volta che un uomo prendesse atto delle sue mancanze: e son le donne che vogliono, e son le donne che decidono e son le donne che lavorano... ma non sarà piuttosto che l'uomo s'è andato un tantinello rincojonendo.


Messaggio scritto da Antonio. (anonimo) il 28/11/2009 alle 02:36
Io sono un tipo piuttosto maschilista, invece. Secondo me il problema degli erbivori sono gli ormoni contenuti nelle gelatine

Le storie fantastiche sono molto più che reali:non perchè ci rivelano che draghi e demoni esistono, ma perchè ci dicono che possono essere sconfitti
ALUCARD80 ha vinto 6 Premi Utente ALUCARD80 è stato attivo negli ultimi 10 giorni Invia un Messaggio Privato a ALUCARD80 
Messaggio di ALUCARD80 (28/11/2009, ore 02:52)
mamma mia...
O_O
basito dalla piega che ha preso il discorso ma inevitabile che andasse in maniera diversa, col senno di poi...

@ james
scusa ma non pensi di esagerare? se su 1000 morti si dice 200 donne, automaticamente gli altri saranno uomini, per questo non vengono nominati... ' è una questione matematica... se esiste sono 1 e 2, se togli 1..cosa rimane...? e cmq se a 1000 sottrai 200 rimane 800 non 900

mi trovo molto daccordo con Sveva piuttosto, e con il mio vecchio caro Assenzio che ha incentrato il discorso su punti salienti ben chiari. ma il maschio discriminato no vi prego mi metto troppo a ridere XD


Assenzio è stato attivo negli ultimi 10 giorni Invia un Messaggio Privato a Assenzio 
Messaggio di Assenzio (28/11/2009, ore 02:55)
@ Kenzo: il tuo commento e' molto interessante
sul tema della cura estetica, sembra quasi che ossessione per l'abbigliamento, mania per i profumi, e appuntamento settimanale dal barbiere non ne facciano parte. Tale fobia e' sempre esistita e si inasprisce nel mondo di zucche vuote appariscenti, usando scorrettamente il vessillo delle sopracciglia ( ma chi ci va? ) e dimenticando la svendita dei jeans DeG di dubbio gusto e parecchio scomodi sul cavallo.
Chi sono gli effeminati, i jappo o gli occidentali tamarri?

Il manifesto si accanisce sugli hobby, disegnando uno stile di vita transgender se incentrato su passioni semplici, famiglia, cucina... strano che non abbia messo la lettura e la cultura, da veri e propri omosessuali molesti !
e di contro si presenta la mole titanica e guerriera del giovane che si sballa, spronato da effetti psichici alterati nel trovare una cozza che lo sopporta in disco; probabilmente ossessionato da una sindrome di inferiorità, mentale o fisica, passa serate dove neanche DeG si presenterebbe ( esperienze personali, non discorsi da emo contro il mondo ).
chi sono gli ermafroditi, i jappo o noi occidentali?

e soprattutto concordo sul tema culturale. C'e' poco da analizzare o discutere, questo valore e dovere pare un optional; discutere su erbivori e carnivori? e in casa nostra ? il 2009 come nuovo illuminismo, dei poveri di mente
Per essere un vero uomo bisogna scrivere cento volte la parola Sesso ( il farlo e' un optional ), giocare la partita di Pallllone, distillare alcolici, toccare il culo alle ragazze tutte battone e carnivore( perche' ci piace la f.., prendendo spunto dal vecchio kenzo), e soprattutto non rimodellarsi le ciglia
i jappi sono dei frocioni, sisi, mica come noi veri uomini

@ Alu: credo che james volesse sottolineare la strumentalizzazione del femminismo occidentale; da un lato la figura verginea della donna in carriera con pari diritti, dal' altro la velina in posizione.
In soldoni, la donna rimane un oggetto, solo che di lusso; con l'aggravante della volontarietà

esistono differenze legali, quello che dice james e' verissimo, il problema e' capire il motivo. Non certo il culto della donna ( per me sacra ) ma per il culto-t

che deviazione mentale c'e' dietro una filippica contro una figura maschile nuova, meno ossessionata da tante boiate? anzi, ma sta società dov'e'?

Ognuno vada dove vuole andare, ognuno invecchi come gli pare, ma non raccontare a me che cos'è la libertà.
Ghibli92 è stato attivo negli ultimi 10 giorni Invia un Messaggio Privato a Ghibli92 
Messaggio di Ghibli92 (28/11/2009, ore 07:47)
“Non prendo l'iniziativa con le ragazze, non parlo con loro”, dice arrossendo. “Ben venga se una ragazza parla con me, ma da parte mia non faccio mai il primo passo."

Io la chiamo semplicemente timidezza questa.

Comunque le sopracciglia rifatte e sbrilliccicose ....brhhh!

Don't dream it. Be it.
RyOGo ha vinto 1 Premio Utente RyOGo è stato attivo negli ultimi 10 giorni Invia un Messaggio Privato a RyOGo 
Messaggio di RyOGo (28/11/2009, ore 09:21)
Ma solo io (che per tradurre dall'inglese ho dovuto leggermi più volte tutto il testo per poi correggerlo) vedo più la pubblicità al libro dell'"esperta" che un problema effettivo?

... e il vento sul tuo viso avrai la curva di un sorriso strepitoso...
Oni è stato attivo negli ultimi 10 giorni Invia un Messaggio Privato a Oni 
Messaggio di Oni (28/11/2009, ore 09:32)
bè, che dire, basta fare 1 + 1 ed ecco che il jappo, per chi ci và, si trasforma in una desiderata terra promessa!! insomma, le jappo dovranno pure avere un certo tipo di vita privata oltre al lavoro, e se sti cosiddetti erbivori non riescono a garantirgliela, allora la soluzione la può trovare l'italiano medio, no? anche perchè le jappe non sono niente male!

On the waves of the air, there is dancing out there. If it's something we can share, we can steal it.
travellerkino NON è stato attivo negli ultimi 30 giorni Invia un Messaggio Privato a travellerkino 
Messaggio di travellerkino (28/11/2009, ore 09:48)
“Non prendo l'iniziativa con le ragazze, non parlo con loro”, dice arrossendo.

Giusto, anche perchè lo sanno tutti che quando un ragazzo parla con una ragazza lo fa solo a scopi riproduttivi. Sinceramente ribaltare i pregiudizi non mi sembra un gran passo in avanti. Poi questi sono l'apoteosi dell'egocentrismo maschilista: non è che non gli piace l'idea, semplicemente vogliono che sia la patata ad andare da Maometto. E chiaro però che anche le cremine di bellezza si devono vendere. Invece le donne che si prendono quello che vogliono sono carnivore divoratrici di uomini, ossessionate dall'invidia del pene.

Ognuno vada dove vuole andare, ognuno invecchi come gli pare, ma non raccontare a me che cos'è la libertà.
Ghibli92 è stato attivo negli ultimi 10 giorni Invia un Messaggio Privato a Ghibli92 
Messaggio di Ghibli92 (28/11/2009, ore 12:14)
Ehm, io ribadisco il fatto della timidezza...

Who are you? Who slips into my robot body and whispers to my ghost?
Limbes fa parte dello Staff AnimeClick.it Limbes è stato attivo negli ultimi 10 giorni Invia un Messaggio Privato a Limbes 
Messaggio di Limbes (28/11/2009, ore 12:16)
Oddio, quando ho letto Kenzo mi sono ribaltato dalle risate.
Mah, che dire di altro, se non che il giornalismo è andato a quel paese da un bel pezzo, e non si sa se s'è scordato il biglietto di ritorno a casa. Se il mondo filtrato dalla sensibilità di codesti soggetti simil protoplasmi neuroflashati è un strapotentissimo girlpower assoluto e un contromachismo generazionale, be', dategli una botta dietro la nuca come si fa con i conigli o sigillateli in una bolla di plastica ché la loro estraneazione dal contesto mondo (o anche dal loro paese) non ne risulterebbe più inficiata che se fossero morti o ne fossero completamente isolati. E il giornalista che gli va dietro e lo asseconda pure pendendo dalle sue labbra e legittimando come rivelazione sbalorditiva della condizione esistenziale attuale l'effluvio confidenziale di questo soggetto lobotomizzato!

Evidentemente 'sti fanatici dei dolci non hanno mai sentito l'espressione "Dolce Carne", o la duale componente psichica maschile-femminile (interiore, non estetica o estetizzante o decisa sulla base di una categorizzazione arbitraria e per di più fasulla) insita in ogni essere, il che dà adito alle supposizioni relative alla loro ricchezza culturale risibile. E si vede che non conoscono nemmeno i "giochetti" infiniti che si possono fare con una ragazza e la nutella
E hanno paura della donne carnivore, poracci. Donne carnivore, mmmmmmmmm...

Questa è semplice idiozia. E tacciarla addirittura come cultura alternativa è ridicolo. E' semplicemente pauperismo intellettuale e vittimismo parossistico.


Assenzio: i jappi sono dei frocioni, sisi, mica come noi veri uomini

Il maschio italiano truzzo e il maschio giapponese erbivoro dell'articolo io li ritengo due facce di un'identica incomprensione identitaria e bassezza interiore/mentale. Identico culto per l'apparenza vuota e per un condiviso atteggiamento stilizzato privi di reale consapevolezza o motivazione interiore. Sintomi di frustrazione o solo di stupidità?


druido1980 è stato attivo negli ultimi 10 giorni Invia un Messaggio Privato a druido1980 
Messaggio di druido1980 (28/11/2009, ore 12:17)
@ Oni

Ma lo sai che c'hai proprio ragione????
Ogni decennio che passa, son sempre più belle.
Ogni tanto la globalizzazione da i suoi frutti

Nessuno può mostrare troppo a lungo una faccia a se stesso e un'altra alla gente senza finire col non sapere più quale sia quella vera. -N. Hawthorne-
BellaSwanCullen NON è stato attivo negli ultimi 30 giorni Invia un Messaggio Privato a BellaSwanCullen 
Messaggio di BellaSwanCullen (28/11/2009, ore 12:25)
Povere ragazze giapponesi! XD
Starei con un erbivoro solo se fosse carino come il protagonista di Otomen XD
Però se gli uomini diventano tutti erbivori, per le ragazze timide sarà la fine...
Le sopracciglia modellate in un maschio proprio non le sopporto comunque...
Non ci trovo nulla di male se i maschi preferiscono i dolci all'alcol (sono strani loro, uno può essere goloso, no?), ma certe cose dovrebbero lasciarle alle donne!
Gli uomini giapponesi moderni dovrebbero tirare fuori a loro personalità!
W le ragazze carnivore! U_U


ganj è stato attivo negli ultimi 10 giorni Invia un Messaggio Privato a ganj 
Messaggio di ganj (28/11/2009, ore 12:54)
beh non mi stupisco di nulla.....il popolo nipponico nella storia recente è sempre stato chiuso e riservato verso gli altri, anche fra di loro....forse le donne saranno il risollevamento del paese visto che molti maschi sembrano, come si è letto, così timidi....allora si ho capito perchè noi europei siamo così quotati!


Messaggio scritto da ShinXela (anonimo) il 28/11/2009 alle 13:39
Ma chi ve l'ha detto che tutte le giapponesi vogliono il fidanzato occidentale? bel pregiudizio anche questo...quelle che abbordano gli stranieri a Ropponji o su qualche chat sono quelle che, per l'appunto, mirano allo straniero, quindi solo uno specifico campione che non è rappresentativo di tutta la popolazione femminile giapponese!


Messaggio scritto da maschilista molesto (o MM) (anonimo) il 28/11/2009 alle 13:53
Pazzesco! La parità sessuale è sempre più un'utopia! Come dovrebbe essere possibile che io, uomo, per non essere considerato uno stronzo maschilista che vuole tutte le donne a pecorina, dovrei perdere la mia autostima e la mia stessa identità maschile per diventare più simile alla "Grande Dea" Donna! Ma non esiste proprio! Non esiste un sesso superiore all'altro, ed il tendere a somigliare all'altro sesso per ottenere più rispetto da esso (perché mi sembra proprio questo che stanno cercando di ottenere codesti erbivori). Frasi come “Ben venga se una ragazza parla con me (traduzione: "quale grande onore!"), ma da parte mia non faccio mai il primo passo (traduzione: "non sono degno di parlare ad una donna a me superiore")” non mi sembrano nient'altro che manifestazioni di puro servilismo! Non dovrebbe esserci nulla di male nel dire di essere maschi ed orgogliosi di esserlo; così come le femmine non dovrebbero vergognarsi di essere femmine e cercare a tutti i costi di appropriarsi degli atteggiamenti aggressivi e prevaricatori "maschili". E non voglio assolutamente sentire nemmeno nominare l'emerita stronzata del maschio che picchia la donna per sentirsi più maschio! Se un maschio picchia, picchia sia donne che uomini, ed anche animali e distributori di sigarette, non fa alcuna differenza! E questo vale anche per la femmina (anche se generalmente non se ne parla o non se ne vuole parlare mai). Urge una netta distinzione tra il maschio e lo stronzo prevaricatore, perché queste categorie non sempre si identificano l'uno con l'altra! Sento sempre molte ragazze (abbastanza vittimiste, a mio avviso) che dicono che in questi tempi moderni la femmina si stia riprendendo la sua rivincita sul maschio (o meglio il prevaricatore) dopo svariati millenni di sottomissione: ed ogni volta che lo sento mi girano letteralmente i cosiddetti. La maggior parte di coloro che hanno conquistato poteri e privilegi si sono sempre presi la libertà di abusare (non solo sessualmente) di chiunque abbiano potuto soggiogare, maschi e femmine che siano. E chiunque abbia studiato un minimo di storia sa che molte sovrane donne non sono state per niente meno spietate dei sovrani uomini. E se le donne ci hanno messo così tanto per arrivare alla loro rivoluzione in tempi recenti è per forza colpa dell'oppressione maschile? Storicamente, la donna antica è stata spesso eccessivamente passiva e servile e trasmetteva questa passività anche alle successive generazioni di donne. È una passività simile a quella degli erbivori giapponesi, se ci pensate. Anche loro, adesso si aspettano di essere usati ed abusati dalle donne (che non perderanno di certo questa grande occasione) e magari si aspettano pure che scrivano poesie amorose per loro, li coccolino e li vizino, finché un giorno non si stuferanno e pretenderanno di ribaltare nuovamente la situazione. Il rapporto di amore-odio tra uomo e donna è destinato ad essere una ruota che gira all'infinito: non vi preoccupate, donne, il fatto che di questi tempi si parli così tanto delle violenze che subite e non gliene freghi niente a nessuno delle scorrettezze e bassezze che commettete nei confronti di noi uomini (soprattutto quelli che commetterebbero crimini per avere il vostro affetto, che è tutt'altra cosa rispetto ad una sbirciatina ai vostri sacri peli pubici) è già di per sé un chiaro segnale di fumo della vostra vicina salita al potere. La vostra battaglia sarà vinta e butterete noi maschi in cucina, ma la storia si ripeterà ancora ed ancora.... Non c'è spazio per la parità sessuale e la presenza di "onnivori" per una specie come la nostra (umana) che vive solo di conflitti. Ahinoi! Ahituttinoi!


Messaggio scritto da ShinXela (anonimo) il 28/11/2009 alle 14:22
@Maschilista molesto, il tuo messaggio ha più contraddizioni di quante siano le stelle in cielo, non c'ho capito 'na mazza, ma fa niente...un solo appunto:

>non dovrebbero vergognarsi di essere femmine e cercare a tutti i costi di appropriarsi degli atteggiamenti aggressivi e prevaricatori "maschili".

Secondo te una donna è aggressiva per copiare i maschi? Ma per piacere, io sono aggressiva di mio perchè mi "disegnano così", non sono l'imitazione di nessuno...solo me stessa!

Le storie fantastiche sono molto più che reali:non perchè ci rivelano che draghi e demoni esistono, ma perchè ci dicono che possono essere sconfitti
ALUCARD80 ha vinto 6 Premi Utente ALUCARD80 è stato attivo negli ultimi 10 giorni Invia un Messaggio Privato a ALUCARD80 
Messaggio di ALUCARD80 (28/11/2009, ore 14:23)
@ oni

ahah vecchio marpione

@ Assenzio

si probabilmente è così sul discorso di james, l'avevo supposto, solo che era stato esposto in maniera piuttosto balorda, e non me ne voglia. che sia strumentalizzato è vero, ma è anche vero che spesso e volentieri la donna desidera farsi strumentalizzare per trarne vantaggio. e abbiamo tutti sotto gli occhi esempi lampanti in questi utlimi anni. no, non sto parlando della prostituzione e schiavitù di quelle poverette... ma di chi ci marcia, non so, prendiamo come esempio i nostri politici.
eh, come hai ragione a chiederti dove sia la nostra società... per mille e mille motivi

il mio cuore è come una farfalla un giorno si poserà sul fiore di cui sarà innamorato
shin&reira  è stato attivo negli ultimi 10 giorni Invia un Messaggio Privato a shin&reira  
Messaggio di shin&reira (28/11/2009, ore 14:33)
bene....almeno laggiù non c è l italiano medio che pensa solo a quella, e ha un coziente intellettivo inferiore allo zero, ipocrita e pieno di PREGIUDIZI!!!!!!!!!!!! capisco che forse si passa dall assetato di ..... a quello che non la vole nemmeno, e questo non va bene. per le sopracciglie non ho niente da dire, me le faccio anche io, almeno che non voglia andare a giro col monociglio. per i dolci mi sembra una cosa normale, se ha uno piacciono è libero di mangiarli (meglio il salato per me xD). per quanto riguarda il fatto che le donne devono andare a cercare i maschi per me va benissimo visto che sono timido e incapace in queste cose xD... per quanto riguarda l amore nel senso fisico, rimango un pò basito, se non volete farlo con le donne fatelo tra voi almeno, se non volete farlo in maniera "normale" fatelo in altre maniere,, ci sono tanti modi per farlo xD. per i trucchi le cremine ecc ognuno e libero di fare quello che vuole col proprio corpo!!!!!!!!!!! poi non è che le usano solo in giappone, esistono proprio a posta per i maschi (su scala mondiale)...vabbè.....allora se vado in giappone pure io ho la possibilità di trovare una girl facilmente xD (in questo commento si vede tutto il mio odio per il maschio medio italiano xD)

ps. otomen mi piace un sacco (l ultimo volume è stato fantastico)


Messaggio scritto da maschilista molesto (o MM) (anonimo) il 28/11/2009 alle 15:18


Ragazza, se sei aggressiva perché fa parte del tuo carattere o perché ti disegnano così è un'altra storia, ma non si può ignorare che molte delle tue simili recitino la parte della "maschiaccia balorda" per tenere testa ad altri "maschi balordi" ed anche per differenziarsi (spesso peccando di superbia) dalle altre "femminucce senza spina dorsale che se lo fanno mettere in quel posto da tutti". Così come fanno i maschi, anche voi ragazze spesso cercate di incarnare lo stereotipo che vi dà più vantaggi a livello sociale, rinunciando a farvi accettare per il vostro vero carattere. Se sei fedele a ciò che senti di essere veramente e non hai mai sentito il bisogno di indossare una maschera, buon per te: ti fa onore! Meriti più rispetto tu di tanti lupi travestiti da tenere pecorelle che infestano questo mondo (erbivori giapponesi compresi, se permetti sono abbastanza scettico al riguardo).

P.S.: affermare che nelle mie parole ci siano innumerevoli contraddizioni e successivamente dire di non avere capito niente di quelle parole (non vorrei dire una boiata colossale) dovrebbe essere anch'essa una contraddizione.

P.P.S.: gli stereotipi che ho evidenziato con le virgolette sono comuni pregiudizi sui sessi che ho elencato solo per esprimere sarcasticamente il mio disprezzo per essi. Lo dico giusto per evitare incomprensioni.

Non me ne frega niente se anch'io sono sbagliato, spiacere è il mio piacere io amo esser odiato!
Armisael è stato attivo negli ultimi 10 giorni Invia un Messaggio Privato a Armisael 
Messaggio di Armisael (28/11/2009, ore 15:30)
Ma che cazzate.
Prima di tutto questa sorta di femminilizzazione, o meglio di "demasculinizzazione" autoimposta, che è proprio una cazzata. Come se apprezzare i dolci o curare il proprio aspetto al di la della semplice igiene, rendesse effemminati di default.
Personalmente cucino dolci, "mantengo separate le sopracciglia", metto attenzione nel vestire ma da qui a diventare una larva passiva ce ne passa davvero tanto...

Beh poco male, saranno "concorrenti" in meno quando andrò a far capodanno in jap


Messaggio scritto da ShinXela (anonimo) il 28/11/2009 alle 15:41
@Maschilista molesto: non ho capito quale sia la tesi che stai sostenendo, proprio in quanto piena di contraddizioni.
Sembra che tu sostenga che esiste una parità dei sessi, poi però affermi che un ragazzo "erbivoro" è tale in quanto copia le donne, ed una donna aggressiva è tale in quanto cerca di scimmiottare gli uomini. In sostanza, sembri ritenere che ci siano certi comportamenti tipici di un sesso piuttosto che di un altro, contraddicendo quindi la tesi che sembreresti voler avvallare sulla parità sessuale. Non mi contraddico per niente se affermo di non aver compreso qual è la tua effettiva teoria, viste le contraddizioni evidenziate.
Chi ti dice che le donne sono diventate caratterialmente più aggressive per copiare gli uomini? Non è più probabile che, visto che ora sono molto più attive nella vita sociale di quanto non lo fossero in altri tempi, siano state costrette a "farsi le ossa" per la naturale necessità di affermarsi ed ottenere rispetto, prorpia di qualsiasi essere umano, uomo o donna che sia, che ha da sopravvivere in una società complessa e ultracompetitiva?
Ti contraddici perchè mentre sostieni che ci dovrebbe essere parità tra i sessi, e che certi assunti sui comportamenti tipicamente maschili e femminili sono solo stereotipi, nel frattempo legittimi quegli stereotipi affermando nel momento in cui affermi che un uomo che si depila lo fa per emulare una donna, ed una donna che si comporta in modo aggressivo lo fa per emulare un uomo, come se certi comportamenti fossero stati confezionati appositamente ad uso e consumo esclusivo di uno dei due sessi.
Io direi: lasciamo che la gente faccia quello che si sente, a prescindere dal suo sesso, senza stare sempre a puntare il dito, magari nel disperato tentativo di difendere certi privilegi derivanti da un determinato status quo...è l'unica strada per una società davvero equa e libera.


Assenzio è stato attivo negli ultimi 10 giorni Invia un Messaggio Privato a Assenzio 
Messaggio di Assenzio (28/11/2009, ore 16:20)
@ Limbes: secondo me non hai capito la tesi dell'autore, quindi enuncio le mie impressione
L'autore sta demonizzando, in termini esasperati, una realtà straniera per esaltare la vigoria del mondo occidentale, abbozzando sorrisi di derisione e pernacchie.
E' un gioco di antitesi, mentre i Giapponesi sono un popolo malato e pieno di complessi, l'occidentale conserva la " vera " essenza del maschio ; analisi costruita su un'improbabile misura del desiderio sessuale ( come ? ) e attraverso 1000 persone, il nulla
Dov'e' a mio avviso il problema ? il problema e' che si mitizza uno stereotipo aberrante dell'uomo e della donna moderna. Per essere sani, bisogna contraddire il catalogo di caratteristiche elencate, caratteristiche a mio avviso Positive

famiglia, riservatezza, discrezione, interessi, non ossessione per il lavoro, non ossessione per la donna oggetto. Vogliamo tornare al gallo fascista del bell'Antonio, ma ci rendiamo conto?

Che generazione e' la mia, una generazione priva di cultura, interessi, ideali politici; una generazione che si sballa con lo zucchero e con i copertoni , un finto stato psicotropo per superare una totale vuotezza, nonche' giganteschi complessi esistenziali. Valori completamente nel water, il maschio si misura dalla macchina e dal numero di segretarie, la donna dal numero di datori di lavoro e dalle macchine ricevute in regalo.
E qui tutti si sono fumati gli spinelli e sono andati a ballare, da specificare

che in Giappone possa esserci una minoranza ( minoranza appunto) esasperata da criticare, puo' andar bene. Ma dall'alto della nostra vergognosa condizione un po di dignità, altro che stranieri, l' occidente implode e prepara un mare di amebe, non siamo degni di leccare il deretano neanche ai talebani

Don't dream it. Be it.
RyOGo ha vinto 1 Premio Utente RyOGo è stato attivo negli ultimi 10 giorni Invia un Messaggio Privato a RyOGo 
Messaggio di RyOGo (28/11/2009, ore 17:04)
@Assenzio
Il 60% degli uomini dai 20 ai 35 anni non sono una minoranza (ricordiamoci che esistono anche otaku e hikikomori, che magari le cose coincidono ma comunque dovrebbe in parte aumentare la percentuale di persone "particolari"...), ma una fetta di popolo.

@ShinXela
Delle persone che sono andate in Giappone mi assicurano che non tanto l'europeo, ma proprio l'italiano, è servito e riverito manco fosse una razza eletta, e a dirmelo furono anche delle ragazze (ok posso dirlo, le proprietarie del Manga Mega Games di Busto Arsizio, tanto il posto è fallito da 2 anni, quando la titolare nella sua vita ha letto solo 2 manhwa e manda via la sorella che ha Deedlit tatuata su tutta la schiena fa' capire tutto), e non credo che citare le povere frustrate delle chat serva a qualcosa... provateci voi a mantenere una relazione con una donna divorziata con figli pronta a litigare per mezz'ora di ritardo su messenger (e se ne frega che qui sono le 3 del mattino), se poi tenete conto che le giapponesi (ma forse le orientali in genere) sono mediamente più gelose delle donne italiane (basta vedere le esasperazioni degli shojo... e l'esperienza diretta m'insegna che se le disegnano tutte così è perchè sono quasi tutte così) dite addio alla vostra vita sociale...

Colui che sanguina attraverso un mare di oblio
EroKira  è stato attivo negli ultimi 10 giorni Invia un Messaggio Privato a EroKira  
Messaggio di EroKira (28/11/2009, ore 17:32)
ma come è che ogni volta che alcuni uomini vogliono esser diversi dalla maggioranza conformista si arriva a parlare di una caso sociale O.o

non ha neanche senso sprecare tante parole su una "moda"


Messaggio scritto da ShinXela (anonimo) il 28/11/2009 alle 18:16
@Ryogo: io di testimonianze su questo tema ne ho lette a valanga, e sono arrivata alla conclusione che la tesi più verosimile sia quella che l'interesse per lo straniero sia qualcosa che riguarda alcune, non tutte (mi sembra anche logico, i fiori si prendono a mazzo, non le persone).
Non ho citato casualmente Roppongi: quello è il posto dove si riuniscono prevalentemente le ragazze con un vivo interesse per gli stranieri, dato che lì è pieno, e che di solito padroneggiano piuttosto bene l'inglese. La preferenza specifica per gli italiani mi sa tanto da pregiudizio pompato a tavolino dal maschio italico, che si crede l'essere più desiderato dalla "fauna femminile" mondiale...poveri noi.

Don't dream it. Be it.
RyOGo ha vinto 1 Premio Utente RyOGo è stato attivo negli ultimi 10 giorni Invia un Messaggio Privato a RyOGo 
Messaggio di RyOGo (28/11/2009, ore 18:25)
@ShinXela
Ripeto che la conferma l'ho avuta da alcune ragazze, non dai ragazzi, e da quel che ho capito il rispetto è per il nostro passato artistico (non per il presente, sono convinti che siamo un popolo di lavativi).


Messaggio scritto da ShinXela (anonimo) il 28/11/2009 alle 18:29
Tra l'altro, dovrebbe essere ormai chiaro a chi si interessa almeno un pochino di Giappone, che le donne giapponesi adorano l'uomo efebico: avete mai visto gli idol? Secondo voi il loro look è così effeminato "tanto per"? Vi siete mai chiesti perchè negli shojo i ragazzi non sono dei tipi palestrati, come vanno di moda da noi, quanto piuttosto magrissimi ed effemminati? Avete mai visto qualche video sugl Host Club? Avete presente il look degli host? E quei ragazzi costituiscono l'uomo ideale per molte delle loro connazionali, disposte a pagare cifre astronomiche per passare un po' di tempo in compagnia con questi ragazzi. Gli erbivori in realtà si stanno adattando ad un canone maschile, "dolce e kawaii", che alle ragazze nipponiche piace. E voi mi dite che TUTTE le giapponesi diventano matte per i pelosissimi omaccioni europei...No, non è esattamente così, almeno non per tutte.


Messaggio scritto da ShinXela (anonimo) il 28/11/2009 alle 18:33
@Ryogo: ti ripeto che le chiacchiere delle tue conoscenze entrano in massiccio contrasto con l'idea che mi sono fatta accedendo ad una grande quantità di fonti diverse (saggi sociologici, documentari, blog di giapponesi/stranieri che hanno vissuto/vivono in Giappone, etc.), quindi mi dispiace ma resto del mio parere, molto più equilibrato.


Messaggio scritto da maschilista molesto (o MM) (anonimo) il 28/11/2009 alle 18:50
@ShinXela: scusami se forse la mia descrizione della "parità sessuale" non era perfettamente chiara, quindi permettimi di darmi un'altra possibilità di spiegarti correttamente cosa diavolo ho cercato di dire finora. Per come la vedo io, la parità dei sessi non si raggiunge facendo rassomigliare donne e uomini tra di loro nell'aspetto e nel comportamento ma insegnandoli a rispettare le proprie reciproche differenze (sì, mi dispiace, ma esistono delle differenze). Non si può raggiungere un compromesso tra i sessi, negandone l'esistenza. Se lo scopo della parità sessuale fosse davvero quello di spogliare uomini e donne delle loro identità sessuali ed uniformarci per diventare tutti degli esseri androgini ed asessuati, la specie umana si estinguerebbe. Sono d'accordo che la gente dovrebbe fare quello che si sente ma cadi in errore se pensi che la gente faccia sempre quello che vuole. Io, personalmente, non credo che gli erbivori siano felici di essere diventati tali: hanno sentito questa esigenza solo per essere accettati dall'altro sesso. Se tale non fosse, il 60% dei jappi finirebbe per non accoppiarsi e scusami se lo dico ma le possibilità che questo avvenga sono veramente risibili. Quei poveri ragazzi vivono in un paese dove il materiale "okazu" (tutto ciò che può essere usato a scopi onanistici, dai semplici calendari al materiale erotico) porta alla loro economia un fatturato spaventoso. Per non parlare del terrore che le donne provano per i tristemente noti "chikan", i molestatori che si trovano spesso appostati in treni e autobus. Ciò ha portato facilmente al pensiero comune che i maschi giapponesi siano tutti dei pervertiti. Ed infatti le statistiche dicono che il Giappone è uno dei paesi in cui si hanno meno rapporti sessuali, proprio perché c'è una grave mancanza di fiducia tra le ragazze, sentitesi trattate da oggetti, e i ragazzi, passati per eterni pervertiti. La figura dell'erbivoro è una risposta a questo fenomeno, affinché le ragazze tornino a provare interesse per l'altro sesso. Infatti, al contrario di quanto hanno affermato molti altri utenti, le donne carnivore dell'articolo non sono descritte come morte di ca**o ma più che altro viene evidenziato il loro attaccamento alla carriera e al successo, proprio perché stimolate a distruggere l'ideale di donna-oggetto-da-masturbazione e ad essere apprezzate anche per qualità non estetiche. Ecco perché credo che questa figura dell'erbivoro giapponese sia assolutamente menzognera ed ipocrita. Può mascherarsi con grembiulini e nastrini quanto vuole, ma finché avrà ancora quel coso attaccato in mezzo alle gambe, i suoi ormoni continueranno ad influenzarlo e a spingerlo alla riproduzione. Non possiamo scappare dalla nostra stessa natura. La parità non si raggiunge con queste false figure ma dall'accettazione reciproca: se io voglio essere un maschio carnivoro (ammettendo per ipotesi che le definizioni di "carnivoro" ed "erbivoro" esposte nell'articolo abbiano un senso) ma non sono uno stronzo prevaricatore (che non è la stessa cosa) che vuole "mangiarsi" le femmine con la forza, perché mi dici che dovrei essere discriminato e sfavorito nei confronti dei maschi erbivori? Ma soprattutto chi lo dice che io non possa provare sinceramente affetto e rispetto come si suppone facciano gli erbivori? E la stessa cosa vale anche per le ragazze carnivore che snobbano i presunti perversi maschi carnivori per gli apparentemente più manipolabili erbivori. Alla fine non si tratta più di disparità esclusivamente tra maschi e femmine ma anche "tra" i maschi e "tra" le femmine. Ecco, perché la parità sessuale purtroppo è un'utopia (ho detto che sono a favore ma non ho detto che sia raggiungibile): perché non tutti riescono ad apprezzare equamente sia i piaceri della carne (l'attrazione sessuale e il fascino erotico) e la gentilezza dell'erba (la capacità di provare affetto e rispetto per gli altri) con i giusti compromessi. Tu, per esempio, hai fede nella tua aggressività e credi che questa abbia permesso alla donna di acquisire rispetto nel corso della storia. Ma solo perché c'è stato qualche stronzo prevaricatore di troppo, non significa che l'uomo non abbia mai apprezzato la gentilezza, la cortesia e l'intelligenza femminile (i poeti stilnovisti scrivevano poesie d'amore solo perché erano TUTTI dei morti di fi*a?? Le varie regine e zarine hanno dovuto TUTTE aprire le gambe alle persone giuste per arrivare dove sono arrivate??). Se uno non è uno stronzo prevaricatore ed è dotato di un minimo di sensibilità, prova anche piacere a confrontarsi con tale ragazza gentile, ad apprezzarla e rispettarla per quello che é, e a sedurla senza ledere alla sua dignità umana. Anche la ragazza sensuale e seduttrice (da non confondere con la velina) è affascinante perché di solito ("di solito", perché esistono appunto eccezioni come la velina, che qualcuno vuole farcela passare per donna ideale) è una ragazza che sa essere intelligente, volenterosa e dalla mentalità aperta (ma non per questo priva di sentimenti). Penso che il fraintendimento sia dovuto dal fatto di aver fatto sembrare di ammettere la verità delle equazioni "maschile = carnivoro" e "femminile = erbivoro", quando non era assolutamente nelle mie intenzioni. Ciò che io credo è che, a prescindere dal sesso, dovremmo accettare sia carnivori che erbivori, invece di esaltare uno e demonizzare l'altro. Ma, soprattutto, non dovremmo fingerci l'uno per accattivarci l'altro: riusciresti a provare veramente affetto per una persona che ti mente di continuo e continua a raggirarti con i suoi discorsi ipocriti? Io credo di no. Per questo, tale atteggiamento è deleterio per il rapporto di fiducia tra uomo e donna e di conseguenza per la parità sessuale!

Who are you? Who slips into my robot body and whispers to my ghost?
Limbes fa parte dello Staff AnimeClick.it Limbes è stato attivo negli ultimi 10 giorni Invia un Messaggio Privato a Limbes 
Messaggio di Limbes (28/11/2009, ore 19:08)
Assenzio, io non mi ci volevo soffermare su quell'aspetto perché, per quanto poco professionale, è prassi comune che un giornalista lasci trapelare le sue idee, per quanto idiote, su quello di cui parla. Ciò che per me è più grave è l'incapacità di prendere le cose per quello che sono e presentare una moda, un fenomeno o come lo si voglia chiamare, circoscritto o comunque non generale, come la tendenza imperante, estrapolare la visione dei soggetti appartenenti a tale "subcultura" e incollarla nello specchio che riflette l'attuale contesto sociale nipponico, che per quel poco che ho appreso è un po' più sfaccettato di "erbivori" e "carnivore" - che se anche maggioranza, in quanto tali presuppongono aspetti altri.

Con gli uomini erbivori e le donne carnivore, sembra che la terra dei samurai, lottatori di sumo e delle geisha si affacci a uno scenario totalmente nuovo.

Così lui chiude l'articolo e sancisce l'irrimediabile spartizione delle acque sociali/sessuali del Giappone futuro. Presentando anche una limpida e schietta retrospettiva storica nipponica. Ridicolo.

Comunque io credo che l'aberrazione e l'idiozia risiedano, prima che nel giornalista, direttamente nella visione erbivora che i tizi hanno di se stessi. Che si ritengano più femminili perché amano i dolci, curano il viso, sono sensibili e riservati e prediligono la tranquillità - ritenendo pertanto, in modo sconclusionato, queste caratteristiche prettamente femminili - è la manifestazione di una visione delle cose distorta e demente. E non credo di essere offensivo nel definire demente una persona di sesso maschile che teme una donna perché impegnata e istruita ("Una donna istruita? Perdio, è terribile!" - ...Ma va' a caga').
Da persona anche timida, trovo stimolante e terribilmente interessante relazionarmi con una ragazza al mio pari se non superiore, sia intellettualmente che per istruzione. Una ragazza intelligente è da amare, non da temere. Ce ne fossero di più di ragazze così.

La devianza subliminale del giornalista è condivisibile, ma bisogna considerare che la prospettiva errata di 'sti erbivori presta tutto il fianco affinché il tizio porti avanti la sua teoria sotterranea. Teoria che è ovviamente svergognata e bugiarda in virtù di tutto quello che in occidente ci circonda. Tuttavia se è un male comune che la nostra generazione (in senso largo) sia in crisi un po' ovunque, per cause diverse e con manifestazioni differenti, c'è davvero molto poco da averne gaudio - anche a metà. Altro che nichilismo, questo ai nostri tempi sarebbe anche una cosa positiva.


Messaggio scritto da ShinXela (anonimo) il 28/11/2009 alle 19:47
@maschilista molesto: la tua posizione ora mi è chiara, ti ringrazio. Tuttavia essa si fonda su un assunto di base che non potrò mai condividere, ovvero ill fatto che esistano inconfutabili differenze tra uomo e donna, di cui tutti dovremmo pacificamente prendere atto. Per me le uniche differenze sono quelle anatomiche, che incidono solo in minima parte nella formazione della personalità, la quale dipende da come il carattere individuale entra in relazione con gli stimoli ambientali. I ruoli sociali dell'uomo e della donna sono un prodotto fondamentalmente culturale, ed è per questo che nel corso dei secoli si sono evoluti, e continuano a farlo. Se come sostieni tu, ci fossero delle innegabili differenze che sanciscono qual è il modo "giusto" in base al quale un uomo ed una donna dovrebbero essere, non avremmo assistito storicamente a questa evoluzione. Ergo, non ci sono barriere alla flessibilità dei comportamenti umani che non siano quelle imposte culturalmente.
P.S. Io ho forgiato un carattere combattivo non perchè penso che una donna debba essere tale per competere con gli uomini, ma semplicemente come reazione adattiva al mio lavoro, dove mi è molto utile. Come vedi, non c'entra il fatto di essere un uomo o una donna,ma soltanto la mia sopravivenza in ambito lavorativo. Ciao.


Noritaka è stato attivo negli ultimi 10 giorni Invia un Messaggio Privato a Noritaka 
Messaggio di Noritaka (28/11/2009, ore 19:53)
Restando in tema,chi ha sky non ha mai visto il servizio Giappone: Una Nazione di Robot sul canale Current?
tratta dello stesso tema,e spiega come a causa della scarsa natalità e dell'avversione all'immigrazione del governo,il Giappone sia prossimo all'estinzione.
Entro un secolo non ci saranno più giapponesi.

ecco la pagina del canale con preview del servizio
http://current.com/items/89952860_giappone-una-nazione-di-robot.htm

Se guarda la fascina da un baiocco, non se po' guarda' a te faccia da porco?
KenzoTenmaFRNSGL è stato attivo negli ultimi 10 giorni Invia un Messaggio Privato a KenzoTenmaFRNSGL 
Messaggio di KenzoTenmaFRNSGL (28/11/2009, ore 20:30)
A ShinXela. "che le donne giapponesi adorano l'uomo efebico: avete mai visto gli idol? Secondo voi il loro look è così effeminato "tanto per"?" Bisognerebbe distinguere tra uomini dalla fisionomia "gentile" e dal carattere "tranquillo" dagli uomini costruiti a tavolino per attrarre un certo tipo di gusti. Gli idol (come anche il loro corrispettivo femminile) nascono come impupazzamento della persona, spogliata di qualsiasi carattere, alla quale vengono appioppate qualità e tendenze commercializzabili. Poi capita che alcuni sappiano veramente cantare e recitare, che abbiano un fascino personale (la maggior parte farebbe meglio a darsi fuoco) ma arrivare a dire che alla donna giapponese piace l'idol è come dire che alla donna italiana piacciono Costantino o Corana. Non la considero neanche un'ipotesi... forse alla regazzina o alla donna poco matura può piacere un bambolotto, ma ci sono modelli molto più affascinanti una volta che sono stati costretti dall'età ad abbandonare la fase "tenero coniglietto bisognoso d'affetto" (penso a Kitamura Kazuki, che è anche un bravo attore, o a Karasawa Toshiaki, ma anche a Tsutsumi Shin'ichi -ok, non sarà un adone, ma ha il suo fascino- o a Nakai Masahiro; tra le donne penso a Kuroki Hitomi, a Matsuyuki Yasuko, a Karina -che è una delle poche idol con carattere- e alle mitiche over 40-50 dei drama che dimostrano più fascino delle monellette infiocchettate e tutte sorrisi). Insomma non diciamo che i gusti femminili giapponesi sono orientati verso una banale attrazione visiva, altrimenti rischiamo di attribuire al generale qualcosa che riguarda una minoranza.

"vi siete mai chiesti perchè negli shojo i ragazzi non sono dei tipi palestrati, come vanno di moda da noi, quanto piuttosto magrissimi ed effemminati?" Che io sappia lo stereotipo del personaggio effeminato negli shoujo c'è sempre stato, non è un'invenzione moderna. Anche se leggi uno yaoi qualsiasi c'è la tendenza a fare corpi perfetti e magrissimi, fisicità non eccessiva. Ma una cosa è l'idealizzazione di un modello e la sua rappresentazione spettacolare (come nel caso degli idol), altra cosa è pensare che una volta spenta la televisione o chiuso il volumetto manga una vada a precipitarsi per strada nella disperata ricerca di quello stesso modello. Sarebbe come banalizzare le scelte personali. Le donne non sono stupide, non è che tutto quello che viene fatto passare per "figo" debba necessariamente condizionarle (superata una certa età si spera di no). Uno può guardare documentari dove si vedono pazze isteriche che strapperebbero vestiti al pupazzo di turno o leggere studi sociologici (anche l'articolo in questione vorrebbe rientrare nella categoria- infatti non ne ha azzeccata una che sia una) e pensare che la realtà sia quella. Allo stesso modo, uno vedendo la televisione italiana potrebbe pensare che la nostra società sia quella trasmessa. Per fortuna non è così.

"disposte a pagare cifre astronomiche per passare un po' di tempo in compagnia con questi ragazzi." Appunto, è uno svago, un gioco, non una preferenza sessuale. Dopo quel poco tempo tornano alla realtà e scelgono di passare la vita con persone che hanno qualcosa in più (caratterialmente, emozionalmente) della mera apparenza fighereccia. Esattamente come fanno gli uomini dopo aver passato un po' di tempo nei locali con le famose hostess. Non confondiamo divertimento momentaneo con sentimento.


Messaggio scritto da @ShinXela (anonimo) il 28/11/2009 alle 20:42
@Kenzo: guarda che io non stavo omologando i gusti delle donne giapponesi, generalizzando come fa, a mio avviso, chi sostiene che vadano tutte a caccia dello straniero, bensì parlando di *canone estetico dominante*, ed evidenziando come questo non vada esattamente a braccetto con l'aspetto degli uomini occidentali. Che non tutte le ragazze giapponesi sbavino per gli idol lo spero bene, ma che quello sia il prototipo dominante di bellezza maschile non ci piove.

Se guarda la fascina da un baiocco, non se po' guarda' a te faccia da porco?
KenzoTenmaFRNSGL è stato attivo negli ultimi 10 giorni Invia un Messaggio Privato a KenzoTenmaFRNSGL 
Messaggio di KenzoTenmaFRNSGL (28/11/2009, ore 21:03)
A shinXela. Secondo me non lo si può definire canone estetico dominante. Sarebbe più giusto dire che c'è il tentativo mediatico (sia su riviste che in televisione che su manga) di farlo sembrare tale. In questo non siamo molto diversi dai giapponesi. Già si sbaglia pericolosamente a indicare quello che dovrebbe essere considerato piacevole (l'anoressia e l'incapacità di accettazione sono figlie di questo tipo di fantasie)... figurarsi l'attribuire all'aspetto anche una maggiore sensibilità (o meglio un'evoluzione sociale). Io non credo che gli uomini si stiano sensibilizzando, ma che stiano tentando (o siano tentati ad) una competizione su uno degli stereotipi più brutti che loro stessi hanno appioppato alla donna: donna oggetto ----> uomo oggetto. E' in questo non c'entrano né gli hobbies né l'indole personale, ma soltanto la voglia di apparire e di essere considerati (infatti l'ovinide dell'articolo, tornando al succo del discorso, non accetta il dialogo della donna se non è lei ad interessarsi a lui -non è tanto da persona timida, quanto da persona egocentrica). D'altronde il principio ormai diventato fulcro di ogni società è uno: creare consenso. E per raggiungere questo obbiettivo anche un orco si trasformerebbe in tenero bambino (poi va a sapere quello che ti combina una volta spenti i riflettori).

yarukidenai asobitai
dattebayo è stato attivo negli ultimi 10 giorni Invia un Messaggio Privato a dattebayo 
Messaggio di dattebayo (28/11/2009, ore 21:09)
come cacchio faccio a leggere tutti sti commenti!?!
XD


Messaggio scritto da ShinXela (anonimo) il 28/11/2009 alle 22:04
@Kenzo: non capisco come queste tue ultime considerazioni si colleghino col mio discorso...Io ho detto soltanto che il canone estetico dominante maschile, in Giappone, è quello dell'uomo effeminato, e non ho espresso considerazioni morali a tal proposito, come definire questo modello peggiore o migliore del nostro. Che piaccia o meno, da loro va di moda quel genere di bellezza maschile, ed un ragazzo che voglia sembrare carino, tenderà a curasi in modo da somigliare agl idoli delle ragazzine. Non mi sembra che siano meccanismi sociali tanto strani, è quello che succede anche da noi, solo che i nostri canoni estetici dominanti sono differenti.
Ti consiglio di dare un'occhiatina qui
http://grandebanzai.blogspot.com/2009/03/la-bellezza.html
Mi sembra moooolto indicativo il fatto che ci sia una francese a scegliere la candidata giapponese da mandare a Miss Universo, che valuta i requisiti secondo gli standard "internazionali" dominanti, e così ci manda una Riyo Mori, quando un giapponese medio ci manderebbe una eterna lolita come Aya Hirano, che per quanto carinissima, coi suoi 158 cm non è il genere di donna che può essere presentata ad una giuria internazionale che deve scegliere tra una sfilza di stangone...

E ora uno sguardo agli uomini
http://grandebanzai.blogspot.com/2009/03/gli-uomini-amati-in-giappone.html
Lana ci ricorda che non è che ci sia un'avversione per i muscoli, logico che poi ci sia una pluralità di gusti tra le persone, come da noi, soltanto che c'è una generale preferenza per i lineamenti effemminati!


Messaggio scritto da maschilista molesto (o MM) (anonimo) il 29/11/2009 alle 00:14
@ShinXela: il discorso che mi hai esposto prima, in teoria, è anche giusto ed in parte lo condivido. Ma nella realtà dei fatti, uomini e donne vengono discriminati sessualmente (e bene o male dovremmo averlo tutti sperimentato) e per evitare ulteriori discriminazioni, in molti casi, dobbiamo accettare di avere delle identità ben definite. Così come gli "erbivori" vogliono farsi rispettare dall'altro sesso con la loro nuova faccia (o maschera), così anche i non erbivori devono reclamare il diritto di non essere lasciati in disparte e soccombere alla nuova moda (e quindi a nuove discriminazioni). Io non dico che non si possa negare l'esistenza di un ruolo definito per i sessi ma non possiamo negare che il nostro contesto socio-culturale abbia creato delle idee generiche che ci hanno bollatto come maschi y e femmine x. Le differenze che si sono create, come ben sai, non sono concrete: sono luoghi comuni, pregiudizi, stereotipi. Purtroppo, per non vivere come degli emarginati siamo costretti a sceglierci queste differenze per crearci la nostra identità. Per esempio, io mi sento un maschio eterosessuale non prevaricatore, ma nel contesto in cui vivo un maschio che non sia prevaricatore è definito come un "diverso" con le relative conseguenze. Questo perché ho scelto un ruolo "sbagliato" nel contesto in cui vivo. E a questo punto l' "evoluzione" di cui mi hai parlato mi sembra del tutto estranea al contesto in cui vivo. Sembra che questa evoluzione non sia stata poi così globale come credevi. Peccato.

P.S.: Anche tu ammetti che il tuo ambiente di lavoro favorisce la figura che hai scelto di interpretare, e se tu stessa sei quella figura, buon per te. Auguri. Se davvero riesci a vivere rimanendo fedele a te stessa, non potrei far altro che invidiarti.

Sperando in una nuova evoluzione che favorisca la parità sessuale ma meglio ancora la sanità mentale della popolazione mondiale, ti porgo i miei saluti.


panapp è stato attivo negli ultimi 10 giorni Invia un Messaggio Privato a panapp 
Messaggio di panapp (29/11/2009, ore 00:44)
Migliaia di parole di commenti e decine di stupidaggini per un fenomeno che in tutto il resto del mondo è perfettamente noto ai sociologi ed accettato socialmente con il termine di "metrosessualità". Tanto rumore per nulla.

Se guarda la fascina da un baiocco, non se po' guarda' a te faccia da porco?
KenzoTenmaFRNSGL è stato attivo negli ultimi 10 giorni Invia un Messaggio Privato a KenzoTenmaFRNSGL 
Messaggio di KenzoTenmaFRNSGL (29/11/2009, ore 01:14)
A ShinXela. Io non ho detto che il tuo era un discorso morale, ho solamente espresso il dubbio sulla definizione di canone estetico dominante. Se si intende quello che domina i mezzi di comunicazione, può anche andar bene. Se lo si intende generalizzato alla società decisamente no.

Cito dal post del blog che hai indicato. "In Giappone le ragazze, che vengono apprezzate come "belle" nel resto del mondo, non sono considerate bellissime. Cioè la misura sulla bellezza è diversa." Questo discorso si può fare anche tra due persone diverse, non c'è bisogno di fare un distinguo antropologico tra il Giappone e il resto del mondo. Se esistesse un modo per mettersi tutti d'accordo e indicare l'essere perfetto saremmo tutti o nazisti o l'essere perfetto in persona (da ricoverare in un istituto di cura il prima possibile). Non esiste la "bellezza standard" e non credo assolutamente vero che la maggior parte dei giapponesi abbiano una preferenza per le ragazzine kawaii (se ti vai a rileggere i nomi dei personaggi che ho elencato precedentemente ti renderai conto che anche per "noi" -me-, come per chiunque, non esistono dei modelli standard guardando ad oriente). Se uno accettasse l'idea delle caratteristiche di accettabilità finirebbe per arrivare alla posizione estrema per cui basta inventare uno stampo che le riassuma tutte.
E poi la popolarità non risponde necessariamente ad un principio estetico dominante, che già non esiste di suo (ci sono personaggi "inventati" dalla pubblicità massiccia e dalla presenza costante sugli schermi). Puoi dirmi che esistono diecimila persone che, a forza di guardare drama in cui recita (male) la stessa persona o pubblicità in cui compare la stessa persona, provino una sorta di fascino indotto. Ma dire che il Giappone copulerebbe con quella persona è fantascientifico (anche perché si suppone che la gente lavori o abbia altre occupazioni e non stia a seguire maniacalmente la carriera artistica di ogni singolo/a idol).
Anche tenendo conto che i propri ideali di bellezza cambiano nel corso della vita.

Per quanto riguarda gli uomini elencati nel sito da te fornito: Kimura Takuya era stato scelto anche dal regista Youji Yamada per l'ultimo capitolo della trilogia dei samurai non per l'avvenenza ma per il fatto che recitare un tantinello sapeva (però, a dire il vero, ha recitato meglio le bella -per me- Dan Rei in quel film); Fukuyama ha 40 anni, l'ha un po' passata l'epoca "ragazzo"; Eitamarro se gli fanno i primi piani spaventa, non è propriamente effeminato. Comunque anche in questo caso generalizzare le preferenze sulla base della popolarità nel pubblico che segue il personaggio non serve a niente. E' come chiedere alle fan di Gigi lo zuzzo se per loro Gigi lo Zuzzo rappresenta un modello e farci sopra uno studio sociologico (salvo poi scoprire che la maggior parte delle donne non sa neanche chi sia Gigi lo Zuzzo). Lo stesso vale se chiedessimo ad una lettrice di riviste gossippare: indicherà sicuramente uno dei modelli che la rivista proporrà il maggior numero di volte.

Non siamo in un'epoca filosofica e non è neanche la società a volere certi modelli, ci vengono semplicemente proposti e ognuno si sceglie quello che più gli garba come facendo una puntata alle corse. E l'idealità maschia o femminea si trasforma in un gioco, come dovrebbe essere e rimanere.

A panapp. Se i sociologi si degnassero ogni tanto a guardarlo il mondo invece di descriverlo in base alle loro convinzioni, farebbero già dei grossi passi avanti (nella loro vita). Odio i sociologi, non so neanche che lavoro fanno per mantenersi. Per loro vedere dieci persone che si puliscono l'orecchio col mignolo indica un'evoluzione sociale. Vorrei inaugurare la moda del "saltello ogni dieci passi con richiamo del suricata in amore" per vedere se c'è (c'è c'è) un sociologo disposto a considerarla una tendenza comportamentale maschile.


Messaggio scritto da ShinXela (anonimo) il 29/11/2009 alle 09:46
@Kenzo: continuo a dissentire totalmente dalla tua posizione che contesta l'idea dell'esistenza di un canone estetico dominante in un certo contesto storico-temporale; continui a sostenere che le persone, prese singolarmente, hanno gusti differenziati, questo è ovvio ma non toglie il fatto che in ogni società, in ogni epoca, si "impongano" dei modelli di bellezza che dominano l'immaginario collettivo.
Qui da noi, attualmente, la "bella" donna è quella alta e snella, e se una tipa va ad un concorso di bellezza per essere accettata deve rispondere a quei canoni, capisci? In altre epoche invece, i quadri ci testimoniano come l'ideale di bellezza femminile fosse rappresentato dalle curve abbondanti, che noi attualmente giudicheremmo "troppo abbondanti". Secondo te, se uno oggi deve pensare ad una bella donna, gli viene in mente la Bellucci o la Venere botticelliana? A qualcuno forse verrà in mente la seconda, ma alla maggioranza dovrebbe venire in mente la prima. Che ognuno abbia i propri gusti, scusami se mi permetto ma è la scoperta dell'acqua calda, ed io non sto contestando questo, ma solo sostenendo come, ad ogni latitudine ed in ogni epoca, si affermino socialmente determinati caratteri che vengono usati come parametro di bellezza. E' ovvio che, ai nostri giorni, questi modelli si diffondono soprattutto tramite i mass media, ma questo non significa che non siano a sua volta lo specchio di dinamiche che si vanno affermando all'interno della società, tramite l'interazione di diversi fattori.
"Canone estetico dominante" non vuol dire che a tutti debba piacere lo stesso genere di persona, ma solo che esiste un metro comune in base al quale una persona è considerata bella. Qui da noi un obeso secondo te è considerato bello? No, non lo è, secondo il canone estetico dominante. Ciò non toglie che uno possa incontrare una persona obesa ed innamorarsi follemente di lei, ma questo non cambia quelli che sono i requisiti richiesti dalla nostra società occidentale attuale per essere giudicati "belli". La bellezza è un concetto assolutamente relativo, che varia nel corso del tempo...tra una ventina d'anni magari saremo in una situazione di malnutrizione tale, conseguente ad una prolungata depressione economica, che il canone di bellezza dominante sarà quello di una persona in sovrappeso.

Tu sostieni che quello che io chiamo "canone estetico dominante" è solo un'invenzione dei mass media; nessuno nega il ruolo che oggigiorno svolgano nell'elaborare, divulgare e cimentare, per ovvi scopi commerciali, certi canoni estetici, ma ciò non significa che i fautori di questi canoni siano esclusivamente dei pubblicitari che se li inventando di sana pianta prescindendo totalmente da quelle che sono le tendenze che si affermano in una certa società, come prodotto di diversi fattori, endogeni ed esogeni.
Se fosse come sostieni tu, ovvero che è tutta una mera invenzione dei pubblicitari, l'ideale di bellezza sarebbe un concetto estremamente recente e proprio solo della moderna società capitalista, cosa che non è assolutamente. Anche nelle società tribali, esiste un proprio canone di bellezza (pensa al modo in cui si abbelliscono uomini e donne tramite anelli e tatuaggi); come sostenevo nel mio precedente messaggio, in Europa una volta veniva apprezzata la donna tondetta; nella Cina e nel Giappone tradizionali, l'ideale di bellezza femminile era rappresentato da una donna con la pelle bianchissima, e no, questo requisito non era stato imposto da qualche pubblcitario, ma era il riflesso di una condizione sociale. La pelle bianca infatti era propria delle donne nobili, contrapposta a quella bruna delle contadine. L'ideale di bellezza quindi era fortemente collegato allo status sociale, e questa caratteristica della pelle bianca è un retaggio culturale che sopravvive ancora, in una certa misura, in quei Paesi, tant'è che non è affatto inusuale vedere delle ragazze che vanno a spasso con l'ombrello in una torrida giornata estiva per proteggere la loro pelle dai raggi solari.
A tal proposito, ti invito a questa interessante lettura
http://www.associna.com/modules.php?name=News&file=article&sid=621
Ho capito che per te la sociologia, l'antropologia sono str*nzate...vabbè, libero di pensarla come vuoiì, io invece riconosco la legittimità di queste discipline, che si servono di indagini empiriche al pari di altre scienze; non è che gli studiosi arrivino a certi risultati sulla base di quello che si sognano la notte, per quanto il comportamento umano sia un oggetto di indagine alquanto complicato e difficilmente quantificabile.


di giorno mezzo tatami, di notte un tatami e per cibo una scodella di riso dal governo.
Painkiller è stato attivo negli ultimi 10 giorni Invia un Messaggio Privato a Painkiller 
Messaggio di Painkiller (29/11/2009, ore 10:50)
Secondo me il problema non esiste in quanto non c'è un solo tipo di uomo o un solo tipo di donna, ma svariate forme che prima o dopo in base alla tipologia caratteriale o per altri parametri si incontrano senza problemi.
Semmai ci può essere la distinzione tra un essere umano (sia maschile che femminile ) che per caratteristiche intrinseche agisce nel contesto sessuale prima e in modo certo rispetto a un altro che ha solo bisogno di un pò più di tempo per raggiungere lo stesso risultato....


BIZIO è stato attivo negli ultimi 10 giorni Invia un Messaggio Privato a BIZIO 
Messaggio di BIZIO (29/11/2009, ore 11:06)
Secondo me è semplicemente timidezza in alcuni casi più che il non interesse per le ragazze; in altri casi si tratta di uomini effemminati che secondo me sono anche omossessuali e forse devono ancora rendersene conto.
Comunque un vero problema per il Giappone niente più "samurai" e lottatori di sumo.

Tutti a pesca
Becar fa parte dello Staff AnimeClick.it Becar è stato attivo negli ultimi 10 giorni Invia un Messaggio Privato a Becar 
Messaggio di Becar (29/11/2009, ore 13:53)
Bella discussione costruttiva.


Assenzio è stato attivo negli ultimi 10 giorni Invia un Messaggio Privato a Assenzio 
Messaggio di Assenzio (29/11/2009, ore 15:48)
RyOGo: sono statistiche a campione, soggette ad un milione di sfaccettature e dipendenti dal metro di giudizio.
L'articolo in se, si sofferma su aspetti estetici privi di qualsiasi corrispondenza esistenziale, cita fonti ridicole ( 1000 persone e i dolci ), declama l'alterazione del piacere sessuale attraverso una sua personale idea, estrapola verità e le altera ( il declino delle nascite? in occidente e' analogo, siamo effeminati ?)

e poi, cardine fondamentale, soggettivamente parlando non reputo onesto denigrare in tale filippica una tendenza probabilmente piu' sana, rispetto ad una gioventu' occidentale in pieno degrado
su Questo argomento, non c'e' argomento che tenga, altro che statistica dei dolci

kenzo e ShinX: state dialogando su due binari diversi che in realtà convergono, corregetemi se sbaglio. Kenzo sostiene l'esistenza di una moda puramente estetica, che nulla ha a che vedere con la qualità e la moralità della persona
Chi ha le sopracciglia curate puo' essere un tamarro, come chi ha il capello riccio un trans ( e su questo sono d'accordissimo )
Shinx sostiene che tali modelli sono determinati da una percezione comunitaria, sociale, la percezione specchio del mondo in continuo mutamento; come il gusto estetico quindi
( e sono altrettanto d'accordo )

per chiudere in bellezza, sostengo che l'immagine data dall'articolo e' un immagine utopica e positiva, che invece viene distorta da una mente malata e becera, condizionata da valori deformati e osceni, i nostri

Who are you? Who slips into my robot body and whispers to my ghost?
Limbes fa parte dello Staff AnimeClick.it Limbes è stato attivo negli ultimi 10 giorni Invia un Messaggio Privato a Limbes 
Messaggio di Limbes (29/11/2009, ore 16:27)
ShinXela, il tuo ragionamento sarebbe vero se e solo se, posti gli esempi reali da te suggeriti, una persona dell'Italia trovasse bella solo un determinato gruppo di gente dell'altro sesso corrispondente a uno stereotipo imposto da chi o perché per il momento non ci interessa, ritenendo allo stesso tempo brutta qualsiasi altra persona non appartenente a tale modello, sia diversa per colore di pelle, tipo di capelli, altezza e affini.

Invece, empiricamente, si riconoscono come belli diversi "tipi" anche differenti fra loro per etnie, forme eccetera. Questo perché? Perché la bellezza non è legata a epoche o trend sociali, mode o quello che ti pare. Gli esempi che porti della pittura non contano, in quanto, a meno che non si tratti di ritratti (cacofonia da scusare), sono esempi di idealizzazione della figura umana che non corrispondono mai al vero - fatto sta che artisti dello stesso periodo raffigurano corpi e visi diversissimi fra loro. A 'sto punto tanto valeva fare l'esempio con figure manga.

La bellezza è soggettiva in fatto di gusto e oggettiva allo stesso tempo. Posto che a me non piaccia una ragazza, per cause legate alla mia mente in acido, posso comunque ammettere che sia bella, e viceversa se ammetto che una ragazza è carina ma non un superfemmina, 'sta tipa può in ogni caso piacermi parecchio. Il fattore gusto soggettivo credo che non ci interessi al momento, essendo un fattore prettamente psicologico, ma la bellezza estetica è legata a dei parametri di armonia, simmetria e proporzioni che eludono le mode e le tendenze etniche e culturali in senso stretto. E' per questo motivo che si possono riconoscere diversi esempi di bellezza anche al di fuori del proprio contesto storico sociale. Perché non sono legati a canoni contingenti a una determinata epoca o cultura, ma a qualcosa di più arcaico. Un ottima forma fisica, un viso simmetrico, armonioso e senza deformità, un corpo ben proporzionato e sviluppato indicano ottima salute e un esemplare ottimo della nostra specie, quindi un partener ottimale. Mantenendoci stretti stretti ai soli canoni estetici dettati non dalle mode ma dai nostri istinti naturali, senza andare nell'attrazione mentale o sentimentale, quelli sopra indicati sono dei parametri di bellezza universali.
A questi poi ovviamente si possono aggiungere gusti, influenze e quant'altro vogliamo nell'attrazione più complessa che entra in gioco nelle relazioni umane che spesso non dipendono dalla solo fisicità. Ma entrando in quest'ambito cadono tutti i cosidetti "canoni estetici" imposti da mode aleatorie e fittizie.

I concorsi di bellezza mi pare contino poco o niente per la loro trasparenza e serietà sia nelle selezioni che in gara. I pamatri determinati per l'accesso a tali concorsi sono del tutto arbitrari, privi di qualsiasi motivazione estetica, quindi che valore vuoi che abbiano. Le modelle anoressiche poi sono antitetiche rispetto a quello che dovrebbero essere, difatti l'anoressia è una malattia e non un esempio di bellezza.

Andando a quello che i media propongono oggigiorno, ma siamo sicuri che la loro volontà sia imporre modelli di bellezza e non personaggi che fanno audience? Il successo di un programma è dato da quanta gente lo guarda, ergo chi ne fa parte è irrilevante che sia bello o meno bello, ma l'importante è che sia un fenomeno da baraccone in grado di attirare con la sua caciara la maggior quantità possibile di pubblico. Una tetta al vento è una tetta al vento, non si guarda mica la faccia o il complesso della figura, ma frotte di ragazzini in calore e di piacioni mascolini e sanamente sempre arrapati corrono immediatamente a vedere dei bei culi danzanti. La bellezza non c'entra niente. E' un fenomeno molto più prosaico e molto meno filosofico. E' questione di pezzi di carne in mostra. Dare al pubblico medio i circenses che lo soddisfino nella sua bassezza.


Messaggio scritto da ShinXela (anonimo) il 29/11/2009 alle 17:07
@Limbes: sono totalmente in disaccordo con te, non c'è nulla di più falso nel fatto che esistano dei parametri di bellezza oggettivi ed universali; l'deale di bellezza è un prodotto puramente culturale, e non c'entra nulla coi meccanismi dell'attrazione sessuale. Ciò che è "bello" e "brutto", così come ciò che è "giusto" e "sbagliato", è sancito dalla cultura, non dalla natura.
Quest'uomo per un europeo probabilmente non è esattamente attraente
http://www.paesieimmagini.it/Papua/data/images/Oro_verde_oriz.jpg
ma per i membri della sua società egli è di sicuro più gradevole di quanto non sia un soggetto che secondo te è "oggettivamente bello" per la simmetria del suo volto.
Sbagliate di grosso se pensate che quando affermo che qui da noi, attualmente, vige un certo canone estetico, lo faccia intendendo che quello corrisponde ad una effettiva ed autentica bellezza...devo essermi espressa proprio male se è questo quello che avete compreso dal mio discorso. Ho cercato soltanto di evidenziare l'assoluta relatività dei modelli estetici dominanti in un certo luogo e spazio; il fatto che attualmente si riesca ad apprezzare l'aspetto anche di persone di altri Paesi ed etnie, non è un fattore dovuto all'"oggettiva" bellezza della persona in questione, quanto piuttosto il risultato della globalizzazione che sta omologando sempre di più i canoni estetici.
Io baso le mie considerazioni sul relativismo culturale, concetto a fondamento dell'antropologia. Qualsiasi discorso che metta in questione quest'assunto per me "sacro" delle scienze sociali, è privo di credibilità, quindi le nostre posizioni non s'incontreranno mai.

"Invece, empiricamente, si riconoscono come belli diversi "tipi" anche differenti fra loro per etnie, forme eccetera. Questo perché? Perché la bellezza non è legata a epoche o trend sociali, mode o quello che ti pare. Gli esempi che porti della pittura non contano, in quanto, a meno che non si tratti di ritratti (cacofonia da scusare), sono esempi di idealizzazione della figura umana che non corrispondono mai al vero - fatto sta che artisti dello stesso periodo raffigurano corpi e visi diversissimi fra loro. A 'sto punto tanto valeva fare l'esempio con figure manga."

Appunto, le opere d'arte corrispondono ad una "idealizzazione della figura umana", quindi sono *esattamente* l'espressione di un modello di bellezza. Che altro è, il canone estetico, se non un "ideale di bellezza"? E' proprio di idealizzazione ciò di cui stiamo palando eh, ma voi che intendete per canone estetico? Il gusto personale? L'insieme di caratteri che inducono l'attrazione sessuale nell'uomo e nella donna? Boh.
Forse non vi è proprio chiaro cosa sia un canone estetico, se può essere utile c'è sempre Wikipedia


Who are you? Who slips into my robot body and whispers to my ghost?
Limbes fa parte dello Staff AnimeClick.it Limbes è stato attivo negli ultimi 10 giorni Invia un Messaggio Privato a Limbes 
Messaggio di Limbes (29/11/2009, ore 19:55)
Shin Xela, "Tutto è relativo, anche questo."

Vedi di non fregarti con il tuo assioma relativistico, perché il relativismo espanso tanto per gradire sfocia nel caos del tutto accettare e niente comprendere e analizzare criticamente. La relatività è una cosa, il relativismo un'altra.

Andando indietro, antropologicamente, siamo tutti discendenti da un'unica stirpe, quindi qualcosa in comune ce l'abbiamo come retaggio animale e non culturale. L'uomo è più animale di quanto non si creda. Prima della filosofia e della modellizazione ci sono istinti, inconsci e non, ben più rilevanti e che influiscono in modo subliminale più fortemente di quanto si pensi anche sulle raffinatezza di ragionamento speculativo che crediamo di approntare intorno ai fenomeni.
E in ogni caso la bellezza non è un valore ma un attributo, a meno che non si prenda ad esempio il "kalos kai agathos", ma mi sembra un caso isolato poco indicativo.

Se prendessimo per esempio per buona la tua considerazione sulla globalizzazione dei modelli di bellezza, ne verrebbero fuori esseri umani ibridi corrispondenti a modelli senza alcuna specificità razziale proprio perché contenenti un po' tutto quello che di etnia è presente nel mondo. Non mi pare sia quello che accade. Una omologazione dei canoni estetici mi sembra improbabile, dato che esistono caratteristiche fisiche specifiche legate a diverse etnie. Ma all'interno di tali caratteristiche differenti c'è una base che ne permette in qualche modo di identificarne i caratteri di bellezza. Se hai testimonianze dirette che il tipo del tuo link viene ritenuto bello ti prego di farmele presenti, e con queste anche le motivazioni di tali considerazioni.

E... Mah, forse t'è sfuggita l'ultima parte del mio post. Tu affermavi, corregimi se sbaglio, che nell'arte si riflettono i canoni estetici di una società. Io ti ho confutato quest'idea poiché opere create nel medesimo anno presentano figure formalmente diverse, poiché ogni artista ha il proprio stile figuartivo e il proprio filtro attraverso cui propone ciò che vuole esternare. Se magari provi a riprendere il canone in sé scopri che nasce come unità di misura e proporzione, e applicato alla scultura diventa canone estetico in quanto dettante le proporzioni e le armonie fra le parti del corpo raffigurato. Vedi canone di Policleto. Forse vedere da dove nascono le cose potrebbe essere più utile di un semplice sapere enciclopedico.


Messaggio scritto da ShinXela (anonimo) il 29/11/2009 alle 21:02
@Limbes: continui a non comprendere che un canone estetico corrisponde ad un ideale di bellezza, un IDEALE, ed in quanto tale è il frutto innanzitutto di un'elaborazione culturale, non di un istinto. Da qui il suo carattere fortemente relativo. L'uomo è un animale, e non sto assolutamente negando questo, ma tutti i suoi comportamenti sono il frutto dell'interazione tra fattori innati (biologici) e stimoli ambientali. E' da questa interazione che nascono diverse risposte adattive e quell'insieme di comportamenti, usi, costumi, valori che vanno a costituire quella che è la peculiare cultura di un popolo. La cultura va ad influire fortemente sui comportamenti dei suoi membri; freudianamente parlando, è il SuperIo che media tra l'Es e l'Io.Tu affermi "Una omologazione dei canoni estetici mi sembra improbabile", e non ti accorgi che un concorso di bellezza come Miss Universo è proprio la testimonianza di questo processo, in quanto ogni nazione non manda la candidata che è ritenuta più carina sulla base del canone estetico dominante al proprio interno, ma di quello che si è affermato come dominante a livello internazionale, e che corrisponde al canone occidentale, in quanto espressione del modello economico e politico egemone in questa fase storica (anche se in rapido declino, aggiungerei, ma qui si entra in una altro discorso).
Affermi "Forse vedere da dove nascono le cose potrebbe essere più utile di un semplice sapere enciclopedico" quando io non sto affatto ostentando un sapere enciclopedico, che non posseggo e non credo sia indispensabile quanto dotarsi di efficaci strumenti critici.
A mio modo di vedere, è proprio il contrario: tu ignori "da dove nascono le cose", e stai cercando di sostenere ad oltranza una tesi sulla bellezza che si fonda esclusivamente su una presunta innata predisposizione umana al riconoscimento dell'individuo bello e geneticamente perfetto per la riproduzione, escludendo TOTALMENTE dal tuo campo di osservazione il fatto che l'ambiente gioca un ruolo importante quanto la base istintuale nei comportamenti umani. Difendi una tesi innatista, quando l'equilibrio sta ovviamente nel mezzo, in quanto il comportamento individuale è sempre il frutto di un'interazione tra fattori intrinseci ed estrinseci all'individuo.
Un canone estetico, che ti piaccia o meno, è un prodotto essenzialmente culturale, come lo è una religione o una lingua.
Affermi "Ma all'interno di tali caratteristiche differenti c'è una base che ne permette in qualche modo di identificarne i caratteri di bellezza", io ti rispondo che possono esserci caratteri che inducono in tutti gli individui una maggiore attrattiva sessuale, ma confondere reazioni puramente istintive con un concetto che ha un valore esclusivamente sociologico come quello di "canone estetico", aka "ideale di bellezza", è semplicemente scorretto. E' come parlare di medicina durante una lezione di geografia. L'ideale di bellezza è fortemente vincolato alla società in cui si sviluppa, quindi ribadisco per l'ennesima volta che siamo nel campo della cultura.
Infine, affermi "Mah, forse t'è sfuggita l'ultima parte del mio post. Tu affermavi, corregimi se sbaglio, che nell'arte si riflettono i canoni estetici di una società. Io ti ho confutato quest'idea poiché opere create nel medesimo anno presentano figure formalmente diverse, poiché ogni artista ha il proprio stile figuartivo e il proprio filtro attraverso cui propone ciò che vuole esternare", ebbene, il fatto che ci possa essere qualche artista che ha proposto delle raffigurazioni della bellezza maschile e femminile difformi dal canone estetico dominante nel suo Paese in un dato periodo storico, non nega che un canone estetico dominante esista, ma è prova dell'eccezione che conferma la regola.



cartman666 è stato attivo negli ultimi 10 giorni Invia un Messaggio Privato a cartman666 
Messaggio di cartman666 (29/11/2009, ore 21:59)
mah, non so che dire, per certi versi mi ci riconosco, tranne che per il poco interesse per il sesso. Ma a me piace l'essere anticonsumista soprattutto nelle autovetture veloci e aggressive, mi sembra da cafoni, per quanto riguarda i dessert, beh....quando si tratta di mangiarli va bene, basta che non mi si parli di cucina.

Who are you? Who slips into my robot body and whispers to my ghost?
Limbes fa parte dello Staff AnimeClick.it Limbes è stato attivo negli ultimi 10 giorni Invia un Messaggio Privato a Limbes 
Messaggio di Limbes (29/11/2009, ore 22:18)
ShinXela, il tuo lungo contraddittorio nasce da un presupposto errato: che io abbia detto che la bellezza sia dettata da un canone assoluto e assolutamente innato. Mi ricito, una cosa che detesto fare e di solito non faccio, ma in questo caso mi pare indispensabile-> - La bellezza è soggettiva in fatto di gusto e oggettiva allo stesso tempo.
Io ho ragionevolmente posto queste due basi, e semplicemente ho scelto di non addentrarmi nella prima in quanto discorso estremamente contorto che richiederebbe uno svisceramento inopportuno per questa sede e comunque troppo ampio. Mi pare che detto questo, il resto cada di conseguenza.

Ritengo strambo e di nessuna autorevolezza citare un concorso di bellezza come esempio a sostegno della tua tesi. A 'sto punto ha più fondatezza andare a vedere la gente che presenzia nei postriboli televisivi e declamarne l'attendibilità come epitome di modelli estetici e non modelli di un fenomeno.

Per quello che io ho studiato di antropologia ho trovato che tale studio sia troppo incentrato alla specificità di una determinata cultura e non a come si sia giunti a questa e quindi le cause soggiacenti determinati fenomeni sociali o altri presi in esame. In poche parole a volte m'è sembrato di vedere castelli perfettamente studiati ma privi di fondamenta o che non includono le tappe dei lavori che li hanno costruiti. Con il tuo esempio di miss universo non è che mi hai fatto cambiare idea.

Per quanto riguarda l'arte non si devono confondere modelli stilistici relativi a ogni singolo artista con schemi rappresentativi relativi a determinati movimenti artistici di specifici periodi storici.
Non bisogna prendere le parole e manipolarle come fossero pongo.
Non è mai esistito un canone unico imperante a cui tutti gli artisti di un periodo si attenevano nella loro figurazione. Esistevano degli schemi percettivi e organizzativo strutturali, sia formalmente che iconologicamente, all'interno dei quali ogni artista si muoveva secondo la propra sensibilità. Ma anche all'interno del Rinascimento Classico, Raffaello, Michelangelo e Del Sarto, solo per dirne tre, non avevano il medesimo stile figurativo. Ciò perché non esisteva un canone estetico cui attenersi, ma ognuno creava secondo la propria sensibilità. Il materialismo storico è applicabile agli schemi rappresentativi ma non alla stilistica singola. E se proprio il Rinascimento non ti va bene allora guarda al Manierismo; o lo dobbiamo considerare l'eccezione fra i movimenti artistici? Sai, perché ce ne sono altre di eccezioni, o si potrebbe dire che ogni movimento è un'eccezione alla tua regola, che a quanto pare ha perso di relatività.

Parli di ideale di bellezza... ma la bellezza in sé che fine ha fatto, ha bisogno di un ideale per essere riconosciuta per giustapposizione e categoria? C'è un ideale di bellezza o c'è la bellezza e il gusto?

Se guarda la fascina da un baiocco, non se po' guarda' a te faccia da porco?
KenzoTenmaFRNSGL è stato attivo negli ultimi 10 giorni Invia un Messaggio Privato a KenzoTenmaFRNSGL 
Messaggio di KenzoTenmaFRNSGL (29/11/2009, ore 22:23)
A shinXela. L'esempio della Bellucci è fuorviante, per molti non rappresenta la donna bella ma quella un po' volgarotta, burina (e se la si sente parlare c'è la conferma di questa idea). Puoi contestare il fatto che io non creda in un canone estetico dominante ma una tale posizione me la dà il buon senso e qualche principio alla base della logica: il fatto che prendendo, ad esempio, dieci persone e sottoponendole ad un questionario (opinabile) sui loro gusti si scopra che 5 amano le ragazze alte e bionde (o ragazzi non muscolosi e curati nell'aspetto), 3 amano quelle rotondette (o uomini in carne), 2 amano quelle pelose (o uomini cinghiale) e 1 ama solo se stessa non significa automaticamente che il 50% della popolazione mondiale ami questo..., il 30% quello e via discorrendo.

"la "bella" donna è quella alta e snella, e se una tipa va ad un concorso di bellezza per essere accettata deve rispondere a quei canoni, capisci?" I canoni estetici, come quelli morali sono cose assolutamente arbitrarie. Per me non esiste, non può esistere una regola generale che stabilisce cosa sia più o meno corretto accettare (infatti che a noi ripugnino certe scelte del passato non significa che in un prossimo furturo altri non considereranno spregevoli le nostre -proprio perché non possono essere sottoscritti principi universali di bellezza).

"Qui da noi un obeso secondo te è considerato bello? No, non lo è, secondo il canone estetico dominante." Su questo punto modererei i termini della discussione visto che l'obesità è considerata una patologia o un disturbo alimentare di gravità pari all'anoressia. Quello che invece possiamo dire è che l'estremizzazione di certe malattie (già esistenti nell'antichità ma non in maniera così inquietante come oggi) è andata innalzandosi vertiginosamente proprio perché il "canone estetico dominante" è molto simile ad un'ideologia, o segui quelle regole o muori. Il problema è che non si tratta di un'insieme di regole comportamentali (etiche -sulle quali andrebbe aperta una discussione parallela), ma di "mode". E come, in prima istanza, sono le persone a fare la società e non viceversa, allo stesso modo le mode nascono dalla testa di alcune persone per poi eventualmente diffondersi (non sono diffuse a priori perché le persone siano convinte della bontà dei caratteri distintivi di quella moda). Quello che voglio dire è che esiste comunque un passaggio intermedio, pubblicitario (che si tratti di passaparola, di quadri -anche in quel caso bisognerebbe fare dei distinguo, i pittori avevano i propri modelli, c'era chi amava disegnare chiappe belle possenti come Botticelli o Rubens e altri a cui piaceva il macabro o l'effeminato come Caravaggio-, di calendari e di quant'altro) o impositivo (allora sì possiamo parlare di canone dominante, nel senso che la scelta di pochi finisce per condizionare anche quella del resto della popolazione -accettazione passiva? D'altronde lo stesso meccanismo guida le scelte politiche).

"nella Cina e nel Giappone tradizionali, l'ideale di bellezza femminile era rappresentato da una donna con la pelle bianchissima, e no, questo requisito non era stato imposto da qualche pubblcitario, ma era il riflesso di una condizione sociale. La pelle bianca infatti era propria delle donne nobili, contrapposta a quella bruna delle contadine."

Il fatto di incipriarsi anche in Francia era una "moda", rappresentava uno "status sociale". Ma, come hai evidenziato tu stessa, lo si faceva per contraddistinguersi non perché fosse generalmente accettato il fatto che la donna bianchissima fosse più bella di quella abbronzata (lo pensavano i nobili -una minoranza infima). Non so come ragionassero le donne all'epoca ma gli uomini badavano poco a queste cazzatelle o andavano di sovente a puttane (che non erano certo fiori candidi). Non so cosa ti risponderebbe uno stilista se gli andassi a dire che non è lui a proporre un modo di apparire ma la società a condizionarlo, sta di fatto che non penso che una culona indossi i pantaloni a vita bassa perché pensa di essere più bella ma solo perché vede altre che la portano e segue la moda (visione lassista -lasciarsi trasportare finché la ragione o un'altra moda non prendono il sopravvento).

"Anche nelle società tribali, esiste un proprio canone di bellezza (pensa al modo in cui si abbelliscono uomini e donne tramite anelli e tatuaggi)" Il discorso è più complesso perché alcune cose (i tatuaggi) rientrano nella simbologia tradizionale (da noi edulcorata in un becero status symbol).

"Io baso le mie considerazioni sul relativismo culturale, concetto a fondamento dell'antropologia." Anch'io mi baso sul relativismo (morale, culturale -a volte anche quello ascellare alla Arcuri di viaggi di nozze), con la differenza che considero l'affermare che le inclinazioni estetiche siano figlie spontanee di una società e non veicolate da una massicia (invasiva) opera di convincimento -un po' come i culti stranieri nella Roma antica o l'imposizione dall'alto di norme religiose e leggi- una cosa decisamente poco scientifica. Poi ripeto, se uno in una società non ci vive difficilmente può avere idea delle dinamiche interne a quella società sulla base della sola lettura di saggi e della visione di documentari. Magari parlandoci con le persone, invece di psicoanalizzarne i gusti, si scoprono aspetti molto più profondi della questione.

Poco tempo fa scrissi, per farti un esempio di quanto l'elemento propositivo sia essenziale per la diffusione delle tendenze, che le case editrici svolgono un importante funzione sociale. Se nessuno avesse, diciamo, importato l'interesse per ed un certo modo di leggere la cultura giapponese (distinguiamo sempre cultura e moda), probabilmente avremmo un'idea completamente diversa di quella stessa cultura. Ma questo succede da sempre e banalmente: se non ci fosse stato l'intervento attivo di pochi (rispetto alla maggioranza) e la ricezione (in parte passiva in parte consapevole) dei più, non saremmo arrivati al paradosso moderno che se uno non risponde a determinati requisiti fisici (condivise fino a quando non ci si trova dall'altra parte della barricata) viene considerato strano.

"io invece riconosco la legittimità di queste discipline, che si servono di indagini empiriche al pari di altre scienze" Con la sola differenza che le scienze, quelle vere, studiano un modo per semplicare la comprensione dei sistemi complessi e nel caso di quelli caotici ammettono il limite delle loro ricerche, mentre le altre cercano di spiegare in termini comunque desunti dall'ambito culturale di appartenenza le dinamiche interne ad altri sistemi di valori. E' per questo che uno storico gode quando può confrontare documenti che presentano il medesimo evento in prospettive socio-culturali diverse, mentre un sociologo piange quando una minima evidenza reale sputtana le sue teorie. Questione di differente approccio alla realtà...

Se guarda la fascina da un baiocco, non se po' guarda' a te faccia da porco?
KenzoTenmaFRNSGL è stato attivo negli ultimi 10 giorni Invia un Messaggio Privato a KenzoTenmaFRNSGL 
Messaggio di KenzoTenmaFRNSGL (29/11/2009, ore 22:53)
"l'eccezione che conferma la regola." Atteggiamento opposto a quello scientifico. Se a parità di condizioni un elemento si comporta dieci volte seguendo una legge teorica e una volta no o cerchi (e trovi) una spiegazione logica, che non invalidi la legge, del motivo per cui quell'unica volta si è comportato diversamente o cestini la legge. Non esistono compromessi.


Messaggio scritto da ShinXela (anonimo) il 30/11/2009 alle 00:16
@Limbes: continuo a non condividere una sola parola di quanto affermi, e se per te il mio discorso è un lungo contraddittorio, per me perseveri in una tesi storicamente inaccettabile. Affermi "la bellezza in sé che fine ha fatto", ebbene, la bellezza in sè non esiste. E credimi, con questo credo di aver esaurito tutto quello che avevo da dirti, visto che nel tuo ultimo messaggio mi hai solo confermato di avere un'erronea visione della bellezza come di un dato oggettivo.
"Per quello che io ho studiato di antropologia ho trovato che tale studio sia troppo incentrato alla specificità di una determinata cultura e non a come si sia giunti a questa e quindi le cause soggiacenti determinati fenomeni sociali o altri presi in esame. In poche parole a volte m'è sembrato di vedere castelli perfettamente studiati ma privi di fondamenta o che non includono le tappe dei lavori che li hanno costruiti. Con il tuo esempio di miss universo non è che mi hai fatto cambiare idea."
Mi chiedo quale antropologia tu abbia studiato, dato che questa scienza si propone proprio di comprendere i meccanismi sociali in relazione a rapporti di causa ed effetto. Se si osserva una società africana, e si vede che lì la bellezza tipo femminile è rappresentata da una donna bella in carne, ci si ferma ad una pura descrizione di un fatto. L'antropologo si chiede il perchè, e scopre che la cosa è conseguente alla penuria di cibo, quindi il grasso è sinonimo di prosperità. Pensa che in Niger ci sono donne che assumono pillole ingrassanti per essere piacenti, quando da noi la gente diventa matta con le cure dimagranti. E tu affermi che l'ideale di bellezza non c'entra un fico secco con le caratteristiche specifiche di una certa società.

@Kenzo: Mi sembra che tu mi abbia fraintesa in modo non grossolano, di più.
""Qui da noi un obeso secondo te è considerato bello? No, non lo è, secondo il canone estetico dominante." Su questo punto modererei i termini della discussione visto che l'obesità è considerata una patologia o un disturbo alimentare di gravità pari all'anoressia."
Pensi che quando affermo che esiste un canone estetico dominante lo faccia giustificando la validità di quel canone, e quindi peccando di insensibilità nei confronti di chi non lo rappresenta? Io mi sono limitata a descrivere un meccanismo sociale, non ho detto che è "giusto" (categoria morale di cui un ricercatore di scienze sociali si deve spogliare mentre analizza una certa realtà, altrimenti rischia di cadere in atteggiamenti etnocentrici) che esista un determinato canone estetico e che tutti dovremmo rappresentarlo! La mia capacità espressiva dev'essere davvero pari a zero oggi, se leggendomi lascio trasparire simili messaggi.

Entrambi vi ostinate a negare un dato - la relatività dell'ideale di bellezza - storicamente dimostrabile, per un puro e semplice scetticismo verso le scienze sociali.

P.S. Una nota relativa ad una mia precedente affermazione: freudianamente parlando, è vero che il SuperIo è assimilabile alla cultura, ma è l'Io che media tra Es e Super-Io, non il Super-Io a mediare tra Es ed Io. Magari non interessa a nessuno e non voglio approfondire ora questi discorsi, solo che ci tenevo a correggere questa mia inesattezza.

Le storie fantastiche sono molto più che reali:non perchè ci rivelano che draghi e demoni esistono, ma perchè ci dicono che possono essere sconfitti
ALUCARD80 ha vinto 6 Premi Utente ALUCARD80 è stato attivo negli ultimi 10 giorni Invia un Messaggio Privato a ALUCARD80 
Messaggio di ALUCARD80 (30/11/2009, ore 00:28)
@ Limbes

"Una ragazza intelligente è da amare, non da temere. Ce ne fossero di più di ragazze così."

sono rare ma sta tranquillo si trovano xD

beh in ogni caso non mi aspettavo tutta questo sviluppo di discussione...sono basito O_o


Messaggio scritto da ShinXela (anonimo) il 30/11/2009 alle 00:48
"Con la sola differenza che le scienze, quelle vere, studiano un modo per semplicare la comprensione dei sistemi complessi e nel caso di quelli caotici ammettono il limite delle loro ricerche, mentre le altre cercano di spiegare in termini comunque desunti dall'ambito culturale di appartenenza le dinamiche interne ad altri sistemi di valori. E' per questo che uno storico gode quando può confrontare documenti che presentano il medesimo evento in prospettive socio-culturali diverse, mentre un sociologo piange quando una minima evidenza reale sputtana le sue teorie. Questione di differente approccio alla realtà..."


Ma chi ti ha detto che le scienze sociali non ammettano i limiti delle proprie teorie, tant'è che esitono un'infinità di teorie diverse che confutano le altre e cercano di supplire a questi limiti? Chi ti ha detto che nell'indagine socio-psicologica non si proceda come in altre scienze, vale a dire tramite illa ricerca empirica? Come credi venga realizzata una ricerca psicologica o sociologica? Come pensi che abbia lavorato, che ne so, Pavlov? Ma credete veramente che psicologi, sociologi ed antropologi basino le proprie teorie sulla base di quello che si sono sognati la notte prima? E' davvero inutile discutere con chi dimostra un'assoluta mancanza di rispetto verso queste discipline, degittimandole magari perchè ha fatto ingegneria o medicina. Un atteggiamento snobista abbastanza fastidioso, veramente.

Poi quando affermi che le scienze sociali "cercano di spiegare in termini comunque desunti dall'ambito culturale di appartenenza le dinamiche interne ad altri sistemi di valori", scadi veramente nel ridicolo, perchè questo è ciò che fanno le persone comuni, la cui mente è dominata da una visione etnocentrica del mondo, non il ricercatore di scienze sociali di oggi, che riconosce la necessità di spogliarsi di qualsiasi preconcetto morale per poter studiare nel modo più obiettivo possibile una cultura diversa da quella propria di appartenenza. E' per questo che per un antropologo non possono esistere categorie morali come il giusto e lo sbagliato, il bello e il brutto, quando è di fronte al suo oggetto di indagine; deve cercare di capire perchè, per quel popolo, quella cosa è bella o giusta, mentre per quell'altro è brutta o sbaglata...Questo deve fare, senza schierarsi sulla base delle propria morale personale! Ed è questo che significa assumere un'ottica di relativismo culturale!


Se guarda la fascina da un baiocco, non se po' guarda' a te faccia da porco?
KenzoTenmaFRNSGL è stato attivo negli ultimi 10 giorni Invia un Messaggio Privato a KenzoTenmaFRNSGL 
Messaggio di KenzoTenmaFRNSGL (30/11/2009, ore 02:17)
A shinXela. Grazie per il grossolano e per il ridicolo.

"Ma chi ti ha detto che le scienze sociali non ammettano i limiti delle proprie teorie". Le tue argomentazioni lo dimostrano, appena qualcuno vi contraddice passate subito all'insulto personale. Non è per snobbismo ma ci sono differenze abissali tra quello che è riscontrabile nella realtà e l'interpretazione che ne danno i sociologi (io ho tirato fuori antropologi, storici e psichiatri).

"Chi ti ha detto che nell'indagine socio-psicologica non si proceda come in altre scienze, vale a dire tramite illa ricerca empirica?" Se lo fa deve anche spiegarci come riesce a non condizionare la ricerca in un senso piuttosto che in un altro. Le persone non sono come le particelle di sodio, capita che facciano cose imprevedibili e mentano. Non sono insetti che a stimolo rispondono meccanicamente (neanche se gli tiri un cazzotto -dipende dalla massa). Se per ricerca empirica intendi quella di cui parla l'articolo, stiamo messi davvero male (e non lo dico solo io ma pure Assenzio che se non sbaglio ha definito assurde le conclusioni -"scusasse" se ho frainteso).

"E' davvero inutile discutere con chi dimostra un'assoluta mancanza di rispetto verso queste discipline". E non discutere, mica esiste un imperativo categorico per cui devi necessariamente confrontarti con persone che la pensano in maniera differente dalla tua. Ma non pretendere che uno prenda per oro colato l'equazione concorso di bellezza = criterio estetico riconosciuto. Anche questo rientra nel relativismo, se non sbaglio: ognuno difende le sue posizione come meglio crede e senza, possibilmente, dare del ridicolo all'altro.

"spogliarsi di qualsiasi preconcetto morale" è impossibile. Se affermi una cosa del genere rendi vuoto il significato personale che assume il termine cultura. Tu stessa in questa frase "perchè ha fatto ingegneria o medicina. Un atteggiamento snobista abbastanza fastidioso, veramente." dai per scontato, sulla base delle tue conoscenze, che le nostre posizioni (mia e di Limbes, che sono a loro volta diverse fra loro) rientrino nei tuoi canoni pregiudiziali (su ingegneri e medici -per i primi concordo pure, ma solo perché ho un fratello ingegnere, devo odiarli). Almeno per quanto mi riguarda hai toppato alla grande, mi interesso di lingue (anche se non mi fanno schifo né filosofia né le scienze basate sulla matematica). Che ti devo dire, son molto scettico (non mi basta il dito nella piaga, ci devo infilare almeno un braccio, un ginocchio e un ombrello aperto): constateremo in futuro se le pecore o un esercito di barbie raperonzolo ci avranno invaso.

Se una persona si spoglia dei propri valori morali non riesce a riconoscere un senso morale nei valori degli altri. E' essenziale che quei valori esistano, "non" inalterabili, e che non rappresentino giacchette di cui liberarsi quando fa comodo. Non è diventando asettici e acritici che si fanno passi avanti nelle ricerche. Il dubbio sull'unicità e indiscutibilità delle proprie posizioni è un'ottima carta per comprendere il diverso. E questo vale anche per le mie di posizioni... non pretendo mica che siano accettate, mi limito a discuterne. Se diventassi Papa volendo potrei fare un pensierino sul renderle dogmatiche, ma le scarpette rosse, il bacchettone magico e la mitra non mi starebbero bene -tendo prepotentemente al viola-indaco e alle scarpe da ginnastica. Ah...

PS
Per inciso, le persone "comuni" (me compreso) non sanno neanche cosa significhi "visione etnocentrica". E fa piacere constatare che quello che neanche gli scienziati dell'atomica ebbero il coraggio di fare, ovvero considerarsi superumani (qualcuno forse sì, intimamente), riesca invece semplicissimo ai ricercatori di scienze sociali. Un motivo in più per dubitare...

"la cui mente è dominata..." ma stiamo scherzando? Queste sarebbero conclusioni scientifiche? (scusa se mi altero, ma ho pensato in differita a questa cosa).


Assenzio è stato attivo negli ultimi 10 giorni Invia un Messaggio Privato a Assenzio 
Messaggio di Assenzio (30/11/2009, ore 03:00)
il discorso estremamente interessante che state intavolando e' molto piu' semplice; l'uomo e' un animale dotato di raziocinio, quindi attraverso filtri rappresentati dalla società, dalla cultura, dalla sua personalità, ricerca una parter con una potenziale fintess massimale.
Il gusto dell'estetica e' una carratteristica poliedrica, costruita su diverse basi e non riducibile ad un solo condizionamento
1) paramentro biologico: tanto per fare un esempio, le donne quando ovulano preferiscono i lineamente maschili marcati, altrimenti tendono al lievemente femmineo
2) parametro "psicologico" : i gusti sono condizionati dallo stato d'animo, dalle esperienze, dalle aspettative della relazione, dalla percezione, dai condizionamenti esterni dei conoscenti
durante un momenti di eccitazione morale puoi gradire la figura da te percepita come spregiudicata, in un momento di riflessione santificare invece il personaggio che ti rappresenta la sicurezza
3) parametro socio-culturale: come il senso del " sano " e del " giusto ", si adegua anche il senso del bello.
Le grandi donne dell'arte sono spesso sovrappeso, perche' in un clima di difficoltà alimentare, la massa grassa era un fattore positivo esprimeva

che ci sia o non un'incanalamento dei gusti, Shin, e' cosa sacrosanta; altrettanto sacrosanto concepire che l'eterogeneità della popolazione ( in depauperamento, ma ancora presente ) impedisce un rigoroso " standard " di ragazzo orientale favorito. Lo standard, tra proporzioni fisiche, e' magari biologico

PS pero' sono un po perplesso, rileggo lo scambio d'opinioni e continuo a sostenere che state dicendo la stessa cosa

Se guarda la fascina da un baiocco, non se po' guarda' a te faccia da porco?
KenzoTenmaFRNSGL è stato attivo negli ultimi 10 giorni Invia un Messaggio Privato a KenzoTenmaFRNSGL 
Messaggio di KenzoTenmaFRNSGL (30/11/2009, ore 03:30)
Ad Assenzio. Sono più o meno d'accordo su tutto, però capita che non ci sia solo concomitanza di più fattori ma anche che un parametro entri in contrasto con l'altro. Proseguo sempre per casi particolari: può capitare (capita) che una donna tendenzialmente segua i punti uno e tre ma che, in determinate condizioni (al punto 2, stato d'animo e condizionamento) finisca per optare in modo totalmente diverso (ovvero non scegliendo come normalmente farebbe ma come la situazione le impone -anche questo opinabile, non sapendo effettivamente dove risieda la normalità). E' per questo che, per me, è assolutamente impossibile accertare l'esistenza di un canone dominante.

Sulla questione delle rappresentazioni nell'arte concordo invece con uno dei post di Limbes: si può dire che esista una sensibilità artistica e una riproposizione di modelli armonici (basati sulle proporzioni ma anche no, a discrezione del singolo pittore), ma non che la società sia dominata da quegli stessi modelli. Rendiamo all'artista un po' della sua originalità (andando neanche troppo lontano nel tempo, visto che è ancora vivo, mi viene in mente Botero).

Who are you? Who slips into my robot body and whispers to my ghost?
Limbes fa parte dello Staff AnimeClick.it Limbes è stato attivo negli ultimi 10 giorni Invia un Messaggio Privato a Limbes 
Messaggio di Limbes (30/11/2009, ore 10:05)
Oh, be', Assenzio, se ShinXela avesse voluto leggere con occhio limpido quello che dicevo invece di iniziare molto antropologicamente a sbraitare e caricare come un bulldozer, avrebbe visto che esprimevo esattamente i tre punti che tu indichi, e che ne prendevo in esame solo il primo, non perché sia l'unico, ma perché gli altri due sono troppo incasinati per sbrogliarli o tentare di farlo in due parole, e perché ieri sera mi girava a fare un discorso così Eppure gliel'ho anche riscritto, bah...

Non mi sembra molto obbiettiva come cosa. E se ci aggiungiamo che sulla mia domananda più antropologica, quella sul tipo della foto, non ha nemmeno risposto...

Ora, Shin, ma siamo sicuri che la bellezza non esiste? A me sembra che quello che tu indichi come modelli di bellezza siano connotati da definizioni più inerenti a gusti e mode (e quello che avevi affermato erroneamente sull'arte tende ad avvalorarlo). Ma comunque prendendo per buona il tuo appassionato... no, contraddittorio non ti piace... ok, la tua tesi, prendendo per buona la tua tesi, potresti rispondermi sinceramente a una domanda?

Perché io riesco a trovare bella una ragazza dell'Africa centrale, una ragazza pellerossa, una ragazza indonesiana, una russa, una indi e una ragazza inuit (test fatto, non sono ragazze prese a caso)? Io non ho alcuna conoscenza delle culture di riferimento delle etnie che ti ho appena citato, né dei loro parametri o stilemi di bellezza. Perché allora semplicemente guardandole io le trovo belle? E sia chiaro, non perché sono schiacciato da un modello di bellezza occidentale globalizzata. Il fatto che te lo dica io di non risentire di tale condizionamento è irrilevante, ma è rilevante che queste etnie presentano caratteri specifici che non si possono conciliare fra loro a formare un tipo approssimativamente unico. Un'africana ha la pelle nera, gli occhi scuri, labbra molto carnose, tratti somatici ben definiti; un indonesiana è chiara, ha gli occhi a mandorla, i capelli liscissimi eccetera, e questo vale per ognuna, ognuna delle quali non è assimilabile a un prototipo che mi sono costruito o mi è strato inconsciamente imposto. Allora perché le ritengo belle, anche se tipi diversi fra loro? Come è possibile?
Attendo risposta.

Se non condividi nemmeno una parola della mia domanda (e mi chiedo come sia possibile una cosa del genere), allora non so che fare, se vuoi mi flagello con la frusta sado che ho sempre a portata di mano accanto al computer. Si fa pe' sdrammatizza'.

La tua correzione sul super Io è stata registrata, ma era già al principio che non avevo capito cosa c'entrasse con l'estetica. E in ogni caso A non sto facendo gli studi scientifici da te arbitrariamente ipotizzati e che arbitrariamente farebbero di me uno snob e B gli studi di antropologia che ho fatto, e che non ho mai detto non fossero carenti, ho solo riportato la mia esperienza, non trattavano i modelli estetici di un'etnia, ma alcuni fenomeni artistico religiosi e sociali, presentando in alcuni casi solo una descrizione approfondita ed esaustiva degli stessi e fermandosi lì. Non ho fatto discorsi generali né ho preteso di fornire il verbo. Ho dato tutte le discriminanti del caso e m'è sembrato abbastanza corretto, ma forse per te non è così perché ogni cosa della branca sociologica antropologica è legittima; fosse così mi chiedo com'è che, detto da te "esitono un'infinità di teorie diverse che confutano le altre e cercano di supplire a questi limiti".

E per favore non menarcela con il relativismo culturale e col decentramento del punto di vista dell'antropologo, perché il solo fatto che ci sia bisogno di questi due atteggiamenti indica che esistano un punto di vista personale e una percezione personale dei fenomeni propri di un singolo, il quale non si può estraniare totalmente da se stesso e da quello che è, e può nascondersi solo fino a un certo punto, dato che non stiamo parlando dell'osservazione e della registrazione di un androide.

Kenzo, difatti spesso gli artisti sono e sono stati in contrasto con i dettami della società dominante, altro che arte specchio o addirittura copia della cultura di un epoca.

di giorno mezzo tatami, di notte un tatami e per cibo una scodella di riso dal governo.
Painkiller è stato attivo negli ultimi 10 giorni Invia un Messaggio Privato a Painkiller 
Messaggio di Painkiller (30/11/2009, ore 11:29)
Secondo me il vero problema del mondo sono i famosi "dottori" che devono dare una spiegazione contorta e complessa a tutto ciò che ci circonda e che considerano socialmente deboli e quindi impossibilitati a trovare la felicità tutti quelli che vivono il quotidiano in modo semplice ma ignari di tutta la sua complessità.
Il tifoso che dice "magno, bevo e tifo roma" è la dimostrazione lampante che si può raggiungere il nirvana con una semplictà unica, senza stare a dare sempre milioni di spiegazioni per forza!
La vita è semplicissima, siamo noi che la complichiamo...anzi siete voi qui sopra con le vostre illuminanti lucubrazioni...ma per piacere...


Messaggio scritto da ShinXela (anonimo) il 30/11/2009 alle 14:21
"Perché io riesco a trovare bella una ragazza dell'Africa centrale, una ragazza pellerossa, una ragazza indonesiana, una russa, una indi e una ragazza inuit (test fatto, non sono ragazze prese a caso)?"

Questa domanda dimostra solo una cosa: che non hai capito (o se preferisci, che non sono stata in grado di spiegarti) cosa si intenda per "canone estetico dominante".
Il fatto che in ogni società, in un determinato contesto temporale, esista un canone estetico dominante (laddove per "dominante" si intende "largamente diffuso e condiviso", senza per questo NEGARE i particolarismi e tutti quegli elementi di natura prettamente biologica che regolano i meccanismi dell'attrazione sessuale), non significa che ogni singolo individuo vi si conformi ciecamente e che sia privo di preferenze personali.
Il vostro problema (tuo e di Kenzo) è che continuate a ragionare riconducendo all'individuo un discorso che invece io sto facendo sulla società nel suo insieme. La sociologia non nega la peculiarità del singolo individuo (quindi non è, ovviamente, affatto impossibile che ad un uomo occidentale di oggi piaccia un prototipo femminile che è l'opposto della velina), ma cerca di spiegare le tendenze che si consolidano a livello collettivo, sulla base di rapporti di causa ed effetto. Ecco perchè anche vedere qual è la "ragazza tipo" che viene scelta come candidata di un concorso di bellezza ha un valore di rilievo sociologico: perchè riflette una *tendenza collettiva*. Quando parlo di canone estetico dominante, mi riferisco ad un insieme di elementi che, in un determinato contesto spazio temporale, vengono riconosciuti come indice di bellezza. Nella nostra società occidentale moderna, questi tratti sono ad esempio l'altezza e il peso forma. Fanno parte del canone estetico "dominante" non perchè a tutti piacciano solo le persone alte e snelle, ma in quanto sono collettivamente riconosciuti come standard di beltà. Avete presente il prototipo del principe azzurro? "Alto, biondo e con gli occhi azzurri"...Egli rappresenta un canone di bellezza ideale largamente condiviso e diffuso a livello di immaginario, tant'è che viene spesso descritto così nelle favole. Non è "basso, grasso e sudaticcio", perchè questi caratteri non richiamano alla mente l'idea di bellezza, nella nostra società attuale (a prescindere dal fatto che possano esistere centinaia di donne che adorano gli uomini bassi, grassi e sudaticci), tuttavia può darsi benissimo che fra 50 anni il principe delle fiabe sarà proprio così, grasso, basso e sudaticcio, perchè la nostra società sarà profondamente diversa, e i caratteri fisici del principe azzurro della nostra epoca per qualche ragione potranno essere obsoleti.

Probabilmente non sono riuscita nemmeno ora a spiegarmi e mi dispiace, ma davvero non so più che termini usare, e non perchè voi siate stupidi, probabilmente sono io che fatico a farmi capire.
I canoni estetici sono sempre esistiti, in tutte le epoche ed in tutti luoghi; vi schifa la sociologia, e ok, allora guardate almeno la storia (a cui la sociologia è ovviamente fortemente legata, infatti non capisco come facciate a separarle)

http://www.benessere.com/bellezza/arg001/storia.htm
http://www.taccuinistorici.it/ita/news/medioevale/busi---curiosita/Grasso-e-Magro-storia-dei-canoni-estetici.html

Vi invito a queste letture perchè esemplificano concretamente, con riferimenti storici, il discorso che io sto facendo in termini teorici.
Vi offendete perchè affermo che certi punti delle vostre considerazioni mi sembrano assurdi e grossolani, ma d'altra parte nemmeno voi ci state andando per il sottile... Il tono ironico si spreca nei vostri discorsi, sembra quasi mi prendiate per i fondelli per una presunta fiducia cieca che riporrei nelle scienze sociali, quando io semplicemente, a differenza vostra, ne riconosco la legittimità epistemologica, senza per questo fidarmi follemente di qualsiasi teoria legga in giro; il modo migliore per elaborare una teoria che si avvicini il più possibile alla realtà è confrontare teorie diverse, in modo da supplire ai limiti dell'una o dell'altra; prendete poi un articolo di giornale come esempio del "rigore" delle scienze sociali, come se quello anzichè essere il riassunto di un giornalista, frutto del suo personale punto di vista e di una ovvia semplificazione, fosse l'effettivo dossier dei ricercatori; mi dite che è impossibile assumere un'ottica relativista, ed è legittima come opinione, ma per quanto utopico è comunque quello a cui deve tendere il più possibile il ricercatore di scienze sociali per giungere a dei risultati il più oggettivi possibile. Assumere un'ottica relativista significa che il sociologo, se si mette ad esempio a studiare le abitudini alimentari cinesi, non deve indignarsi se i cinesi mangiano il cane, come fa l'italiano medio, altrimenti fa meglio a stare a casa sua, davanti a Studio Aperto a nutrirsi di stereotipi, anzichè cercare di capire seriamente come funzionano le società.

Who are you? Who slips into my robot body and whispers to my ghost?
Limbes fa parte dello Staff AnimeClick.it Limbes è stato attivo negli ultimi 10 giorni Invia un Messaggio Privato a Limbes 
Messaggio di Limbes (30/11/2009, ore 16:01)
Bene, Shin, innanzitutto grazie per le risposte alle mie domande.
E non presupporre che fossero retoriche perché le mie erano domande precise che richiedevano (richiedono) risposte precise, per chi vuole darmele o per chi è in grado di darmele.

Comunque, se riconosci anche tu che esistono dei fattori biologici e ancestrali che contribuiscono all'identificazione della bellezza, allora di che stiamo parlando? Mi viene da pensare che scardinando la tua corazza sociologica sulla quale insisti in modo ossessivo, alla fin fine abbia ragione Assenzio sulla convergenza.

Però ho un paio di sottolineature blu da fare, o non sarei io, ovviamente.

il modo migliore per elaborare una teoria che si avvicini il più possibile alla realtà è confrontare teorie diverse
Ah, non osservare direttamente e in modo più approfondito la realtà se la teoria non la rispecchia?! Bella questa, mi sa che dà proprio ragione a Kenzo sull'interpretazione teorica dissociata dai fenomeni reali.
Stiamo attenti, Shin, che il tuo modus si sta avvicinando a quello di Penelope.

Il vostro problema (tuo e di Kenzo) è che continuate a ragionare riconducendo all'individuo un discorso che invece io sto facendo sulla società nel suo insieme
La collettività è fatta di singoli individui, se non si parla di fenomeni sociali ma, come in questo caso, di un insieme di fattori sia sociali che biologici e psicologici, mi sembra quanto meno più opportuno andare ad analizzare il singolo individuo o le caratteristiche generali comuni a una moltitudine. Se ci si ostina a dover trovare per forza un modello che però ammette una grande quantità di eccezioni e varianti, ne risulta minata la validità del modello stesso, oltre che la sua legittimità e la credibilità del processo che ha portato alla sua formazione.

Ora, riguardo al primo articolo, spero di essermi rincoglionito e averlo totalmente letto con i piedi. No perché, sai, per esempio, a parte i commenti del tutto personali che l'autore si lascia scappare (a 'sto punto non è un antropologo o un sociologo, è troppo di parte, mi sembra), vi ho trovato più di una contraddizione.
Parte sul medioevo: i trovatori blaterano (tra le altre cose) di donne dagli occhi cerulei, capelli biondi e carnagioni chiare contrapposte ai modelli mediterranei. Ma precedentemente per descrivere le stesse donne mediterranee si era avvalso delle parole omeriche "bianche braccia" e identici "occhi cerulei". Errore di copia incolla? A parte il fatto che mi sa che c'è un fraintendimento fra reali caratteristiche fisiche ed epiteti stilistici dell'epica che hanno una loro ben precisa funzione.

Insomma, riempirei solo il post per queste incongruenze, se non che mi pare appunto più grave la fondatezza di un articolo che 1 è davvero esiguo per accampare qualsiasi pretesa di indagine o spiegazione veriteria, e 2 mi pare appunto un rotocalco elencante trucchi cosmesi mode e quando non questi, canoni desunti frettolosamente (e mi viene da aggiungere casualmente) dall'arte che come già dimostrato non è indice se non di se stessa o di una classe minoritaria cui faceva in qualche caso riferimento. Insomma, francamente, se presentassi un articolo del genere al tuo prof di sociologia questo esploderebbe in applausi? Noo, mi auguro.

Riguardo al secondo, mi pare che ne trapeli più che un canone estetico, una corrispondenza fra forma corporea e status sociale, per cui chi aveva i soldi - e non solo in epoca barocca - si strafogava ed era ovviamente in sovrappeso, mentre i poracci morivano di fame ed era belli magri e asciutti. Ma si è chiesto... o meglio, l'autore dell'articolo ha chiesto a tali poracci se per loro la bellezza era incarnata dai nobili pingui. O magari a chiesto anche a qualcuno di questi nobiluomini buongustai perché capitava che copulassero con ancelle, servette, contadine e poracce generiche? Perché le trovavano brutte ed erano perversi fradici?
'Nsomma, 'sto secondo articolo mi sembra sconclusionato quanto il primo. Mi spiace se ti basi su 'sta roba che ha molto poco di un indagine storica seria o molto di un'estrapolazione mirata ad avvalorare in modo bislacco propri convincimenti. 'Sti articoli che hai linkato tu non è che poi si discostino molto da quello qui sopra... ormai grazie a noi mooolto sopra

Il tono ironico è per non rendere troppo pizzose queste discussioni, e poi perché alla fin fine, almeno parlo per me, detesto una certa aridità accademica. E' così bello il colore.


Painkiller, amico, ma chi ti vieta di scolarti una birrazza stravaccato sul tuo divano a fissare la tv? Chi ha mai detto che un vegetale non può essere più beato di una persona pensante? Chi dice che tutti si debbano chiedere perché le stelle ruotano e perché il Sole sorge e tramonta, perché ti ammali e come si può guarire, perché premendo un pulsante lo schermo si accende e cosa sta dietro quello che guardi in quello stesso schermo?
Però fai attenzione che una pianta può essere travasata, potata, manipolata, costretta ed estirpata a piacimento senza alcuna possibilità di resistenza.
E forse dovrei ricordarti la differenza fra samsara e Nirvana.

Se guarda la fascina da un baiocco, non se po' guarda' a te faccia da porco?
KenzoTenmaFRNSGL è stato attivo negli ultimi 10 giorni Invia un Messaggio Privato a KenzoTenmaFRNSGL 
Messaggio di KenzoTenmaFRNSGL (30/11/2009, ore 20:09)
Ho letto i due articoli e continuo a pensare, come d'altronde sostengono anche gli autori, che si tratti di mode o comunque di costumi riferibili ad una cerchia limitata di persone (quelli che si potevano permettere trattamenti di bellezza e ammennicoli vari). Ad un certo punto risulta addirittura evidente, confrontando i testi, quanto sia aleatoria la figurazione di una bellezza ideale condivisa.

Parlando del periodo medioevale si afferma "E’ il modello di una bellezza nordica quello che si impone, prima attraverso la letteratura, poi attraverso le conquiste militari" e su questo sono più che d'accordo. Non dice che esiste nella popolazione un senso comune che porta a considerare belle delle determinate caratteristiche fisiche ma che il continuo parlarne, il continuo presentarle come costituenti la perfezione fisica da parte di chi detiene un potere di condizionamento (le corti, ma anche i mercanti che importano i cosmetici e gli arbiter elegantiarum che consigliano alle donne come farsi belle -avevano Maccioje, Malgioglio, anche loro) contribuiscono a creare il mito del canone dominante, che nella realtà non credo sia mai esistito (parere).

Sempre in riferimento alla percezione comune, nel secondo articolo, parlando di come i costumi alimentari influenzino i modelli estetici nella cultura di corte, si racconta del modo in cui Pietro IV d'Aragona associasse a tavola la "quantità" al rispetto per la carica ricoperta dall'ospite (seguendo l'equazione grasso=ricco). Poi si dice "Ne seguiva come ideale estetico un generale apprezzamento del corpo robusto, perché essere grassi era bello e segno di ricchezza.", non tenendo conto che erano la posizione di potere e gli usi di quella ristretta cerchia a definire questo ideale. Il resto della popolazione vedeva sovrani ricchi e grassi (quando li vedeva, se li vedeva) e, con ogni probabilità, considerava più affascinante la ricchezza alla corposità del sovrano (ma questa è un opinione personale, non una constatazione oggettiva). Però, andando a leggere il secondo articolo si scopre che più o meno nello stesso periodo una figura letteraria di rilievo considerava e indicava come gradevole un personaggio decisamente non rispondente al criterio sopradescritto (immaginando che Dante con "aspetto gentile" intendesse gentilezza di lineamenti). Quindi che la possenza fisica (o qualsiasi altro carattere distintivo) sia un elemento comunemente accettato di bellezza non solo non è accertabile (possiamo al massimo ascriverlo a degli ambienti culturali di cui abbiamo documentazione storica), ma non è neanche una visione imponibile alla maggioranza della popolazione (come non credo neanche che in altra epoca la maggioranza degli inglesi aspirasse all'obesità di Enrico VIII, alla bruttezza di Maria Tudor o alla frigidità di Elisabetta -che pure rappresentavano dei modelli). Si cerca di farla passare per tale (pubblicità -a quei tempi i trovatori a cui tirare gatti morti per farli smettere di cantare-, poemi -loro erano fortunati, noi dobbiamo sorbirci Chi, Visto, Studio Aperto e chi più ne ha più ne metta-, norme di comportamento) e volendo quell'ideale attecchisce, ma dubito che rientri tra le preoccupazioni quotidiane della maggioranza (la vita è molto più semplice, come scrive painkiller -"Franza o Spagna purché se magna" aggiungerei con spirito gattocomunistico) né che la domini.

Ultima cosa.

"Il tono ironico si spreca nei vostri discorsi, sembra quasi mi prendiate per i fondelli". Assolutamente no, siamo proprio nati così. Prendersi troppo sul serio fa male alla salute (una volta ho provato e c'è voluto un piede di porco per togliermi la gamba da dietro il collo -devo smettere di pensare di avere ancora l'età per fare 'ste cose). Tacchetese (take it easy)...

Errore. Il secondo "secondo articolo" sarebbe il primo, ovvero questo http://www.benessere.com/bellezza/arg001/storia.htm. Troppa figaggine nella testa... pardon.


Messaggio scritto da ShinXela (anonimo) il 30/11/2009 alle 21:02
"Comunque, se riconosci anche tu che esistono dei fattori biologici e ancestrali che contribuiscono all'identificazione della bellezza, allora di che stiamo parlando? Mi viene da pensare che scardinando la tua corazza sociologica sulla quale insisti in modo ossessivo, alla fin fine abbia ragione Assenzio sulla convergenza."

E' una tua convinzione personale che la scociologia non tenga conto del fatto che nel comportamento umano incidono anche dei fattori innati (e se incidano più i fattori ambientali che quelli innati è l'eterno terreno di battaglia su cui combattono empiristi ed innatisti), io non l'ho scritto da nessuna parte, e purtroppo ho l'ennesima conferma, da questo tuo post, che non ti è ancora chiaro cosa sia un canone estetico, perchè continui a portarmi esempi di singoli individui che trovano attraenti anche persone che non corrispondono al canone estetico dominante (vedi l'esempio che fai dei nobili che andavano con le contadinelle)...Ho cercato di spiegare in tutte le salse che l'esistenza di un canone estetico predominante non guida ciecamente il comportamento umano, nè impedisce l'affermazione di un gusto personale palesemente opposto a quello dell'ideale di bellezza più diffuso nell'immaginario collettivo, ma è evidente che mi esprimo da cani. Pazienza.

"Ah, non osservare direttamente e in modo più approfondito la realtà se la teoria non la rispecchia?! Bella questa, mi sa che dà proprio ragione a Kenzo sull'interpretazione teorica dissociata dai fenomeni reali.
Stiamo attenti, Shin, che il tuo modus si sta avvicinando a quello di Penelope."

Contrariamente a ciò che credi, io non sono una sociologa e purtroppo non ho i mezzi ed il tempo per condurre autonomamente un'indagine sociologica come si deve, tramite la raccolta di una grande quantità di dati empirici, la redazione di statistiche, esperimenti et simila. Non ho inoltre la presunzione di considerare il mio misero vissuto personale come un parametro di rigore scientifico per valutare la società, quindi tutto ciò che posso fare, nel mio piccolo, è leggere gli studi fatti da altri e compararli. Evidentemente tu reputi invece il tuo punto di vista personale talmente attendible da consertiti di comprendere il mondo sulla base della tua esperienza individuale, e non senti la necessità di confrontarti con teorie che si fondano su una casistica immensamente più ampia (ed osservata con criteri scientifici) di quella che può derivare dalla semplice esperienza quotidiana del singolo.

"La collettività è fatta di singoli individui, se non si parla di fenomeni sociali ma, come in questo caso, di un insieme di fattori sia sociali che biologici e psicologici, mi sembra quanto meno più opportuno andare ad analizzare il singolo individuo o le caratteristiche generali comuni a una moltitudine. Se ci si ostina a dover trovare per forza un modello che però ammette una grande quantità di eccezioni e varianti, ne risulta minata la validità del modello stesso, oltre che la sua legittimità e la credibilità del processo che ha portato alla sua formazione."

Il canone estetico dominante è un FENOMENO SOCIALE, un prodotto della cultura, in quanto in quel "dominante" è intrinseco il concetto di "ampiamente condiviso"; finchè non si fa chiarezza su questo, ovvero che stiamo parlando DI "TREND CHE VANNO PER LA MAGGIORE" (è più chiaro detto così?) si continuerà a cadere nella banale osservzione che i gusti sono personali, e anche se alla tv ci sono solo modelle slanciate, uno può sentirsi attratto e trovare stupenda anche una ragazza bassina e grassa, come i nobili che pur ritenevano la pelle bianchissima indice di bellezza, di certo non disdegnavano le loro servette dalla pelle bruciata dal sole.

Riguardo a chi abbia scritto gli articoli, ho forse detto che sia stato un sociologo? Ma cosa c'entra??? Quegli articoli li ho riportati solo come esempi di analisi storica dei canoni di bellezza; tra l'altro le contraddizioni che tu ci intravedi, io non le vedo proprio!

"i trovatori blaterano (tra le altre cose) di donne dagli occhi cerulei, capelli biondi e carnagioni chiare contrapposte ai modelli mediterranei. Ma precedentemente per descrivere le stesse donne mediterranee si era avvalso delle parole omeriche "bianche braccia" e identici "occhi cerulei". Errore di copia incolla? A parte il fatto che mi sa che c'è un fraintendimento fra reali caratteristiche fisiche ed epiteti stilistici dell'epica che hanno una loro ben precisa funzione."

Ma dove starebbe la contraddizione? O_o Pensi che le donne mediterranee siano tutte brune di pelle, occhi e capelli? Sono tratti prevalenti, ma non esclusivi.
Il fatto che Omero esaltasse la bellezza di pelle ed occhi chiari, significa che anche se le greche sono donne mediterranee, in quel periodo quei tratti erano indice di particolare bellezza nell'immaginario collettivo (non necessariamente in quello di ogni *singolo* individuo, qua bisogna specificarlo sempre...)

"Riguardo al secondo, mi pare che ne trapeli più che un canone estetico, una corrispondenza fra forma corporea e status sociale, per cui chi aveva i soldi - e non solo in epoca barocca - si strafogava ed era ovviamente in sovrappeso, mentre i poracci morivano di fame ed era belli magri e asciutti."

Rileggitelo, perchè non diceva da nessuna parte che sovrappeso = brutto, e magri e asciutti = bello, quali assunti universalmente riconosciuti ed immodificabili. Anzi, dimostrava proprio come l'essere magri o grassi di per sè non sia indice di bello e brutto (il bello e il brutto come dato oggettivo *non esistono*) ma ciascuna di queste due condizioni fisiche acquisisce una connotazione positiva o negativa in base al contesto sociale (ripeto, in Niger le donne vogliono la pancetta, qui da noi no).

"Chi ha mai detto che un vegetale non può essere più beato di una persona pensante? "

Magari un vegetale è più beato di me, buon per lui. Purtroppo sono un essere umano, e non potrò mai sapere come si sente un vegetale. Tant'è che ognuno può scegliersi l'oggetto di trastullo che preferisce; uno di questi per me è la speculazione, un altro è l'ozio. Me li so dosare esattamente come faccio con le zollette di zucchero del caffè. E quando bevo il caffè, è sempre perfetto per il mio palato.


Messaggio scritto da ShinXela (anonimo) il 30/11/2009 alle 21:44
@Kenzo: col tuo ultimo post, ti sei finalmente avvicinato al mio piano argomentativo; hai messo in evidenza infatti come i modelli estetici si siano sempre affermati in relazione alla società. Il concetto di "bellezza ideale" è un frutto prevalentemente culturale, come lo sono la religione e le categorie morali del giusto e dello sbagliato; è chiaro che storicamente sono state le classi dominanti ad imporre gli standard di bellezza e se è lecito pensare che non tutti vi ambissero, ciò non va a negare che esistissero e assumessero una posizione dominante nell'immaginario collettivo.
Tu affermi
""Ne seguiva come ideale estetico un generale apprezzamento del corpo robusto, perché essere grassi era bello e segno di ricchezza."

e concordo con te

" non tenendo conto che erano la posizione di potere e gli usi di quella ristretta cerchia a definire questo ideale."

ed è qui che sbarelli, a mio parere, perchè gli autori dell'articolo ne tengono conto eccome! Infatti non si parla mai di una bellezza ideale intesa in senso oggettivo, ma come il risultato di una dinamica sociale (nello specifico, l'ideale di bellezza come risultato dei rapporti di potere all'interno di una società).

" Il resto della popolazione vedeva sovrani ricchi e grassi (quando li vedeva, se li vedeva) e, con ogni probabilità, considerava più affascinante la ricchezza alla corposità del sovrano (ma questa è un opinione personale, non una constatazione oggettiva)."

Vedi come questa tua conclusione, molto personale e arbitraria, appare ben più debole delle considerazioni che hai fatto in precedenza, quando invece hai analizzato il concetto di bellezza ideale in rapporto agli status sociali.

L'idea che i poveri non ambissero a sua volta ad una pelle bianca e candida ed ad un corpo armonioso e sodo, simbolo di prosperità, è un po' ingenuo, e lo dico senza offesa...imho, se ci rifletti te ne puoi rendere conto anche tu che è una tesi che regge poco. L'ideale di bellezza incarnava in questo contesto l'emancipazione sociale, l'innalzamento del proprio livello di benessere (a questo proposito ti rimando a quell'articolo su Associna che ho linkato qualche post fa, in cui si sostiene come per i cinesi (mediamente) tuttora l'abbronzatura sia "brutta", in quanto viene associata ai contadini e quindi alla povertà, e i ragazzi di seconda generazione che vivono da noi, quando ritornano nella madre patria, reduci dalla tintarella sulle spiagge italiane, si sentono a disagio a causa dei giudizi sul loro aspetto non proprio positivi che ricevono).

E' chiaro che nel medioevo, come oggi, i singoli individui hanno la possibilità di emanciparsi dai modelli che ci vengono imposti dalle forze egemoni, ma è innegabile che questi modelli siano fortemente persuasivi e riescano ad orientare in modo forte l'opinione pubblica, senza sminuire il ruolo della naturale attrazione biologica.

Infine, "take it easy" lo potrei dire anche a te, che ti sei sentito offeso da due termini piuttosto moderati come "grossolano e ridicolo". Non mi sembrano più offensivi del sarcasmo.

Se guarda la fascina da un baiocco, non se po' guarda' a te faccia da porco?
KenzoTenmaFRNSGL è stato attivo negli ultimi 10 giorni Invia un Messaggio Privato a KenzoTenmaFRNSGL 
Messaggio di KenzoTenmaFRNSGL (30/11/2009, ore 22:26)
"L'idea che i poveri non ambissero a loro volta ad una pelle bianca e candida ed ad un corpo armonioso e sodo, simbolo di prosperità, è un po' ingenuo" Non è ingenuo, è una considerazione basata sul fatto che della maggior parte degli elementi culturali alti (ingozzarsi di carne, tingersi i capelli, lavarsi nel latte, truccarsi con gli unguenti orientali) la gente comune non sapeva assolutamente niente. Anche noi che abbiamo il fior fiore (sostituite fiore con una cosa meno delicata e più puzzolente) di riviste gossippare, quando vediamo come passa la vita un vipparolo tendiamo a considerla più inverosimile che invidiabile. Quindi immagino che persone che dovevano sostenersi lavorando dalla mattina alla sera difficilmente avessero tempo per pensare a quanto sarebbe stato bello nascere in una famiglia ricca.
Anzi... alcune cose mi fanno pensare che certi ideali fossero più disprezzati che ambiti (i poracci della rivoluzione se non sbaglio arrivarono a considerare la loro regina come una costosissima mignotta, a causa del suo eccessivo gusto per il bello), e non per invidia ma per inutilità manifesta.
Ho scritto che probabilmente ambivano alla ricchezza, cosa più sostanziosa e meno irraggiungibile della bellezza fisica ideale (soprattutto se non si è nati belli -o meglio idonei al gusto di quelli che pretendono di incarnare la vera bellezza). Non mi sembra niente di così sfacciatamente ingenuo. Coi simboli non mangi, coi soldi sì (parlo da povero).

Potrei farti il più grande ed evidentissimo esempio di come si tenda più alla glorificazione della ricchezza che all'imitazione di un modello estetico o morale, ma: 1) finirei per spostare la discussione sulla politica degli ultimi 20 anni (carcassa putrida di Bettino compresa); 2) finirei per parlare di costo delle prestazioni sessuali (e ora non mi va); 3) finirei per dire che tra l'aspetto materiale e quello culturale (o meglio aculturale, anticulturale, da escortazione -non è un errore di battitura), in alcuni casi sarebbe stato preferibile che avesse prevalso quello materiale.

PS Non ti innamorare troppo di Limbes ché, dopo "oggetto di trastullo", un buon 90% di lettori (ovvero Felix il gatto, Jo Condor e la strega Nocciola) avrà iniziato a immaginarsi, come me, cose tra le più strane.


Messaggio scritto da ShinXela (anonimo) il 30/11/2009 alle 22:58
"Quindi immagino che persone che dovevano sostenersi lavorando dalla mattina alla sera difficilmente avessero tempo per pensare a quanto sarebbe stato bello nascere in una famiglia ricca."

A me, al contrario, sembra fortemente probabile che lo pensassero. Tuttora credo che chi si spezza la schiena coi lavori più umili, e nonostante tutto non riesca ad arrivare a fine mese, abbia pensato più di una volta "se solo fossi nato ricco..."
E comunque stai facendo un calderone tra qualità morali ed estetica...Il fatto che Maria Antonietta fosse stata disprezzata per i suoi sperperi non implica che la sua pelle bianchissima fosse ritenuta schifosa. Tuttavia quella pelle bianchissima era ritenuta bella proprio perchè posseduta da chi poteva permettersi tali sperperi. Anche oggi, le donne che ambiscono ad avere una "figura perfetta" (giudicata tale, in base, per l'appunto, al nostro attuale standard dominante ) come quella di Monica Bellucci non significa che l'ammirino come persona.

P.S. Sarà che ormai sto fusa, ma non ho capito il tuo P.S. Innamorata di Limbes, perchè mai?

Se guarda la fascina da un baiocco, non se po' guarda' a te faccia da porco?
KenzoTenmaFRNSGL è stato attivo negli ultimi 10 giorni Invia un Messaggio Privato a KenzoTenmaFRNSGL 
Messaggio di KenzoTenmaFRNSGL (30/11/2009, ore 23:30)
Quello che intendevo è che sarebbe stato meno frustrante e più logico (lo è) pensare di diventare ricchi e non di tornare indietro nel tempo per rinascere ricchi.

Maria Antonietta la maggioranza dei francesi non l'ha neanche mai vista, quindi è difficile che le donne potessero aspirare alla sua bellezza ("Tu la conosci Maria?" "Maria chi? La Cucinotta?" "No, Maria quell'altra... la parruccona austrica, la regina." "Chi?"). Se ne sentiva parlare, si conoscevano più i comportamenti che il fascino.

Anche sulla Bellucci bisognerebbe andarci piano, perché potrebbe capitare di sentire una conversazione tra donne di questo tenore: "Oddio, ma chi è 'sto copertone?" "Non la riconosci, è la moglie di Vincent Cassel." "Madonna benedetta! E' che ha fatto di male nella vita per essersi ridotta così?" "L'attrice" "Porella..."

Dalla quale si capì che le due donne ambivano a diventare la moglie di Vincent Cassel, non come la moglie di Vincent Cassel.


Messaggio scritto da ShinXela (anonimo) il 30/11/2009 alle 23:40
@Kenzo: ai tempi di Maria Antonietta, non è che ci fosse una grandissima mobilità sociale e per un contadino era un po' difficile arricchirsi...comunque, il resto del tuo discorso contrappone nuovamente il concetto di ideale estetico dominante a quello di gusto personale, che possono essere tranquillamente contrapposti, e su cui ho scritto già a sufficienza ed evidentemente in modo poco chiaro, perchè mi sembra proprio di non essere capita. Ergo, mi arrendo.

Who are you? Who slips into my robot body and whispers to my ghost?
Limbes fa parte dello Staff AnimeClick.it Limbes è stato attivo negli ultimi 10 giorni Invia un Messaggio Privato a Limbes 
Messaggio di Limbes (01/12/2009, ore 10:26)
E fu così che Shin alzò bandiera bianca. Per sfinimento e non per convincimento, questo un po' mi dispiace, ché per esempio su Omero ci sarebbe da dire parecchio (il suo canone non era proprio uno ma forse un multicanone: vedasi Era, Afrodite, Diana - tre gemelle? Noo. E i suoi epiteti non erano escamotage retorici per ricordarsi il malloppo? Ceeerto).

Per il resto, alla prossima


Messaggio scritto da ShinXela (anonimo) il 01/12/2009 alle 13:30
@Limbes: io sono una persona disposta a rivedere tranquillamente le proprie posizioni, ma solo se ritengo che siano state messe in discussione da argomenti validi, cosa che non è avvenuta...sicuramente nemmeno io sono riuscita a insinuarvi qualche dubbio (difatti abbiamo instaurato un circolo vizioso in cui ribadiamo sempre le stesse cose). Su questo argomento non riusciamo ad arrivare un punto d'incontro, magari in un'altra occasione, chissà...Bye.


panapp è stato attivo negli ultimi 10 giorni Invia un Messaggio Privato a panapp 
Messaggio di panapp (01/12/2009, ore 14:21)
@KenzoTenmaFRNSGL: non ti rispondo male solo perché anche a me piace "Black Jack".

Coloro che sarebbero disposti a cedere le proprie libertà fondamentali per ottenere un po' di sicurezza temporanea non meritano né l'una né l'altra.
Debris fa parte dello Staff AnimeClick.it Debris è stato attivo negli ultimi 10 giorni Invia un Messaggio Privato a Debris 
Messaggio di Debris (01/12/2009, ore 15:47)
Avete fatto dei TRATTATI su questa storia!!

E io che pensavo si trattasse di adepti della religione rasta......


elsing è stato attivo negli ultimi 30 giorni Invia un Messaggio Privato a elsing 
Messaggio di elsing (03/12/2009, ore 00:32)
bella la batutra


lawliet forever registrato è stato attivo negli ultimi 10 giorni Invia un Messaggio Privato a lawliet forever registrato 
Messaggio di lawliet forever registrato (06/12/2009, ore 22:03)
cambia la generazione,cambiano le regole sociali,gli stereotipi,i modi di pensare,l'economia. come la storia ci ha sempre insegnato. è un precoesso evolutivo senza fine e noi lo dobbiamo lasciar correre. quindi significa che forse tra non molto i ruoli si invertiranno continuamente,e le carte in regola si rimescoleranno in maniera diversa.
secondo me le matrici di questo cambiamento sociale sono state due:
-la rivoluzione sessuale del '68;
-la rivoluzione femminile;
1)troppa libertà ha dato il via all'annullamento del proibito e alla repulsione del sesso;
2)la rivoluzione femminile ha causato lo sfogo della forza repressa delle donne,che ora prevalgono sugli uomini,sempre più timidi. i ruoli quindi sono cambiati,e a quanto pare noi uomini abbiamo perso la sfida.

(PARERE PERSONALE)

E' bello vivere liberi
Ness1 è stato attivo negli ultimi 10 giorni Invia un Messaggio Privato a Ness1 
Messaggio di Ness1 (16/12/2009, ore 20:47)
Che articolo mi sono perso ò_ò e che papiro di commenti è_è



Motore di ricerca interno al sito.
Cerca nel sito:
 
Non riusciamo a capire chi sei!
Inserisci i tuoi dati di accesso:



Non sei registrato?

Registrati!








Ricordati di me


Le schede Anime e Manga di AnimeClick.it.
Visita le seguenti schede Anime e Manga:

Forum Lista Anime Flash News


Sito Partners
















Utenti On-line: 449
Record: 735 Utenti (7/7/2008)