
La sensibilità degli uomini New Age è finalmente arrivata nella terra dei
salaryman. Ma c'è un dettaglio, una caratteristica importante in Giappone, che causa allarmismi sul calo delle nascite:
l'uomo moderno giapponese non sembra interessato alle donne e al sesso.
A Tokyo, nel weekend, l'area
trendy di Harajuku diventa un miscuglio di tribù urbane: le
goth lolita battono le loro ciglia finte, abbagliando col loro ribellismo.
Lontani da quest'estetica ormai superata dalle imposizioni, un esercito di dolci uomini con capelli stirati e jeans aderenti. Questi giapponesi sono i cosiddetti “
erbivori” (dalla frase giapponese “ragazzi mangiatori di erba”): eterosessuali, ma apparentemente poco interessati ai “piaceri della carne”.
Sono attratti dal silenzio, dalla vita meno competitiva, si concentrano sulla famiglia e gli amici, evitando i dettami del maschio
macho tradizionale giapponese.
Incluso
Yukihiro Yoshida, un ragazzo “ventenne-e-qualcosa”, studente di economia, che si autodefinisce erbivoro. “
Non prendo l'iniziativa con le ragazze, non parlo con loro”, dice arrossendo. “
Ben venga se una ragazza parla con me, ma da parte mia non faccio mai il primo passo”.
Diverse ricerche dichiarano che il 60% dei giapponesi dai vent'anni alla trentina si definisce “erbivora”. Il loro
Sex and the City è uno show televisivo chiamato
Otomen (ragazzo effeminato). Il protagonista è un esperto di arti marziali, il ragazzo più falso della scuola. Le sue passioni segrete sono il cucito, fare i dolci e rammendare vestiti per gli animali di pezza.
“
Nascondo la mia natura” dice nel primo episodio, identità che si cuce addosso segretamente nella sua stanza. “
In ogni momento sarò un uomo, un vero uomo giapponese”.
Ma che vuol dire? “
Non è da molto che gli uomini stanno diventando simili alle donne. E' l'idea della mascolinità che sta cambiando” dichiara
Kokobun Katsuhiro. Dalla sua posizione privilegiata a Gruzzle, grazie al proprio salone di bellezza di Harajuku,
Kokobun ne ha viste molte in fatto di nuove tendenze.
Negli anni ha visto sempre più persone venire nel suo salone, persone che definisce “
più modeste, con meno richieste, quasi passive; loro accettano quanto gli viene detto”. Ha notato che oggigiorno domandano più trattamenti tipicamente femminili. “
Facciamo sopracciglia e trattamento del viso per uomini”, dice sorridendo. “
Il rimodellamento delle sopracciglia è molto in voga tra gli studenti del liceo”.

Quindi, non è una coincidenza se le sopracciglia di
Sekine Yasuhito sono modellate perfettamente. Il cambiamento dei gusti è ciò che gli interessa di più in questo periodo. Lavora per un internet service provider e opera nel
Sweets Club, un gruppo online per uomini a cui piacciono i dessert. Operativo da gennaio, ha già mille membri iscritti (online e di persona), che dibattono sulle virtù delle diverse merendine alla fragola. E' qualcosa che
Sekine definisce impensabile fino a vent'anni fa. Folgorato dalla sua voglia, assaggia la dolce gelatina di pesche, lodandola. Non è così forte come la gelatina al caffè alla crema (un gusto da veri uomini, se mai ne è esistito uno), etichettandolo “retro”. Pensa che il suo dessert club mostri come i giovani giapponesi asseriscano la loro individualità, riflettendo il loro cambio di valori rispetto al boom giapponese degli anni 80.
“
Una volta (negli anni 80 appunto),
gli uomini giapponesi erano più passionali e aggressivi, ma ora queste caratteristiche sono disprezzate. I nostri membri hanno una personalità mite, dicono ciò che gli piace senza pregiudizi, non sono limitati dalle aspettative” dichiara
Sekine, che si autodefinisce erbivoro. “
In quei tempi a molti uomini piacevano i dessert, ma era una cosa da sfigati. Agli uomini tosti piacevano l'alcol o i cibi speziati. Ho scoperto che a mio padre piacevano i dessert, ma non si è mai fatto beccare”.
La maggior esperta di erbivori,
Maki Fukasawa, crede che siano nati dall'ultima disastrosa decade di economia stagnante. Ha battezzato così la tribù nel 2006 e recentemente ha scritto un libro intitolato
Generazione Erbivori, in cui li suddivide in 23 sottocategorie distinte. Sostiene che siano una ribellione verso la generazione di impiegati dei loro genitori, consci di girar le spalle ai canoni vigorosi e consumistici della loro epoca.
“
Provano una sorta di repulsione verso le generazioni più vecchie”, dice
Fukusawa. “
Non vogliono avere il loro stile di vita, e il loro impatto sull'economia è molto grosso. Ora fanno molta notizia per via delle basse vendite, specialmente sui prodotti statali quali automobili e alcolici”.
Dice che il loro avvento porterà cambiamenti positivi: magari hanno meno senso competitivo, ma hanno un forte senso di comunità e di famiglia, cosa che a loro è venuta a mancare crescendo.
“
In un certo senso, i loro padri trascurano le loro famiglie. Erano così immersi nello stile di vita dell'impiegato giapponese, uscendo ogni notte col loro capo, che gli erbivori si chiusero nei loro famigliari e amici”, dice
Fukusawa.
Ma c'è paura per la finanza e l'impatto sociale degli erbivori. Il loro basso livello di acquisto e la mancanza d'interesse per il sesso invoca due dei più grandi problemi del Giappone: l'economia senza luce e il declino delle nascite. Amano essere amici con le donne, ma per molti di loro nulla di più.
Per le strade di Harajuku,
Alex Fujita spiega perché non gli interessa parlarci più: “
Ormai le donne hanno molta più istruzione e si immergono nel lavoro. Le donne ora fanno paura”.
E, logicamente, c'è anche un'etichetta per il potere lavorativo economico al femminile, donne che sanno ciò che vogliono, “
donne carnivore”.
Con gli uomini erbivori e le donne carnivore, sembra che la terra dei samurai, lottatori di sumo e delle geisha si affacci a uno scenario totalmente nuovo.
5) Messaggio scritto da
Cesare (anonimo) il 27/11/2009 alle 21:13
Ecco perchè le donne giapponesi sono interessate ai maschietti occidentali!!! Mi sa che se veramente quet'anno vado in Giappone d'estate, me ne torno con la moglie!!!
17) Messaggio scritto da
Densetsu (anonimo) il 28/11/2009 alle 00:31
Proprio l'emancipazione della donna causa la ritirata degli uomini nippo. Tenendo anche conto delle pressioni della società giapponese...leggere quello che è scritto nell'articolo non mi meraviglia.
Dall'altro lato abbiamo poi gli Host Club e i vari locali tipo Maid Cafè ... che tristezza. E pensare che le ragazze giapponesi sono uno spettacolo!

18) Messaggio scritto da James (anonimo) il 28/11/2009 alle 00:44
Questa situazione è figlia di quello che sta avvenendo da anni nel mondo.Il femminismo ha preso il totale sopravvento, i maschi sono sempre più discriminati, come pensate che possano crescere le generazioni future in un clima sempre più ostile verso il proprio sesso?In un mondo dove se 6 uomo sei praticamente uno schiavo,carne al macello, mentre se sei donna ricevi tutti gli aiuti e i privilegi possibili (vogliamo contare quante campagne di raccolta fondi per aiutare le donne esistono?Oppure come si parli sempre di "violenza sulle donne" al posto di parlare di violenza in generale, come se ammazzare un uomo sia cosa giusta da fare; o anche come non parlare delle leggi sui divorzi, oppure delle pene leggerissime che ricevono le donne rispetto a quelle degli uomini[esempio,stesso crimine, uomo ergastolo, donna 4 anni]).Io sinceramente non riesco più a guardare un TG senza sentirmi immediatamente discriminato (bello sentire "1000 morti, di cui 200 donne" beh certo gli altri 900 son talmente poco importanti,non hanno nemmeno un sesso).Ma è molto bello anche vedere che in discoteca IO DEVO PAGARE, tu donna no, 6 speciale, sei superiore vero?
Che schifo di mondo.....

25) Messaggio scritto da
Antonio. (anonimo) il 28/11/2009 alle 02:36
Io sono un tipo piuttosto maschilista, invece. Secondo me il problema degli erbivori sono gli ormoni contenuti nelle gelatine
39) Messaggio scritto da ShinXela (anonimo) il 28/11/2009 alle 13:39
Ma chi ve l'ha detto che tutte le giapponesi vogliono il fidanzato occidentale? bel pregiudizio anche questo...quelle che abbordano gli stranieri a Ropponji o su qualche chat sono quelle che, per l'appunto, mirano allo straniero, quindi solo uno specifico campione che non è rappresentativo di tutta la popolazione femminile giapponese!

40) Messaggio scritto da maschilista molesto (o MM) (anonimo) il 28/11/2009 alle 13:53
Pazzesco! La parità sessuale è sempre più un'utopia! Come dovrebbe essere possibile che io, uomo, per non essere considerato uno stronzo maschilista che vuole tutte le donne a pecorina, dovrei perdere la mia autostima e la mia stessa identità maschile per diventare più simile alla "Grande Dea" Donna! Ma non esiste proprio! Non esiste un sesso superiore all'altro, ed il tendere a somigliare all'altro sesso per ottenere più rispetto da esso (perché mi sembra proprio questo che stanno cercando di ottenere codesti erbivori). Frasi come “Ben venga se una ragazza parla con me (traduzione: "quale grande onore!"), ma da parte mia non faccio mai il primo passo (traduzione: "non sono degno di parlare ad una donna a me superiore")” non mi sembrano nient'altro che manifestazioni di puro servilismo! Non dovrebbe esserci nulla di male nel dire di essere maschi ed orgogliosi di esserlo; così come le femmine non dovrebbero vergognarsi di essere femmine e cercare a tutti i costi di appropriarsi degli atteggiamenti aggressivi e prevaricatori "maschili". E non voglio assolutamente sentire nemmeno nominare l'emerita stronzata del maschio che picchia la donna per sentirsi più maschio! Se un maschio picchia, picchia sia donne che uomini, ed anche animali e distributori di sigarette, non fa alcuna differenza! E questo vale anche per la femmina (anche se generalmente non se ne parla o non se ne vuole parlare mai). Urge una netta distinzione tra il maschio e lo stronzo prevaricatore, perché queste categorie non sempre si identificano l'uno con l'altra! Sento sempre molte ragazze (abbastanza vittimiste, a mio avviso) che dicono che in questi tempi moderni la femmina si stia riprendendo la sua rivincita sul maschio (o meglio il prevaricatore) dopo svariati millenni di sottomissione: ed ogni volta che lo sento mi girano letteralmente i cosiddetti. La maggior parte di coloro che hanno conquistato poteri e privilegi si sono sempre presi la libertà di abusare (non solo sessualmente) di chiunque abbiano potuto soggiogare, maschi e femmine che siano. E chiunque abbia studiato un minimo di storia sa che molte sovrane donne non sono state per niente meno spietate dei sovrani uomini. E se le donne ci hanno messo così tanto per arrivare alla loro rivoluzione in tempi recenti è per forza colpa dell'oppressione maschile? Storicamente, la donna antica è stata spesso eccessivamente passiva e servile e trasmetteva questa passività anche alle successive generazioni di donne. È una passività simile a quella degli erbivori giapponesi, se ci pensate. Anche loro, adesso si aspettano di essere usati ed abusati dalle donne (che non perderanno di certo questa grande occasione) e magari si aspettano pure che scrivano poesie amorose per loro, li coccolino e li vizino, finché un giorno non si stuferanno e pretenderanno di ribaltare nuovamente la situazione. Il rapporto di amore-odio tra uomo e donna è destinato ad essere una ruota che gira all'infinito: non vi preoccupate, donne, il fatto che di questi tempi si parli così tanto delle violenze che subite e non gliene freghi niente a nessuno delle scorrettezze e bassezze che commettete nei confronti di noi uomini (soprattutto quelli che commetterebbero crimini per avere il vostro affetto, che è tutt'altra cosa rispetto ad una sbirciatina ai vostri sacri peli pubici) è già di per sé un chiaro segnale di fumo della vostra vicina salita al potere. La vostra battaglia sarà vinta e butterete noi maschi in cucina, ma la storia si ripeterà ancora ed ancora.... Non c'è spazio per la parità sessuale e la presenza di "onnivori" per una specie come la nostra (umana) che vive solo di conflitti. Ahinoi! Ahituttinoi!

41) Messaggio scritto da ShinXela (anonimo) il 28/11/2009 alle 14:22
@Maschilista molesto, il tuo messaggio ha più contraddizioni di quante siano le stelle in cielo, non c'ho capito 'na mazza, ma fa niente...un solo appunto:
>non dovrebbero vergognarsi di essere femmine e cercare a tutti i costi di appropriarsi degli atteggiamenti aggressivi e prevaricatori "maschili".
Secondo te una donna è aggressiva per copiare i maschi? Ma per piacere, io sono aggressiva di mio perchè mi "disegnano così", non sono l'imitazione di nessuno...solo me stessa!

44) Messaggio scritto da maschilista molesto (o MM) (anonimo) il 28/11/2009 alle 15:18
Ragazza, se sei aggressiva perché fa parte del tuo carattere o perché ti disegnano così è un'altra storia, ma non si può ignorare che molte delle tue simili recitino la parte della "maschiaccia balorda" per tenere testa ad altri "maschi balordi" ed anche per differenziarsi (spesso peccando di superbia) dalle altre "femminucce senza spina dorsale che se lo fanno mettere in quel posto da tutti". Così come fanno i maschi, anche voi ragazze spesso cercate di incarnare lo stereotipo che vi dà più vantaggi a livello sociale, rinunciando a farvi accettare per il vostro vero carattere. Se sei fedele a ciò che senti di essere veramente e non hai mai sentito il bisogno di indossare una maschera, buon per te: ti fa onore! Meriti più rispetto tu di tanti lupi travestiti da tenere pecorelle che infestano questo mondo (erbivori giapponesi compresi, se permetti sono abbastanza scettico al riguardo).
P.S.: affermare che nelle mie parole ci siano innumerevoli contraddizioni e successivamente dire di non avere capito niente di quelle parole (non vorrei dire una boiata colossale) dovrebbe essere anch'essa una contraddizione.
P.P.S.: gli stereotipi che ho evidenziato con le virgolette sono comuni pregiudizi sui sessi che ho elencato solo per esprimere sarcasticamente il mio disprezzo per essi. Lo dico giusto per evitare incomprensioni.

46) Messaggio scritto da ShinXela (anonimo) il 28/11/2009 alle 15:41
@Maschilista molesto: non ho capito quale sia la tesi che stai sostenendo, proprio in quanto piena di contraddizioni.
Sembra che tu sostenga che esiste una parità dei sessi, poi però affermi che un ragazzo "erbivoro" è tale in quanto copia le donne, ed una donna aggressiva è tale in quanto cerca di scimmiottare gli uomini. In sostanza, sembri ritenere che ci siano certi comportamenti tipici di un sesso piuttosto che di un altro, contraddicendo quindi la tesi che sembreresti voler avvallare sulla parità sessuale. Non mi contraddico per niente se affermo di non aver compreso qual è la tua effettiva teoria, viste le contraddizioni evidenziate.
Chi ti dice che le donne sono diventate caratterialmente più aggressive per copiare gli uomini? Non è più probabile che, visto che ora sono molto più attive nella vita sociale di quanto non lo fossero in altri tempi, siano state costrette a "farsi le ossa" per la naturale necessità di affermarsi ed ottenere rispetto, prorpia di qualsiasi essere umano, uomo o donna che sia, che ha da sopravvivere in una società complessa e ultracompetitiva?
Ti contraddici perchè mentre sostieni che ci dovrebbe essere parità tra i sessi, e che certi assunti sui comportamenti tipicamente maschili e femminili sono solo stereotipi, nel frattempo legittimi quegli stereotipi affermando nel momento in cui affermi che un uomo che si depila lo fa per emulare una donna, ed una donna che si comporta in modo aggressivo lo fa per emulare un uomo, come se certi comportamenti fossero stati confezionati appositamente ad uso e consumo esclusivo di uno dei due sessi.
Io direi: lasciamo che la gente faccia quello che si sente, a prescindere dal suo sesso, senza stare sempre a puntare il dito, magari nel disperato tentativo di difendere certi privilegi derivanti da un determinato status quo...è l'unica strada per una società davvero equa e libera.

50) Messaggio scritto da ShinXela (anonimo) il 28/11/2009 alle 18:16
@Ryogo: io di testimonianze su questo tema ne ho lette a valanga, e sono arrivata alla conclusione che la tesi più verosimile sia quella che l'interesse per lo straniero sia qualcosa che riguarda alcune, non tutte (mi sembra anche logico, i fiori si prendono a mazzo, non le persone).
Non ho citato casualmente Roppongi: quello è il posto dove si riuniscono prevalentemente le ragazze con un vivo interesse per gli stranieri, dato che lì è pieno, e che di solito padroneggiano piuttosto bene l'inglese. La preferenza specifica per gli italiani mi sa tanto da pregiudizio pompato a tavolino dal maschio italico, che si crede l'essere più desiderato dalla "fauna femminile" mondiale...poveri noi.

52) Messaggio scritto da ShinXela (anonimo) il 28/11/2009 alle 18:29
Tra l'altro, dovrebbe essere ormai chiaro a chi si interessa almeno un pochino di Giappone, che le donne giapponesi adorano l'uomo efebico: avete mai visto gli idol? Secondo voi il loro look è così effeminato "tanto per"? Vi siete mai chiesti perchè negli shojo i ragazzi non sono dei tipi palestrati, come vanno di moda da noi, quanto piuttosto magrissimi ed effemminati? Avete mai visto qualche video sugl Host Club? Avete presente il look degli host? E quei ragazzi costituiscono l'uomo ideale per molte delle loro connazionali, disposte a pagare cifre astronomiche per passare un po' di tempo in compagnia con questi ragazzi. Gli erbivori in realtà si stanno adattando ad un canone maschile, "dolce e kawaii", che alle ragazze nipponiche piace. E voi mi dite che TUTTE le giapponesi diventano matte per i pelosissimi omaccioni europei...No, non è esattamente così, almeno non per tutte.

53) Messaggio scritto da ShinXela (anonimo) il 28/11/2009 alle 18:33
@Ryogo: ti ripeto che le chiacchiere delle tue conoscenze entrano in massiccio contrasto con l'idea che mi sono fatta accedendo ad una grande quantità di fonti diverse (saggi sociologici, documentari, blog di giapponesi/stranieri che hanno vissuto/vivono in Giappone, etc.), quindi mi dispiace ma resto del mio parere, molto più equilibrato.

54) Messaggio scritto da maschilista molesto (o MM) (anonimo) il 28/11/2009 alle 18:50
@ShinXela: scusami se forse la mia descrizione della "parità sessuale" non era perfettamente chiara, quindi permettimi di darmi un'altra possibilità di spiegarti correttamente cosa diavolo ho cercato di dire finora. Per come la vedo io, la parità dei sessi non si raggiunge facendo rassomigliare donne e uomini tra di loro nell'aspetto e nel comportamento ma insegnandoli a rispettare le proprie reciproche differenze (sì, mi dispiace, ma esistono delle differenze). Non si può raggiungere un compromesso tra i sessi, negandone l'esistenza. Se lo scopo della parità sessuale fosse davvero quello di spogliare uomini e donne delle loro identità sessuali ed uniformarci per diventare tutti degli esseri androgini ed asessuati, la specie umana si estinguerebbe. Sono d'accordo che la gente dovrebbe fare quello che si sente ma cadi in errore se pensi che la gente faccia sempre quello che vuole. Io, personalmente, non credo che gli erbivori siano felici di essere diventati tali: hanno sentito questa esigenza solo per essere accettati dall'altro sesso. Se tale non fosse, il 60% dei jappi finirebbe per non accoppiarsi e scusami se lo dico ma le possibilità che questo avvenga sono veramente risibili. Quei poveri ragazzi vivono in un paese dove il materiale "okazu" (tutto ciò che può essere usato a scopi onanistici, dai semplici calendari al materiale erotico) porta alla loro economia un fatturato spaventoso. Per non parlare del terrore che le donne provano per i tristemente noti "chikan", i molestatori che si trovano spesso appostati in treni e autobus. Ciò ha portato facilmente al pensiero comune che i maschi giapponesi siano tutti dei pervertiti. Ed infatti le statistiche dicono che il Giappone è uno dei paesi in cui si hanno meno rapporti sessuali, proprio perché c'è una grave mancanza di fiducia tra le ragazze, sentitesi trattate da oggetti, e i ragazzi, passati per eterni pervertiti. La figura dell'erbivoro è una risposta a questo fenomeno, affinché le ragazze tornino a provare interesse per l'altro sesso. Infatti, al contrario di quanto hanno affermato molti altri utenti, le donne carnivore dell'articolo non sono descritte come morte di ca**o ma più che altro viene evidenziato il loro attaccamento alla carriera e al successo, proprio perché stimolate a distruggere l'ideale di donna-oggetto-da-masturbazione e ad essere apprezzate anche per qualità non estetiche. Ecco perché credo che questa figura dell'erbivoro giapponese sia assolutamente menzognera ed ipocrita. Può mascherarsi con grembiulini e nastrini quanto vuole, ma finché avrà ancora quel coso attaccato in mezzo alle gambe, i suoi ormoni continueranno ad influenzarlo e a spingerlo alla riproduzione. Non possiamo scappare dalla nostra stessa natura. La parità non si raggiunge con queste false figure ma dall'accettazione reciproca: se io voglio essere un maschio carnivoro (ammettendo per ipotesi che le definizioni di "carnivoro" ed "erbivoro" esposte nell'articolo abbiano un senso) ma non sono uno stronzo prevaricatore (che non è la stessa cosa) che vuole "mangiarsi" le femmine con la forza, perché mi dici che dovrei essere discriminato e sfavorito nei confronti dei maschi erbivori? Ma soprattutto chi lo dice che io non possa provare sinceramente affetto e rispetto come si suppone facciano gli erbivori? E la stessa cosa vale anche per le ragazze carnivore che snobbano i presunti perversi maschi carnivori per gli apparentemente più manipolabili erbivori. Alla fine non si tratta più di disparità esclusivamente tra maschi e femmine ma anche "tra" i maschi e "tra" le femmine. Ecco, perché la parità sessuale purtroppo è un'utopia (ho detto che sono a favore ma non ho detto che sia raggiungibile): perché non tutti riescono ad apprezzare equamente sia i piaceri della carne (l'attrazione sessuale e il fascino erotico) e la gentilezza dell'erba (la capacità di provare affetto e rispetto per gli altri) con i giusti compromessi. Tu, per esempio, hai fede nella tua aggressività e credi che questa abbia permesso alla donna di acquisire rispetto nel corso della storia. Ma solo perché c'è stato qualche stronzo prevaricatore di troppo, non significa che l'uomo non abbia mai apprezzato la gentilezza, la cortesia e l'intelligenza femminile (i poeti stilnovisti scrivevano poesie d'amore solo perché erano TUTTI dei morti di fi*a?? Le varie regine e zarine hanno dovuto TUTTE aprire le gambe alle persone giuste per arrivare dove sono arrivate??). Se uno non è uno stronzo prevaricatore ed è dotato di un minimo di sensibilità, prova anche piacere a confrontarsi con tale ragazza gentile, ad apprezzarla e rispettarla per quello che é, e a sedurla senza ledere alla sua dignità umana. Anche la ragazza sensuale e seduttrice (da non confondere con la velina) è affascinante perché di solito ("di solito", perché esistono appunto eccezioni come la velina, che qualcuno vuole farcela passare per donna ideale) è una ragazza che sa essere intelligente, volenterosa e dalla mentalità aperta (ma non per questo priva di sentimenti). Penso che il fraintendimento sia dovuto dal fatto di aver fatto sembrare di ammettere la verità delle equazioni "maschile = carnivoro" e "femminile = erbivoro", quando non era assolutamente nelle mie intenzioni. Ciò che io credo è che, a prescindere dal sesso, dovremmo accettare sia carnivori che erbivori, invece di esaltare uno e demonizzare l'altro. Ma, soprattutto, non dovremmo fingerci l'uno per accattivarci l'altro: riusciresti a provare veramente affetto per una persona che ti mente di continuo e continua a raggirarti con i suoi discorsi ipocriti? Io credo di no. Per questo, tale atteggiamento è deleterio per il rapporto di fiducia tra uomo e donna e di conseguenza per la parità sessuale!

56) Messaggio scritto da ShinXela (anonimo) il 28/11/2009 alle 19:47
@maschilista molesto: la tua posizione ora mi è chiara, ti ringrazio. Tuttavia essa si fonda su un assunto di base che non potrò mai condividere, ovvero ill fatto che esistano inconfutabili differenze tra uomo e donna, di cui tutti dovremmo pacificamente prendere atto. Per me le uniche differenze sono quelle anatomiche, che incidono solo in minima parte nella formazione della personalità, la quale dipende da come il carattere individuale entra in relazione con gli stimoli ambientali. I ruoli sociali dell'uomo e della donna sono un prodotto fondamentalmente culturale, ed è per questo che nel corso dei secoli si sono evoluti, e continuano a farlo. Se come sostieni tu, ci fossero delle innegabili differenze che sanciscono qual è il modo "giusto" in base al quale un uomo ed una donna dovrebbero essere, non avremmo assistito storicamente a questa evoluzione. Ergo, non ci sono barriere alla flessibilità dei comportamenti umani che non siano quelle imposte culturalmente.
P.S. Io ho forgiato un carattere combattivo non perchè penso che una donna debba essere tale per competere con gli uomini, ma semplicemente come reazione adattiva al mio lavoro, dove mi è molto utile. Come vedi, non c'entra il fatto di essere un uomo o una donna,ma soltanto la mia sopravivenza in ambito lavorativo. Ciao.

60) Messaggio scritto da @ShinXela (anonimo) il 28/11/2009 alle 20:42
@Kenzo: guarda che io non stavo omologando i gusti delle donne giapponesi, generalizzando come fa, a mio avviso, chi sostiene che vadano tutte a caccia dello straniero, bensì parlando di *canone estetico dominante*, ed evidenziando come questo non vada esattamente a braccetto con l'aspetto degli uomini occidentali. Che non tutte le ragazze giapponesi sbavino per gli idol lo spero bene, ma che quello sia il prototipo dominante di bellezza maschile non ci piove.

63) Messaggio scritto da ShinXela (anonimo) il 28/11/2009 alle 22:04
@Kenzo: non capisco come queste tue ultime considerazioni si colleghino col mio discorso...Io ho detto soltanto che il canone estetico dominante maschile, in Giappone, è quello dell'uomo effeminato, e non ho espresso considerazioni morali a tal proposito, come definire questo modello peggiore o migliore del nostro. Che piaccia o meno, da loro va di moda quel genere di bellezza maschile, ed un ragazzo che voglia sembrare carino, tenderà a curasi in modo da somigliare agl idoli delle ragazzine. Non mi sembra che siano meccanismi sociali tanto strani, è quello che succede anche da noi, solo che i nostri canoni estetici dominanti sono differenti.
Ti consiglio di dare un'occhiatina qui
http://grandebanzai.blogspot.com/2009/03/la-bellezza.html
Mi sembra moooolto indicativo il fatto che ci sia una francese a scegliere la candidata giapponese da mandare a Miss Universo, che valuta i requisiti secondo gli standard "internazionali" dominanti, e così ci manda una Riyo Mori, quando un giapponese medio ci manderebbe una eterna lolita come Aya Hirano, che per quanto carinissima, coi suoi 158 cm non è il genere di donna che può essere presentata ad una giuria internazionale che deve scegliere tra una sfilza di stangone...
E ora uno sguardo agli uomini
http://grandebanzai.blogspot.com/2009/03/gli-uomini-amati-in-giappone.html
Lana ci ricorda che non è che ci sia un'avversione per i muscoli, logico che poi ci sia una pluralità di gusti tra le persone, come da noi, soltanto che c'è una generale preferenza per i lineamenti effemminati!

64) Messaggio scritto da maschilista molesto (o MM) (anonimo) il 29/11/2009 alle 00:14
@ShinXela: il discorso che mi hai esposto prima, in teoria, è anche giusto ed in parte lo condivido. Ma nella realtà dei fatti, uomini e donne vengono discriminati sessualmente (e bene o male dovremmo averlo tutti sperimentato) e per evitare ulteriori discriminazioni, in molti casi, dobbiamo accettare di avere delle identità ben definite. Così come gli "erbivori" vogliono farsi rispettare dall'altro sesso con la loro nuova faccia (o maschera), così anche i non erbivori devono reclamare il diritto di non essere lasciati in disparte e soccombere alla nuova moda (e quindi a nuove discriminazioni). Io non dico che non si possa negare l'esistenza di un ruolo definito per i sessi ma non possiamo negare che il nostro contesto socio-culturale abbia creato delle idee generiche che ci hanno bollatto come maschi y e femmine x. Le differenze che si sono create, come ben sai, non sono concrete: sono luoghi comuni, pregiudizi, stereotipi. Purtroppo, per non vivere come degli emarginati siamo costretti a sceglierci queste differenze per crearci la nostra identità. Per esempio, io mi sento un maschio eterosessuale non prevaricatore, ma nel contesto in cui vivo un maschio che non sia prevaricatore è definito come un "diverso" con le relative conseguenze. Questo perché ho scelto un ruolo "sbagliato" nel contesto in cui vivo. E a questo punto l' "evoluzione" di cui mi hai parlato mi sembra del tutto estranea al contesto in cui vivo. Sembra che questa evoluzione non sia stata poi così globale come credevi. Peccato.
P.S.: Anche tu ammetti che il tuo ambiente di lavoro favorisce la figura che hai scelto di interpretare, e se tu stessa sei quella figura, buon per te. Auguri. Se davvero riesci a vivere rimanendo fedele a te stessa, non potrei far altro che invidiarti.
Sperando in una nuova evoluzione che favorisca la parità sessuale ma meglio ancora la sanità mentale della popolazione mondiale, ti porgo i miei saluti.

69) Messaggio scritto da ShinXela (anonimo) il 29/11/2009 alle 09:46
@Kenzo: continuo a dissentire totalmente dalla tua posizione che contesta l'idea dell'esistenza di un canone estetico dominante in un certo contesto storico-temporale; continui a sostenere che le persone, prese singolarmente, hanno gusti differenziati, questo è ovvio ma non toglie il fatto che in ogni società, in ogni epoca, si "impongano" dei modelli di bellezza che dominano l'immaginario collettivo.
Qui da noi, attualmente, la "bella" donna è quella alta e snella, e se una tipa va ad un concorso di bellezza per essere accettata deve rispondere a quei canoni, capisci? In altre epoche invece, i quadri ci testimoniano come l'ideale di bellezza femminile fosse rappresentato dalle curve abbondanti, che noi attualmente giudicheremmo "troppo abbondanti". Secondo te, se uno oggi deve pensare ad una bella donna, gli viene in mente la Bellucci o la Venere botticelliana? A qualcuno forse verrà in mente la seconda, ma alla maggioranza dovrebbe venire in mente la prima. Che ognuno abbia i propri gusti, scusami se mi permetto ma è la scoperta dell'acqua calda, ed io non sto contestando questo, ma solo sostenendo come, ad ogni latitudine ed in ogni epoca, si affermino socialmente determinati caratteri che vengono usati come parametro di bellezza. E' ovvio che, ai nostri giorni, questi modelli si diffondono soprattutto tramite i mass media, ma questo non significa che non siano a sua volta lo specchio di dinamiche che si vanno affermando all'interno della società, tramite l'interazione di diversi fattori.
"Canone estetico dominante" non vuol dire che a tutti debba piacere lo stesso genere di persona, ma solo che esiste un metro comune in base al quale una persona è considerata bella. Qui da noi un obeso secondo te è considerato bello? No, non lo è, secondo il canone estetico dominante. Ciò non toglie che uno possa incontrare una persona obesa ed innamorarsi follemente di lei, ma questo non cambia quelli che sono i requisiti richiesti dalla nostra società occidentale attuale per essere giudicati "belli". La bellezza è un concetto assolutamente relativo, che varia nel corso del tempo...tra una ventina d'anni magari saremo in una situazione di malnutrizione tale, conseguente ad una prolungata depressione economica, che il canone di bellezza dominante sarà quello di una persona in sovrappeso.
Tu sostieni che quello che io chiamo "canone estetico dominante" è solo un'invenzione dei mass media; nessuno nega il ruolo che oggigiorno svolgano nell'elaborare, divulgare e cimentare, per ovvi scopi commerciali, certi canoni estetici, ma ciò non significa che i fautori di questi canoni siano esclusivamente dei pubblicitari che se li inventando di sana pianta prescindendo totalmente da quelle che sono le tendenze che si affermano in una certa società, come prodotto di diversi fattori, endogeni ed esogeni.
Se fosse come sostieni tu, ovvero che è tutta una mera invenzione dei pubblicitari, l'ideale di bellezza sarebbe un concetto estremamente recente e proprio solo della moderna società capitalista, cosa che non è assolutamente. Anche nelle società tribali, esiste un proprio canone di bellezza (pensa al modo in cui si abbelliscono uomini e donne tramite anelli e tatuaggi); come sostenevo nel mio precedente messaggio, in Europa una volta veniva apprezzata la donna tondetta; nella Cina e nel Giappone tradizionali, l'ideale di bellezza femminile era rappresentato da una donna con la pelle bianchissima, e no, questo requisito non era stato imposto da qualche pubblcitario, ma era il riflesso di una condizione sociale. La pelle bianca infatti era propria delle donne nobili, contrapposta a quella bruna delle contadine. L'ideale di bellezza quindi era fortemente collegato allo status sociale, e questa caratteristica della pelle bianca è un retaggio culturale che sopravvive ancora, in una certa misura, in quei Paesi, tant'è che non è affatto inusuale vedere delle ragazze che vanno a spasso con l'ombrello in una torrida giornata estiva per proteggere la loro pelle dai raggi solari.
A tal proposito, ti invito a questa interessante lettura
http://www.associna.com/modules.php?name=News&file=article&sid=621
Ho capito che per te la sociologia, l'antropologia sono str*nzate...vabbè, libero di pensarla come vuoiì, io invece riconosco la legittimità di queste discipline, che si servono di indagini empiriche al pari di altre scienze; non è che gli studiosi arrivino a certi risultati sulla base di quello che si sognano la notte, per quanto il comportamento umano sia un oggetto di indagine alquanto complicato e difficilmente quantificabile.

oddio O_O questa frase mi fa pensare a troppe cose contemporaneamente di cui una parte non possono essere espresse lol
no mi dispiace ma su questo punto non posso che dissentire pesantemente. un famoso aforisma recita: "le cose buone a questo mondo o sono illegali, o sono immorali o fanno ingrassare".
ecco, ritenendo che il sesso non è assolutamente immorale, è l'unica cosa che penso vada fatta il più spesso possibile perchè fa solo bene (e tanto, dichiarazioni di scenziati e dottori alla mano).
ahi ahi poveri giapponesi!