Mamoru Oshii è conosciuto in Giappone e all'estero come il regista che, partendo da Ghost in the Shell, primo film tratto dal manga di Masamune Shirow nel 1995, fino al recente The Sky Crawlers (2008), ha spesso fornito un’immagine cupa del futuro dell'umanità. Recentemente il regista nipponico ha presentato il suo ultimo live action, Assault Girl e, per l'occasione, ha rilasciato un'intervista al Japan Times in cui descrive in breve il proprio lavoro.
Tra le varie opere di Oshii, un posto d'onore merita proprio Ghost in the Shell, in cui lo spettatore viene immerso in un mondo dove la nanotecnologia ha compiuto passi da gigante, portando alla quasi totale ibridazione tra essere umano e macchina. In questa realtà, che ricorda molto una versione futuristica di Hong Kong, il Maggiore Motoko Kusanagi, donna cyborg con corpo e cervello completamente cibernetici (tranne che per alcuni tessuti neurali), si ritroverà invischiata nel caso del “Signore dei pupazzi”, geniale quanto misterioso hacker in grado di introdursi nella zona più remota dei cervelli sintetici e prenderne il controllo.
L'ultimo suo lungometraggio animato è, invece, The Sky Crawlers, in cui viene mostrato un presente alternativo nel quale alcuni ragazzi chiamati “kildren” sono modificati geneticamente e destinati a vivere un’eterna adolescenza, senza mai invecchiare, consapevoli che ogni giorno potrebbe essere il loro ultimo giorno perché costretti al ruolo di pedine in un gioco di guerra organizzato dagli adulti. Di fronte alla loro realtà essi vivono molto intensamente la propria vita, giorno per giorno.
Oshii, in realtà, ha anche un lato per così dire giocoso, che ha avuto modo di mostrare in due anime pubblicati nel biennio 2006-2007 e in due live action da lui diretti e prodotti. Negli anime i protagonisti della storia sono dei truffatori che amano mangiare nei fast-food, scappando via senza pagare. Dei live action, invece, uno è quello girato come contributo all'antologia del 2003 “Five Bullets on Killers”, in cui un'assassina armata di pistola calibro 50 si ingozza di cibo in un discount nell’attesa del suo bersaglio, ma stando ben attenta alle etichette e, soprattutto, alle calorie. Un'opera in grado di riunire le tre grandi passioni del regista nipponico: belle ragazze, trash food e armi.
L’altra opera, Assault Girls, è un corto realizzato per la raccolta del 2008 “Kill” e concepito come seguito di Assault Girl, corto del 2007 contenuto in “Shin onna tachiguishi retsuden” (Le donne del fast-food). Episodio privo di una vera e propria trama, il live ha per protagonisti due angeli (Yoko Fujita e Rinko Kikuchi) che combattono un’incredibile battaglia in un deserto interamente realizzato in computer grafica.
Nel seguito cinematografico appena realizzato, invece, tre giocatrici, Gray (Meisa Kuroki), Lucifer (Rinko Kikuchi) e Colonel (Hinako Saeki), si aggregano a un certo Jager (Yoshikatsu Fujiki) per dare la caccia alle suna kujira (balene di sabbia), enormi mostri che si muovono agilmente sotto la cenere vulcanica. Un’ambientazione ripresa dal mondo virtuale e privo di colori creato per la prima volta in Avalon (2001), il primo film con veri attori di Oshii; qui i giocatori (o meglio, i loro avatar) si cimentavano in battaglie high-tech con conseguenze letali nel mondo reale. I personaggi principali di Assault Girls e le loro armi sono chiaramente ispirati alle opere menzionate.
Nell'intervista resa al Japan Times, Oshii descrive la genesi di Assault Girls come una sorta di processo di progressivo assemblaggio, privo cioè di un vero e proprio schema principale: “Mentre sono impegnato nella realizzazione di un film, di solito penso già a come farne un altro, anche quando sono sul set. Mi ricordo le idee e quando ho una nuova possibilità per fare un film le uso, con gli stessi personaggi e lo stesso mondo”.
In Assault Girls l’obiettivo di Oshii era quello di creare un live action fantasy del tipo che raramente ritroviamo nel cinema nipponico: “Questo tipo di ambientazione fantasy si trova spesso nei videogiochi e negli anime, ma altrove è scarsamente utilizzata”. Il motivo? Hollywood produce tutti i live action fantasy di cui i giapponesi sembrano aver bisogno, un esempio è fornito dai recenti successi de Il Signore degli Anelli e di Harry Potter. “È praticamente impossibile avere un margine di profitto con un film fantasy fatto con attori e attrici giapponesi”, conviene il regista.
Invece di andare lui stesso a Hollywood (“Sono troppo lenti, qui in Giappone posso fare cinque nello stesso tempo in cui a Hollywood ne farebbero al massimo uno”), Oshii ha eliminato da Assault Girls tutti quegli elementi riconducibili allo stile giapponese, dal paesaggio lunare, all’utilizzo di un copione in buona parte composto da dialoghi in inglese.
“Non voglio attrici che hanno su di loro l'odore della vita ordinaria giapponese”, dice, “Tutte e tre le attrici presenti in questo film sono un po' difficili da trovare in Giappone, in quanto difettano proprio di quella normalità che voglio evitare, ma sono molto soddisfatto di loro. Mi piacciono gli attori in grado interpretare il ruolo di alieni o cyborg”.
Allo stesso tempo, Oshii non è interessato a creare dei super eroi in pieno stile Hollywood: “Mi piacciono quei personaggi che appaiono come elementi perfettamente inseriti nel mondo (fantasy) di appartenenza, non le principesse e cavalieri che si trovano in Star Wars, ma l'ex poliziotto in Blade Runner. I personaggi in Assault Girls non sono esseri superiori, sono solo dei giocatori che hanno difficoltà a sbarcare il lunario”, ammette ridendo.
Le creazioni in computer grafica presenti nel film, però, sono tutt’altro che ordinarie. Le scene in cui le suna kujira saltano, si tuffano e attaccano con incredibile forza e fluidità rendono i precedenti mostri dei film giapponesi come Godzilla, goffi e claudicanti (o meglio, più goffi e claudicanti del solito). Ancora più sorprendente è pensare che Oshii e il suo team di CG siano riusciti a realizzare tutto ciò con soli 100 milioni di yen (750.000 euro circa), un budget che non sarebbe stato sufficiente a girare neanche un minuto del film Avatar di James Cameron.
“Naturalmente, avendo a disposizione più denaro, avremmo potuto ottenere un risultato migliore. Il lavoro di un regista è quello di spendere il denaro altrui per fare un film. Ma non è una cosa che fa per me. Voglio fare tutto come più mi piace e quindi, alla fine, non ho altra scelta se non quella di lavorare con un budget ridotto”, confessa Oshii, che non gradisce particolarmente lavori lunghi e travagliati destinati a durare anche più di un decennio, in pieno stile Cameron; al contrario il regista nipponico preferisce realizzare i suoi film piuttosto velocemente, uno ogni anno, mantenendo, per ovvi motivi, il suo budget molto basso: “Facendo un film ogni anno, senza concedermi alcuna sosta, riesco ad accumulare un sacco di idee per farne degli altri. Per me è importante fare molti film, in quanto la fase di progettazione è quella che più mi diverte e mi stimola”, spiega.
Oshii ha in mente di realizzare, per la prossima primavera, un nuovo lungometraggio animato e, allo stesso tempo, dirigere un nuovo film live action: “Fare un film lavorando a stretto contatto con gli attori è qualcosa che non si può fare con l'animazione, è una situazione divertente e interessante poiché i personaggi assumono una sfumatura diversa rispetto a quella che avevo inizialmente concepito.
L'animazione è un processo di accumulazione, si procede un passo alla volta, come se si stesse costruendo un muro di mattoni. Sei tu a concepire il piano di base, a porre le fondamenta e poi a prendere il progetto, guardarlo e incominciare a costruire. Ma con un film live action la situazione è diversa, non sai che cosa hai veramente tra le mani fino a quando non inizi a farlo. Trovo tutto ciò estremamente interessante, ma questo non implica una superiorità dei live action. Dal mio punto di vista, la cosa migliore è proprio fare entrambe le cose”.
Tra le varie opere di Oshii, un posto d'onore merita proprio Ghost in the Shell, in cui lo spettatore viene immerso in un mondo dove la nanotecnologia ha compiuto passi da gigante, portando alla quasi totale ibridazione tra essere umano e macchina. In questa realtà, che ricorda molto una versione futuristica di Hong Kong, il Maggiore Motoko Kusanagi, donna cyborg con corpo e cervello completamente cibernetici (tranne che per alcuni tessuti neurali), si ritroverà invischiata nel caso del “Signore dei pupazzi”, geniale quanto misterioso hacker in grado di introdursi nella zona più remota dei cervelli sintetici e prenderne il controllo.
L'ultimo suo lungometraggio animato è, invece, The Sky Crawlers, in cui viene mostrato un presente alternativo nel quale alcuni ragazzi chiamati “kildren” sono modificati geneticamente e destinati a vivere un’eterna adolescenza, senza mai invecchiare, consapevoli che ogni giorno potrebbe essere il loro ultimo giorno perché costretti al ruolo di pedine in un gioco di guerra organizzato dagli adulti. Di fronte alla loro realtà essi vivono molto intensamente la propria vita, giorno per giorno.
Oshii, in realtà, ha anche un lato per così dire giocoso, che ha avuto modo di mostrare in due anime pubblicati nel biennio 2006-2007 e in due live action da lui diretti e prodotti. Negli anime i protagonisti della storia sono dei truffatori che amano mangiare nei fast-food, scappando via senza pagare. Dei live action, invece, uno è quello girato come contributo all'antologia del 2003 “Five Bullets on Killers”, in cui un'assassina armata di pistola calibro 50 si ingozza di cibo in un discount nell’attesa del suo bersaglio, ma stando ben attenta alle etichette e, soprattutto, alle calorie. Un'opera in grado di riunire le tre grandi passioni del regista nipponico: belle ragazze, trash food e armi.
L’altra opera, Assault Girls, è un corto realizzato per la raccolta del 2008 “Kill” e concepito come seguito di Assault Girl, corto del 2007 contenuto in “Shin onna tachiguishi retsuden” (Le donne del fast-food). Episodio privo di una vera e propria trama, il live ha per protagonisti due angeli (Yoko Fujita e Rinko Kikuchi) che combattono un’incredibile battaglia in un deserto interamente realizzato in computer grafica.
Nel seguito cinematografico appena realizzato, invece, tre giocatrici, Gray (Meisa Kuroki), Lucifer (Rinko Kikuchi) e Colonel (Hinako Saeki), si aggregano a un certo Jager (Yoshikatsu Fujiki) per dare la caccia alle suna kujira (balene di sabbia), enormi mostri che si muovono agilmente sotto la cenere vulcanica. Un’ambientazione ripresa dal mondo virtuale e privo di colori creato per la prima volta in Avalon (2001), il primo film con veri attori di Oshii; qui i giocatori (o meglio, i loro avatar) si cimentavano in battaglie high-tech con conseguenze letali nel mondo reale. I personaggi principali di Assault Girls e le loro armi sono chiaramente ispirati alle opere menzionate.
Nell'intervista resa al Japan Times, Oshii descrive la genesi di Assault Girls come una sorta di processo di progressivo assemblaggio, privo cioè di un vero e proprio schema principale: “Mentre sono impegnato nella realizzazione di un film, di solito penso già a come farne un altro, anche quando sono sul set. Mi ricordo le idee e quando ho una nuova possibilità per fare un film le uso, con gli stessi personaggi e lo stesso mondo”.
In Assault Girls l’obiettivo di Oshii era quello di creare un live action fantasy del tipo che raramente ritroviamo nel cinema nipponico: “Questo tipo di ambientazione fantasy si trova spesso nei videogiochi e negli anime, ma altrove è scarsamente utilizzata”. Il motivo? Hollywood produce tutti i live action fantasy di cui i giapponesi sembrano aver bisogno, un esempio è fornito dai recenti successi de Il Signore degli Anelli e di Harry Potter. “È praticamente impossibile avere un margine di profitto con un film fantasy fatto con attori e attrici giapponesi”, conviene il regista.
Invece di andare lui stesso a Hollywood (“Sono troppo lenti, qui in Giappone posso fare cinque nello stesso tempo in cui a Hollywood ne farebbero al massimo uno”), Oshii ha eliminato da Assault Girls tutti quegli elementi riconducibili allo stile giapponese, dal paesaggio lunare, all’utilizzo di un copione in buona parte composto da dialoghi in inglese.
“Non voglio attrici che hanno su di loro l'odore della vita ordinaria giapponese”, dice, “Tutte e tre le attrici presenti in questo film sono un po' difficili da trovare in Giappone, in quanto difettano proprio di quella normalità che voglio evitare, ma sono molto soddisfatto di loro. Mi piacciono gli attori in grado interpretare il ruolo di alieni o cyborg”.
Allo stesso tempo, Oshii non è interessato a creare dei super eroi in pieno stile Hollywood: “Mi piacciono quei personaggi che appaiono come elementi perfettamente inseriti nel mondo (fantasy) di appartenenza, non le principesse e cavalieri che si trovano in Star Wars, ma l'ex poliziotto in Blade Runner. I personaggi in Assault Girls non sono esseri superiori, sono solo dei giocatori che hanno difficoltà a sbarcare il lunario”, ammette ridendo.
Le creazioni in computer grafica presenti nel film, però, sono tutt’altro che ordinarie. Le scene in cui le suna kujira saltano, si tuffano e attaccano con incredibile forza e fluidità rendono i precedenti mostri dei film giapponesi come Godzilla, goffi e claudicanti (o meglio, più goffi e claudicanti del solito). Ancora più sorprendente è pensare che Oshii e il suo team di CG siano riusciti a realizzare tutto ciò con soli 100 milioni di yen (750.000 euro circa), un budget che non sarebbe stato sufficiente a girare neanche un minuto del film Avatar di James Cameron.
“Naturalmente, avendo a disposizione più denaro, avremmo potuto ottenere un risultato migliore. Il lavoro di un regista è quello di spendere il denaro altrui per fare un film. Ma non è una cosa che fa per me. Voglio fare tutto come più mi piace e quindi, alla fine, non ho altra scelta se non quella di lavorare con un budget ridotto”, confessa Oshii, che non gradisce particolarmente lavori lunghi e travagliati destinati a durare anche più di un decennio, in pieno stile Cameron; al contrario il regista nipponico preferisce realizzare i suoi film piuttosto velocemente, uno ogni anno, mantenendo, per ovvi motivi, il suo budget molto basso: “Facendo un film ogni anno, senza concedermi alcuna sosta, riesco ad accumulare un sacco di idee per farne degli altri. Per me è importante fare molti film, in quanto la fase di progettazione è quella che più mi diverte e mi stimola”, spiega.
Oshii ha in mente di realizzare, per la prossima primavera, un nuovo lungometraggio animato e, allo stesso tempo, dirigere un nuovo film live action: “Fare un film lavorando a stretto contatto con gli attori è qualcosa che non si può fare con l'animazione, è una situazione divertente e interessante poiché i personaggi assumono una sfumatura diversa rispetto a quella che avevo inizialmente concepito.
L'animazione è un processo di accumulazione, si procede un passo alla volta, come se si stesse costruendo un muro di mattoni. Sei tu a concepire il piano di base, a porre le fondamenta e poi a prendere il progetto, guardarlo e incominciare a costruire. Ma con un film live action la situazione è diversa, non sai che cosa hai veramente tra le mani fino a quando non inizi a farlo. Trovo tutto ciò estremamente interessante, ma questo non implica una superiorità dei live action. Dal mio punto di vista, la cosa migliore è proprio fare entrambe le cose”.
dipende da come lo si fa ovviamente... nulla è impossibile in QUESTO mondo di OGGI.
<i>“Sono troppo lenti, qui in Giappone posso fare cinque nello stesso tempo in cui a Hollywood ne farebbero al massimo uno”</i>
giusto, ma come escono sti film?
mha, a pelle mi pare un pochetto pieno di se... e francamente... lo eviterò.
Interessantissimo articolo; peccato che Oshii parli solo di Assault Girl che da tutti i trailer che hanno fatto girare finora sembra 'na cagata.
Che dire, io francamente al lato più scherzoso - quello col bassotto, per intenderci - preferisco decisamente la parte più filosofica e pessimista. La profondità che trovo nelle sue opere non l'ho mai trovata in nessun'altra - o in pochissime. E' un genio del cinema, non solo dell'animazione. E ha uno stile capace di mantenersi sempre riconoscibile benché sempre in evoluzione. Alcune sue inquadrature e alcune sue sequenza da sole valgono la metà di tutti i film d'animazione fatti.
PS
Strana la fotografia in cui ride, di solito c'ha 'na faccia terribilmente depressa
a me la gente piena di se nn piace proprio. eviterò di vedere le cose sue in futuro
Saluti
semplicemente onesto, che è diverso.
si boicotta solo LadriniComics e anche qua lo si fa in tutta onestà perchè se lo merita.
Ma anche no.
The Red Spectacles (1987), Stray Dog: Kerberos Panzer Cops (1991), Talking Head (1992), giusto per dirne 3 che ha realizzato prima di Avalon.
“È praticamente impossibile avere un margine di profitto con un film fantasy fatto con attori e attrici giapponesi”
dipende da come lo si fa ovviamente... nulla è impossibile in QUESTO mondo di OGGI.
Citami almeno 2 film del genere, perché a me non vengono in mente per nulla, anche perché se è hollywood che produce fantasy a prescindere dalla qualità ha sempre margine di profitto... cosa strana ma vera purtroppo.
“Sono troppo lenti, qui in Giappone posso fare cinque nello stesso tempo in cui a Hollywood ne farebbero al massimo uno”
giusto, ma come escono sti film?
Guarda Sky crawlers e poi ne riparliamo.
Io sono per l'idea che per ogni cosa ci voglia il suo tempo, né troppo poco né troppo. Impiegando troppo poco tempo si rischia effettivamente di fare qualcosa di poca qualità, ma impiegando troppo tempo ci si fossilizza eccessivamente. In questo caso mi sembra palese che Oshii si riferisca ai progetti come Avatar che hanno richiesto più di 10 anni.
Oshii è pieno di se? A me non sembra, ha un suo modo di vedere le cose e lo dice chiaramente, non vedo perché dovrebbe osannare a forza un modo di lavorare che a lui non piace.
Concludendo se vogliamo veramenrte vedere qualcuno pieno di se basta guardare un certo Anno che continua a prendere in giro tutti con altri film di evangelion oltre che con suoi certi commenti...
Comunque, mi sono perso il commento di Epicuro?
In ogni caso, boicottare uno perché può sembrare pieno di sé non mi pare una motivazione degna di questo nome. Un autore in quanto persona può essere altezzoso e spocchioso quanto gli pare, questo riguarda la personalità; ma quello che crea in quanto autore non ha nessun nesso con l'aspetto precedente. Se ti sta sulle palle come persona non lo frequenti (sempre che tu lo conosca), ma perdersi dei capolavori per questi presupposti, come dice ABI, è un'idiozia.
Dire che si debba boicottare Oshii perché se lo merita? Caso mai è il contrario. Non si dovrebbe mai boicottare Oshii perché se c'è uno che non lo merita questo è lui. Il regista di Tenshi no Tamago, di Patlabor 1 e 2, di Ghost in the Shell, di Innocence, di The Sky Crawlers va osannato, non boicottato! Ma stiamo scherzando?!
saludos a todos.
[<b>Moderatore</b>: Sì, con il sottotitolo "<a href="http://www.animeclick.it/news/23664-the-sky-crawlers-di-mamoru-oshii-in-uscita-dvd-e-blu-ray-italiano">I cavalieri del cielo</a>"; già <a href="http://www.terminalvideo.com/tvweb/applications/dettaglio.aspx?ART_Id=309108">disponibile</a>
Comunque mi pare che Avalon fosse un film a (relativamente) alto budjet no?
Anche se immagino abbia ragione su questo punto, rientrare nei margini di profitto spendendo cifre da Hollywood è impossibile in Giappone, come in qualsiasi altra parte del mondo...
saluti (bis)
Mi sembra un po' esagerato boicottare un film solo perchè il regista non ti sta simpatico
Non che si sia dimostrato il massimo dell'umiltà in questa intervista
@ Memory of dream
Però al tempos stesso, se Oshiisi riferiva veramente a Cameron, a lui cosa dovrebbe inportare se ci ha messo 10 anni a completarlo.
Non penso che qualcuno gli metta fretta quando progetta e realizza un film (tranne i produttori)
@ Shonenbat
Ma per rientrare non è sempre necessario spendere cifre astronomiche..basterebbe un pochettino di inventiva e coraggio in più nella fase della sceneggiatura, per portare a compimento pellicole degne di esser viste.
Questo purtroppo non accade spesso, e ci troviamo sempre a vedere gli stessi film stracolmi di effetti speciali senz'anima.
Sul discorso de fantasy credo che abbia ragione da vendere, probabilmente perché Hollywood esercita in Giappone un appeal che difficilmente può essere superato.
Però, a volte mi pari un po' troppo veloce nel decretare boicottaggi.
Credo che sia in mio potere far notare ciò, no?
Chiaramente se questo boicottaggio selvaggio ti gusta non mi sogno nemmeno di farti cambiare idea.
Ognuno per la propria strada.
Però, mi devi spiegare come fai a metter di mezzo la panini quasi sempre!
Poi, sulla presunzione di certi autori... per gli dei! ma vogliamo lasciare la presunzione agli autori? Qualche sparata la possono fare o no? Ok, io non sono tipo da trovare la modestia come valore positivo universale ma credo che un tizio come Oshii possa pure permettersi giusto quela punta d'amor proprio.
Oltre tutto mi pare che qui Oshii più che disprezzare il cinema hollywoodiano si sia limitato a spendere parole d'apprezzamento verso il sistema produttivo giapponese.
Oh, se si trova bene lui, non vedo perché non dovrebbe dirlo.
Infine, credo che Oshii sarà uno dei più vivaci spettatori si Avatar vista la sua curiosità verso ogni nuova forma di tecnologia sposata al cinema.
P.S; Memory of dream , perché che ha detto ultimamente Anno? Mi pare che durante la produzione del rebuild non si sia lasciato andare a dichiarazioni troppo irriverenti.
Saluti tris
Credo che sia in mio potere far notare ciò, no?</i>
certo, ma non quando c'entra poco o nulla con la mia risposta dato che ho semplicemente detto che IO lo eviterò (e nn ho mobilitato le masse per fare quello che faccio io).
Dire, "penso che lo eviterò" per te è parlare di boicottaggio?
e quando esorto tutti a NON comprare da panini cosa è? tentato omicidio?
<i>Però, mi devi spiegare come fai a metter di mezzo la panini quasi sempre!</i>
sei TU che hai parlato di boicottaggio, l'unica che boicotto è LadriniComics ed è cosa risaputa (e l'ho ribadito).
in quell'occasione ho semplicemente esposto il mio pensiero, cioè che lo eviterò.
<i>ma vogliamo lasciare la presunzione agli autori?</i>
certo, ma se io voglio dire che mi sta antipatico posso esercitare il "mio isacro diritto alla parola" o no?
<i>Oh, se si trova bene lui, non vedo perché non dovrebbe dirlo.</i>
e se mi sta antipatico perchè non dovrei dirlo?
Senza dubbio preferisco quella gran porcata low budget di Bara no Konrei a molti film hollywoodiani (e non per i protagonisti)... e speriamo che MTV rinunci all'idea del remake di Rochy Horror Show.
Ho iniziato a guardare anime e manga grazie al suo Ghost in the shell, e personalmente le ammazza-vermazzi fanatiche del kfc non è che mi intrighino troppo XD.
-“È praticamente impossibile avere un margine di profitto con un film fantasy fatto con attori e attrici giapponesi”-
Bhe, "la Tigre e il Dragone" (se pur di ambientazione cinese) non hanno poi fatto cosi schifo al botteghino, una bella storia di ninja e samurai credo che non sarebbe cosi mal vista se narrata nel modo giusto.
-"Sono troppo lenti, qui in Giappone posso fare cinque nello stesso tempo in cui a Hollywood ne farebbero al massimo uno"-
E anche qua c'è da riconoscergli la bravura nel riuscire a realizzare qualcosa di apprezzabile e discreto dal punto di vista tecnico con budget ridotti.
Ma c'è anche da dire che non sempre la velocità e sintomo di qualità, e soprattutto non lo mette a riparo dal terrificante calo di originalità che sta colpendo il settore cinematografico (e lui che afferma di sfornare film uno dietro l'altro corre il rischio di cadere nello stesso pozzo dello scontato e del trash).
<Pur uscendo brevemente fuori tema, date uno sguardo alla trama di Avatar e metterla al confronto con quella di Pocahontas... (ho riso per un buon quarto d'ora quando ho letto il rifacimento con le correzzioni a penna della trama ^^)>
Poi si sa che Cameron è un mostro di lentezza, ma riesce sempre a tirare fuori qualcosa di interessante(oltretutto attirando su di se l'attenzione di un pubblico enorme)
-@Commander: Anch'io concordo sul fatto che Old Boy sarebbe meglio lasciarlo cosi, temendo un rifacimento orribile. Però se Tarantino ci mettesse mano, qualcosa di curioso ne potrebbe uscirebbe fuori.
C'è da dire che Aquila ha sempre le bolas di dire ciò che pensa senza troppi giri di parole, anche quando in molti gli danno contro.
"meglio essere espliciti che falsamente cortesi", quindi:
Oshii come regista è sicuramente bravo, ma non è ancora dio (e se mai lo diventasse Haruhi potrebbe avere qualcosa da ridire XD).
Termino augurando una buona lettura a tutti e ringraziando Horus dell'ottimo articolo.
Il blu-ray sarà mio,da domani comincerò a cercarlo.
Sui fantasy giapponesi può darsi che Oshii abbia ragione in parte perchè forse gli spettatori giapponesi sono ormai abituati a quelli in stile occidentale (snobbando quindi quelli nazionali) ed in parte perchè se un film va bene in Giappone è quasi sicuro che negli USA uscirà un remake invece dell'originale. L'unico altro enorme mercato è la Cina ma non so come vadano lì gli incassi per il cinema giapponese.
Trovo strano che si discuta della boria di Oshii considerato che l'intervista è scritta (e tradotta) e quindi non sappiamo con che tono ha fatto quelle dichiarazioni, magari si limitava a constatare che il suo modo di operare è molto diverso da quello degli americani e che lui necessita di lavorare in continuazione per avere nuove idee. In effetti l'impressione che a volte dà l'industria americana è quella di dover produrre dei film con effetti speciali stupefacenti (impiegandoci secoli) solo per assicurarsi che la gente vada al cinema per vederli, insomma se non c'è la storia non importa basta che gli effetti speciali siano incredibili e che se ne sia parlato per anni. Spero che non sia il caso del film di Cameron perchè mi incuriosisce davvero e poi aspetto con ansia Alita, se non altro il suo essere così maniacale potrebbe portare ad un buon risultato.
Altrettanto vero che la cinematografia americana ha fatto e continua a fare storia, mentre i low budget sono stati ampiamente snobbati Soprattutto in giappone ( Rashomon di kurosawa? ) e registi come Ozu sono partiti dall' America pre Harry Potter. Oshii ha fatto film d'animazione interessanti, ma cio' non esclude un doveroso rispetto per l'Hollywood magari di nicchia; deve un po aggiornarsi, magari producendo troppo ha perso contatto con la realtà
Ho sempre preferito la fantascienza ambientata sulla Terra a quella spaziale.
“Mi piacciono quei personaggi che appaiono come elementi perfettamente inseriti nel mondo (fantasy) di appartenenza, non le principesse e cavalieri che si trovano in Star Wars, ma l'ex poliziotto in Blade Runner. I personaggi in Assault Girls non sono esseri superiori, sono solo dei giocatori che hanno difficoltà a sbarcare il lunario”
Si vede che è stato infuenzato dal cinema cyber punk e da Blade Runner. Ma solo un pochino eh....
Personalmente le sue opere possono piacere o meno, o neanche tutte, però non mi dispiacerebbe se continuasse sempre così.
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