Aggiornamento del 2/2/2011
Il blog di Tokyo MX, rivolto ai giovani neolaureati, ha smentito l’articolo del Weekly Gendai, ed ha aggiunto che coloro che inoltreranno una domanda di lavoro all’azienda non si dovranno preoccupare di alcun pregiudizio.
Inoltre l’account di Twitter dell’emittente, ha completamente smentito che il canale autoregolamenterà la fascia di tarda notte, apportando sostanziali modifiche al palinsesto, al contrario il suo palinsesto è immutato.
News originale
Nello scorso mese di Dicembre il Governo metropolitano di Tokyo ha approvato il "Decreto d'Ordinanza sulla Sicurezza dei Giovani", noto anche come Decreto 156, ma più spesso conosciuto, fra gli appassionati di manga e anime e fra gli addetti ai lavori, come Decreto anti-loli. La nuova legge, contro la quale ci sono state e ci sono tuttora proteste di autori ed editori giapponesi, regolamenta la distribuzione di anime e manga sostanzialmente limitando la vendita e il noleggio delle "pubblicazioni dannose" ai maggiori di 18 anni ma creando di fatto uno scenario alquanto fosco e incerto.
Alcune conseguenze dell'intorduzione del decreto si avvertono però già attualmente.
Un articolo pubblicato sulla rivista Weekly Gendai di Kodansha rivela che, in virtù delle nuove direttive contenute nel decreto, l’emittente televisiva Tokyo MX potrebbe rivedere i suoi palinsesti nella parte dedicata all’animazione.
Una fonte anonima interna all’emittente ha infatti dichiarato al settimanale che “C’è la possibilità che potremmo autoregolare la trasmissione di anime espliciti” con riferimento alle serie di animazione che vengono trasmesse a tarda notte, in particolare a quelle con contenuti più osé. L’autoregolamentazione dei contenuti è in effetti uno dei punti previsti dal decreto nella sua applicazione, tuttavia le nuove politiche dell’emittente sarebbero dettate anche dai fitti legami di collaborazione che essa ha con il Governo Metropolitano della città.
Una lista delle serie trasmesse dall’emittente può essere visionata in questa pagina.
In aggiunta alle indiscrezioni sulla programmazione, la fonte ha rivelato a Weekly Gendai anche delle curiose informazioni riguardo a dei cambiamenti nelle politiche di assunzione dell’emittente.
“Siamo popolari fra gli studenti per la forte presenza di anime nel nostro palinsesto” afferma la fonte, che però poi fa intendere che l’affezionato telespettatore “otaku” non sarebbe proprio il candidato ideale ad essere assunto nella compagnia. Se infatti in una selezione capitasse un questionario con la domanda “Se un tuo amico straniero visitasse il Giappone, quali luoghi gli faresti visitare?” e il candidato rispondesse “Akihabara” le probabilità di non essere assunto sarebbero alte.
Evidentemente la televisione non vuole fra i suoi dipendenti persone (gli otaku) che secondo lo stesso governatore di Tokyo, Ishihara, "sono tristi e con un DNA perverso…"
Il blog di Tokyo MX, rivolto ai giovani neolaureati, ha smentito l’articolo del Weekly Gendai, ed ha aggiunto che coloro che inoltreranno una domanda di lavoro all’azienda non si dovranno preoccupare di alcun pregiudizio.
Inoltre l’account di Twitter dell’emittente, ha completamente smentito che il canale autoregolamenterà la fascia di tarda notte, apportando sostanziali modifiche al palinsesto, al contrario il suo palinsesto è immutato.
News originale
Nello scorso mese di Dicembre il Governo metropolitano di Tokyo ha approvato il "Decreto d'Ordinanza sulla Sicurezza dei Giovani", noto anche come Decreto 156, ma più spesso conosciuto, fra gli appassionati di manga e anime e fra gli addetti ai lavori, come Decreto anti-loli. La nuova legge, contro la quale ci sono state e ci sono tuttora proteste di autori ed editori giapponesi, regolamenta la distribuzione di anime e manga sostanzialmente limitando la vendita e il noleggio delle "pubblicazioni dannose" ai maggiori di 18 anni ma creando di fatto uno scenario alquanto fosco e incerto.Alcune conseguenze dell'intorduzione del decreto si avvertono però già attualmente.
Un articolo pubblicato sulla rivista Weekly Gendai di Kodansha rivela che, in virtù delle nuove direttive contenute nel decreto, l’emittente televisiva Tokyo MX potrebbe rivedere i suoi palinsesti nella parte dedicata all’animazione.
Una fonte anonima interna all’emittente ha infatti dichiarato al settimanale che “C’è la possibilità che potremmo autoregolare la trasmissione di anime espliciti” con riferimento alle serie di animazione che vengono trasmesse a tarda notte, in particolare a quelle con contenuti più osé. L’autoregolamentazione dei contenuti è in effetti uno dei punti previsti dal decreto nella sua applicazione, tuttavia le nuove politiche dell’emittente sarebbero dettate anche dai fitti legami di collaborazione che essa ha con il Governo Metropolitano della città.
Una lista delle serie trasmesse dall’emittente può essere visionata in questa pagina.
In aggiunta alle indiscrezioni sulla programmazione, la fonte ha rivelato a Weekly Gendai anche delle curiose informazioni riguardo a dei cambiamenti nelle politiche di assunzione dell’emittente.
“Siamo popolari fra gli studenti per la forte presenza di anime nel nostro palinsesto” afferma la fonte, che però poi fa intendere che l’affezionato telespettatore “otaku” non sarebbe proprio il candidato ideale ad essere assunto nella compagnia. Se infatti in una selezione capitasse un questionario con la domanda “Se un tuo amico straniero visitasse il Giappone, quali luoghi gli faresti visitare?” e il candidato rispondesse “Akihabara” le probabilità di non essere assunto sarebbero alte.
Evidentemente la televisione non vuole fra i suoi dipendenti persone (gli otaku) che secondo lo stesso governatore di Tokyo, Ishihara, "sono tristi e con un DNA perverso…"
"Evidentemente la televisione non vuole fra i suoi dipendenti persone (gli otaku) che secondo lo stesso governatore di Tokyo, Ishihara, "sono tristi e con un DNA perverso…" "
Hahaha, fantastica questa!
Patetica invece la risposta riguardo alle assunzioni: anche in terra nipponica si preferisce assumere solo guardando sterili voti e CV che di una persona non dicono NULLA e magari si fanno pure bagnare il naso da persone si forse un pò invasate ma sicuramente estremamente competenti nel loro piccolo campo...certo è che da noi otaku è un concetto quasi positivo, in Giappone è estremamente negativo.
Perché? Perché ci sono disegnate delle bambine.
E anche Shonen JUMP rischia di fare questa fine...
che teste di menga
PS
W le persone "tristi con un DNA perverso"!
governo farlocco.. noi non siamo messi bene ma non scherzano neanche lì
Il problema non sono gli otaku..., ma bensì la mentalità di gente come Ishihara che vede negli otaku una minaccia al Giappone e alla sua immagine, oramai non e' più una lotta per proteggere i bambini da materiale potenzialmente pericoloso, ma bensì una vera censura e diffamazione verso chi produce e comperata tale materiale.
http://blog.mxtv.co.jp/mxnews_blog/web_apps/src/blog/detail.php?user_id=33&blog_id=6511
Tokyo MX s blog for new graduates stated that Weekly Gendai s article is not true. It asked job applicants to submit their entries without any worries.
Eh, 'sti giappi!
e poi...
"Se infatti in una selezione capitasse un questionario con la domanda “Se un tuo amico straniero visitasse il Giappone, quali luoghi gli faresti visitare?” e il candidato rispondesse “Akihabara” le probabilità di non essere assunto sarebbero alte." Ah, grazie mille! Quindi anche se sei una persona onesta, che cerca un lavoro onesto come chiunque altro, ti respingono il colloquio solo perchè sei appassionato di anime e manga: questa mi pare una discriminazione in piena regola!
Allora si è trattato di un errore, tanto rumore per nulla.
A ben pensare però potrebbe essere colpa della sovraesposizione al medium televisivo se da grande sono diventato un otaku che nei giorni liberi dal lavoro gira per le città dell'alta Italia a insidiare la virtù delle ragazzine.
Ovviamente questa è un voluta esagerazione, le mie escursioni a caccia di giovani prede non occupano tutte le mie giornate di riposo, al massimo una buona metà; ma a parte le facezie, non credo che i miei contatti con anime e cartoon, fin dai tempi in cui non conoscevo neppure la distinzione tra i due, mi abbiano trasformato in chissà quale mostro socialmente disadattato. Evidentemente una parte della classe politica nipponica e non solo di quella, attribuisce a TV e manga un potere formativo o, meglio, de-formativo che, ne' la scuola ne' la famiglia sarebbero in grado di eguagliare.
In conclusione, anche se l'argomento meriterebbe un maggior approfondimento, credo che la cosa si risolverà ben presto in una bolla di sapone, poiché se da un lato c'è un certo pudore dei giapponesi nell'esporre al mondo la figura dell'otaku, dall'altro c'è la consapevolezza che la cultura di anime e manga è uno dei prodotti maggiormente esportati e un valido veicolo di avvicinamento al Giappone e alla sua società. E se è vero che è il denaro a far muovere il mondo, allora alla fine a prevalere, su ogni considerazione di ordine morale e pedagogico, sarà comunque la logica del profitto. Senza dimenticare che, a meno di imprevisti sviluppi, il decreto in oggetto non è una legge nazionale, ma locale, la cui applicabilità è circoscritta all'area metropolitana di Tokyo: Per studi d'animazione, editori e emittenti televisive esistono già gli strumenti per aggirare o limitare gli effetti della norma, che, da quello che ho letto, sembra non prevedere un impianto sanzionatorio nei confronti di chi manchi di ottemperare ai suoi dettami (invero piuttosto vaghi), suggerendo, più che imponendo, una sorta di autodisciplina, appellandosi alla sensibilità morale degli attori dell'editoria cartacea e televisiva giapponesi.
_Per quanto Tokyo non sia un Paese...l'area metropolitana di Tokyo arriva a toccare 34 milioni di persone durante il giorno, quasi 1/3 dell'intera popolazioen giapponese qundi provvedimento locale si ma di grossa valenza
_Otaku per i giapponesi è estremamente negativo, otaku non è "appassionato" non è "un hobby"...ma non è nenache un "deviato", semplicemente è un essere inutile alla loro società poichè viene visto solo come improduttivo.Io però ritengo che un otaku di anime in uno studio come la Toei possa essere molto più in gamba di tanti laureati ignoranti e inutili
_Non credo nemmeno al potere della TV.Sappiamo benissimo che gli studenti nipponici escono di casa alle 7 di mattina e non ritornano prima delle 16/17 di pomeriggio, nelle scuole più prestigiose si sta anche fino alle 22 col doposcuola(ce lo dicono gli anime e i manga,ce lo dicono da sempre di questa situazione assurda).Dove sarebbero tutti questi otaku assorbiti dalle TV? Sono molti meno di quanto non vogliano farci credere, sopratutto in un paese dove "o si lavora o si studia" visto che la disoccupazione è al 4% circa
Era naturale che dopo la legge come il decreto anti-loli una emittente famosa come Tokyo MX fosse costretta a dover rivedere la propria programmazione.
E non c'è neanche da stupirsi se una azienda non è intenta ad assumere il proprio target di consumatori (in questo caso di pubblico).
Nella azienda si va per lavorare non per divertirsi e non è detto che un otaku che sa tutto di anime allora sappia consigliare cosa è meglio o cosa no.
Altrimenti ci sarebbe una laurea in otakulogia e io non sarei qui a cercare di prendere una laurea in informatica.
Sono disgustato da tali affermazioni. Se una persona svolge adeguatamente il proprio lavoro, non capisco cosa possa importare se nel suo tempo libero segua manga, anime o altro. Sono discriminazioni ingiustificate!!!
1) Gira per i corridoi della Nintendo e vedi che delirio c'è
2) La laurea in otakulogia esiste davvero (non so quanto sia utile, ma c'è in un'università)... o almeno così trovai scritto in un approfondimento anni fa.
sulla questione delle assunzioni poi pura follia... non è che se uno ha perticolari gusti, questa persona deve essere un fallito o un incompetente.
Letta cosi mi suona tanto come una forma di discriminazione-almeno in molti paesi occidentali una frase cosi secondo me verrebbe interpretata come tale, Personale se fossi un otaku japs fosse solo per principio boicotterei i programmi della sudetta rete minimo..Cioè ti va bene vendermi i tuoi prodotti pero un domani non mi assumi perche secondo te sono uno col "DNA perverso " Col kavolo che ti guardo i tuoi programmi
No apparte quello, non sono d'accordo per nulla con questo maledetto decreto, ma non per il Loli, ma per le conseguenze che avrà su maggior parte di anime di oggi e futuri, e sulla brutta piega che sta già prendendo!
Nihon Hikikomori Kyoukai
Naturalmente quella sulla laurea era una battuta, anche se esistesse molto meglio quello che sto a fa io o tanti altri.
Ecco a me chi spara cazzate sul DNA mi verrebbe da pestarlo con una piastra sterile da cellule. Così, in simpatia.
Hey, grazie. Questo insultoi mi mancava
Tornando a cose serie, secondo me stanno facnedo e continuano a fare una scemenza pazzesca, come già detto, si sono svegliati adesso a limitare la pornografia ai 18enni+? Sono svegli! XD (anche se non molto tempo fa il limite per le porno-webtv era 16 anni, ma non importa...)
Comunque,, rimane per me qualcosa di impreciso e assurdo, si sa il loli quanto vada, soprattutto in Giappone, proibirlo su carta per me porterà gravi conseguenze.
Sono rimasto colpito da questa frase,il perchè se non sbaglio (mi pare di aver letto)che lo stesso capo del governo di tokyo disegnasse(o leggeva)manga ecchi o hentai,tornando al discorso 1/3 dei manga e gli anime vengono venduti tutti a Tokyo quindi si sentirebbe la crisi in questo settore.
Speriamo che alle elezioni lo rimandino a casa.
A questa affermazione sono rimasto più che scioccato! DNA perverso? Ma stiamo scherzando ?! Gli otaku non sono altro che dei fan-boys come ce ne sono in tutto il mondo e che come sempre ce ne saranno. Posso concordare sul fatto che talvolta esagerino con la loro idolatria per questo o quell'anime,ma bisogna per questo considerarli degli ''animali rari'' o dei malati di mente? No affato!!
Trovo preoccupante allo stesso modo tutta questa attenzione verso i lolicon. Non si tratta di persone vere,ne tantomeno chi li guarda è per forza un pedofilo. Non posso non notare che il giappone stia prendendo sempre di più una pirga occidentale (leggasi americana),il che non mi piace per niente.
Non leggeva nè disegnava, scriveva romanzi di stupri a donne drogate.
I doujinshi che ne sono usciti sono un segno di protesta contro le sue dichiarazioni (così ho letto in giro).
Beh effettivamente ha ragione, meglio quella roba che gli anime e i manga
@ryogo grazie non mi veniva il termine esatto
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