Il sistema legislativo giapponese, che già appare per certi versi antiquato su spinosi argomenti che vi abbiamo proposto su precedenti news, sembra cadere in fallo anche per quanto riguarda l'impunità su un certo tipo di prostituzione: sembra infatti che a livello tecnico, sia "tutto legale" per chi va in cerca di intrattenimento erotico da qualcuno del proprio stesso sesso.
 


Il che non significa che il Giappone ammetta pubblicamente questo genere di prostituzione, ma piuttosto che quest'ultima si muove in una sorta di limbo non punibile dalla legge.

 
La New Half Health

Il termine tecnico giapponese utilizzato per i massaggi a sfondo sessuale è quello di "health", ovvero di salute in lingua inglese, spesso accompagnato dal sostantivo "new half" che designa le persone transessuali.
Ebbene, pare che da circa quattro anni un giro d'affari legato a questo circuito operi in un condominio residenziale nella città di Yokohama: lì si può notare un continuo andirivieni di persone di sesso maschile agghindate in abbigliamento da donna (i cosiddetti "otoko no ko"), a qualunque ora del giorno e con un costante afflusso di "clientela" ad accompagnarli.
 


Naturalmente il servizio non gode di alcun cartello di segnalazione fuori dalle stanze coinvolte né tantomeno dall'edificio stesso, mentre la menzione esiste nei siti internet che ad una veloce ricerca appaiano digitando "new half health", con tanto di informazioni di contatto che consentono ai clienti di effettuare prenotazioni e ottenere persino lo sblocco automatico della porta dell'appartamento prescelto, al momento del loro arrivo.

Per quanto si tratti di un sistema che in teoria punta alla massima discrezione, con il passare del tempo i residenti della zona non hanno potuto fare a meno di notare il ripetersi dello schema, nel farsi testimoni con i propri occhi di clienti in stati più o meno parziali discinti, adocchiati nelle aree comuni dell'edificio, o entrando in ascensori che odoravano in maniera anomala di fragranze un po' troppo profumate.
 
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I residenti dell'edificio si sono così fatti gruppo unito per protestare con voce chiara e forte presso la polizia, assolutamente persuasi di essersi ritrovati accanto ad un indesiderato giro di prostituzione, e richiederne la chiusura. Eppure nessun raid è stato condotto, perché a quanto pare una prestazione sessuale eseguita in cambio di denaro tra soli uomini non è legiferata dalle norme nipponiche che regolano l'industria del piacere. In altre parole, ciò che accade nell'edificio di Yokohama è "tecnicamente tutto legale".
 
La Fueiho

Si tratta di una legge che previene e regolamenta strettamente i balli nei night club nipponici. Formalmente conosciuta come "Legge sul controllo e miglioramento del settore dei divertimenti e dell'intrattenimento", copre tutte le forme di affari legati al sesso o potenzialmente tali, dai maid café agli host e hostess club, sino ai bar più comuni.

Ci si può perdere tra le tantissime e ingarbugliate peculiarità che la legge cita, dall'illuminazione dei palchi  al volume della musica, ma curiosamente, il sesso viene esplicitamente definito solo per la categoria degli eterosessuali.
Il che significa che un incontro tra due uomini o tra due donne è trasparente agli occhi della Fueiho e non può parimenti esserne toccato.
 
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Si potrà obiettare a questo punto qualche tecnicismo, circa le modalità di come una persona si possa definire uomo o donna o appartenente al tempo stesso a entrambe le categorie.
Ma tenuto conto del vago livello di consapevolezza e di sensibilità che i legislatori nipponici hanno attualmente in merito alla cultura LGBT e affini, sembra che i tecnicismi siano davvero l'ultimo dei problemi.
 
La necessità di una riforma
 
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Malgrado la legge non appaia quindi affatto in grado di aiutare, l'associazione dei residenti della zona non ha smesso di cercare di spingere le scandalose attività al di fuori del loro condominio, quantomeno con la motivazione di aver violato l'accordo con i proprietari: le attività commerciali sarebbero infatti inibite al loro interno.
Non sono state presentate accuse formali, dal momento che gli operatori delle suddette pratiche sembra si siano mostrati pronti a lasciare la zona di proprio accordo.

Poiché tuttavia attività di questo genere hanno preso piede anche in altre aree residenziali, l'associazione dei residenti gradirebbe che la polizia disponesse dell'autorità di far chiudere tali business rendendo la legge Fueiho omni-comprensiva, indipendentemente dal genere di chi ne pratica le attività ivi citate.
Da un lato, questo rappresenterebbe una vittoria importante, visto che ogni forma di prostituzione lede i diritti umani e non si dovrebbe mai lasciar correre in merito; d'altra parte però, spostare il confine sarebbe "pericoloso" in termine di diritti LGBT.
 

Riscrivere una legge per fare in modo di includervi persone transessuali o non esclusivamente etero implica riconoscerne l'esistenza, ma a fronte di leggi che puniscono criminali di questo tipo, non ve ne sono attualmente che riconoscano in primo luogo invece i diritti delle persone con un diverso orientamento sessuale. Aggiustare il tiro della legge sembrerebbe pertanto non solo sbilanciato, ma persino inadeguato alla luce di questioni a tutt'oggi spinose e del tutto irrisolte.

Fonte consultata:
EnRocketNews24

Nota della redattrice: la prima e l'ultima foto di questo articolo riguardano lo "yuri danshi" (ragazzi gay in crossdress lesbo). Sono state inserite a titolo esemplificativo fotografico del crossdress maschile, che di per sé nulla ha ovviamente a che vedere con quello fatto a titolo di prostituzione.