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saranaike

Episodi visti: 10/10 --- Voto 5
'Kimi wa petto' è un drama tratto dall'omonimo manga. Premetto che non avendo letto il manga non so giudicare quanto sia fedele alla storia originale.
Tutta la trama racconta in modo 'giocoso' del rapporto tra Sumire, una donna in carriera fredda e incapace di mostrare le sue emozioni, e Momo, un giovane allegro ed esuberante. La cosa 'particolare' è che Momo per una serie di vicende si trova a essere il cucciolo di Sumire. Ovviamente questa situazione assurda genera una serie di scene comiche tra i due. Quest'espediente viene utilizzato per raccontare il modo in cui Sumire si trova a dover tener conto dei propri sentimenti e impara piano piano a comprendere e gestire una reazione affettiva.
Non giudico questo drama degno di raggiungere la sufficienza, in quanto già l'idea della storia di per sé è surreale: un ragazzo che fa da 'cane' e che addirittura si fa fare il bagno e si mette ad abbaiare. Ciò è abbastanza illogico seppur comico.
Inoltre il drama ha un sacco di punti morti e lenti e scene 'inutili' che rendono a un certo punto la visione pesante.


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Enid

Episodi visti: 10/10 --- Voto 6
"Kimi wa Petto" (Sei il mio cucciolo) è un live-action realizzato nel 2003 e basato sull'omonima serie manga di quattordici numeri dell'autrice Yayoi Ogawa, madre, tra le altre, di opere quali "Kiss & Never Cry", "Extra Heavy Sirup" e "Baruque".
L'adattamento televisivo del manga si svolge in dieci consistenti puntate da circa cinquanta minuti l'una e vede incarnare i ruoli dei protagonisti da Koyuki Katō e Jun Matsumoto.

Le vicende ruotano attorno all'invincibile office lady Sumire Iwaya, donna distinta e infallibile nel suo ruolo di giornalista addetta agli affari esteri nell'importante rivista nella quale lavora. Tutto ciò finché il suo fidanzato non la tradisce (forse troppo intimorito dal suo carattere in apparenza glaciale? O forse perché non apprezzatore come la ragazza di incontri di wrestling, gare di formula 1 e anime shounen?) e poi la lascia. La reazione di Sumire in ufficio, dare un bel pugno a un suo superiore, è già indice per lo spettatore della vera tempra della donna, che viene immediatamente trasferita al reparto del giornale che si occupa degli eventi mondani.
Ovviamente non entusiasta della notizia, Sumire torna a casa alquanto abbattuta finché non trova in uno scatolone, davanti alla porta del proprio condominio, un giovane ragazzo svenuto, ferito e con una probabile febbre che decide, titubante, di portare in casa.
L'intento della donna era solo quello di permettere alla febbre di abbassarsi e al ragazzo di ristabilirsi, ma al risveglio di lui (tale Takeshi Goda) Sumire scoprirà che il giovane non ha un posto nel quale andare perché scappato di casa. A seguito di una non poi così lunga riflessione i due sanciranno un accordo: Takeshi, che da questo momento in avanti verrà chiamato Momo come il cane che possedeva Sumire da bambina, favorirà di vitto e alloggio in casa della Iwaya in cambio delle sue prestazione come animale da compagnia. Nessuna relazione sentimentale/sessuale sarà permessa tra i due, solamente il rapporto di una padrona con il suo animale domestico.

Il live-action è fortemente caratterizzato dalla comicità che sprigionano Sumire e Momo quando anche solo interagiscono verbalmente: il loro è un rapporto che si evolve, inaspettatamente, nel tempo e che diventa privo anche del più piccolo interesse che non sia quello di prendersi cura l'una dell'altro. Nonostante il quasi decennio che li divide (lei ventottenne e lui ventenne), la strada lavorativa differente (lei giornalista, lui ballerino molto dotato destinato a trasferirsi in Germania) e i caratteri quasi agli antipodi (Sumire prova sempre a controllarsi e ad apparire impenetrabile mentre Takeshi è un concentrato di energia e sincerità), tra i due si instaura un vero rapporto d'amore.
Rapporto che sarà una sfida specialmente per la granitica e intransigente Sumire, che nel frattempo inizia una relazione con Hasumi-sempai. Shigehito Hasumi possiede un lavoro redditizio, è una persona colta e con la quale Sumire riesce a conversare tranquillamente, i due sono attratti reciprocamente, eppure manca sempre qualcosa. Sumire non riesce mai a lasciarsi andare, indossa sempre quella maschera di indifferenza e perfezione davanti a quello che sembrerebbe l'uomo perfetto per lei (addirittura, anche se è un'accanita fumatrice, non tocca mai una sigaretta in presenza di Hasumi). In poche parole non può essere se stessa.

"Kimi wa Petto" racconta semplicemente e in modo leggero la scelta di una donna che dovrà capire che cosa sia una vera relazione affettiva e che non sempre le proprie idealizzazioni hanno riscontro nella realtà. Un live-action, questo, certo non eccellente, che presenta parecchi punti morti e improvvise inversioni, ma che potrà almeno avvicinare lo spettatore alla migliore e più godibile versione cartacea dello josei di Yayoi Ogawa.
Ultimo plauso alle interpretazioni degli attori che in molte occasioni hanno saputo colorire la trama, in particolare Sarina Suzuki nella parte della spensierata e frizzante Yuri, la migliore amica di Sumire, e Koyuki Katō nella parte della stessa Sumire. Chissà se proprio la sua eterea ma ordinaria bellezza le ha permesso di ottenere la parte di Taka in "L'ultimo Samurai".


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AmarantaKiller

Episodi visti: 10/10 --- Voto 8
Questo drama è tratto dall'omonimo manga josei iniziato nel 2000 di Yayoi Ogawa.
Il drama ricalca in modo abbastanza fedele la storia narrata nel manga, che racconta di Sumire Iwaya, una giornalista che lavora presso un'importante testata giornalistica. Sumire è sicuramente una donna di gran fascino, bella, autonoma e dai modi un pò mascolini e proprio per la sua eccessiva sicurezza e aggressività incontra notevoli difficoltà nei rapporti di coppia. Lei stessa si prefigge standard molto alti, sia nel lavoro che in amore, la sua intransigenza mette a disagio tutti coloro che sono intorno a lei facendoli sentire inadeguati. In realtà, Sumire è una donna come tutte le altre, che vuole essere amata e apprezzata e si ritrova spesso da sola e incompresa perchè non vuole rinunciare al suo modo di essere.
Un giorno però, di ritorno dal lavoro, trova una grande scatola davanti casa sua con dentro un ragazzo svenuto, giovane, carino e un pò malridotto; si tratta di Takeshi Gouda, un ballerino di danza classica di buona famiglia, che a causa della sua altezza non può diventare primo ballerino. Sumire accetta di lasciarlo vivere in casa sua, a condizione che lui viva e si comporti con lei come il suo "Momo", ovvero come il cane che aveva avuto in passato; in cambio la donna si prenderà cura di lui.
Questa situazione, che Sumire cerca di nascondere a tutti, è un modo come un altro per sentirsi bene, a proprio agio, per dare sfogo a quella fragilità che altrimenti lei terrebbe sempre chiusa dentro di sè. Ovviamente tenere in casa un uomo/animale domestico dà vita a una serie di scene comiche ed esilaranti, che si accompagnano ad altre in cui la protagonista è ossessionata da Momo, anche se comprende allo stesso tempo quanto sia sconveniente il fatto che lei stessa si sia cacciata in una situazione tanto bizzarra. Un rapporto di questo tipo è indifendibile agli occhi dei moralisti o di tutti coloro che nel tessuto sociale vivono omologandosi a regole e forme collettivamente accetate.
La validità di questa storia sta in realtà nella stranezza della scelta di Sumire-chan, perchè una volta che lo spettatore ha compreso le ragioni che l'hanno spinta ad agire in questo modo, deve fare i conti con i propri limiti culturali e cercare di immaginare se accetterebbe mai uno stile di vita alternativo così.
E' pur vero però che Takeshi non è un animale domestico e la convivenza con Sumire in qualche modo inizia a turbarlo. Come si evolverà il rapporto tra i due?
In realtà il bisogno di Sumire di avere Momo al suo fianco è un'esigenza nostalgica ed egoistica che affonda le radici nel suo passato. Infatti Sumire ha avuto un cane di nome Momo da bambina e nei momenti di solitudine, in cui si sentiva abbandonata, condivideva la sua tristezza con lui parlandogli dei suoi problemi, riservandosi di mantenere un contegno di donna forte e inossidabile davanti a tutti gli altri. Sumire cerca con il "nuovo" Momo quella familiarità, quella spontaneità e quell'affetto che con nessun essere umano è mai riuscita a trovare.
Tuttavia, il ruolo di superità che in genere ha il padrone con il proprio animale domestico, nel caso della convivenza conTakeshi significa anche la necessità per Sumire di consolidare il suo ruolo di "padrona", cioè di leader che deve esercitare il suo potere sugli altri, i quali devono in qualche modo dipendere da lei. Quindi così si riconferma nuovamente la natura egocentrica di Sumire, che si appropria della figura autoritaria che ha l'uomo nella società riproducendola a modo suo nel suo privato.
Consiglio la visione di Kimi wa pet perché è un drama interessante, singolare e molto divertente.