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Premessa: il nanetto dai capelli bianchi non mi è per nulla simpatico, tipico personaggio non particolarmente interessante per personalità, poteri e ruolo e che finisce col risultare odioso a causa dell’eccessivo screentime di cui beneficia per via della sua incredibile popolarità presso il pubblico di riferimento. Questo secondo film ispirato alla saga di Bleach non è che l’ennesimo tassello della monumentale operazione di fanservice pro-Hitsugaya in atto da un po’ di tempo a questa parte: Memories of Nobody, il precedente lungometraggio, aveva deluso un po’ tutti, quale metodo migliore per riscattarsi se non dedicare un’intera pellicola cinematografica al personaggio più amato dai giovani giapponesi?

Le premesse dunque non erano certo incoraggianti, soprattutto per chi, come me, non ha particolarmente a cuore il decimo capitano, tuttavia devo ammettere che, nonostante la commercialata e il “soggetto” in questione, questo Diamond Dust Rebellion non si è rivelato poi così male. Intendiamoci, non è che ci troviamo di fronte a chissà quale capolavoro: la trama è, se possibile, ancora più sconclusionata di quella del suo predecessore, basti pensare che si basa sulla violazione di uno dei pochi punti fermi stabiliti da Kubo (due shinigami in grado di usare la stessa spada); inoltre, la sceneggiatura pecca spesso d'ingenuità, vedasi la facilità con cui un artefatto di eccezionale importanza viene rubato da tre sbandati, o il fatto che il nostro eroico Toshiro si faccia 80 minuti di film su 90 con un buco nello stomaco ricordandosi solo ogni tanto di essere ferito. Ma suvvia, si parla pur sempre di Bleach, chi cerca un prodotto intelligente e di spessore non dovrebbe nemmeno essere qui a leggere.

Però se la serie TV vi piace e un giorno doveste trovarvi a letto con l’influenza senza nulla da fare e poca voglia di far lavorare i neuroni, questo film potrebbe essere un passatempo gradevole; anzi, memori della bruttezza di Memories of Nobody, potreste addirittura stupirvi per i passi avanti compiuti sia tecnicamente che nell’impostazione della vicenda. L’idea di focalizzarsi su uno dei tanti coprotagonisti della saga invece che compattare in un’ora e mezza la solita storiella da saga filler è di per sé ottima, i personaggi presenti, una volta tanto, non si limitano a comparsate ai limiti del non-sense ma interpretano dei ruoli a loro congeniali, Ichigo riesce a fare un predicozzo sensato e coerente con la propria esperienza di vita, e – addirittura! – alla fine di tutto s'intravede anche una piccola evoluzione da parte di Hitsugaya.
Da un punto di vista tecnico ci troviamo di fronte a un lavoro più che soddisfacente: l’animazione è fluida e il design complessivamente buono (a parte le due “Sailor Arrancar”, che graficamente non sono proprio il massimo), mentre la colonna sonora ricicla molti brani della serie TV, ma almeno sa scegliere quelli più adeguati alla situazione, ad esempio l’ottima “Invasion” nella battaglia finale.

In definitiva, Diamond Dust Rebellion è un prodotto non indispensabile e senza alcuna pretesa se non quella di far trascorrere ai fan di Bleach 90 minuti all’insegna del disimpegno: un compitino facile facile che è stato portato a termine discretamente e senza annoiare. Il mio voto è un 6 e mezzo, potrebbe sembrarvi poco rispetto a tutto ciò che ho detto ma la mia scala di valutazione si ferma al 7/7,5 per i titoli di questo tipo, per cui consideratelo un risultato più che positivo.