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La prima impressione che ho avuto guardando questo film è stata che questo è un film completo: buona sceneggiatura, dialoghi che funzionano, azione, musica e anche fan service.
Probabilmente la mia opinione è influenzata dalla visione della serie, anche se l’ho portata a termine un po’ di mesi fa, ma Cowboy Bebop – The Movie ha una struttura che rasenta la perfezione.
Inizia con una presentazione dei personaggi spettacolare: una rapina in un negozio da parte di un gruppo di ladruncoli, qualche sparo, dialoghi divertenti e la soluzione della situazione con una frase mitica. Dopo il primo minuto sappiamo già chi sono e come sono fatti i protagonisti. Poi il film procede in crescendo, con una trama che incuriosisce a ogni minuto che passa e la tensione che raggiunge un apice da brivido a poco più di metà film. Poi il tutto rallenta. Serviranno le spiegazioni prima o poi, no? Ma l’ora successiva passa comunque velocemente e non annoia mai, fino ad arrivare al prevedibile ma immancabile duello finale.

Per certi versi la struttura del film mi ha ricordato molto quella di certi film americani, ma forse Cowboy Bebop è ciò che di giapponese si avvicina di più al prodotto americano, a partire dalla colonna sonora, composta ancora da Yoko Kanno, con altre canzoni aggiuntive, alcune famose. Personalmente ho trovato migliori molte scene di staticità, di dialogo (a parte il duello finale, ovvio), piuttosto che scene come quella dell’inseguimento sulle navicelle. Troppo pacchiana e mal gestita. Penso che sia il momento più basso di tutta la pellicola.
I personaggi: impossibile non innamorarsi (maschi e femmine) del protagonista Spike Spiegel, anche perché il doppiatore italiano fa benissimo il suo lavoro. Poi, ho sempre trovato affascinante anche il personaggio di Faye Valentine, che qui forse rimane troppo ambiguo per chi non conosce la serie, ma una scena dedicata a lei fa capire tutta la complessità di questo meraviglioso personaggio.
Peccato per Jet, che nella serie aveva un ruolo di maggior spessore, mentre qui è un po’ relegato al ruolo di chi attende, di conseguenza si vede per troppo poco tempo. Inoltre, il doppiaggio questa volta ha deciso di cambiare rotta modificandogli la voce rispetto a quella della serie. Sarà stata la distanza dalla visione di quest’ultima, ma credo che il lavoro sia stato ottimo anche in questo caso, anche se ovviamente la voce della serie gli stava molto meglio.
Infine, un villain che più ambiguo e misterioso non si può. Poche immagini per farci capire chi è, da dove viene, perché è lì e soprattutto perché fa quello che fa, ma alla fine non lo possiamo sapere con precisione. Lo trovo geniale! Lascia quel non so che di misterioso (appunto) che ti fa venire voglia di rivedere il film.

Per concludere: le animazioni. Da poco tempo a questa parte faccio caso allo studio che realizza i prodotti d’animazione giapponesi e devo dire che lo studio Bones è veramente eccezionale. A parte qualche momento particolarmente concitato delle immagini – vedi l’inseguimento con le navicelle -,tutto il resto è a un livello di realismo spaventoso. Per quanto possa sembrare realistico un prodotto del genere.
Cosa dire di questo film? Io l’ho trovato veramente bello e ben fatto e ovviamente lo consiglio a tutti, anche a chi non ha visto la serie, con l’augurio che poi però recuperi questa mancanza.