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Attenzione: la recensione contiene spoiler

Vampire Knight Guilty, seguito di Vampire Knight, mostra notevoli cambiamenti rispetto alla prima serie, ma pochi di questi sono in meglio. Benché i personaggi siano praticamente sempre gli stessi, muta radicalmente il modo di interagire fra loro. Le tragedie legate alle loro vite sono analizzate in modo più superficiale, alcune diventano persino superflue per lo svolgimento della storia. Lo stesso Zero, cardine della prima serie, è quasi inutile, messo in un angolo fin quando non gli “viene ordinato” di entrare in scena. A spadroneggiare è Clan Kaname, che muove i fili di tutta la vicenda.

Se Vampire Knight era l'anime della confusione, Guilty è quello delle decisioni imposte. Tutti sono marionette, a partire da Yuuki. Che è il vero punto debole di tutta la trama. La ragazza passa da essere un personaggio un po' sciocco ma comunque carino, a perfetta piattola. I lati migliori svaniscono, mentre i difetti emergono: è insopportabile, debole e prevedibile. Nonostante blateri per tutto il tempo di voler salvare/proteggere/aiutare il bisognoso di turno, è più un peso morto che una vera eroina. Anche quando tenta di impegnarsi fallisce miseramente, ne azzecca una su tredici puntate! E il suo aspetto peggiora: non solo gli occhi davvero troppo grossi, ma anche l'acconciatura la fa sprofondare nelle stereotipate protagoniste di shoujo. Non c'è alcun motivo per cui Yuuki debba essere incensata, adorata, idolatrata, amata come le accade.
Nonostante questo l'anime è ancora gradevole, sotto sotto si riesce a scorgere una trama ancora interessante e coinvolgente, e i personaggi di contorno salvano il salvabile. Voto: 7--