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Dopo aver visto molti film dello Studio Ghibli, tra cui il bellissimo "La principessa Mononoke" e l'altrettanto bello "Il mio vicino Totoro", le aspettative per questo nuovo "Arrietty. Il mondo segreto sotto il pavimento" erano alte, molto alte.
Le aspettative sono state, purtroppo, disattese quasi totalmente.

"Arrietty" segue molto lo schema classico della favola Ghibli: personaggi simpatici, cattivi un po' fuori dagli schemi, e una morale che sta alla base di tutto, condita con molto buonismo (come in questo caso).
La storia parla di una famiglia di "prendi in prestito", una sorta di gnometti che vivono, come dice il titolo, sotto il pavimento, "prendendo in prestito" piccole cose dagli umani.
Il mondo umano visto dagli occhi di questi piccoletti è molto affascinante, per loro ogni cosa è una grande sfida, quelli che per noi sono insettini da schiacciare con il giornale per loro possono significare la morte. Molto divertente e interessante è osservare i "Prendi in prestito" atti a compiere ciò che dà loro il nome, utilizzando ogni piccolezza e faticando per rubare piccole zollette di zucchero.

I personaggi umani non sono nulla di speciale, abbiamo un ragazzino malato nella parte del buono e una governatrice stereotipata nella parte della "cattivona" pronta a rovinare tutto, una cattiva per modo di dire, nulla in confronto ai veri cattivi delle favole Disney, giusto per fare un esempio. Lo stesso discorso vale per Arrietty e la sua famiglia, nessuno dei tre offre molto su cui riflettere, una normale famigliola come le altre.

La trama è, purtroppo, realizzata nel modo più banale possibile. Si sa già in anticipo cosa succederà, lo schema che seguono gli eventi è molto semplice, senza colpi di scena o trovate "geniali" che possano smuovere il ritmo e tenere alta la concentrazione dello spettatore. Secondo me è una storia che si presta meglio per una visione da parte di bambini in quanto credo offra pochi spunti di riflessione, a eccezione della classica morale di fondo purtroppo, anch'essa, nulla di speciale, il classico: non giudicare gli altri dall'aspetto (in questo caso dalle dimensioni), non avere paura di ciò che non si conosce.

Il buonismo che pervade l'opera è fin troppo evidente, in film come "La principessa Mononoke" si tastavano con mano il cinismo e la crudeltà del mondo in cui viviamo mentre qua sembra di vivere quasi in un mondo onirico, ricco solo di buoni sentimenti, infatti sono completamente assenti personaggi degni di essere ritenuti "cattivi", più che altro sono "dispettosi", cercando di dare fastidio, ma non hanno un animo malvagio, non sono spinti da interessi deprecabili o altro che aiuti a qualificarli come i "villain" della storia.

A mio avviso l'unico elemento che rende il film degno di portare il marchio dello studio Ghibli è la notevole cura tecnica: disegni molto ben colorati e buona cura per i paesaggi, un po' meno per i personaggi.
Da menzionare è sicuramente la colonna sonora che, ricollegandosi al già citato buonismo, propone una serie di brani molto allegri e, soprattutto, orecchiabili e piacevoli da sentire anche al di fuori del contesto del film.

In conclusione, "Arrietty" mi ha parecchio deluso; nulla a che vedere con i grandi film dello studio Ghibli, è comunque una piacevole favoletta per i più piccoli ma, purtroppo, non per chi cerca una storia più profonda e intensa.