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Essenzialmente non si poteva chiedere di più a questo prequel, che ha in un certo senso il compito di chiudere e aprire contemporaneamente la saga, ovvero chiudendo la nuova pentalogia da una parte, e aprendo la saga vecchia dall'altra.
Si può dire con certezza che questo è stato sicuramente l'episodio più difficile da realizzare, proprio per questi motivi. In pratica tutto quello che accade durante il film ci conduce all'inizio della serie, specie sull'aspetto scenografico e sui personaggi secondari, che a mio avviso hanno un ruolo determinante all'interno di questo film.

Altra grande interpretazione la forniscono i doppiatori italiani; addirittura qui abbiamo presenti la Scattorin family al completo con padre e figlio, meglio non si poteva chiedere. Abbiamo due generazioni diverse e distinte al confronto, e a dire la verità la saga non poteva essere meglio chiusa con quest'ulteriore chicca nell'edizione italiana.

L'aspetto che meglio caratterizza quest'anime recensito è sicuramente la figura di Ken, che mai come stavolta è del tutto secondaria nella trama: siamo abituati sempre a vederlo come il personaggio di spicco dell'intera opera, ma in questo caso sono tutti gli altri presenti a dare un pesante contributo a tutta la trama.
Difatti le famose esplosioni atomiche che sempre venivano citate all'inizio dell'anime classico, qui trovano un senso. Qui viene gestito ampiamente tutto il significato nascosto in quelle poche parole, di come l'umanità per colpa di alcuni pazzoidi si riduca sull'orlo del baratro e di quali poche possibilità ormai disponga per salvarsi.

E' vero che il nostro eroe ormai è pronto per prendere sulle sue spalle un peso di oltre mille anni di storia dell'Hokuto, ma è anche vero dall'altra parte che per diventarne il "metallo pronto" per tale impresa non era solamente necessaria la cattiveria iniziale di Shin nell'infliggergli quell'ulteriore peso che tutti conosciamo, ma occorreva un peso maggiore, il disastro della stessa umanità che lui in un primo momento già non era riuscito a salvare.
Abbiamo quindi un Kenshiro che assume fattezze di antieroe, di qualcuno di cui denigrare i comportamenti, ma di cui ammirare gli scopi che si è prefissato, come un debito da pagare nel più breve tempo possibile, e in questo film emergono forse quasi tutte le motivazioni che poi aprono l'epoca leggendaria che viene narrata nella serie classica.

"La leggenda del vero salvatore" è bellino da vedere, ma non entusiasma troppo per disegni e animazioni; il vero punto fondamentale su cui si regge il film è tutto il novero dei comprimari che si muovono attorno al protagonista, e che lo fanno "crescere" definitivamente.