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9.0/10
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Log Horizon è un anime del 2013, tratto dall'omonima light novel di Mamare Touno e prodotto dallo studio Satelight.

Ecco qui la trama: 30 mila giocatori vengono intrappolati misteriosamente nel gioco di Elder Tale e il nostro protagonista, Shiroe, dovrà cercare un modo per tornare indietro e, oltre ciò, cercare di ottenere più informazioni possibili su questo nuovo mondo.
Inizialmente Log Horizon era stato bollato come la copia di Sword Art Online, visto che in quest'ultimo accadevano le stesse cose. Posso assicurarvi però che le somiglianze dei due finiscono qui. Infatti quest'anime prenderà una strada molto differente da SAO e, sinceramente, più azzeccata.

Una cosa che ho molto apprezzato, che in un MMORPG è molto importante, è la caratterizzazione di questo nuovo mondo. Se in SAO vediamo solo le ambientazione e basta, su LH vengono spiegate moltissime cose, descrivendo minuziosamente tutti gli aspetti del gioco online: viene spiegata la modalità di gioco, tutte le classi primarie e secondarie presenti, l'organizzazione che ci sono nelle città, il sistema di gilda, ecc… Cose che hanno reso felice un giocatore come me.

Un altro fattore fondamentale nel mondo dei giochi online che qui viene rispettata parecchio è la strategia non legata però solo ai combattimenti (dove è utilizzata molto bene visto il vario utilizzo di skill di diverse classi per attaccare, difendere e curare), ma anche in ambito economico e politico. Sì, avete capito bene: economico e politico. Queste saranno due caratteristiche fondamentali nell'anime visto che, trovandoci in una nuova realtà, bisogna saper creare delle regole e un ordine in modo che ogni giocatore intrappolato in quel mondo possa trovarsi a proprio agio. Tra queste cose quella che mi ha stupito più di tutti sono stati i personaggi. Inizialmente potranno sembrare un po' stereotipati (ci sarà il pervertito, la ragazza tutta dolce e pucciosa, quello che riesce a far innamorare di sé tutte le donne e via dicendo), ma verranno successivamente caratterizzati ottimamente e tutti avranno dei momenti in cui emergeranno di più e potremo apprezzarli per il loro modo di essere e non staranno sulla scena solo per fare il "riempitivo" come succede spesso in altri anime. Se poi facciamo conto che sono in totale una ventina o più, capite bene come l'anime abbia giocato bene le sue carte nell'ambito dei personaggi.

Parlando del lato tecnico, il disegno non è a livelli eccelsi come certi anime, anzi, sono abbastanza semplici e non troppo dettagliati, ma, nella loro modestia, li ho trovati simpatici. Il punto di forza in questo campo sono sicuramente le musiche di Yasuharu Takanashi, molto azzeccate in quanto ricordano quelle degli MMORPG e l'opening, Database, un miscuglio di adrenalina ed epicità cantata dal gruppo Man with a mission. Anche l'ending, chiamata Your song, fa il suo ottimo lavoro.

Il finale ci preannuncia l'inizio di una seconda stagione (già programmata per l'ottobre di quest'anno) e soprattutto ci lascia con alcuni dubbi da chiarire e soprattutto con un orizzonte pieno di nuovi luoghi e storie da conoscere.