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5.0/10
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Dopo Devilman e tutti i robottoni di Go Nagai mi sono detta: "Proviamo Violence Jack!" perché dalla trama sembrava interessante. In effetti i primi volumi sono avvincenti, ci troviamo in un Giappone devastato dal terremoto dove la zona di Tokyo, il Kanto, rimane devastata ed isolata dal resto del paese. Il Giappone superstite abbandona al suo destino il Kanto, dove i violenti la fanno da padrone. Nei primi volumi Go Nagai riutilizza alcuni suoi personaggi famosi e li butta nella mischia di questa cruda storia. Ritroveremo Jun e Tetzuya da Il Grande Mazinga, Miki e Ryo Asuka da Devilman...
Chi è Violence Jack? Un uomo enorme, mostruoso, per il quale il concetto di giustizia si esplica tramite l'uso di un coltello lunghissimo e uccidendo con altrettanta ferocia altri assassini.

<b>[Attenzione, possibili spoiler!]</b>
Per chi ha visto Devilman, scoprire che Miki e Ryo in questa serie sono compagni potrebbe essere spiazzante, non quanto intuire che Jack possa essere la reincarnazione di Akira dopo la sua morte. <b>[Fine spoiler.]</b> Andando avanti, i primo volumi hanno una trama coerente, il disegno è veramente datato, ma col proseguire della storia è una sequela di stupri, squartamenti e violenze di ogni genere. Si capisce che Go Nagai ha il pallino dell'erotismo e anche della pornografia, diciamocelo, ma la sequela di violenza sulle donne che in alcuni volumi è a profusione diventa decisamente offensiva dopo pochi volumi. Per dare spessore ad un manga non penso sia necessario insistere su alcuni dettagli.

Peccato, mi sono sbarazzata della serie dopo 11 volumi, non ne potevo più. Se siete ragazze quest'opera è uno schiaffo alla dignità femminile, evitatelo. Se siete maschi, beh, che stomaco avete? Mi dispiace per Nagai che su altre opere è stato davvero bravissimo, ma qui rimugina in disegni e storie che sono un pugno allo stomaco, inutile e gratuito. Al confronto Devilman è per bambini.