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Oggi giorno gli shounen non danno più l'impatto di una volta. E vero, ci sono pur sempre personaggi carismatici, situazioni incredibili, mondi affascinanti e combattimenti emozionanti, ma, per quanto differenti dai temi dell'opera, vi sono sempre gli ormai consolidati temi di coraggio, amicizia, amore ecc... Vi è poi la cosiddetta "plot armor", ovvero il fatto che un personaggio, per via del suo ruolo, difficilmente esce di scena.

Ma "Akame ga Kill!" è diverso; è sì uno shounen, ma prende i classici elementi e li butta via, proponendo qualcosa di diverso. I personaggi carismatici rimangono, i duelli spettacolari rimangono, le situazioni anormali sono presenti, ma qualcosa cambia; l'ambientazione esteticamente rimane affascinante ma esplorata dall'interno rivela la sua diabolica natura, e, soprattutto, l'elemento che ha posto l'opera al centro dell'attenzione e che lo rende un fantasy, o per meglio dire dark-fantasy, diverso dagli altri: La morte è sempre dietro l'angolo e può coinvolgere chiunque, perfino gli eroi.

<b>Attenzione: la seguente parte contiene spoiler</b>

Partiamo dalla trama: una serie di sfortunate e drammatiche circostanze porteranno il giovane avventuriero Tatsumi a entrare nel gruppo di assassini "Night Raid", il cui compito è l'assassinio di figure politiche, militari e affini legati all'impero, diventato un baricentro di corruzione e sfruttamento dei cittadini comuni a vantaggio delle alte cariche da quando sul trono vi è un giovanissimo imperatore inesperto, dando quindi vantaggio al primo ministro Onest di governare la capitale e l'impero a suo piacimento e spargendo il seme della corruzione ovunque. Proprio la crudeltà di questo sistema ha portato alla morte i compagni di viaggio di Tatsumi, che miravano a guadagnare fortuna nella capitale per il loro villaggio natio, afflitto dalla povertà; dopo una serie di dubbi, il giovane Tatsumi decide quindi di dare battaglia all'impero con l'aiuto dei suoi nuovi compagni, in modo da permettere la futura ribellione organizzata dall'armata rivoluzionaria, cui i "Night Raid" sono associati, ma l'apparizione di potenti soldati imperiali, tra cui coloro riuniti sotto il nome di "Jaegers", renderà il tutto più difficile.

Tatsumi, ragazzo che si evolve caratterialmente e in abilità, Akame, fredda ma dolce con i suoi compagni, Leone, vivace sorella maggiore per tutti, Mine, tipica Tsundere, Sheele, sbadata ma dolce e materna, Lubbock, donnaiolo e stratega acuto, Bulat,con manie da belloccio ma combattente valoroso, Najenda, boss leale e carismatico, Susanō, ottimo combattente e uomo di casa e Chelsea, fredda esperta d'infiltrazione, sono i "Night Raid". Esdeath, sadica col nemico ma leale con i suoi compagni, Bols, inquietante ma gentile, Wave, sbadato ma preoccupato per i suoi compagni, Kurome, che sotto quell'aspetto cela una voglia di uccidere inplacabile, Ran, intelligente e personificazione della calma, Dr. Stylish, tipico scienziato pazzo, e Seryu, vera e propria malata di giustizia, sono gli "Jaegers". Che cosa hanno in comune questi due schieramenti, apparentemente opposti per la bandiera per la quale lottano? Non solo sono tutti ben caratterizzati e capaci di mostrare una forte umanità quando non si combatte, ma sono compagni che si sostengono e si aiutano a vicenda in forti esempi di cameratismo, oltre a essere protagonisti di simpatici siparietti comici per smorzare la tensione fra una missione e l'altra. Poco da dire sugli altri nemici: vero esempio di personificazione della crudeltà, come il primo ministro, della manipolazione, come il giovane imperatore, e corruzione, come i bersagli dei Night Raid. Inoltre, è pur sempre un mondo fantasy, quindi non mancano i mostri, così come i poteri speciali, qui rappresentati dai "Teigu", le armi imperiali.

Perché questa serie è atipica? Perché la maggior parte dei nomi scritti sopra saranno destinati a essere scolpiti sulle pietre tombali. "Akame Ga Kill!" distrugge il concetto di plot-armor e quindi occhio a quale personaggio ci si affeziona, perché non puoi sapere quale sarà il suo fato: il cast presentato nella serie è destinato a essere decimato man mano che la storia andrà avanti. La serie sembra essere, inoltre, una specie di linea sottile fra lo shounen e il seinen, poiché saranno presenti elementi come corruzione, sfruttamento, tortura e una forte, ma non troppo cruenta, componente splatter.

L'anime, prodotto dalla "White Fox" (già autrice dell'anime di "Steins;Gate"), riesce nella difficile prova di creare un buon adattamento dell'omonimo manga, presentando una buona resa grafica e nelle animazioni, rendendo non indigeste le molte scene splatter (non cruente quanto quelle di un horror) presenti nella serie e rendendo molto ben realizzate e coreografate le scene di lotta, specialmente quando entreranno in scena i poteri dei Teigu. Dal momento che il manga originale era ancora in corso, la serie, nelle battute finali, prenderà una strada tutta sua, con un finale perfettamente in linea con le tematiche della serie, evitando il pericolo del finale aperto.

"Akame Ga Kill!" è una serie atipica. Difficile giudicare una serie che va volutamente fuori dagli schemi, ma ciò non le impedisce di avere un certo fascino che piacerà a chi è alla ricerca di emozioni forti, ma non troppo.