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Cosa vuol dire oggigiorno essere un eroe? Non siamo più nei periodi in cui basta ottenere dei poteri, combattere i malvagi, salvare il mondo ed essere ammirato dalle persone. Oggigiorno la figura dell’eroe viene mostrata più come un fardello che come un beneficio, evidenziando come avere dei poteri comporti avere più problemi che vantaggi, avere più diffidenza che aiuto, e che essere un eroe comporti pagare un prezzo. E, se esserlo, vuol dire pagare un prezzo, se significa mandare all’aria le proprie convinzioni, allora, forse, la strada sbagliata è esserlo. Ma, nonostante tutto, c’è chi, coraggiosamente, e ben conscio dei rischi, o conoscendo la clausola, non ha paura, e vuole andare avanti con volontà di ferro e coraggio per perseguire il suo cammino di essere un eroe nel senso classico del termine, ovvero non dire che è impossibile finché non lo si prova. Anzi, più che “eroe”, dovrei dire “eroina”, perché le protagoniste di questa storia sono delle eroine. È la storia di “Yuki Yuna wa Yuusha de Aru”.

Protagoniste di questa storia sono quattro, in seguito cinque, studentesse delle medie, nonché componenti del club scolastico denominato “Club degli eroi”, la cui attività consiste in attività a scopi ricreativi o di assistenza, e i membri comprendono l’esuberante, e perfetta eroina, Yuki Yuna, la sua migliore amica, nonché vicina di casa, Mimori Togo, costretta sulla sedia a rotelle e con lieve amnesia, entrambe del secondo anno, la presidentessa del club, e studentessa del terzo anno, Fù Inubozaki, e sua sorella minore Itsuki, del primo anno, con la futura nuova arrivata del secondo anno Karin Miyoshi. Ma ben presto la loro vita quotidiana verrà sconvolta da una micidiale verità: esse sono state scelte per diventare vere Eroine, ovvero fanciulle dotate di poteri il cui obiettivo principale è abbattere i misteriosi Vertex, esseri alieni che attaccano da un'altra dimensione e il cui obiettivo è il Grande Albero, protettore del genere umano, la cui divinità chiamata Taisha ha richiesto la creazione del Club in modo da scegliere le Eroine che possono combattere i Vertex e difendere il Grande Albero. Forti di portentosi poteri, le ragazze decidono di scendere in campo per dimostrare, soprattutto Yuna, di essere delle vere Eroine. Ma la verità che si cela dietro questi avvenimenti, nonché del sistema degli eroi, è molto più agghiacciante di quanto si possa credere.

La serie, tra l’altro originale, parte inizialmente come una classica serie di mahou shoujo, con le ragazze che ottengono i poteri e combattono i nemici di turno; c’è l’arrivo di un nuovo membro e l’arrivo allo scontro contro il boss finale, con tanto di power-up, in questo caso la Piena Fioritura, ma verso metà serie, dopo un paio di puntate dedicate alla vita quotidiana delle ragazze, la serie subisce un lento e inquietante cambio di rotta.
Ma partiamo dalla caratterizzazione di esse; non sono male e in alcuni casi mostrano un paio di sorprese, e saranno fulcro principale della seconda parte della serie, come nel caso del dolce rapporto fraterno tra Fù e Itsuki, o il mistero legato all’amnesia di Mimori, mentre quelle che hanno una caratterizzazione standard sono Karin, tipica tsundere che crede di essere la migliore, vantandosi di essere speciale, per poi affezionarsi alle ragazze e mostrare una sincera preoccupazione, e Yuna, tipica ragazza coraggiosa e positiva perfino nelle situazioni senza speranza, mostrando di essere una vera e propria eroina perfino nelle situazioni più gravi - e di momenti da eroina ne avrà eccome. Ovviamente, il legame fra le protagoniste è duro a morire e la loro collaborazione reciproca è fondamentale nelle battaglie, salvo essere messo dolorosamente alla prova nella seconda parte; e la seconda parte farà tirare le zanne alla narrazione, mostrando che un sistema, perfino votato all’eroismo, possiede quel lato oscuro che, scoperto, porta alle azioni più avventate. Verranno mostrati effetti molto incisivi sul prezzo del potere a seguito della piena fioritura, e si vedrà come un fiore che al massimo splendore sfiorisce pian piano non è una semplice metafora, per via degli effetti collaterali e della verità sul dovere di un Eroe. E Taisha, la figura che gestisce questo sistema, vuole essere un’incognita allo spettatore, in quanto dialoga solo con messaggi, e il suo giudizio è retto e inequivocabile; anzi, vuole essere gli occhi dello spettatore, e il suo punto di vista nel concetto stesso di “eroe”, capendo se è necessario correggerlo, dopo aver visto le protagoniste stringere i denti fino all’ultimo, pur avendo saputo la verità sul sistema, per lottare fino allo stremo.
E, sinceramente, dopo tanta crudeltà e dolore ci vuole un happy ending ideale, no?

Passando al lato tecnico, la risoluzione visiva è un tripudio di colori, specialmente nell’altra dimensione, fatto di colorazioni non troppo accese né troppo spente, mentre a livello di animazioni viene fatto un buon lavoro. Il chara design dei personaggi è carino, specialmente nelle loro forme da Eroine, mentre a livello sonoro viene usata una bella colonna sonora, con tanto di cori nei momenti più concitati come le trasformazioni; opening ed ending sono molto evocative, con tanto di una bella insert song di Itsuki usata forse nel peggiore dei tempismi.

“Yuki Yuna Wa Yusha de Aru” è una serie con qualche pretesa che potrebbe interessare agli appassionati di mahou shoujo e a coloro che vogliono una storia con gli effetti sorpresa, perché di sorprese ne ha eccome nella seconda parte. Una chance la merita eccome.