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8.5/10
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Ciò che tu hai lasciato indietro
è diventato il mio tutto
è diventato la mia vita
-Kizuato-

Le note graffianti e le calzanti liriche di 'Kizuato' ("Cicatrice"), sigla iniziale dell'anime Given, c'introducono ad una storia dedicata ai sentimenti a sfondo prettamente musicale, e che non disdegna d'intrecciare la commedia a temi assai più drammatici: si tratta dell'adattamento dell'omonimo manga Boys' Love di Natsuki Kizu, i cui 11 episodi sono andati in onda in orario notturno dall'11 luglio al 19 settembre 2019 nel contenitore NoitaminA di Fuji TV, quindi trasmessi in streaming anche per l'Italia per tramite di Crunchyroll.
E' proprio il testo di 'Kizuato', corredato d'ottime sequenze in accordo con le musiche, ad anticiparci i temi portanti della storia ancor prima che questa inizi: una cicatrice che corrode l'anima, ferite mai rimarginate, rimpianti che non lasciano il cuore ed una chitarra di ricordi tra le braccia.
"Given", ovvero "donato", è proprio quella chitarra che il protagonista Mafuyu si porta sempre con sé, non privo di un certo smarrimento, tenendola stretta fra le braccia come si farebbe con un animale di pezza. "Given", allo stesso tempo, diverrà anche la risposta al percorso che il ragazzo intraprende grazie ad un incontro dettato dal caso.
Una corda rotta, si potrà mai aggiustare? Corde di chitarra che in verità sono al contempo metafore di un'esistenza che non sa come rimettersi in moto. Non ne è conscio Mafuyu Sato, quando porge la sua domanda innocente al compagno di scuola Ritsuka Uenoyama, conosciuto un giorno dopo un pisolino; e non è cosciente appieno di che cosa sta andando a ripristinare nemmeno quest'ultimo, quando risponde che è ovvio che una corda si possa rimpiazzare con un'altra. Nuova, più forte e più resistente. Si allargano così a cerchio, e a dismisura, i significati messi in moto dalla bella storia della Kizu, la cui pubblicazione è iniziata nel 2013 e giunta sinora a 5 tankobon editati in Giappone da Shinshokan e da Flashbook Edizioni per l'Italia.
La storia segue dunque il classico canovaccio del 'Boy meets Boy', quell'incontro fatale dal quale scaturisce lo sblocco dell'impasse per ambo i protagonisti: Mafuyu si sente scuotere al suono dell'aria che vibra per la chitarra di Uenoyama mentre questi, a sua volta, all'udire la voce limpida di Mafuyu sente vacillare ogni certezza.
Gravitando naturalmente l'uno attorno all'altro e maturando un'attrazione reciproca, pian piano ciascuno dei due ritrova ciò che aveva perduto, dall'ispirazione musicale alla forza di superare un amore finito tragicamente.

Giorni di pioggia, nuvolosi o soleggiati
nelle quattro stagioni, 365 giorni l'anno
tu ci sei dappertutto
-Kizuato-

Il felice incastro si espande da due a quattro quando Uenoyama conduce Mafuyu a conoscere i suoi compagni di band, il bassista e 'babysitter' del gruppo Haruki e il batterista sciupafemmine Kaji. L'armonia è raggiunta ancor prima di un nuovo inizio, poiché ognuno dei ragazzi reca nel nome una delle quattro stagioni: il pacato inverno (冬 'fuyu') di Mafuyu ammorbidisce l'irruenza dell'estate (夏 'ka') di Ritsuka Uenoyama, la morbida gentilezza della primavera di Haruki (春, 'haru') sa come smorzare la ruvidezza di Akihiko Kaji, l'autunno (秋, 'aki'). Non è un cerchio perfetto poiché ancora grezzo, eppure la band assume già così un implicito senso di equilibrio, come in verità suggerisce anche il termine stesso giapponese 'shunkashuuto' ovvero 'quattro stagioni' (composto proprio dai kanji di ciascuna letti uno dopo l'altro) che ricorre ancora una volta nel testo di 'Kizuato', oltre che nella storia stessa. L'armonia nella musica, e a sua volta la musica che sa raccontare ciò che con le parole spesso non riusciamo a dire.
Degli elementi principali del racconto cartaceo originale, è facile intuire come ciò che la trasposizione animata più riesce ad enfatizzare sia proprio la componente musicale. E pertanto oltre al bel focus della storia sulla scena indie-rock giapponese notiamo anche che non v'è suono alcuno, in Given, che sia lasciato al caso o che non rivesta un particolare significato; così come non v'è elemento melodico, o ad esso ricollegabile, che non sia stato collocato con un preciso intento.
La vivace sigla di apertura ad opera della band Centimillimental si apre con uno scoppiettante assolo di chitarra, che rapidamente muta nella sequenza strumentale di una band, quindi accompagnata da testo ed immagini, a fungere da quantomai valida introduzione sia all'atmosfera della storia quanto al tenore dei suoi personaggi, per metà liceali e per la restante parte studenti universitari. Un ambiente, quest'ultimo, spesso esplorato nell'ambito del Boys' Love, ma al contempo non sono così frequenti le opere in cui esso venga percepito come un elemento fondante nella vita dei protagonisti.
Accade per l'appunto in Given, così come nel delicato Hidamari ga Kikoeru - I hear the Sunspot di Yuki Fumino.
A colpire con efficace discrezione è però anche la colonna sonora utilizzata in sottofondo: non è decisamente un caso se veniamo accompagnati alla prima scena del primo episodio attraverso pacate note 'di risveglio' associate a Mafuyu, mentre di Uenoyama udiamo invece una voce impastata di sonno e annoiata, azzeccata espressione dell'andamento della sua vita di tutti i giorni. E poi, ecco il primo incontro tra i due protagonisti svolgersi senza dialogo alcuno, con gesti ed azioni ritmati soltanto dalla presenza di una melodia ben più vivace... come di un qualcosa che cambia.
Non impiegheremo poi molto ad accorgerci anche del citazionismo presente nel titolo degli episodi, ciascuno a richiamare canzoni di successo realmente esistenti: da 'Like someone in Love' dell'episodio 2, canzone popolare jazz cantata dagli altri da Frank Sinatra e Björk, a 'Wonderwall' degli Oasis all'episodio 10, ma anche 'Fluorescent Adolescent' degli Arctic Monkeys al quarto episodio, 'The reason' degli Hoobastank al quinto, 'Time is running out' dei Muse all'ottavo e 'Song 2' dei Blur nel capitolo conclusivo della storia.
La riuscita della trasposizione animata è da leggersi dunque certamente in quest'ottica, grazie cioè ad una ricercata attenzione a tanti piccoli -ma affatto trascurabili- dettagli musicali, oltre naturalmente alla bontà di aver portato sul piccolo schermo una storia che parla sì di amore omosessuale e sfiora tematiche LGBT, ma lo fa senza gridare, senza voler fare scalpore, senza la necessità di doversi dichiarare tale per assumere una propria riconoscibilità.
Lo fa invece con molta naturalezza e semplicità, e senza per questo privarci dei drammi legati all'adolescenza, agli amori perduti ed alla scoperta di sé. Lo fa, soprattutto, facendo raccontare il tutto filtrato dalla musica, da sempre strumento catalizzatore di emozioni e da quest'ultime liberatorio, al tempo stesso.

NoitaminA può senz'altro fregiarsi di essere un contenitore che è sempre stato capace di ospitare titoli tanto degni di nota quanto per certi versi atipici, unico elemento ad accomunare serie piuttosto eterogenee tra loro come Honey&Clover, Paradise Kiss, Eden of the East, Usagi Drop, Psycho Pass, Kuragehime, Anohana o Thermae Romae. La musica non è una rarità, se ripensiamo a Nodame Cantabile, Sakamichi no Apollon e Bugie d'Aprile, né è la prima volta che qui s'introduce una storia che preveda lo sviluppo di tematiche legate a sentimenti non eteronormativi, come accaduto anche in Banana Fish; a differenza di quest'ultimo, tuttavia, è indubbio che la scelta di collocare in questo contenitore una storia apertamente classificata in origine come Boys' Love sia ancora meno usuale, e ciò fa di Given una "prima volta" nel catalogo, riconfermando NoitaminA come innovatrice in tal senso.
Ricordiamo che d'altronde è proprio di Fuji TV la recente creazione dell'etichetta Blue Lynx, specificatamente destinata a raccogliere futuri lungometraggi animati di storie Boys' Love, e che partirà dalla trasposizione del celeberrimo Twittering Birds never fly di Kou Yoneda.
Non è naturalmente sufficiente la presenza di questa sorta di 'marchio di fabbrica' per garantire la perfetta riuscita di un prodotto, ed in effetti proprio la trasposizione animata di Given pecca purtroppo in certi aspetti della sua costruzione.
Pregevolissimi, come già citato, gli effetti sonori di Masami Kitakata con la direzione del suono di Hiromi Kikuta, che già si era distinta nel medesimo ruolo in Run with the Wind; la produzione della colonna sonora è stata affidata a Gakuonsha (Juliet in Collegio), con le belle musiche realizzate da Michiru (Izetta the Last Witch).
Altrettanto gradevoli i realistici sfondi di Tokyo di Ayano Okamoto, Hiroko Tanabe, Hiroki Makino e Kusanagi (Bungo Stray Dogs, Berserk, Tokyo Ghoul, Noragami, Love Live!), il color design di Hiroaki Kaguchi e la direzione alla fotografia di Naoki Seizawa dal momento che sui paesaggi tanto antropici quanto naturali si da' prova di un uso ampio, saggio e luminoso delle palette di colori. Piacevoli le animazioni 3DCG di Larx Entertainment e quelle in CG dirette da Tomoya Mizuno, in special modo nella rappresentazione degli strumenti musicali e di scene ad essi ricollegabili.
Buone la regia di Hikaru Yamaguchi e la sceneggiatura e la composizione della serie di Yuniko Ayana (Flip Flappers), che pur rimescolando certi passaggi della storia nell'anticipare o posticipare diversi accadimenti, nel complesso confezionano un risultato piacevole e donano alla serie un respiro narrativo inaspettatamente più disteso -a volte persino troppo- rispetto al manga, nonché ancora più marcatamente slice-of-life.
Meno riusciti invece gli aspetti legati a certe scelte nella resa dei personaggi, al character design ed alla direzione generale delle animazioni di Mina Osawa (Gakuen Babysitters), ed alle animazioni vere e proprie dello Studio Lerche (Assassination Classroom 2, School-live!, Scum's Wish, Radiant 2): in questo caso è vero che non ci si può assolutamente lamentare di una mancata fedeltà al manga, soprattutto nella riproduzione di scene statiche riprodotte passo passo, di contro però tanto il character design quanto le animazioni non si rivelano sufficientemente all'altezza del tratto della Kizu, così fine, delicato ed al contempo non privo di una certa sensualità.
Se guardiamo al protagonista Mafuyu, ad esempio, viene smarrita quasi del tutto quell'aria di bellezza quasi eterea, delicata e graziosa del manga, a fronte di un viso che in animazione si fa decisamente più morbido, rotondo e "puccioso" e di un atteggiamento per certi versi infantile.
Quando incontriamo Mafuyu per la prima volta, il ragazzo ha con sé una chitarra che si trascina ovunque, quasi fosse un'estensione di sé. Sembra quasi che egli non sappia come reggersi in piedi, senza aggrapparsi a una chitarra che non sa nemmeno suonare, e in effetti arriviamo a scoprire che è così per davvero.
La versione animata di Mafuyu tende ad accentuare eccessivamente e troppo a lungo questa sua aria stordita, facendo di lui quasi un pappagallino che ripete con ingenuità ogni frase gli venga rivolta, quasi che si ritrovi privo di nerbo e di una propria volontà. Un aspetto, questo, che il manga non fa pesare, riuscendo inoltre a concatenare in maniera più equilibrata l'incapacità di affrontare il dolore e la solitudine di Mafuyu alla spasmodica ricerca di quel "qualcosa che manca" nella vita dello tsundere chitarrista prodigio Uenoyama; l'anime ci priva poi del punto di vista di quest'ultimo che a rotazione appare nel manga, e che risulta decisamente essenziale in alcuni momenti clou della storia.
Molto attenuata in animazione è anche la carica erotica di personaggi come il ruvido batterista Kaji o la sensualissima Yayoi, viene persa la fluidità nel dettaglio dei lunghi capelli di Haruki, ed in generale un po' tutti i personaggi soffrono di una staticità di movimento un po' infelice, anche -ma non solo- nella trasposizione di scene chiave della storia.
A sottolineare come tuttavia non si possa guardare solo a ciò che dal manga non ci è pervenuto, è anche il comparto tecnico dei doppiatori coinvolti in questa serie.
Se già la storia originale ci regala dei personaggi sia maschili che femminili molto ben costruiti, dinamici e realistici, quello di Given è un racconto piacevole da ascoltare in ogni momento, grazie ad un'interazione molto diretta, schietta e naturale tra tutti i suoi personaggi, a dialoghi le cui parole non di rado rimangono impresse nella testa, e a voci decisamente calzanti: il giovane Shōgo Yano (Nanao in Tsurune, Nao Okamura in The Idolm@ster SideM Wake Atte Mini! ) interpreta Mafuyu Sato anche nel cantato, ed è stato in grado di rendere appieno la straordinaria evoluzione della voce del ragazzo che lascia attoniti tanto i personaggi della storia quanto gli spettatori dell'anime. A Yano è inoltre affidata la sigla di chiusura 'Marutsuke' ("Cerchio"), piuttosto evocativa nel passaggio dalla versione solo strumentale del primo episodio a quella cantata successiva, con le liriche a spostarsi infine in accordo con la storia, nell'episodio conclusivo.
A dir poco eccellente, ma come sempre d'altronde, la prova del talentuoso Yūma Uchida (Ash Lynx in Banana Fish, Kyo in Fruits Basket) sul chitarrista Ritsuka Uenoyama, che passa dalla versione tsundere alla comicità e sino ad una vellutata tenerezza nella voce con un'abilità impressionante per un doppiatore così giovane. Deliziosi anche i virtuosismi a tratti quasi moe che ci regala in alcuni momenti Masatomo Nakazawa (Kenji Futakuchi in Haikyuu!!) sul bassista Haruki Nakayama, personaggio responsabile dell'equilibrio del gruppo, ed è decisamente appropriata la profonda voce di Takuya Eguchi (Tomoya Matsunaga in Rainbow Days) sull'ombroso e affascinante batterista Akihiko Kaji.
In Given, però, non sono da meno i personaggi secondari, e sono infatti ottime anche le prestazioni di Ryōta Takeuchi (Elias Ainsworth in The Ancient Magus' Bride ) su Koji Yatake, Yū Shimamura (Akiko Yosano in Bungo Stray Dogs) su Yayoi Uenoyama, Kengo Takanashi (Starmyu, Silver Spoon) su Shogo Itaya, il novello Fumiya Imai su Hiraagi Kashima e Shintarō Asanuma (Nishiki Nishio in Tokyo Ghoul ) sulla controversa figura di Ugetsu Murata.

Sei misterioso
la tua esistenza mi rende più forte
e più debole al tempo stesso
- Marutsuke -

La produzione congiunta di Fuji TV con Dentsu, Aniplex, MOVIC e Shinshokan è dunque promossa, avendo saputo donare alla storia una confezione non perfetta ma comunque apprezzata e di pregio.
La serie estiva ha infatti riscosso un successo sufficiente da indurre Fuji TV a far trasporre anche quei capitoli del manga che nell'anime non hanno trovato adeguato spazio: uscirà pertanto nel 2020 un film animato di Given per la succitata etichetta Boys' Love Blue Lynx, opera che sarà diretta prosecuzione della storia e si focalizzerà sulle figure di Haruki e Kaji.
Di sdoganamento del genere forse è improprio parlare, in primis dal momento che doversi trovare a legittimare un amore omosessuale nel 2019 ha di per sé dell'anacronistico, e in secondo luogo perché le storie a sfondo omoerotico stanno conoscendo un boom mediatico che si riflette tanto a livello di manga quando in ambito di animazione e live action. Di certo tuttavia Given offre tanti e tali elementi da poter essere apprezzato da un pubblico ben più vasto di quello di origine, non circoscritto a quello delle fujoshi né svilito in tal senso come spesso accade a giudizi affrettati dati a queste opere.
In nessun momento Given nega la propria matrice Boys' Love, ma l'elemento dell'omosessualità non ne determina l'essenza nella sua interezza.
La tensione romantica, le effusioni ed il sesso sono sì presenti, data la componente prettamente sentimentale della storia, eppure non sono prevaricanti perché proprio come accade nella nostra quotidianità, si tratta di fattori che determinano una parte del tutto e la completano, anziché sminuirla nell'etichetta di "storia gay."
Il come, il quando o con chi i personaggi vadano a letto non è il fulcro di Given che, invece, perlopiù risponde a domande assai diverse: cosa si cerca, chi si intende essere, come si vorrebbe diventare.
La ragione è presto detta: in Given esiste una storia da raccontare, c'è molto di cui parlare, esistono più storie di cui descrivere. Ecco perché la 'Storia di un inverno' ('Fuyu no Hanashi'), ovvero la storia di Mafuyu, rappresenta al contempo il punto di partenza e quello di arrivo di quest'anime: un climax che è premessa alla necessità di voltare pagina, un ponte che traghetta verso il cambiamento.
Innamorarsi della musica, innamorarsi di un ragazzo: tra le pieghe di una malinconica storia d'amore, in Given si racconta dunque dell'amicizia tra giovani uomini, di vita scolastica, familiare e universitaria, di sogni, speranze ed ambizioni per il futuro, il tutto sullo sfondo della scena indie-rock nipponica.
Sentimenti e passioni che nascono nel cuore prima che altrove, segno che se c'è l'amore ad ispirarci e a spronarci, a farci muovere per diventare qualcosa di più e di meglio in primo luogo per noi stessi, allora non importa e non dovrebbe importare mai di che genere esso sia. L'unica cosa che conta è che sia amore.

Noi due, diventiamo una cosa sola.
- Marutsuke -