se la messa in onda della serie sia davvero adatta ad un pubblico minorenne
A guidare le critiche sul web c'è l'animatrice e character designer Terumi Nishii (Death Note
Probabilmente ad oggi insorgerebbero anche contro "La forma della voce".
Il/la mangaka in tutto ciò ha lasciato dichiarazioni? Se compare nel resoconto, chiedo scusa, ma non ho tempo per leggerlo scrupolosamentw
Ammetto di non aver letto l'opera originale per cui mi diventa difficile stabilire se le accuse siano campate in aria o se abbiano un fondamento. Da quanto ho letto diventa molto pesante ed è più di denuncia sociale che con intento derisorio.
Mi risulta che l'autrice abbia pubblicato anche un intervento con uno psicologo e che un'associazione giapponese per la difesa dei diritti dei disabili sia intervenuta in difesa della storia.
A riprova di ciò, c'è la storia parallela di un'amica d'infanzia di Mii che ha gli stessi problemi ma che venendo trattata con la dovuta attenzione e con l'amore necessario, riesce a vivere una vita felice e dignitosa. A voler dire che non è tanto Mii a "fallire" quanto la società, nei suoi riguardi. E forse questo è proprio quello che molta gente non vuole sentire.
Il/la mangaka in tutto ciò ha lasciato dichiarazioni? Se compare nel resoconto, chiedo scusa, ma non ho tempo per leggerlo scrupolosamentw
Il comunicato di Kodansha è anche la posizione ufficiale dell'autrice, a quanto pare. C'è stato anche un comunicato da parte di una associazione per il rispetto dei diritti delle persone con disabilità che, contrariamente a quanto sostengono i facinorosi da tastiera, non giudica lesivo nè degradante la descrizione della disabilità fatta nell'opera. Il che gli ha procurato insulti e minacce di morte, tra le altre cose...
Ammetto di non aver letto l'opera originale per cui mi diventa difficile stabilire se le accuse siano campate in aria o se abbiano un fondamento. Da quanto ho letto diventa molto pesante ed è più di denuncia sociale che con intento derisorio.
Mi risulta che l'autrice abbia pubblicato anche un intervento con uno psicologo e che un'associazione giapponese per la difesa dei diritti dei disabili sia intervenuta in difesa della storia.
E tendenzialmente sarei per la libertà d'espressione (pur con tutti gli avvisi del caso per prodotti particolarmente forti o non adatti ai minori).
Certo, lo ripeto, non l'ho letto e per questo non posso esprimere un'opinione definitiva, ma ora questa produzione ha sicuramente la mia attenzione.
Spike Lee è sempre stato un ipocrita, rompe tanto le scatole a Quentin Tarantino perché nei suoi film si usa la parola con la N, e poi lui per primo riempie i suoi di stereotipi.Sembra di sentire Spike Lee lamentarsi di Django Unchained.
Il fatto è che appena qualche imbecille imita qualcosa di brutto presente in un'opera di fantasia, un mucchio di beoti parte ad additarla ignorando completamente il contorno.
Alcune delle principali argomentazioni contro Mii-chan and Miss Yamada ruotano quindi proprio attorno al modo in cui la disabilità stessa viene trattata all'interno della storia; sembrerebbe inoltre che, da quando il manga ha iniziato a guadagnare popolarità, si siano verificati episodi in cui dei giovani, compresi alcuni bambini, hanno usato il nome "Mii-chan" come termine dispregiativo nei confronti di persone percepite come "non neurotipiche".
Ma il fatto è che non risulta (almeno dall'articolo) che qualcuno nella realtà si sia messo a infastidire qualche disabile imitando il manga... quindi anche questo discorso non ha molto senso.
si siano verificati episodi in cui dei giovani, compresi alcuni bambini, hanno usato il nome "Mii-chan" come termine dispregiativo nei confronti di persone percepite come "non neurotipiche"
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La storia è fatta apposta per essere disturbante, e i personaggi citati per essere viscidi e ripugnanti. Al diavolo l'ipersensibilità. Sembra di sentire Spike Lee lamentarsi di Django Unchained.