| Perché lo consiglio: Lo so. Questo non è un live action ma un reality show e adesso vi spiego perché lo consiglio.
In realtà non ho mai apprezzato molto i reality, ma The Boyfriend è riuscito subito ad attirare la mia attenzione grazie a un elemento tanto semplice quanto difficile da trovare nei reality odierni: la genuinità dei suoi protagonisti e dei loro sentimenti.
La prima stagione di The Boyfriend è stata elogiata dalla critica e non solo, posizionando molto in alto l'asticella di gradimento, e questa seconda stagione ha saputo difendersi benissimo se non fare di meglio.
Anche se il meccanismo rimane semplice - un gruppo di ragazzi vive per dei mesi insieme sotto lo stesso tetto, gestendo un piccolo chiosco di bibite, con lo scopo di stringere forti amicizie e perché no, anche trovare l’amore -, è l’ambientazione in Hokkaido - tra le bianche e suggestive colline innevate - e un maggior numero di episodi che ha permesso di affezionarsi di più ai protagonisti – ad aver reso questa stagione incantevole.
Se in generale i reality giocano, e spingono, su una realtà che per lo più è aggressiva, prepotente, ignorante e sessualmente esplicita, The Boyfriend va nella direzione opposta. I suoi protagonisti sono timorosi e imbarazzati, ma anche estremamente coraggiosi nell'esporsi e aprirsi sulle loro situazioni affettive e familiari, partecipando non solo per la voglia di trovare l'amore ma soprattutto perché sentono la necessità di essere visti e ascoltati.
Ciò che li accomuna davvero è però la necessità di superare le proprie ferite e di liberarsi dalla sensazione di inadeguatezza o vergogna che la società, soprattutto quella giapponese, gli fa vivere costantemente.
Nel corso dei quindici episodi, commentati sempre dagli affiatati Durian Lollobrigida, Yoshimi Tokui, MEGUMI, Chiaki Horan e Thelma Aoyama, ci ritroviamo a fare il tifo anche per questo nuovo gruppo, proprio come è avvenuto la prima volta.
Tra nuove relazioni, timidi approcci, esterne più o meno riuscite e un più che gradito ritorno, lo spettatore sarà appagato da quello che la produzione è riuscita a mettere su schermo, arrivando anche a sorvolare su quelle “piccole forzature”, o se vogliamo eccessive coincidenze, presenti del programma: mi riferisco al fatto che alcuni ragazzi già si conoscono o si sono frequentati in passato.
La seconda stagione di The Boyfriend è una piccola perla del panorama dei reality odierni, riuscendo con semplice e spiccata intelligenza a farsi largo in un panorama saturo e più che mai chiassoso.
La sua forza è la veridicità con cui sono rappresentati i sentimenti, oltre al timido comportamento dei suoi protagonisti, cosa che forse solo i giapponesi, con il loro modo d’essere, riescono a rappresentare così bene. |