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selene90

Episodi visti: 1/1 --- Voto 8
“Eternal Family” è un breve film del 1997, che in pochi ricordano, in pochi probabilmente hanno visto, e di cui poco si parla. Un peccato, perché la ritengo tra le migliori scoperte, fatte per caso, degli ultimi tempi.
La trama segue le vicende di un gruppo di individui, ritenuti feccia della società, inutili, a cui viene fatto una sorta di lavaggio del cervello, vengono loro innestati falsi ricordi, vengono immessi in una specie di casa-capsula e fatti passare per una famiglia.

Vi ricorda qualcosa? Probabilmente la trama è molto simile a quella di “The truman show”, che tutti ricorderemo. Una persona che viene spiata 24h su 24, fin dalla nascita, per dimostrare come anche diritti apparentemente inviolabili dell’uomo, come la sua libertà, possano essere facilmente violati e non riconosciuti, il tutto per un fine tutt’altro che altruistico. In “Eternal Family” la stessa tematica viene messa in scena più in grande, gli attori coinvolti sono di più, e vengono messi costantemente in condizioni estreme, facendoli diventare chi dipendente dalle droghe, chi senza alcun valore etico, chi un folle sociopatico.

L’estremizzazione delle vicende, unite a uno stile vagamente non sense, è resa ancora più palpabile dalle scene in cui i sei personaggi fuggono da questo reality show che li vede protagonisti, piombano nel mondo reale, divenendo reietti, più ancora di quanto lo fossero inizialmente, agli occhi di tutti coloro che fino al giorno prima li guardavano estasiati in televisione.
É palese quindi come l’intero film sia una forte critica alla società, alla dipendenza dai media, e al media visto solo come fonte di profitto.

Lo consiglio caldamente a chi non si lascia spaventare da uno stile sperimentale e "particolare" e a chi cerca qualcosa di crudo, senza scadere nella banalità di una violenza esplicita.


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npepataecozz

Episodi visti: 1/1 --- Voto 8
La capacità della televisione di "ipnotizzare" ingenti masse di persone, definite genericamente telespettatori, e l'effetto che tutto questo ha sulla società in cui viviamo è da molto tempo uno dei temi più dibattuti dalla cultura moderna. Da sempre, infatti, chi detiene il potere cerca di controllare in qualche modo tutti i mezzi di comunicazione, in quanto rappresentano uno strumento potentissimo per il condizionamento delle scelte delle persone: anche la radio, ad esempio, venne usata, già a poco tempo dalla sua nascita, per diffondere quella che oggi noi conosciamo come "propaganda" del partito o del dittatore di turno.
Ma ciò che ha veramente distinto la televisione da tutto il resto, trasformandola in un qualcosa di ancor più pericoloso, è la sua immensa capacità di generare profitti. Audience è diventato, infatti, sinonimo di profitto e quindi produrre programmi di successo è diventato un imperativo da perseguire a tutti i costi, tra cui, anche quello di considerare moralmente accettabile ciò che fino a quel momento era sempre stato ritenuto come inaccettabile.

Questo processo, se da un lato ha determinato un ammodernamento degli usi e dei costumi dell'uomo contemporaneo, dall'altro ne ha provocato il decadimento critico, in quanto si è arrivato a un livello di condizionamento tale da reputare giusti, accettabili, adottabili determinati comportamenti solo perché la televisione li ritiene tali; la televisione però non vuole rappresentare la verità, ma solo tutto ciò che è suscettibile di profitto.
Il dibattito sui limiti etici che il piccolo schermo non dovrebbe oltrepassare conobbe nel 1998 nuovi spunti dalla realizzazione di "The Truman Show", nel quale un neonato veniva adottato da un'emittente televisiva e spiato 24 ore su 24 in una sorta di soap opera creata appositamente per lui. Il film voleva porre l'attenzione su come la possibilità di creare un programma di successo planetario potesse essere in grado di ignorare anche i diritti umani ritenuti universalmente inviolabili, come la libertà e l'identità.
Ritengo non sia un caso che nello stesso anno in Giappone venisse prodotto anche questo "Eternal Family", che riprende la stessa tematica ingigantendola: non è più un singolo individuo il protagonista dello show, ma più individui, il cui reclutamento avviene in modo ancor più drammatico: scelti fra gli scarti della società, subiscono un lavaggio del cervello e vengono introdotti in delle case-capsula dove vivono ignari del mondo esterno, convinti di essere parte di una stessa famiglia. La vera indole dei vari componenti della famiglia non tarderà a mostrarsi attraverso atti di follia o violenza, ma anche di semplice assurdità. Quando anche questi riusciranno a "evadere", il film mostra un mondo esterno non troppo dissimile da quello già visto all'interno della capsula: il programma è un successo planetario e le stramberie dei suoi protagonisti sono state accettate e in parte assorbite dalla gente comune.

Della durata di venti caotici minuti, "Eternal Family" si inserisce dunque nel filone critico della televisione di cui abbiamo detto finora, suggerendo altri spunti di riflessione, alcuni dei quali (almeno per me) davvero inediti. Il mio giudizio su questo film, dunque, non può essere che buono; peccato che negli anni successivi non si sia fatto assolutamente tesoro della morale implicita in esso così come in "The Truman Show". Con la nascita dei reality show, invece, si è quasi arrivati a dare compimento alle oscure profezie contenute nei due titoli.


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Pan Daemonium

Episodi visti: 1/1 --- Voto 9
<b>Attenzione! Contiene possibili spoiler!</b>

Eternal Family è uno dei migliori corti che abbia visto, zeppo di attacchi, critica sociale e frecciate umoristiche, il tutto immerso nel non-sense. Koji Morimoto crea un ottimo lavoro, musicalmente spaziante fra sinfonie romantiche e brani elettronici, perché lo stesso corto è ideologicamente estremo e instabile.
Sei individui dei bassifondi, tra cui dei ragazzi orfani, tutti inutili alla società, vengono presi, lobotomizzati e posti sotto delle telecamere, facendo loro credere di essere una famiglia.
In realtà ben presto tutti quanti cadono nella follia, nella droga (con il beneplacito della produzione, evidentemente) e nella psicosi. Dal bambino desideroso di tagliare con le forbici qualsiasi cosa, alla madre, che, a quanto pare, sembra divenire totalmente dipendente dal water a causa di una qualche sostanza prodotta dal figlio più grande, una sorta di lassativo. Dalla figlia più piccola, totalmente immedesimatasi in una marionetta che porta sempre con sé, al figlio più grande, teppista senza valori morali.

Le scene sono di pochi secondi - difatti di solito viene considerato non come un unico episodio, ma come una cinquantina di piccole puntate dalla brevissima lunghezza -, ma riflettono bene la nevrosi generale, di cui sembra essere poco immune solo il padre di famiglia, l'unico conscio di vivere in una farsa, probabilmente.
Dopo essere riusciti a fuggire dal reality show, verso cui la critica è quindi esorbitante, i sei piombano nel mondo reale, dove vengono riconosciuti e "traditi" dalla massa di fan, decerebrati quanto loro, che fino a un momento prima li osservavano convulsamente per tutto il tempo, quasi osannandoli, e subito dopo, per una ricompensa, perdono qualsiasi interesse empatico.
Notevole è anche il fatto che i produttori del reality sono tutti vestiti come San Francisco de Javier, a cui viene fatto esplicito riferimento. Probabile una critica alla religione Cristiana, che come i reality show tende a imbonire e paralizzare le menti delle masse con scopi generalmente di stampo economico. O forse è un caso.