Ahh quanto sono sempre interessanti queste interviste! Grazie! Questo film mi piacerebbe proprio riuscire a vederlo!
Quando ho effettuato l'intervista, il film ancora chiaramente non era stato proclamato vincitore, ma la sensazione abbastanza (non solo mia, ma anche di altri presenti in sala) era quella di un film che sa colpire dritto nel segno, con intelligenza ma soprattutto con tantissima ironia (come piace a me). L'intervista a Kimura, a Megumi e alla Katayama mi ha restituito la medesima sensazione: di persone estremamente garbate, dal talento sottile, che volevano veicolare delle idee precise, e che ci sono riuscite benissimo. Sia il film che questo incontro, quindi, sono stati per me davvero una graditissima sorpresa. Il film uscirà in Giappone domani, dopo aver fatto il tour di tutta Europa (Cannes compresa, ma per una volta siamo arrivati prima noi!!), con tutto il cuore spero che non smetta affatto presto di far parlare di sé... così da poterlo rivedere presto anche da noi :3
Queste brevi interviste sono davvero carine, interessanti per le opinioni e prospettive che trasmettono e divertenti negli aneddoti di vita quotidiana. Chi l'avrebbe mai detto: agli italiani piace il konbini, ai giappi piacciono i nostri supermercati! Comunque anch'io vorrei svegliarmi la mattina con un applauso...😅
Il film è stato tra i più promettenti già a inizio festival (il terzo giorno). Emerge anche solo per il fatto di essere ben bilanciato, nel non scadere nel melodramma come buona parte dei titoli di quest'anno: la regia riesce a spezzare il ritmo prima che lo diventi. Racconta una storia senza spingere una morale o qualche posizione politica, anche se in qualche descrizione esterna qualcuno prova ad infilarcela. È solo una storia di una donna che ha preso una scelta, con i suoi difetti come per gli altri personaggi con le proprie sfortune, in cui non c'è un cattivo (salvo suocera e cognata che creano l'innesco della trama). Non c'è lotta tra i sessi o questioni sociali (bella la scena con il movimento femminista dai cui si allontana subito perché i suoi problemi sono concreti e immediati spezzando anni di falsa narrazione), la protagonista non dà la colpa al mondo e soprattutto si rimbocca le maniche e in cambio si trova intorno le persone giuste che l'appoggiano. E l'attrice bravissima nel portare tutte le sfaccettature del personaggio. Una bella storia, non troppo pesante, con un buon range di emozioni, che potrebbe anche funzionare abbastanza bene da noi, se qualcuno vorrà portarlo.