Goku
LA RECENSIONE CONTIENE SPOILER
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Goku è un manga che parte con un'idea di fondo molto interessante e originale, cioè portare in qualche modo le vicende di Saiyuki nel futuro. Nel mondo dei manga ci sono state davvero molte versioni di quest'opera, a partire da "Dragon Ball" di Akira Toriyama, "Saiyuki" di Kazuya Minekura, "Il mio Son Goku" di Osamu Tezuka, e altri ancora. Insomma quella che vado a recensire oggi è una versione che parte da un'idea originale, ma non la sfrutta a dovere. Innanzitutto perché da un manga ambientato in un futuro post-apocalittico, ci si aspetterebbe un maggior approfondimento delle situazioni descritte all'interno della storia. Mi riferisco ai popoli che i protagonisti incontrano di volta in volta durante il loro viaggio. Purtroppo la dinamica è sempre la stessa: i personaggi principali giungono in un villaggio in cui c'è una delle 49 chiavi, nel villaggio c'è una popolazione oppressa dal/dai villain turno. Il lato psicologico di queste popolazioni non è per nulla approfondito, tanto che si trovano spesso a cambiare idea da una pagina all'altra, grazie a discorsi veramente banali fatti dai protagonisti. La solfa di questi discorsi è sempre la stessa: "se volete continuare a vivere dovete combattere". Poi in genere il bambino del villaggio aiuta per primo i protagonisti, e tutto il resto dei cittadini si decide a dare una mano, classica situazione vista e rivista. Inoltre va detto che anche i protagonisti sono gestiti davvero male. L'unico che in qualche maniera si salva è Sanzo, un personaggio che viene valorizzato di più grazie a un flashback, ma su quello ci tornerò dopo. Comunque in generale i personaggi sono davvero piatti, quindi senza un'evoluzione di alcun tipo. A partire da Goku, che è il classico protagonista da manga battle, in quanto è fortissimo, mangia come un bue e si rende spesso ridicolo. Il suo è anche un carattere scorbutico, ma ciò serve all'autore solo per creare delle gag all'interno del manga. Tongo e Jo, che sono i due compagni fidati di Goku, non hanno neanche un'abbozzo di personalità. Ma il lato peggiore, quello in cui si tocca il fondo, sono i personaggi femminili. Le ragazze di questo manga sono tutte uguali, tutte descritte come dei "peperini", è questa la parola che viene usata dai personaggi. Tutte sono facilmente irritabili, vengono fatte spesso delle gag a sfondo sessuale su di loro, e ciò contribuisce anche a danneggiare l'atmosfera post-apocalittica dell'opera. Spesso la loro utilità è minima, come nel caso di Siddhy, il cui unico ruolo sembra essere quello di accompagnare i protagonisti durante il viaggio, e di formare delle gag con Goku. Anche la trama è ovviamente piena di cliché, nonostante non abbia grossi buchi. Una cosa che ho notato è quando nel volume 4, il villain "Gants" non ruba il flauto della sorgente (una delle 49 chiavi) dal villaggio, solo perché la legge lo vieta, mentre i suoi sottoposti tentano addirittura di uccidere dei bambini. Insomma questi grandi cattivoni, per impossessarsi dell'oggetto, partecipano quindi a un torneo nel quale c'è anche Goku. Il tutto contribuisce ad allungare inutilmente (e forzatamente) il brodo. Nel volume 5 invece, per giustificare l'amore tra Syrius e la principessa Mule, viene detto che quest'ultima lo ha salvato mentre era privo di forze nel deserto. Ora vorrei capire come fa una principessa a trovarsi nel bel mezzo di un deserto, mi piacerebbe capire perché era lì in quel momento. Ma ovviamente non viene spiegato. Un altro elemento che non ho gradito è l'armonica di Sanzo, che viene spesso usata per risolvere le situazioni di pericolo dei protagonisti, aumentando quindi la ripetitività. Per quanto riguarda gli scontri, anche lì siamo su livelli molto bassi. Non c'è un minimo di pathos, i personaggi si prendono a pugni finché uno dei due non perde. Compaiono upgrade completamente a caso e anche qui la solfa è sempre la stessa. Inoltre molti dei combattimenti più importanti si risolvono in una manciata di pagine. Di conseguenza "Goku" non funziona neanche come manga battle. Il volume finale è la summa di quanto visto in precedenza, il senso di affrettato è tangibile, e la conclusione è troppo aperta per un manga di questo tipo. Anche i vari paradossi temporali non vengono spiegati a dovere, semplicemente il padre di Sanzo dice che con i suoi fantomatici calcoli non si sono rischi, ma non si sa perché. Parlando ora del flashback, devo dire che è la parte meno brutta del manga. Il personaggio di Sanzo viene approfondito meglio, e viene introdotta l'assobot Rei, che è un altro personaggio femminile stereotipato, ma che è almeno funzionale alla trama. Il problema è che da questo punto in poi, inizia a prendere piede sempre di più la componente ecchi, che devo dire di non aver gradito per niente in questo manga. Altro problema è il modo in cui si ritorna al presente, dopo il flashback. Infatti ritroviamo Goku in un villaggio che, senza un apparente motivo, ha perso momentaneamente i suoi compagni, altra forzatura. Per quanto riguarda il disegno devo dire di essere abbastanza soddisfatto. Il tratto di Aoi è dinamico e dettagliato, la costruzione delle tavole è buona, così come l'espressività dei personaggi. Ottime le splash page, che sono utilizzate in maniera abbastanza ragionata. Il problema del disegno è il character design davvero sterile, in particolar modo per quanto riguarda i nemici. Ci infatti sono personaggi che si somigliano fin troppo. Comunque tralasciando ciò, Aoi ha decisamente un buon tratto, su questo nulla da dire. Conclusioni:
Goku è un manga colmo di cliché, che parte con un'ottima idea di base, ma non la sfrutta a dovere. I personaggi sono piatti, così come il character design e la storia fin troppo ripetitiva. I combattimenti sono poco ispirati, le uniche cose che si salvano sono il disegno e la caratterizzazione di Sanzo. Per il resto: vuoto totale.
Voto: 5-
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Goku è un manga che parte con un'idea di fondo molto interessante e originale, cioè portare in qualche modo le vicende di Saiyuki nel futuro. Nel mondo dei manga ci sono state davvero molte versioni di quest'opera, a partire da "Dragon Ball" di Akira Toriyama, "Saiyuki" di Kazuya Minekura, "Il mio Son Goku" di Osamu Tezuka, e altri ancora. Insomma quella che vado a recensire oggi è una versione che parte da un'idea originale, ma non la sfrutta a dovere. Innanzitutto perché da un manga ambientato in un futuro post-apocalittico, ci si aspetterebbe un maggior approfondimento delle situazioni descritte all'interno della storia. Mi riferisco ai popoli che i protagonisti incontrano di volta in volta durante il loro viaggio. Purtroppo la dinamica è sempre la stessa: i personaggi principali giungono in un villaggio in cui c'è una delle 49 chiavi, nel villaggio c'è una popolazione oppressa dal/dai villain turno. Il lato psicologico di queste popolazioni non è per nulla approfondito, tanto che si trovano spesso a cambiare idea da una pagina all'altra, grazie a discorsi veramente banali fatti dai protagonisti. La solfa di questi discorsi è sempre la stessa: "se volete continuare a vivere dovete combattere". Poi in genere il bambino del villaggio aiuta per primo i protagonisti, e tutto il resto dei cittadini si decide a dare una mano, classica situazione vista e rivista. Inoltre va detto che anche i protagonisti sono gestiti davvero male. L'unico che in qualche maniera si salva è Sanzo, un personaggio che viene valorizzato di più grazie a un flashback, ma su quello ci tornerò dopo. Comunque in generale i personaggi sono davvero piatti, quindi senza un'evoluzione di alcun tipo. A partire da Goku, che è il classico protagonista da manga battle, in quanto è fortissimo, mangia come un bue e si rende spesso ridicolo. Il suo è anche un carattere scorbutico, ma ciò serve all'autore solo per creare delle gag all'interno del manga. Tongo e Jo, che sono i due compagni fidati di Goku, non hanno neanche un'abbozzo di personalità. Ma il lato peggiore, quello in cui si tocca il fondo, sono i personaggi femminili. Le ragazze di questo manga sono tutte uguali, tutte descritte come dei "peperini", è questa la parola che viene usata dai personaggi. Tutte sono facilmente irritabili, vengono fatte spesso delle gag a sfondo sessuale su di loro, e ciò contribuisce anche a danneggiare l'atmosfera post-apocalittica dell'opera. Spesso la loro utilità è minima, come nel caso di Siddhy, il cui unico ruolo sembra essere quello di accompagnare i protagonisti durante il viaggio, e di formare delle gag con Goku. Anche la trama è ovviamente piena di cliché, nonostante non abbia grossi buchi. Una cosa che ho notato è quando nel volume 4, il villain "Gants" non ruba il flauto della sorgente (una delle 49 chiavi) dal villaggio, solo perché la legge lo vieta, mentre i suoi sottoposti tentano addirittura di uccidere dei bambini. Insomma questi grandi cattivoni, per impossessarsi dell'oggetto, partecipano quindi a un torneo nel quale c'è anche Goku. Il tutto contribuisce ad allungare inutilmente (e forzatamente) il brodo. Nel volume 5 invece, per giustificare l'amore tra Syrius e la principessa Mule, viene detto che quest'ultima lo ha salvato mentre era privo di forze nel deserto. Ora vorrei capire come fa una principessa a trovarsi nel bel mezzo di un deserto, mi piacerebbe capire perché era lì in quel momento. Ma ovviamente non viene spiegato. Un altro elemento che non ho gradito è l'armonica di Sanzo, che viene spesso usata per risolvere le situazioni di pericolo dei protagonisti, aumentando quindi la ripetitività. Per quanto riguarda gli scontri, anche lì siamo su livelli molto bassi. Non c'è un minimo di pathos, i personaggi si prendono a pugni finché uno dei due non perde. Compaiono upgrade completamente a caso e anche qui la solfa è sempre la stessa. Inoltre molti dei combattimenti più importanti si risolvono in una manciata di pagine. Di conseguenza "Goku" non funziona neanche come manga battle. Il volume finale è la summa di quanto visto in precedenza, il senso di affrettato è tangibile, e la conclusione è troppo aperta per un manga di questo tipo. Anche i vari paradossi temporali non vengono spiegati a dovere, semplicemente il padre di Sanzo dice che con i suoi fantomatici calcoli non si sono rischi, ma non si sa perché. Parlando ora del flashback, devo dire che è la parte meno brutta del manga. Il personaggio di Sanzo viene approfondito meglio, e viene introdotta l'assobot Rei, che è un altro personaggio femminile stereotipato, ma che è almeno funzionale alla trama. Il problema è che da questo punto in poi, inizia a prendere piede sempre di più la componente ecchi, che devo dire di non aver gradito per niente in questo manga. Altro problema è il modo in cui si ritorna al presente, dopo il flashback. Infatti ritroviamo Goku in un villaggio che, senza un apparente motivo, ha perso momentaneamente i suoi compagni, altra forzatura. Per quanto riguarda il disegno devo dire di essere abbastanza soddisfatto. Il tratto di Aoi è dinamico e dettagliato, la costruzione delle tavole è buona, così come l'espressività dei personaggi. Ottime le splash page, che sono utilizzate in maniera abbastanza ragionata. Il problema del disegno è il character design davvero sterile, in particolar modo per quanto riguarda i nemici. Ci infatti sono personaggi che si somigliano fin troppo. Comunque tralasciando ciò, Aoi ha decisamente un buon tratto, su questo nulla da dire. Conclusioni:
Goku è un manga colmo di cliché, che parte con un'ottima idea di base, ma non la sfrutta a dovere. I personaggi sono piatti, così come il character design e la storia fin troppo ripetitiva. I combattimenti sono poco ispirati, le uniche cose che si salvano sono il disegno e la caratterizzazione di Sanzo. Per il resto: vuoto totale.
Voto: 5-
«Asobotto Senki Gokū» (ア ソ ボ ッ ト 戦 記 五九), noto in Italia semplicemente con il titolo di «Goku», è un manga scritto da Jyoji Arimori (uno dei diversi pseudonimi di Shin Kibayashi) e disegnato da Romu Aoi. I 43 capitoli che compongono l’opera furono pubblicati sulla rivista Weekly Shonen Magazine tra il 2001 e il 2002 dalla casa editrice Kodansha e successivamente racchiusi in sette volumi. In Italia l’opera è stata portata dai Kappa Boys e pubblicata da Star Comics sulla testata Young tra la fine del 2003 e la fine del 2004.
L’opera altro non è che una delle numerose riletture de «Il viaggio in Occidente», celebre romanzo cinese probabilmente scritto da Wú Chéng'ēn e pubblicato intorno al 1590.
Dopo essere stata l’opera di spunto per manga come «Dragon Ball» di Toriyama o «Saiyuki» di Minekura e anime come «The Monkey» di Tezuka o «Science Fiction Saiyuki Starzinger» di Leiji Matsumoto, con «Goku» possiamo avere una rilettura del celebre racconto in chiave fantascientifica post-apocalittica.
Goku, Tongo e Joe accompagneranno infatti Sanzo, l’essere umano figlio del creatore degli "assobot", in giro per il mondo con l’obbiettivo di raccogliere le leggendarie quarantanove chiavi per scongiurare la distruzione del pianeta Terra. Si tratta, dunque, di una trama abbastanza semplice, simile a molte altre già viste e riviste. Non spicca quindi per originalità, ma risulta comunque essere una buonissima rilettura di un celebre racconto già utilizzato da altri autori in precedenza.
Il problema dal punto di vista narrativo è invece la velocità del racconto. La narrazione risulta infatti troppo veloce, troppo schizofrenica e con troppi salti che velocizzano eccessivamente una trama che, nei suoi sviluppi, non risulterà nemmeno essere troppo lineare. Gli autori gettano troppa carne sul fuoco in un numero troppo limitato di volumetti, rovinando così il racconto e quanto di buono fatto.
La capacità degli autori di creare una storia è infatti più che buona: riadattano il celebre racconto di Goku in versione fantascientifica senza cadere eccessivamente nel banale e aggiungendo qua e la un po’ di originalità che rende il racconto più vivace, i personaggi sono ben realizzati e ben costruiti, le idee e gli spunti sono inoltre di buona qualità. Il problema risulta essere infatti anche l’enorme quantità di materiale compattato in un numero così ridotto di pagine.
Insomma, il sapore di Goku è quello dei classici battle shonen dove l’avventura è l’elemento cardine attorno a cui si sviluppa il racconto. Una storia che avrebbe potuto essere spalmata tranquillamente su una ventina o una trentina di volumetti, in modo da aver anche un maggior approfondimento dei personaggi, delle situazioni che si creano, dei flashback, ma che invece viene ridotta all’osso risultando così un’altalena dove gli avvenimenti possono essere stravolti più e più volte nel giro di poche pagine.
Mi viene un po’ di dispiacere se penso che, da una storia così tanto utilizzata, sono emersi nuovi sviluppi veramente degni di nota che però, purtroppo, sono stati frettolosamente gettati su carta, rovinando così quanto di buono fatto dai due autori. Uno sviluppo più lineare e più lento, un arricchimento della storia, un approfondimento dei personaggi e un finale meno aperto e più studiato avrebbero probabilmente fatto nascere un titolo nettamente migliore di quello che possiamo avere oggi tra le mani, un titolo che si sarebbe potuto quantomeno avvicinare all’Olimpo dei battle shonen.
Altro lato negativo, che ha fatto abbassare ancor di più il mio voto, è il fan service. L’opera parte quasi priva di fan service che poi inizia a essere utilizzato a partire dal primo flashback di Sanzo, finendo poi con un abuso vero e proprio. Un uso esagerato e quasi vomitevole che tenta di catturare maggiormente il lettore, ma che, invece, rovina alcuni personaggi rendendoli piatti e stereotipati. E la cosa pesa ancor di più se teniamo conto dell’abilità dei due mangaka di creare personaggi veramente ben costruiti.
Guardando meglio i personaggi possiamo notare infatti che sono veramente ben realizzati e che in poche pagine riescono magnificamente a catturare il lettore e a trasportarlo per tutti e sette i volumi. Goku, il protagonista, è veramente ben costruito, trasmette fiducia, lealtà, risulta essere avvincente e riesce a farsi voler bene dal lettore. Così come Jo e Tongo, i due fidati amici di Goku. Anche Sanzo risulta essere veramente di impatto, in tutte le sue sfumature (ma mi fermo qui con la spiegazione per evitare spoiler). Sotto questo punto di vista ritengo invece che l’antagonista principale sia stato realizzato troppo velocemente risultando eccessivamente farcito di cliché che non lo rendono abbastanza accattivante.
Cosa dire del disegno? Un buon tratto che si adatta benissimo all’opera in questione: scene di combattimento abbastanza curate, espressività dei personaggi eccellente, sfondi di buon impatto. Un tratto niente male anche se, probabilmente, un po’ acerbo e poco curato nei dettagli. Ma ripeto, per l’opera il disegno di Aoi va più che bene.
Dal punto di vista dell’edizione che dire? Allora, cosa che mi ha colpito moltissimo ma che non c'entra ovviamente con Star Comics, le copertine! Ecco, “Non si giudica un libro dalla copertina”, celebre frase sentita più e più volte. Vera fino ad un certo punto. Perché le copertine di Goku a parer mio sono veramente orrende. Ovviamente le copertine non dovrebbero influenzare la valutazione di un’opera, ma al momento dell’acquisto giocano un ruolo fondamentale.
Dopo questa piccola “parentesi” ci terrei a dire che l’edizione risulta essere di bassa qualità, copertine poco rigide, carta poco spessa e di bassissima qualità che si rovina facilmente nel corso degli anni, problemi di inchiostratura, errori grammaticali sparsi, errori di battitura fin troppo presenti ma, almeno, un prezzo veramente contenuto, 2,60€ a volumetto che permettono di godere di un’opera discreta. Un prezzo che oggi sarebbe solo un miraggio.
In conclusione ritengo che Goku sia effettivamente un discreto battle shonen, anche se raggiunge a fatica la sufficienza. Ovviamente non un’opera da consigliare assolutamente, piuttosto un’opera leggera da provare e che può essere apprezzata soprattutto dagli amanti de «Il viaggio in Occidente».
Goku non è certamente il manga che non può mancare nelle collezioni degli appassionati, ma per chi ama i battle shonen questo può sicuramente essere un titolo divertente e spensierato, anche considerando le numerose pecche presenti nel racconto.
Una potenziale gran bella opera sprecata e rovinata da una serializzazione troppo breve. Peccato!
L’opera altro non è che una delle numerose riletture de «Il viaggio in Occidente», celebre romanzo cinese probabilmente scritto da Wú Chéng'ēn e pubblicato intorno al 1590.
Dopo essere stata l’opera di spunto per manga come «Dragon Ball» di Toriyama o «Saiyuki» di Minekura e anime come «The Monkey» di Tezuka o «Science Fiction Saiyuki Starzinger» di Leiji Matsumoto, con «Goku» possiamo avere una rilettura del celebre racconto in chiave fantascientifica post-apocalittica.
Goku, Tongo e Joe accompagneranno infatti Sanzo, l’essere umano figlio del creatore degli "assobot", in giro per il mondo con l’obbiettivo di raccogliere le leggendarie quarantanove chiavi per scongiurare la distruzione del pianeta Terra. Si tratta, dunque, di una trama abbastanza semplice, simile a molte altre già viste e riviste. Non spicca quindi per originalità, ma risulta comunque essere una buonissima rilettura di un celebre racconto già utilizzato da altri autori in precedenza.
Il problema dal punto di vista narrativo è invece la velocità del racconto. La narrazione risulta infatti troppo veloce, troppo schizofrenica e con troppi salti che velocizzano eccessivamente una trama che, nei suoi sviluppi, non risulterà nemmeno essere troppo lineare. Gli autori gettano troppa carne sul fuoco in un numero troppo limitato di volumetti, rovinando così il racconto e quanto di buono fatto.
La capacità degli autori di creare una storia è infatti più che buona: riadattano il celebre racconto di Goku in versione fantascientifica senza cadere eccessivamente nel banale e aggiungendo qua e la un po’ di originalità che rende il racconto più vivace, i personaggi sono ben realizzati e ben costruiti, le idee e gli spunti sono inoltre di buona qualità. Il problema risulta essere infatti anche l’enorme quantità di materiale compattato in un numero così ridotto di pagine.
Insomma, il sapore di Goku è quello dei classici battle shonen dove l’avventura è l’elemento cardine attorno a cui si sviluppa il racconto. Una storia che avrebbe potuto essere spalmata tranquillamente su una ventina o una trentina di volumetti, in modo da aver anche un maggior approfondimento dei personaggi, delle situazioni che si creano, dei flashback, ma che invece viene ridotta all’osso risultando così un’altalena dove gli avvenimenti possono essere stravolti più e più volte nel giro di poche pagine.
Mi viene un po’ di dispiacere se penso che, da una storia così tanto utilizzata, sono emersi nuovi sviluppi veramente degni di nota che però, purtroppo, sono stati frettolosamente gettati su carta, rovinando così quanto di buono fatto dai due autori. Uno sviluppo più lineare e più lento, un arricchimento della storia, un approfondimento dei personaggi e un finale meno aperto e più studiato avrebbero probabilmente fatto nascere un titolo nettamente migliore di quello che possiamo avere oggi tra le mani, un titolo che si sarebbe potuto quantomeno avvicinare all’Olimpo dei battle shonen.
Altro lato negativo, che ha fatto abbassare ancor di più il mio voto, è il fan service. L’opera parte quasi priva di fan service che poi inizia a essere utilizzato a partire dal primo flashback di Sanzo, finendo poi con un abuso vero e proprio. Un uso esagerato e quasi vomitevole che tenta di catturare maggiormente il lettore, ma che, invece, rovina alcuni personaggi rendendoli piatti e stereotipati. E la cosa pesa ancor di più se teniamo conto dell’abilità dei due mangaka di creare personaggi veramente ben costruiti.
Guardando meglio i personaggi possiamo notare infatti che sono veramente ben realizzati e che in poche pagine riescono magnificamente a catturare il lettore e a trasportarlo per tutti e sette i volumi. Goku, il protagonista, è veramente ben costruito, trasmette fiducia, lealtà, risulta essere avvincente e riesce a farsi voler bene dal lettore. Così come Jo e Tongo, i due fidati amici di Goku. Anche Sanzo risulta essere veramente di impatto, in tutte le sue sfumature (ma mi fermo qui con la spiegazione per evitare spoiler). Sotto questo punto di vista ritengo invece che l’antagonista principale sia stato realizzato troppo velocemente risultando eccessivamente farcito di cliché che non lo rendono abbastanza accattivante.
Cosa dire del disegno? Un buon tratto che si adatta benissimo all’opera in questione: scene di combattimento abbastanza curate, espressività dei personaggi eccellente, sfondi di buon impatto. Un tratto niente male anche se, probabilmente, un po’ acerbo e poco curato nei dettagli. Ma ripeto, per l’opera il disegno di Aoi va più che bene.
Dal punto di vista dell’edizione che dire? Allora, cosa che mi ha colpito moltissimo ma che non c'entra ovviamente con Star Comics, le copertine! Ecco, “Non si giudica un libro dalla copertina”, celebre frase sentita più e più volte. Vera fino ad un certo punto. Perché le copertine di Goku a parer mio sono veramente orrende. Ovviamente le copertine non dovrebbero influenzare la valutazione di un’opera, ma al momento dell’acquisto giocano un ruolo fondamentale.
Dopo questa piccola “parentesi” ci terrei a dire che l’edizione risulta essere di bassa qualità, copertine poco rigide, carta poco spessa e di bassissima qualità che si rovina facilmente nel corso degli anni, problemi di inchiostratura, errori grammaticali sparsi, errori di battitura fin troppo presenti ma, almeno, un prezzo veramente contenuto, 2,60€ a volumetto che permettono di godere di un’opera discreta. Un prezzo che oggi sarebbe solo un miraggio.
In conclusione ritengo che Goku sia effettivamente un discreto battle shonen, anche se raggiunge a fatica la sufficienza. Ovviamente non un’opera da consigliare assolutamente, piuttosto un’opera leggera da provare e che può essere apprezzata soprattutto dagli amanti de «Il viaggio in Occidente».
Goku non è certamente il manga che non può mancare nelle collezioni degli appassionati, ma per chi ama i battle shonen questo può sicuramente essere un titolo divertente e spensierato, anche considerando le numerose pecche presenti nel racconto.
Una potenziale gran bella opera sprecata e rovinata da una serializzazione troppo breve. Peccato!
Questo manga, l'ennesimo ispirato alla famosissima leggenda nipponica Sayuki, che ormai tutti conoscono anche in minima parte grazie ai più famosi Dragonball e Gensomaiden Sayuki, resta molto interessante nonostante la sua fonte d'ispirazione sia stata davvero molto sfruttata. Infatti l'autore, Jyoji Arimori, riesce, ambientando la storia nel futuro, a cambiare parecchio la sua fonte d'ispirazione.
Goku, il protagonista della storia, è infatti un assobot, cioè un robot, e sarà accompagnato nella sua avventura, che consiste nella ricerca di alcune gemme, dal Sanzo prete, Hakkai e Sagojo.
Tutti i personaggi, a partire da quello principale, il protagonista, sono molto ben caratterizzati e possiedono un buon design.
Consiglio a tutti questo manga, in particolare ai fan del genere shounen, avventura e fantascientifico, oltre che agli amanti della storia della leggenda nipponica Sayuki, anche perché di breve durata, appena sette volumetti che scorreranno velocemente e piacevolmente.
Buona l'edizione italiana curata da Star Comics, così come il rapporto qualità/prezzo.
Goku, il protagonista della storia, è infatti un assobot, cioè un robot, e sarà accompagnato nella sua avventura, che consiste nella ricerca di alcune gemme, dal Sanzo prete, Hakkai e Sagojo.
Tutti i personaggi, a partire da quello principale, il protagonista, sono molto ben caratterizzati e possiedono un buon design.
Consiglio a tutti questo manga, in particolare ai fan del genere shounen, avventura e fantascientifico, oltre che agli amanti della storia della leggenda nipponica Sayuki, anche perché di breve durata, appena sette volumetti che scorreranno velocemente e piacevolmente.
Buona l'edizione italiana curata da Star Comics, così come il rapporto qualità/prezzo.
Rivisitazione della leggenda di Sayuki, una serie di solo 7 volumi ma a mio avviso molto avvincente.
Molto interessante l'idea di ambientare la storia in un non lontano futuro in cui robot e umani convivono più o meno pacificamente.
Goku viene ripresentato in questo manga come un robot di prima generazione, distinzione che viene chiarita quanto basta in questi pochi volumi per rendere chiara la storia.
Peccato i pochi numeri, in quanto un maggiore prolungamento della storia avrebbe dato la possibilità di sviscerare meglio i vari aspetti.
I personaggi sono nella loro breve storia ben definiti e per nulla superficiali.
Il manga non si rende affatto noioso e al contrario è sempre divertente e appassionante.
Il disegno è chiaro e ben definito e gli stessi combattimenti sono ben definiti e non creano difficoltà nell'essere seguiti.
Il finale può forse sembrare leggermente raffazzonato e troppo tirato per le spicciole, ma a mio avviso si rapporta perfettamente con tutta la lunghezza dell'opera.
Per finire quindi consiglio caldamente questo manga per una lettura leggera, divertente e soprattutto spensierata, per alternarsi piacevolmente a grandi titoli magari più impegnativi.
Molto interessante l'idea di ambientare la storia in un non lontano futuro in cui robot e umani convivono più o meno pacificamente.
Goku viene ripresentato in questo manga come un robot di prima generazione, distinzione che viene chiarita quanto basta in questi pochi volumi per rendere chiara la storia.
Peccato i pochi numeri, in quanto un maggiore prolungamento della storia avrebbe dato la possibilità di sviscerare meglio i vari aspetti.
I personaggi sono nella loro breve storia ben definiti e per nulla superficiali.
Il manga non si rende affatto noioso e al contrario è sempre divertente e appassionante.
Il disegno è chiaro e ben definito e gli stessi combattimenti sono ben definiti e non creano difficoltà nell'essere seguiti.
Il finale può forse sembrare leggermente raffazzonato e troppo tirato per le spicciole, ma a mio avviso si rapporta perfettamente con tutta la lunghezza dell'opera.
Per finire quindi consiglio caldamente questo manga per una lettura leggera, divertente e soprattutto spensierata, per alternarsi piacevolmente a grandi titoli magari più impegnativi.
E' un manga veramente bello! Una storia alternativa a quella di Saiyuki, ma non da meno.
L'unica pecca che 7 volumi sono pochi per una trama del genere, sarebbe bastato trattare delle vicende avvenute successivamente alla divisione del gruppo, per renderlo veramente eccezionale e accattivante, in modo da farti dire "quasi quasi vorrei che non si ritrovassero mai" (i due gruppi ovviamente).
Nel complesso una serie fantastica, che spero non venga rovinata con un seguito perchè è finita come è giusto che finisse.
Un bel 8 più spostato sul 7.5!!!
L'unica pecca che 7 volumi sono pochi per una trama del genere, sarebbe bastato trattare delle vicende avvenute successivamente alla divisione del gruppo, per renderlo veramente eccezionale e accattivante, in modo da farti dire "quasi quasi vorrei che non si ritrovassero mai" (i due gruppi ovviamente).
Nel complesso una serie fantastica, che spero non venga rovinata con un seguito perchè è finita come è giusto che finisse.
Un bel 8 più spostato sul 7.5!!!
Lo considero uno dei manga più belli che abbia letto, peccato abbia soltanto 7 numeri. Una storia ambientata in un futuro non molto lontano da noi, circa 1000 anni, dove gli esseri umani hanno perso molte delle loro tecnologie, convivono con dei robot quasi umani, visto che per vivere mangiano e bevono. E' la storia modificata di Saiyuki, ma vale la pena leggerla. C'è sia avventura che conbattimenti formidabili e pure gag stupidissime ma che fanno molto ridere, molto bella anche la storia d'amore che l'autore a inserito al suo interno, inserendo una promessa impossibile da realizzare, ma che in un modo o nell'altro ci riesce.
Ripeto: è un peccato che siano soltanto 7 volumi, mi piacerebbe un sacco se l'autore lo continuasse o facesse vedere cosa è successo quando il gruppo si è diviso.
Ripeto: è un peccato che siano soltanto 7 volumi, mi piacerebbe un sacco se l'autore lo continuasse o facesse vedere cosa è successo quando il gruppo si è diviso.
Per avere 7 numeri è un bel manga! Un ottimo adattamento futuro-decadente della leggenda cinese di Saiyuki. I personaggi sono particolari ed il primo numero può confondere un po' le idee ma dopo riesce, in gran parte, a prendere il lettore. Pure la storia d'amore che c'è all'interno è molto ben studiata, l'ho apprezzata molto ed è stata una delle più belle che abbia letto. Il finale forse potrebbe deludere ma se pensate a tutte le avventure che avete letto, non è neanche così male.
Un manga difficile da giudicare. La trama è una rivisitazione molto originale del mito di Saiyuki, e queste sue modifiche innovative possono essere i suoi punti di forza o di debolezza, a seconda dei gusti. A me personalmente alcuni aspetti non sono piaciuti, ma in se non è bruttissimo.Il chara design è particolare, non dettagliatissimo, un po' acerbo, nella media. La storia è accettabile. Un manga nella media insomma, che può benissimo essere provato.