"Se tutte le opere prodotte assomigliano a quelle di Shonen Jump — nello stile artistico, nei personaggi, nei temi, nella narrativa e nelle idee — allora quale valore ha produrre 10.000 o persino 50.000 opere simili ogni anno? Sarebbe una vera catastrofe."
Boichi durante la nostra intervista all'ultimo Napoli Comicon

Boichi non intende sminuire Shonen Jump in alcun modo. La sua tesi è più sottile: Shonen Jump non dovrebbe essere visto come un "obiettivo" da raggiungere, ma come il "risultato" naturale dell'evoluzione del mercato manga nel corso dei decenni. Il rischio concreto, a suo avviso, è che la scena manga si saturi di opere che si somigliano tutte, proprio perché quella rivista è stata elevata a "meta suprema" dagli aspiranti autori.
Secondo Boichi, la chiave per costruire un'industria manga forte e vitale sta nel diversificare ulteriormente il medium. Il manga è fortemente orientato alla proprietà intellettuale: i mangaka sono creatori di IP da cui cinema, animazione e altri media attingono continuamente. Grazie alla sua natura di medium a creatore unico, il manga ha potenzialità infinite nel trasmettere diversità di stile, tematiche, pensiero ed esperienze di vita — ed è proprio questo che ha reso i titoli di Shonen Jump così amati in tutto il mondo.
A titolo di esempio, Boichi cita spesso un manga, di cui non rivela il titolo, incentrato sull'allevamento dei bovini, scritto da un autore che ama e accudisce quegli animali nella vita reale. È proprio questo tipo di opera personale e autentica, dice Boichi, che riesce a ad arrivare davvero ai lettori. I mangaka non dovrebbero avere paura di raccontare qualcosa di profondamente loro: abbracciando appieno il potenziale del medium, il risultato finale sarà unico e capace di toccare il pubblico in modo genuino.
When we look at people around the world who dream of building a manga industry, their goal is often Weekly Shōnen Jump.
— Boichi (@Boichi_Bo1) March 29, 2026
As someone who is part of Shōnen Jump, I am very grateful for that.
However, if your goal is Shōnen Jump itself, you cannot build a strong and vibrant manga…
Guardando alla carriera di Boichi, che spazia da Sun-Ken Rock, storia di un giovane aristocratico giapponese rimasto orfano che diventa boss di una gang coreana, a The Marshal King, sul figlio di un fuorilegge che si propone di portare ordine in una terra senza legge, fino a Dr. Stone, dove ha prestato la sua matita per dar vita a un genio scientifico deciso a ricostruire la civiltà umana dopo un'apocalisse, è evidente quanto la sua visione sia vasta e libera da schemi predefiniti. Le sue parole non sono la critica di chi guarda da fuori, ma la voce di chi ha vissuto in prima persona quella libertà creativa.
Le riflessioni di Boichi hanno trovato un'ampia risposta tra gli aspiranti mangaka di tutto il mondo: molti concordano con le sue osservazioni e riconoscono che, pur essendo numerosi gli autori influenzati dallo Shonen Jump, c'è anche chi vuole rompere gli schemi e portare nel manga voci più originali e coraggiose.
E voi cosa ne pensate?
Fonte: automaton media
Se le opere sono uguali il pubblico tenderà a comprare solo i bestseller, le altre opere non venderanno e gli autori cambieranno idee e storie proponendone di diverse e magari originali (incrociando le dita sull'accoglienza che riserverà il pubblico).
Viceversa se il mercato non si accontenta delle sole opere "di shonen jump" è inevitabile che altri propongano ulteriori racconti "simili" per soddisfare questa esigenza.
Comunque non mi pare che il panorama sia poi così piatto in senso "shonen jump".
Se invece la critica di Boichi è rivolta al pubblico che ha gusti diciamo "piatti" e non apprezza a sufficienza l'originalità... beh amen, non si può educare il gusto a forza, vale per i fumetti come per la letteratura, la musica, il cibo e altre produzioni umane.
Ho sempre detto che, per quanto apprezzati, i jappi dovrebbero quantomeno provare a distanziarsi un filo dai clichè che si portano dietro ormai da quarant'anni, specialmente per quanto riguarda la psicologia dei propri personaggi e sperimentare un po' di più.
Per cui se non si scardina quel problema a monte è ribadire la scoperta dell'acqua calda.
Ma resta irrealistico se tutti puntano al successo di Shonen Jump e fare manga simili a quelli che hanno avuto successo su shonen Jump... Mi ricordo qualche hanno fa Matsui (che fa spesso da giudice in concorsi per nuovi autori) disse che troppi giovani stavano proponendo One shot simili a chainsaw man perché inspirati dal manga... Ma se non ci metti del tuo difficilmente creerai qualcosa di migliore dell'originale.
O degli otome.
Stesso discorso che ho fatto sopra. Ma aggiungo che parlare come se fossero solo i "jappi" ad avere questo problema fa un po' ridere, i cliché sono ovunque e ognuno ha i propri. Anzi, azzarderei che ci sia più originalità in anime e manga che nelle controparti occidentali.
Senza riferirsi a nick particolari di questo sito e parlando generalmente dell'argomento, quasi sempre chi fa questi discorsi (Boichi non c'entra nulla ovviamente, il suo era totalmente sensato e slegato da questa questione in particolare) in realtà è soltanto irritato perché i mangaka giapponesi continuano a fregarsene quasi del tutto dei moralismi in stile usa e macinare comunque (anzi, soprattutto, se conti la crisi dei comic americani che devono sottostare a "politiche" molto diverse) fantastilioni XD O per banale "tifoseria", quantomeno quando non si ammette che i cliché occidentali sono molto più onnipresenti. Di base, il personaggio giapponese da manga medio fatto con lo stampino ha comunque più anima e "particolarità" del personaggio occidentale medio altrettanto macchiettistico - che molto spesso sta lì per svolgere una funziona più propagandistica/atta a far vedere che l'autore ha un certo tipo di ideologia e ne è orgoglio piuttosto che per rendere interessante la storia. Poi giustamente ognuno ha i suoi gusti, però hai ragione nel sottolineare quanto faccia ridere vedere critiche ai giapponesi per i loro cliché quando a livello occidentale, soprattutto ammeregano, si sta messi molto peggio.
Quale dei 2? Il nuovo bomber del napoli calcio o marco97fe?
Il pericolo di cui parla c'è, c'era e ci sarà sempre, senza togliere alle tante opere meritevoli pubblicate su quella rivista (e c'è chi ha "osato" cercare di creare qualcosa di nuovo anche li).
Concordo su tutto.
A volte spiace constatare come alcuni fumetti occidentali sembrino realizzati più per trasmettere ideologie/convinzioni/visioni del mondo che per raccontare una bella storia.
A mio parere, una storia a fumetti è ben raccontata quando l'autore lascia al lettore la libertà di ricavare una propria personale interpretazione dei fatti narrati.
Quanto alle dichiarazioni di Boichi, comprendo la riflessione del sensei. Forse, nell'urgenza di "arrivare", molti giovani mangaka rinunciano alle proprie idee originali per tentare di ingraziarsi il pubblico medio di Jump.
Io lo vedo tantissimo in serie tv e fumetti americani, un po' meno fortunatamente nel cinema e soprattutto nei libri, dove trovo “il diktat” sia meno onnipresente e c’è molta scelta anche per chi salta a piè pari quel tipo di prodotti.
Purtroppo c'è un generico appiattimento intellettuale in campo “artistico” per cui tutta una nicchia (perché a livello generale nicchia rimane, molto piccola in termini assoluti e più ingombrante in campo “creativo” ma comunque fortunatamente non onnipotente né del tutto pervasiva, per quanto forse a molti di loro piacerebbe XD), non ha in realtà interesse per la narrativa e la narrazione in sé, bensì solo per utilizzarla come megafono della propria ideologia (che spessissimo viene considerata autocertificazione di virtù neanche politica ma proprio esistenziale) e se ne vanta pure ^^’’
Si potrebbe aprire una parentesi infinita su quanto sia triste il loro operato ma evito perché tanto sarebbe un OT fine a sé stesso.
C'è anche da dire che non è una novità, questo tipo di problema esiste quantomeno da decenni, ma nonostante tutto almeno una parte di voci autentiche e slegate da questa “visione” (chiamiamola molto gentilmente così) riesce solitamente a emergere o quantomeno farsi pubblicare/produrre alla fine.
Spero si capisce che queste riduzioni siano nate dall'ignoranza e dalla incapacità di uscire dalla propria bolla, ripetendo parole gia sentite, piuttosto esplorare il medium.
Che poi i manga non hanno alcuna presenza ideologica degli vari autori, beh allora il problema è mancanza di pensiero critico.
Bocihi ogni caso ha ragione. Non c'è molto da commentare, basta vedere la standardizzazione degli isekai e quello che succede in Corea del sud.
La legge del mercato premia non i migliori fumetti, ma quelli che vendono più. Se lo standard è Shonen jump, allora ovvio che si avrà una slopificazione stile jump. Basta vedere gli esempi visti su.
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