Will Wright non ha mai amato le strade spianate. Dopo aver dominato l’industria con SimCity e The Sims, il game designer è tornato con la sua sfida più estrema: Proxi. Non un gioco di simulazione urbana, ma una simulazione del sé. L'obiettivo è ambizioso: permettere agli utenti di caricare i propri ricordi : foto, testi, frammenti di vita, per creare un'intelligenza artificiale che ci sopravviva, un avatar di memoria capace di interagire con i posteri.
 
Il viale del tramonto di un genio: Will Wright e l'azzardo di Proxi


Tuttavia, la visione si è scontrata con la dura realtà finanziaria. Secondo quanto rivelato da Vulture, la Gallium Studios di Wright ha recentemente esaurito i capitali, portando al licenziamento dell'intero staff. Nonostante il gioco sia in sviluppo dal 2015, non esiste ancora una data di uscita. Wright, che ha finanziato il progetto con milioni di tasca propria, si trova ora a gestire un mostro di Frankenstein tecnologico supportato solo da una manciata di collaboratori volontari.

Proxi cerca di unire concetti complessi come la blockchain e le reti neurali all'estetica dei cozy games. L'utente dovrebbe navigare in un arcipelago di ricordi, dove l'IA stabilisce connessioni profonde tra eventi passati, rivelando aspetti ignoti della nostra personalità. Un esperimento che mescola genealogia e fantascienza, ma che oggi appare sospeso in un limbo produttivo.

A 66 anni, Wright sembra disinteressato alle logiche del mercato moderno. Mentre l'industria punta su profitti sicuri e sequel, lui insegue l'ultima grande frontiera: l'immortalità digitale. Resta da capire se Proxi sarà il suo ultimo capolavoro o il monumento a un’ambizione troppo grande per essere realizzata. Per ora, rimane un affascinante cantiere aperto, simbolo di un autore che non ha mai smesso di voler giocare con l'anima umana.



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