Recensione
Zenshu
1.0/10
Concordo con l'altra recensione*: visivamente perfetta e animata divinamente, la serie presenta una storia debole e stereotipata, dei personaggi dimenticabili, e nel suo cercare di essere una risposta al fenomeno isekai, finisce per commettere praticamente tutti gli errori di un isekai comune.
L'universo e i personaggi sono così over-the-top, che la serie fin da subito sembra una parodia, persino la protagonista lo pensa all'inizio. Palesando così l'intenzione degli autori: decostruire e parodizzare il genere degli isekai che, al tempo della produzione di questo anime, non finivano di uscire in massa, tutti uguali tra loro. Ma, come detto, alla fine la serie cade negli stessi errori che rendono gli isekai insopportabili ai più, in particolare l'avere un protagonista 'sfigato' che si sentiva perduto e fallito nella realtà (anche se per motivi diversi dal solito), che improvvisamente piomba in un altro mondo (fantasy/europeo, naturalmente) e diventa il grande eroe onnipotente capace di risolvere ogni situazione tirando fuori dal cilindro (o meglio dalla penna) la risposta ad ogni problema.
Gli altri personaggi? Macchiette anonime di cui ti scorderai facilmente e che hanno bisogno di fare qualcosa di scandaloso per ricordarti di loro: l'unicorno pervertito (insopportabile per tutta la serie, ma che ovviamente avrà la redenzione finale con un nobile sacrificio), la dragonessa che unisce bestialità (oh, scusate, negli anime si dice "furry") e lesbismo (questo si dice "yuri")**, e la principessa che mangia troppi steroidi...
Che altro? Ah, sì, ovviamente c'è anche la storia d'amore, come potrebbe non esserci. Anche qui concordo con chi dice che è scritta malissimo, forzata, tirata via, e tra l'altro non va da nessuna parte, neanche dopo che infine la protagonista riconosce i propri sentimenti. Niente baci, niente appuntamenti, nemmeno una stretta di mano o un abbraccio! Letteralmente, non combinano nulla e poi finiscono per separarsi per sempre... che idiozia.
La cosa che più mi ha dato fastidio, però? Come la serie si regga tutta sulle citazioni a capolavori del passato, senza i quali non se la sarebbe filata nessuno, ma allo stesso tempo ha la presunzione di criticarli, con i soliti cliché tipo "I personaggi femminili erano scritti male, guarda come te li correggo io!", dove per correzione intendono "Prendiamo il personaggio più bello e lo trasformiamo in un orribile e innaturale ammasso di muscoli che, se le ragazze la imitassero, morirebbero di infarto". Bah...
La protagonista, infine, è insopportabile. Letteralmente, un vegetale privo di vera personalità o qualsiasi fascino per quasi tutta la serie. E le sue motivazioni? Ridicole. A 'sto punto, meglio lo stereotipo del protagonista isekai. Perfino loro hanno più carattere, e questo dice tutto.
*Tra l'altro, anche io non l'avrei calcolata, se non fosse stato per il doppiaggio italiano, che tra l'altro è eccezionale.
**Tra l'altro, la dragonessa riprende un altro fastidioso stereotipo anime: il personaggio troppo ferito/storpio per fare qualcosa, finché non arriva il momento di salvare la situazione, e bum, si scopre che non stava poi così male... miracolo!
L'universo e i personaggi sono così over-the-top, che la serie fin da subito sembra una parodia, persino la protagonista lo pensa all'inizio. Palesando così l'intenzione degli autori: decostruire e parodizzare il genere degli isekai che, al tempo della produzione di questo anime, non finivano di uscire in massa, tutti uguali tra loro. Ma, come detto, alla fine la serie cade negli stessi errori che rendono gli isekai insopportabili ai più, in particolare l'avere un protagonista 'sfigato' che si sentiva perduto e fallito nella realtà (anche se per motivi diversi dal solito), che improvvisamente piomba in un altro mondo (fantasy/europeo, naturalmente) e diventa il grande eroe onnipotente capace di risolvere ogni situazione tirando fuori dal cilindro (o meglio dalla penna) la risposta ad ogni problema.
Gli altri personaggi? Macchiette anonime di cui ti scorderai facilmente e che hanno bisogno di fare qualcosa di scandaloso per ricordarti di loro: l'unicorno pervertito (insopportabile per tutta la serie, ma che ovviamente avrà la redenzione finale con un nobile sacrificio), la dragonessa che unisce bestialità (oh, scusate, negli anime si dice "furry") e lesbismo (questo si dice "yuri")**, e la principessa che mangia troppi steroidi...
Che altro? Ah, sì, ovviamente c'è anche la storia d'amore, come potrebbe non esserci. Anche qui concordo con chi dice che è scritta malissimo, forzata, tirata via, e tra l'altro non va da nessuna parte, neanche dopo che infine la protagonista riconosce i propri sentimenti. Niente baci, niente appuntamenti, nemmeno una stretta di mano o un abbraccio! Letteralmente, non combinano nulla e poi finiscono per separarsi per sempre... che idiozia.
La cosa che più mi ha dato fastidio, però? Come la serie si regga tutta sulle citazioni a capolavori del passato, senza i quali non se la sarebbe filata nessuno, ma allo stesso tempo ha la presunzione di criticarli, con i soliti cliché tipo "I personaggi femminili erano scritti male, guarda come te li correggo io!", dove per correzione intendono "Prendiamo il personaggio più bello e lo trasformiamo in un orribile e innaturale ammasso di muscoli che, se le ragazze la imitassero, morirebbero di infarto". Bah...
La protagonista, infine, è insopportabile. Letteralmente, un vegetale privo di vera personalità o qualsiasi fascino per quasi tutta la serie. E le sue motivazioni? Ridicole. A 'sto punto, meglio lo stereotipo del protagonista isekai. Perfino loro hanno più carattere, e questo dice tutto.
*Tra l'altro, anche io non l'avrei calcolata, se non fosse stato per il doppiaggio italiano, che tra l'altro è eccezionale.
**Tra l'altro, la dragonessa riprende un altro fastidioso stereotipo anime: il personaggio troppo ferito/storpio per fare qualcosa, finché non arriva il momento di salvare la situazione, e bum, si scopre che non stava poi così male... miracolo!
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