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7.0/10
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I"S è una delle ultime opere del maestro di Zetman e Video Girl Ai. Verso fine anni novanta Katsura era un autore più che affermato, soprattutto per quanto riguarda i manga di genere sentimentale, tant'è che veniva (e viene tutt'ora) definito un maestro in questo ambito. I"S di fatto si concretizza come ultimo manga dell'autore all'interno del genere sentimentale, dal momento che Katsura Akira e Zetman appartengono evidentemente a tutt'altra categoria. Per questo motivo viene naturale approcciarsi al manga aspettandosi una visione più matura del genere, per quanto la pubblicazione su rivista Shonen possa permettere di esprimersi in tal senso. Ahimè, questa volta mi ritrovo costretto ad ammettere che le aspettative che ho avuto non sono state rispettate. Il manga presenta indubbiamente i pregi della maggior parte delle opere del maestro. Tra questi il fatto che si mantenga quasi sempre un buon ritmo, e come nel susseguirsi degli eventi risulti difficile annoiarsi, soprattutto per chi ama il genere (e io non sono tra quelli). Il problema principale, secondo il sottoscritto, è il modo in cui viene mantenuto (spesso forzatamente) questo ritmo. Non è raro assistere a continui stravolgimenti nelle situazioni amorose del protagonista, con quest'ultimo che spesso cambia idea da un balloon all'altro. Durante tutto il corso dei ben 15 volumi di cui è composta la serie, Seto Ichitaka non avrà altro impegno fuorché farsi delle seghe mentali (perdonate il francesismo) sui comportamenti delle ragazze attorno a lui. Non è raro dunque, trovarsi davanti a dialoghi interiori quasi sempre prolungati in maniera eccessiva, e utili probabilmente a raggiungere il numero di pagine per la pubblicazione del singolo capitolo su rivista. Mi sta bene avere un protagonista indeciso, ma in questo modo è davvero esagerato. In poche parole, grandissima parte degli sviluppi della trama, se non tutti, sono dovuti a delle (in)decisioni assurde di Ichitaka. Il cui cambiamento si concretizza all'incirca solo negli ultimi 10 capitoli del manga (a essere buoni). La cosa che fa ancor più rabbia, è che quasi ogni volta che Seto si decide a dire a Iori come stanno le cose, lei riceve una chiamata e se ne va. Inutile dire quanto ciò rappresenti una caratteristica innaturale, non tanto per la casualità ripetuta del ricevere chiamate sempre nel momento sbagliato, quanto per il fatto che lei non lasci neanche finire la frase a Seto, che è già scomparsa. Capisco che si tratti di un'opera di fantasia, ma nella realtà, in genere, si finisce di far parlare l'altra persona e poi la si saluta, soprattutto se il discorso viene presentato come qualcosa di importante. E qui posso collegarmi a tutte le assurde incomprensioni che i protagonisti hanno durante tutta l'opera. Quella che mi è rimasta più impressa è il "ti voglio bene come ai nostri amici" (o una cosa del genere) detta alla vigilia di Natale, chi ha letto il manga capirà. Tornando al nostro protagonista, le decisioni più innaturali sono quelle prese verso la fine dell'opera. Non è possibile che non gli passi neanche per l'anticamera del cervello di ribellarsi a quei dannati produttori (e più di così non mi dilungo per evitare spoiler). Nonostante questi difetti, trovo comunque che il personaggio di Seto sia parzialmente riuscito. Questo perché nell'ultimo terzo dell'opera c'è una svolta importante che lo porta a riflettere sul proprio futuro. Mentre Iori sembra realizzare i propri sogni, diventando un personaggio pubblico, Seto realizza di non avere neanche un obiettivo, oltre a stare con lei. Ciò lo porta a sviluppare un complesso di inferiorità, da imputarsi anche a una società che - nonostante qualcuno voglia far credere il contrario - chiede implicitamente all'uomo di essere sempre un passo avanti, soprattutto in una relazione. Ad ogni modo, è meglio chiudere qui questa parentesi, prima di trovarmi costretto al impossibile compito di fare un excursus dei rapporti uomo-donna nella storia umana. Anche perché l'opera non va mai veramente ad analizzare nel profondo il suddetto rapporto, piuttosto lo fa solo dal punto di vista (molto ingenuo) del protagonista. Tuttavia ho abbastanza apprezzato, negli ultimi cinque volumi circa, la riflessione sull'affrontare il proprio futuro, e sulla frenesia eccessiva di trovare un proprio sogno e obiettivo. Allo stesso modo l'autore inserisce una dura critica verso il mondo delle idol. Lo fa mostrando alcuni dei soprusi che quotidianamente devono subire nell'ambiente di lavoro, in cui non è permesso loro neanche di avere una relazione, allo scopo di non intaccare l'immagine pubblica. Ma le problematiche che le idol devono affrontare provengono anche dall'esterno, in particolare dai loro stessi fan. Alcuni di loro creano forum appositi per venerarle, all'interno dei quali si lascia libero sfogo a rivelare i propri istinti verso queste ragazze. Naturalmente I"S non è né il primo né l'ultimo manga a trattare questi temi, e ritengo che non scavi neanche molto a fondo a tal proposito. Ed è per questo che sostengo che il manga abbia delle ottime basi per trattare temi molto interessanti sulla società giapponese, ma che in fin dei conti rimanga sempre sulla superficie, senza scavare molto a fondo. Così come non si va a fondo nell'approfondimento dei comprimari. È evidente che Katsura si sia concentrato totalmente sul protagonista, ed è proprio per questo che i personaggi secondari risultano insipidi. Partendo da Teratani che rappresenta unicamente la spalla comica di Seto. Si rimane in superficie anche nell'approfondire le ragazze, tra cui addirittura Iori, che non riesce mai a togliersi di dosso l'etichetta di "obiettivo del protagonista". Mentre le altre due che mi vengono in mente, Itsuki e Izumi, più che rompere le scatole al protagonista e fargli venire qualche dubbio qua e là, non fanno poi molto in fin dei conti. Tra l'altro è palese il fatto che Izumi sia stata introdotta unicamente per rimpiazzare Itsuki a un certo punto dell'opera. Ho trovato poco condivisibile anche il messaggio finale, secondo cui è giusto avere come obiettivo della propria esistenza l'amore verso la persona alla quale siamo attratti, che ci ricambi o meno. Io l'ho trovato un messaggio fin troppo semplicistico e infantile, forse anche a causa del target di riferimento, non lo metto in dubbio. Tuttavia credo che concentrare la propria vita solo ed esclusivamente sulla persona che si ama, possa essere limitante per sé stessi. In ogni caso ammetto di trovarmi ormai completamente fuori target per opere di questo tipo, che si possono consigliare per lo più ad adolescenti non al di sopra dei 16 anni. E non nego che in quella fascia di età magari avrei potuto apprezzarlo un po' di più. Tuttavia, con l'occhio di adesso, è un tipo di manga verso il quale non posso fare altro che avvertire un certo distacco emotivo. In particolar modo la storia nei suoi primi due terzi fatica a decollare. Solo nell'ultima parte c'è una svolta in cui si vanno a toccare qua e là i temi che ho citato prima.
Adesso parliamo del comparto grafico che è sicuramente uno dei punti forti del manga. Katsura si continua a dimostrarsi un gran disegnatore. Per quanto riguarda l'uso dei retini, degli sfondi e la realizzazione delle architetture, abbiamo un vero e proprio assaggio di ciò che successivamente vedremo in Zetman (che reputo il suo capolavoro). I disegni di Katsura riescono a far immergere il lettore nell'atmosfera quotidiana dei personaggi. Tutto ciò grazie a un notevole livello di dettaglio soprattutto nel rappresentare le architetture e gli sfondi. La tecnica nell'uso dei retini si sviluppa sempre di più, e ciò permette anche di dare più profondità alle pagine e ai volti dei protagonisti. E parlando di volti, non si può non notare l'incredibile lavoro svolto nel valorizzare tutte le varie espressioni facciali. Soprattutto in un'opera sentimentale nella quale è fondamentale esprimere al meglio gli stati d'animo dei personaggi, senza bisogno che dicano la verità su ciò che stanno provando in una determinata tavola. Una nota di merito va anche alla regia delle tavole, davvero pregevole. Naturalmente in questo aspetto, con Zetman Katsura raggiungerà la perfezione. Ma va detto che in I"S il paneling resta di livello alto. Il mangaka dimostra di saper inserire le splash page sempre al momento giusto. Spesso si viene coinvolti nelle varie situazioni, proprio grazie alla tecnica con cui vengono intavolate queste ultime. Di conseguenza il disegno va spesso a colmare alcune evidenti mancanze presenti nella scrittura.

Conclusioni:
I"S è un manga senza infamia e senza lode, non riesce ad elevarsi oltre il discreto. Eppure avrebbe potuto, e ne aveva piene potenzialità. Purtroppo la pubblicazione su rivista Shonen non ha aiutato da questo punto di vista. Ma rimane il fatto che anche nel modo di narrare, non si nota una grande evoluzione rispetto ai titoli precedenti dell'autore. Tutto sommato però la storia si fa seguire senza grandi problemi, grazie anche ai bellissimi disegni del maestro Katsura.

Voto: 7.