Recensione
Recensione di DOCTOR TENMA
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L’opera in questione è il capitolo finale della trilogia sui “super robot” di Gosaku Ota. La versione originale del maestro Nagai, come nel caso di Great Mazinger, conta un solo volume che per di più non chiudeva del tutto la saga. Con questo non voglio dire che la controparte interamente nagaiana non sia un buon prodotto, anzi l’ho sempre considerata un’ottima storia con bei personaggi e un disegno di alto livello. Non spenderò altre parole su questo titolo dal momento che è già presente una recensione sul profilo, come per tutta la trilogia di Go Nagai. Ad ogni modo il punto è che la versione del maestro Ota riesce nuovamente ad approfondire e ampliare quella originale, questa volta più che mai. Il comparto più riuscito è la caratterizzazione dei personaggi, protagonisti o meno. La cosa che mi ha reso felice più di tutte, è stata quella di vedere approfondita la figura dell’imperatore delle tenebre, personaggio presentato ma successivamente accantonato nella versione di Nagai. Senza contare che in quest’opera anche alcuni villain ricevono una caratterizzazione più che soddisfacente. In più questa volta il manga in questione è un sequel di Great Mazinger non solo perché il Duke Fleed finisce sullo stesso pianeta dei vecchi protagonisti, ma anche perché vengono creati degli intelligenti e precisi collegamenti con le precedenti serie, che si riveleranno fondamentali all’interno della storia. Restando focalizzati sull’aspetto caratteriale dei personaggi, torna anche questa volta Koji Kabuto, ma il più appassionante è senza ombra di dubbio Duke Fleed. Egli rappresenta l’ultima ancora di salvezza per l’umanità. Il suo pianeta è stato distrutto da Vega e non vuole assolutamente che accada la stessa cosa alla Terra, che è ormai la sua nuova casa. Per questo inizialmente Duke è portato ad amare questo pianeta, senza notare i numerosi aspetti negativi che nasconde. Questo accade anche nella versione di Go Nagai, con la differenza che però qui avviene un netto cambiamento. Duke Fleed infatti, dopo essersi reso conto della reale natura dei terrestri, inizia ad avere dei dubbi su quale sia il suo reale compito sulla Terra. Incredibile ma vero, un protagonista di un manga sui super robot degli anni ’70, comincia per davvero a riflettere se conquistare la Terra o continuare a difenderla. Ed ecco che anche in questo capitolo della saga torna preponderante la critica alla società umana. Gli invasori di Vega riescono spesso ad esercitare facile pressione sulle masse, spingendo la gente a rigettare i loro veri salvatori. In questa serie infatti i vari capitoli sono un po’ meno incentrati sui combattimenti fra robot, in modo da lasciare più spazio a vicende che riguardano l’umanità più da vicino. Nonostante questo l’azione rimane una componente fondamentale, e in questa serie il disegno di Ota raggiunge una certa maturità, che gli permette di rappresentare scene sempre più avvincenti. Nel corso dei quattro volumi non mancano neppure i colpi di scena e le rivelazioni che porteranno al magnifico finale. Non vi dico altro per evitare spoiler indesiderati, ma sappiate che con questo titolo Nagai e Ota riescono finalmente a chiudere il cerchio, con una conclusione degna di una delle saghe più appassionanti nel panorama del fumetto giapponese. Per quanto riguarda il tratto di Gosaku Ota, si nota un netto miglioramento e una migliore inventiva nella composizione delle tavole. Fattore, quest’ultimo, che era spesso mancato soprattutto nel Mazinger Z da lui disegnato. Vengono usate molte sapientemente le splash page, in vari casi per aumentare la tensione (per esempio nella scena dello tsunami). L’espressività dei volti rimane ottima, con dei buoni progressi rispetto alle serie precedenti. Inoltre il comparto grafico riceve un’ulteriore impennata nel finale, dove assistiamo a un uso dei neri e delle linee cinetiche sempre più evoluto.
Conclusioni:
Ufo Robot Grendizer, in questa versione disegnata da Gosaku Ota, è un manga che riesce a chiudere la trilogia nella maniera più adatta, con la storia più appropriata. Si tratta probabilmente della lettura di Grendizer (Goldrake) migliore che potrete trovare in ambito manga.
Voto: 8,5.
Conclusioni:
Ufo Robot Grendizer, in questa versione disegnata da Gosaku Ota, è un manga che riesce a chiudere la trilogia nella maniera più adatta, con la storia più appropriata. Si tratta probabilmente della lettura di Grendizer (Goldrake) migliore che potrete trovare in ambito manga.
Voto: 8,5.
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