Recensione
Mazinger Z (Go Nagai)
8.5/10
Recensione di DOCTOR TENMA
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Mazinger Z è uno dei pilastri della produzione Nagaiana. Il manga del 1972 riuscì a portare una ventata d'aria fresca, per il fatto che ci fosse un robot pilotato da ragazzini che dovevano salvare il mondo. Senza contare il fatto che la serie animata e i relativi gadget ebbero un successo enorme in Giappone. Inoltre, se è vero che nel nostro paese non ha avuto il successo che meritava, è altrettanto giusto il fatto che, senza Mazinger Z, Nagai non sarebbe giunto a creare Great Mazinger, Ufo Robot Grendizer e Jeeg. Infatti sono proprio questi ultimi gli anime che ai tempi riscossero più successo da noi, anche perché portati prima di Mazinger Z. Ad ogni modo, in questo manga Go Nagai utilizza in parte lo stile delle sue opere comiche, e in alcuni frangenti usa toni più seri quasi alla Mao Dante. Tra le opere precedenti a Mazinger Z, quella che le somiglia di più dal punto di vista dei toni è probabilmente Guerrilla High. Il mangaka riesce dunque a passare da uno stile all'altro senza problemi, e senza calcare troppo la mano. Inoltre il maestro non manca di autocitarsi in vari momenti. Tra le citazioni più evidenti ci sono quelle a Devilman, ovvero: l'aspetto della bestia meccanica Grogos G5 che ricorda il demone Jinmen; la statua della versione animata di Devilman, presente nei bagni dell'hotel Tell; la testa dell'isola di Bardos che invece ricorda quella del re demone Zenon. Inoltre anche in quest'opera possiamo notare alcune ispirazioni di Nagai, tra cui la Divina Commedia. Infatti l'aspetto del conte Blocken ricorda molto quello di Bertrand de Born, nella nona bolgia (seminatori di discordia) dell'ottavo cerchio dell'Inferno (fraudolenti contro chi non si fida). Un personaggio che l'autore disegnerà più avanti nella sua reinterpretazione della Divina Commedia. Come non citare, a questo punto, i riferimenti all'antica Grecia, presenti sia nei nomi, che nell'aspetto delle bestie meccaniche. Nagai stesso ha affermato di essere cresciuto molto con la cultura occidentale, e che per forza di cose ne è stato influenzato. Se ci pensiamo, il Mazinger Z stesso è una versione molto più occidentale del mecha, rispetto ad altri come ad esempio Daitarn, che "trasuda Giappone" da tutti i pori (non che sia un difetto). Impossibile poi non citare anche le influenze che hanno avuto maestri come Ishinomori e Tezuka, sia da un punto di vista estetico, che tematico. Per quanto riguarda i temi, seppur non troppo nel dettaglio, Nagai arriva infatti a trattare, con il Donau alpha 1 (creato da Stroheim Heinrich) e Loreley, la tematica dell'identificazione del robot in essere umano. Inoltre l'autore, oltre ad aprire, come di consuetudine, una evidente riflessione sul potere e sulla guerra, tratta il tema della libera scelta. Infatti Koji Kabuto è un protagonista che, sin dall'inizio, viene costretto a scegliere se usare il Mazinger Z per diventare un dio benevolo, o per essere un demonio distruttore. Ma se ci pensiamo infatti, Koji non era neanche un protagonista troppo convenzionale per l'epoca. Lo si vede innanzitutto dal fatto che è un ragazzo quasi adulto, e non il solito protagonista bambino. Ma anche perché all'inizio appare poco sicuro di sé e piuttosto impacciato alla guida del robot, finendo per creare disastri e uccidere, senza volerlo, molte persone. In un certo senso però ci ho visto anche un manga sulla crescita personale, sul diventare adulti e iniziare a farsi carico delle proprie responsabilità, come fa Koji. Infine ho notato, ma questo è da prendere con le pinze, che il Mazinger Z, nella sua lotta per la pace, rispecchia un po' la carriera di Go Nagai. Quest'ultimo continuamente ostacolato, nelle sue creazioni, dall'opinione pubblica e dagli editori. Secondo il sottoscritto, le bestie meccaniche potrebbero essere una rappresentazione di un'opinione pubblica che vuole l'arte come qualcosa di statico, senza evoluzione. Per quanto riguarda la narrazione, il ritmo è a dir poco incredibile. Nonostante una struttura molto semplice, Nagai riesce a coinvolgere il lettore, e a catapultarlo da uno scontro a un altro. Questi ultimi sono scritti molto bene, e ognuno di loro presenta un elemento di novità rispetto al precedente. In questo modo la storia riesce a non essere ripetitiva. Senza contare il fatto che, tra uno scontro e l'altro, viene dedicato un po' di spazio anche alle vite dei personaggi. Da notare che molto spesso questi ultimi rompono la quarta parete, scherzando spesso sugli stereotipi dei protagonisti dei manga. In ogni caso, la storia continua bene fino al volume 5. Dalla parte finale del quinto volume in poi, il manga prende una piega diversa. I capitoli sono molto più brevi, e per come sono strutturati ricordano molto quelli dell'anime. Iniziano ad apparire robot, come il Boss Borot, che prima non esistevano. Ma in generale Nagai fa un po' di confusione con la storia. Questo perché il manga dovette cambiare rivista, da Weekly Shonen Jump, a Terebi Magazine. Ciò permise a Nagai di concentrarsi maggiormente sulla serializzazione di Devilman. Infatti, su Shonen Jump, la storia si interruppe in un momento cruciale. Tuttavia Nagai annunciò che essa sarebbe proseguita con l'anime, e che i capitoli successivi (quelli su Terebi Magazine) sarebbero serviti come integrazione alla serie animata. I toni sono molto meno cupi, e si nota una certa fretta nel disegnare i vari combattimenti. Queste storie porteranno dunque ad uno scontro finale ancora più frettoloso e poco incisivo. Nonostante ciò, il mangaka riuscì a creare, con un grande colpo di scena, un collegamento finale con Great Mazinger, vero e proprio sequel di Mazinger Z. Tuttavia Nagai, evidentemente poco entusiasta di come era venuta la resa dei conti tra Koji e il Dottor Hell, decise tempo dopo di ridisegnarla. Quello sì che risultò uno scontro finale degno di tale nome. Esso va ad inserirsi tra la dichiarazione di guerra del Dottor Hell nel quinto volume, e il capitolo del sesto numero, che collega la serie con Great Mazinger. In questo modo i capitoli usciti su Terebi Magazine perdono la loro influenza nella storia, e teoricamente anche la canonicità. Ma sono consapevole che addentrarsi in questi discorsi con le opere di Nagai (o Matsumoto) è veramente molto complicato, e bisognerebbe parlarne in un post a parte. Dal punto di vista del disegno, Nagai si dimostra come sempre eccezionale. Grazie a una regia particolarmente dinamica, i combattimenti, seppur datati, riescono a coinvolgere. I disegni infatti hanno il tratto semplice del Nagai dell'epoca, ma risultano molto dinamici e con un'impaginazione a dir poco geniale. Questa caratteristica emerge molto quando l'autore gioca con la duplice natura del barone Ashura. A un certo punto c'è un cambio di situazione, in cui la vignetta di "transizione", è situata tra una metà e l'altra del viso di Ashura. A mio parere una delle transizioni più belle che mi sia capitato di vedere. Inoltre viene data molta espressività ai visi dei personaggi. Mentre il character design, per quanto semplice, risulta memorabile, sia per quanto riguarda i robot che i personaggi. Seppur moderato rispetto ad altre opere del mangaka, viene fatto anche un buon uso della violenza e della nudità. Infatti qua è là capita di vedere scene di corpi mozzati. Altra caratteristica molto apprezzabile dell'opera, è stata quella di lasciare un bel po' di spazio ai disegni. Nonostante questo però la trama non viene trascurata, e la lettura risulta molto scorrevole. Gli unici capitoli un po' meno scorrevoli sono proprio quelli pubblicati su Terebi Magazine.
Conclusioni:
Mazinger Z è un'opera ottima, rivoluzionaria e da leggere se si è amanti della fantascienza. Nonostante in alcuni aspetti, come quello dei personaggi, risenta un po' del tempo, resta un gran titolo. Un manga capace di catturare nell'universo Nagaiano il lettore che ci si avvicina senza pregiudizi. I preconcetti infatti sono diventati sempre più presenti negli ultimi anni, con la conseguenza di allontanare buona parte del pubblico da questi manga. Ormai il lettore medio si sente scoraggiato ad approcciarsi a determinate letture, soprattutto se catalogate sotto la nomea di "manga sui robottoni". Come se creare un manga con dei robot fosse di per sé un difetto. Ma questa è una di quelle questioni che necessiterebbe di un approfondimento a parte. In conclusione non posso fare altro che consigliarvi questo grande titolo.
Voto: 8,5.
Conclusioni:
Mazinger Z è un'opera ottima, rivoluzionaria e da leggere se si è amanti della fantascienza. Nonostante in alcuni aspetti, come quello dei personaggi, risenta un po' del tempo, resta un gran titolo. Un manga capace di catturare nell'universo Nagaiano il lettore che ci si avvicina senza pregiudizi. I preconcetti infatti sono diventati sempre più presenti negli ultimi anni, con la conseguenza di allontanare buona parte del pubblico da questi manga. Ormai il lettore medio si sente scoraggiato ad approcciarsi a determinate letture, soprattutto se catalogate sotto la nomea di "manga sui robottoni". Come se creare un manga con dei robot fosse di per sé un difetto. Ma questa è una di quelle questioni che necessiterebbe di un approfondimento a parte. In conclusione non posso fare altro che consigliarvi questo grande titolo.
Voto: 8,5.
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