Recensione
“Tu sei il più bel colore del mondo” è uno splendido manhua ambientato in Cina a fine anni 90. Un bellissimo romanzo di formazione in cui vengono trattati temi come l’amicizia, i primi amori e il bullismo, vissuti da un ragazzino all’ultimo anno delle scuole medie. È un’opera capace di catapultarvi con la mente nei giorni della vostra adolescenza, e che non posso fare a meno di consigliare a tutti gli amanti di questo genere di storie.
Trama
Zhou Rucheng è un ragazzino che frequenta la terza media in una scuola a indirizzo artistico ed è uno studente comune come tanti altri: non è popolare e ha solo un paio di amici altrettanto ordinari con cui passa le sue giornate. L’unica cosa che lo fa risaltare rispetto ai suoi compagni è il suo spiccato talento nel disegno, che lo porta spesso al centro dell’attenzione. Con il passare del tempo dovrà affrontare una serie di insicurezze, paure e delusioni tipiche dell’adolescenza, come il crescente interesse nei confronti della talentuosa compagna di classe Liu Yun e l’ansia di non riuscire ad entrare in una scuola superiore abbastanza prestigiosa da potergli garantire un futuro migliore.
Sviluppo della storia
Vengono trattati in modo realistico diversi aspetti della vita di un adolescente, prendendosi tutto il tempo necessario per approfondirli nel migliore dei modi. Nel corso della narrazione assistiamo all’intrecciarsi di vari eventi che portano gradualmente Zhou a maturare e ad affrontare ciò che la vita gli pone davanti; la trama principale, legata alla sua passione per l’arte, si alterna così a diverse storie secondarie che delineano meglio anche gli altri personaggi. Il racconto si focalizza esclusivamente sul punto di vista del protagonista e lo si vede interagire quasi sempre solo con i suoi coetanei, mentre gli adulti sono utilizzati come semplici espedienti narrativi, con uno spazio limitato e senza essere mai sviluppati ulteriormente.
Disegni
La componente visiva rappresenta sicuramente uno dei punti di forza dell’opera, con dei disegni dal tratto delicato e interamente a colori che rendono alcune tavole una vera gioia per gli occhi. Gli ambienti sono ricchi di dettagli e i personaggi molto espressivi, soprattutto nei primi piani dove i tratti dei volti si fanno ancora più definiti.
Considerazioni finali
Nonostante la storia abbia risvolti a tratti prevedibili per un occhio adulto, il suo essere semplice riflette perfettamente l’ingenuità dei primi drammi adolescenziali, rendendola una lettura piacevole dall’inizio alla fine. I temi trattati sono affrontati in modo serio con un’ottima introspezione dei pensieri e delle emozioni del protagonista. Tutta la sequenza finale, nella quale viene richiamato il titolo dell’opera, è bellissima e molto commovente. La visione di quelle tavole, dopo aver compreso l’importanza e il significato che i colori hanno per Zhou e Liu Yun, rende la scena veramente indimenticabile, dando un peso molto profondo a quelle parole. Di quelle splash page viene sul serio voglia di farci una gigantografia e appenderla al muro.
Trama
Zhou Rucheng è un ragazzino che frequenta la terza media in una scuola a indirizzo artistico ed è uno studente comune come tanti altri: non è popolare e ha solo un paio di amici altrettanto ordinari con cui passa le sue giornate. L’unica cosa che lo fa risaltare rispetto ai suoi compagni è il suo spiccato talento nel disegno, che lo porta spesso al centro dell’attenzione. Con il passare del tempo dovrà affrontare una serie di insicurezze, paure e delusioni tipiche dell’adolescenza, come il crescente interesse nei confronti della talentuosa compagna di classe Liu Yun e l’ansia di non riuscire ad entrare in una scuola superiore abbastanza prestigiosa da potergli garantire un futuro migliore.
Sviluppo della storia
Vengono trattati in modo realistico diversi aspetti della vita di un adolescente, prendendosi tutto il tempo necessario per approfondirli nel migliore dei modi. Nel corso della narrazione assistiamo all’intrecciarsi di vari eventi che portano gradualmente Zhou a maturare e ad affrontare ciò che la vita gli pone davanti; la trama principale, legata alla sua passione per l’arte, si alterna così a diverse storie secondarie che delineano meglio anche gli altri personaggi. Il racconto si focalizza esclusivamente sul punto di vista del protagonista e lo si vede interagire quasi sempre solo con i suoi coetanei, mentre gli adulti sono utilizzati come semplici espedienti narrativi, con uno spazio limitato e senza essere mai sviluppati ulteriormente.
Disegni
La componente visiva rappresenta sicuramente uno dei punti di forza dell’opera, con dei disegni dal tratto delicato e interamente a colori che rendono alcune tavole una vera gioia per gli occhi. Gli ambienti sono ricchi di dettagli e i personaggi molto espressivi, soprattutto nei primi piani dove i tratti dei volti si fanno ancora più definiti.
Considerazioni finali
Nonostante la storia abbia risvolti a tratti prevedibili per un occhio adulto, il suo essere semplice riflette perfettamente l’ingenuità dei primi drammi adolescenziali, rendendola una lettura piacevole dall’inizio alla fine. I temi trattati sono affrontati in modo serio con un’ottima introspezione dei pensieri e delle emozioni del protagonista. Tutta la sequenza finale, nella quale viene richiamato il titolo dell’opera, è bellissima e molto commovente. La visione di quelle tavole, dopo aver compreso l’importanza e il significato che i colori hanno per Zhou e Liu Yun, rende la scena veramente indimenticabile, dando un peso molto profondo a quelle parole. Di quelle splash page viene sul serio voglia di farci una gigantografia e appenderla al muro.