Recensione
Dopo esser stato lo zimbello della classe per tutto il periodo delle medie, Noritaka Sawamura decide di non voler ripetere l'esperienza anche alle superiori e di iniziare al meglio questo nuovo capitolo della sua vita, e tra le prime iniziative in merito rientra il provarci da subito con Nakayama, la ragazza più bella della classe. E se all'inizio le cose sembrano andare sorprendentemente bene, nel momento del bisogno la codardia di Noritaka emerge platealmente, portando la sua bella a proferire quattro, micidiali parole: "Io odio i deboli."
Questo slogan, riportato anche alla fine di ogni volume, porterà il protagonista su una nuova strada, facendolo affacciare al più sgangherato dei club di arti marziali della sua scuola, alla disperata ricerca di qualcosa che lo renda forte.
Da qui il manga prosegue fino alla fine seguendo praticamente sempre lo stesso schema: un qualche temibile combattente appare ed in qualche modo finisce per voler sfidare Sawamura, il quale parte ogni volta con l'intenzione di tirarsi indietro, ma poi un qualche disguido lo porta immancabilmente al punto di non ritorno, quindi per prepararsi alla lotta comincia ad eseguire, sotto istruzione del suo maestro, qualche allenamento apparentemente insensato ma dei quali si capiranno i motivi nei primi minuti del combattimento, poi l'avversario assesta un bel colpo ribaltando la situazione ma poi il nostro eroe riesce comunque a scamparla tirando fuori il suo asso nella manica.
E per quanto la struttura sia indubbiamente ripetitiva, il manga in verità non risulta mai davvero noioso o prolisso, merito anche del fatto che non si tratti di uno spokon sulle arti marziali, quanto più di una grossa parodia del genere infarcita di gag e momenti demenziali, come l'immancabile testicolo del protagonista che fa capolino dai pantaloncini ogniqualvolta questo esegue un high kick o le fattezze dei nemici riprese spesso e volentieri da figure pop come Micheal Jackson o Alex DeLarge, ed i 18 volumi di cui è composta l'opera scorrono tutto sommato lisci come l'olio. Plauso anche ai disegni, che alternano egregiamente le caricature classiche dei fumetti comici a delle anatomie precise e dettagliate per in momenti più seri degli scontri, fantastiche anche le rappresentazioni super esagerate dei colpi finali, che deformano oltremodo i visi dei malcapitati per esprimerne al meglio la potenza.
In conclusione, non stiamo parlando in alcun modo di un'opera imprescindibile, ma Noritaka è un onestissimo manga d'intrattenimento dove si ride di gusto e ci si può godere qualche discreta scazzottata, consigliato se si cerca qualcosa di divertente senza troppi fronzoli.
Questo slogan, riportato anche alla fine di ogni volume, porterà il protagonista su una nuova strada, facendolo affacciare al più sgangherato dei club di arti marziali della sua scuola, alla disperata ricerca di qualcosa che lo renda forte.
Da qui il manga prosegue fino alla fine seguendo praticamente sempre lo stesso schema: un qualche temibile combattente appare ed in qualche modo finisce per voler sfidare Sawamura, il quale parte ogni volta con l'intenzione di tirarsi indietro, ma poi un qualche disguido lo porta immancabilmente al punto di non ritorno, quindi per prepararsi alla lotta comincia ad eseguire, sotto istruzione del suo maestro, qualche allenamento apparentemente insensato ma dei quali si capiranno i motivi nei primi minuti del combattimento, poi l'avversario assesta un bel colpo ribaltando la situazione ma poi il nostro eroe riesce comunque a scamparla tirando fuori il suo asso nella manica.
E per quanto la struttura sia indubbiamente ripetitiva, il manga in verità non risulta mai davvero noioso o prolisso, merito anche del fatto che non si tratti di uno spokon sulle arti marziali, quanto più di una grossa parodia del genere infarcita di gag e momenti demenziali, come l'immancabile testicolo del protagonista che fa capolino dai pantaloncini ogniqualvolta questo esegue un high kick o le fattezze dei nemici riprese spesso e volentieri da figure pop come Micheal Jackson o Alex DeLarge, ed i 18 volumi di cui è composta l'opera scorrono tutto sommato lisci come l'olio. Plauso anche ai disegni, che alternano egregiamente le caricature classiche dei fumetti comici a delle anatomie precise e dettagliate per in momenti più seri degli scontri, fantastiche anche le rappresentazioni super esagerate dei colpi finali, che deformano oltremodo i visi dei malcapitati per esprimerne al meglio la potenza.
In conclusione, non stiamo parlando in alcun modo di un'opera imprescindibile, ma Noritaka è un onestissimo manga d'intrattenimento dove si ride di gusto e ci si può godere qualche discreta scazzottata, consigliato se si cerca qualcosa di divertente senza troppi fronzoli.