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Questo volumetto altro non è che una rivisitazione del manga "Barbara", opera del 1973 scritta e disegnata dal famoso Osamu Tezuka da parte dell'altrettanto famoso Go Nagai.

Avendo letto la bellissima opera da cui è tratto, devo dire che Nagai non trasmette l'intensità e bellezza del suo predecessore, anzi, sembra banalizzarlo un pò dal punto di vista narrativo; come è nello stile di Nagai, le tavole sono molto più esplicite eroticamente rispetto a Tezuka.
La trama si colloca in un tempo vago, non si sa se prima degli avvenimenti dello scrittore Mikura di Osamu Tezuka, o dopo, e si distingue fondamentalmente in 3 brevi racconti dove Barbara, la assoluta protagonista, con il suo tipico potere ammaliante, la sua sregolatezza, strega vari uomini che la prendono come musa ispiratrice e , come lo scrittore Mikura, vedono stravolgere la loro vita da eventi strani.

Non consiglio di leggere questo volume se non si è letto "Barbara" di Osamu Tezuka, perchè si rischierebbe di non cogliere tanti segnali.

Questo volume è non solo una rivisitazione di un manga bellissimo , ma anche un omaggio al suo creatore nominato "Dio del manga" con il quale Go Nagai è cresciuto, si è ispirato, e ha avuto la fortuna di conoscere di persona.

In Postfazione vi è un piccolo manga che parla dell'esperienza di Nagai diretta con Tezuka, in cui lui e altri mangaka (tra cui Monkey Punch e Yumiko Igarashi) andarono in America per partecipare al San Diego Comicon con l'obbiettivo di aumentare l'interesse del pubblico verso il fumetto giapponese.
Un documento molto importante perchè mostra il ritmo di lavoro a cui i mangaka lavoravano negli anni 80: orari massacranti, e, come in questo caso, se non si sono rispettate le scadenze, non era pratica inusuale portarsi dietro le tavole da completare in viaggio e cercare di completarle durante la permanenza all'estero, in questo caso mostrando un Tezuka praticamente quasi sempre rinchiuso in hotel a continuare il lavoro sul manga in corso, senza godersi appieno il viaggio.
Una condizione lavorativa allucinante se ci si pensa, ma accettata all'epoca, la stessa cosa l'ho letta nell'interessante manga "l'assistente delle rose" (volume unico edito da Toshokan in italia) che mostra la durissima condizione di lavoro delle mangaka in quegli anni, tra cui anche la bravissima Suzue Miuchi.

La J-pop di "Barbara" ne ha fatto un ottimo volume unico di ottima qualità, ne consiglio la lettura insieme a "Barbara" di Osamu Tezuka, anch'esso edito da J-Pop in un ottimo volume unico.