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Visto che l'han già fatto tutti praticamente, anche io vedo di usare questa parte per recensire l'intera serie, almeno fino a dove sono arrivato io.

Da persona che ha abbandonato la serie al settimo episodio dell'ultimo arco narrativo (Santa Claus/The University Arc, come volete chiamarlo) e che per il resto l'ha vista tutta (film inclusi) gli darei un 7 su 10.

Il primo arco narrativo è il migliore, soprattutto se siete appassionati di storie d'amore che non si perdono in chiacchere e non seguono i soliti stereotipi ripetitivi degli anime romcom.

Dopodiché, la storia diventa piuttosto ripetitiva, dato che il protagonista deve aiutare le persone a risolvere i loro problemi ogni due episodi circa. Anche i temi trattati vengono esplorati in modo molto semplicistico e poco sottile. Le spiegazioni "scientifiche" della trama sono talmente ridicole che tanto varrebbe non preoccuparsi affatto di spiegarle. In Monogatari è tutto soprannaturale, quindi è perdonabile che non abbia un senso compiuto. In una serie di fantascienza come Stein's Gate, c'è un solo fenomeno paranormale da spiegare (il viaggio nel tempo), quindi non è necessario sospendere l'incredulità più di tanto. Questa serie, invece, si inventa dieci fenomeni diversi e cerca di spacciarli per vera scienza, spiegando ogni minimo dettaglio del loro "funzionamento". Il risultato è nella migliore delle ipotesi confusionario, nella peggiore decisamente stupido.

Parlando di romanticismo, la serie dà il meglio di sé nell'arco narrativo di Mai (appunto il primo), per poi stancare lentamente lo spettatore riproponendo gli stessi temi con ragazze diverse più e più volte. Pur non essendo un harem vero e proprio, Rascal Does Not Dream cade nella stessa trappola di Sword Art Online, DanMachi e Rising Of The Shield Hero, ovvero tratta una sola ragazza come vero interesse amoroso, ma continua a stuzzicare la fantasia romantica degli shippers con ogni altro personaggio femminile. C'è un motivo per cui il 99% degli anime e dei manga non permette al protagonista di scegliere una ragazza fino alla fine della serie (se mai finisce). Non può scegliere perché, se lo facesse, quella ragazza "vincerebbe" nel fandom e il merchandising degli altri personaggi femminili crollerebbe. Quindi gli autori di queste serie si assicurano che ogni personaggio femminile abbia lo stesso tempo sullo schermo, lo stesso trattamento etc. per garantire sempre le vendite. Quindi, nonostante Sakuta sia canonicamente e apertamente innamorato di Mai e solo di Mai, ogni singolo arco narrativo della storia ruota attorno al fatto che lui debba salvare e entrare in contatto con un nuovo personaggio femminile che condivide molti momenti con lui, in modo che il fandom possa shipparli e innamorarsi di una nuova "waifu" (e comprarne il merchandise). Per lo stesso motivo, alla romance canonica non possono dedicare poi più di tanto tempo, tant'è che arrivato al punto in cui sono io quelli non si sono manco mai baciati. Concordo con chi dice che si fa perfino fatica a considerarla una vera serie di genere romantico. Oh e ovviamente deve esserci spazio anche per una inquientante quanto inevitabile ship con la sorella e un altra con personaggi chiaramente troppo giovani (ma viva le loli, giusto? Non è pedofilia, fidatevi!) perché gli otaku adorano queste perversioni.

Questo non solo mi ha infastidito perché ho iniziato la serie perché in cerca di una bella storia d'amore, ma mi ha anche fatto trovare Sakuta un po' troppo "Gary Stu" e stereotipato. È praticamente perfetto e sono i fraintendimenti degli altri a farlo sembrare imperfetto. Ma quando lo si conosce davvero, si scopre che è estremamente premuroso e riesce a risolvere la maggior parte dei problemi con pura grinta e determinazione. Un vero introverso solitario non sarebbe mai così abile a parlare o a flirtare. È fin troppo "cool" e quella scena con il bullo in cui lo mette fuori combattimento con un calcio allo stinco è stata davvero imbarazzante. Così come i suoi commenti alle ragazze che nell'anime le fanno cadere ai suoi piedi, nella realtà gli costerebbero un calcio nelle palle. Tutte le situazioni in cui si trova lo fanno sembrare il sogno di otaku emerginati che vogliono vendicarsi dei bulli o aiutare le ragazze per farle cadere ai loro piedi. Inoltre, non attraversa alcun vero sviluppo di personalità. Sakuta non cambia, era un edgy badass all'inizio e lo resta alla fine. L'unico cambiamento che noterete nella serie è il cast femminile, che passa dal considerare Sakuta inquietante al voler entrare nei suoi pantaloni.

Devo dare atto alla serie di essere riuscita a trasmettere il dolore dei personaggi. Si percepisce davvero la loro tristezza e i loro problemi. Ci si affeziona a loro e si finisce per piangere, se si è capaci di piangere per dei personaggi di fantasia ovviamente. Per me, questo è stato particolarmente vero per Kaede (è diventata il mio personaggio preferito dopo aver visto il film dedicato alla sua storia). Ma non merita neanche lontanamente di essere considerato uno degli anime più belli di sempre. Ha tanti difetti di cui la maggior parte della gente si lamenta in altre serie.