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Rote

Episodi visti: 1/1 --- Voto 5
OAV realizzato a poco tempo dall'inizio del manga di Rumiko Takahashi, One Pound Gospel si configura come un'opera a sé stante, capace di intrattenere ed esplorare (non sempre con efficacia) alcuni temi fondamentali dello "spokon". Più che una classica storia sportiva o sentimentale, il film si delinea come una parabola sulla dedizione: attraverso la figura della suora, il protagonista comprende che nella vita il sacrificio non deve essere solo fisico, ma anche mentale e spirituale. In questo contesto, il cibo – per cui il pugile nutre una vera e propria ossessione – diventa la metafora delle rinunce necessarie per il conseguimento di un obiettivo; una dinamica speculare a quella della suora, impegnata ad abbandonare l'idea di una possibile storia d'amore tra i due, accennata tra le righe ma mai realmente realizzata. Tuttavia, nell'opera si avverte un innegabile senso di incompiutezza, dovuto probabilmente al fatto che il manga di riferimento si sarebbe concluso solo nel 2006. Senza nient'altro da raccontare, la retorica e il semplicismo alla base della storia finiscono per prendere il sopravvento, minando così la riuscita complessiva del film.


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alex di gemini

Episodi visti: 1/1 --- Voto 7,5
E' un OAV realizzato quando "One Pound Gospel" era stato appena iniziato, che tratta principalmente del primo incontro di pugilato di Yusaku da quando ha conosciuto suor Angela. La storia, poi, è autoconclusiva e completa. Non abbiamo quindi il solito finale aperto che lascia molti dubbi e rimpianti.
Che valore possono quindi avere questi sessanta minuti? Direi molto. In primo luogo perché vengono approfonditi alcuni elementi che nel manga restano taciuti, a cominciare dal primo incontro dei due protagonisti. Poi perché, dati i tempi più dilatati dell’animazione, può concedersi più spazi rispetto a una versione cartacea, possiamo goderci la storia più profondamente, ampliare trame e sotto-trame, assistere a un maggior numero di gag. In una parola, conoscendo la storia del manga, possiamo goderci l’OAV sotto una luce diversa, più profonda. Non un prodotto diventato inutile, dato che la storia è proseguita, ma, al contrario, ancor più prezioso. Un OAV da manuale per studiare le differenze tra la trasposizione animata e l’originale cartaceo.
La grafica e la regia ricordano molto quelle di "Maison Ikkoku" e non sfigurano dopo tanti anni. Decisamente un ottimo OAV, consigliabile sia a chi abbia già letto il manga sia a chi si stia avvicinando solo ora a questo gioiello della Takahashi, che merita un buon 7.5.