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Johnny Ryuko

Episodi visti: 13/13 --- Voto 6
Non è la speziale, non è Frieren, non è Komi. Sa solo quello che non è.

"Secrets of the Silent Witch" è... un mappazzone. Quanto è efficace questo termine reso famoso da chef Barbieri! Che di base non è per forza un male, se il mix è ben riuscito, perché no? Non è però il caso di questo anime.

Attenzione: la parte seguente contiene spoiler

È semplice e al contempo complicato spiegare il setting di "Secrets of the Silent Witch". Monica Everett è una ragazza che vive isolata in una baita. È una strega dalle doti strepitose, perché ha perfezionato un metodo per mettere in pratica magie, anche potentissime, senza l'uso della voce. Questo perché soffre di una pesantissima ansia sociale e non riesce a parlare in presenza di estranei. È entrata quindi a far parte della schiera dei maghi più potenti del regno, i cosiddetti Sette Saggi, con il nome di Strega del Silenzio.

Uno di loro, Louis, il mago delle barriere, la incarica di proteggere in incognito il secondogenito del re, Felix, studente e presidente del consiglio studentesco di una prestigiosa accademia per nobili. L'incipit potrebbe anche risultare interessante, è il prosieguo della storia che di fatto non va a parare da nessuna parte.

Come prevedibile, Monica deve vincere la sua timidezza, i suoi rigidi blocchi mentali, e ci riesce grazie alla gentilezza delle persone che conosce all'accademia, alla quale è iscritta sotto pseudonimo di Monica Norton, sorellastra di Isabel Norton, figlia di un nobile. Monica si fa subito degli amici, entra grazie alle sue doti e alle sue abilità con la matematica nel consiglio studentesco e sventa diversi attentati al principe.

"Secrets of the Silent Witch" ha alcuni elementi che lo rendono, solo all'apparenza, interessante. C'è una violenza di fondo, fisica e psicologica, non usuale in questo genere di anime. La morte brutale del padre di Monica, le crudeli vessazioni subite da bambina, il bullismo all'accademia. Sono però frammenti, anche reiterati: vediamo infatti sempre e solo gli stessi due flashback.

Il difetto principale della serie è che non esiste di fatto un progresso orizzontale. Non si palesa un villain definito, la minaccia aleggia, ma i vari "criminali" non si sa per chi agiscano. L'anime risulta quindi oltremodo episodico e frammentato, con una gestione del ritmo anche abbastanza grezza. Alcuni flashback spezzano la narrazione e si dilungano in maniera eccessiva, come quello di Felix e dell'amico Elliott da bambini. Anche il rapporto di Monica con Barney, che aveva rotto il rapporto di amicizia per invidia, dopo che Monica era diventata uno dei sette saggi, e che potenzialmente poteva risultare interessante, è risolto senza guizzi. Almeno però ci spiega chi sia quel ragazzo che saltuariamente appare nei ricordi di Monica. Mentre, per esempio, manca del tutto l'informazione su come Monica sia uscita dalla cantina dello zio, dove era reclusa, e sia riuscita a iscriversi all'accademia di magia. Si cita una fantomatica madre adottiva, senza aggiungere altro.

È inevitabile poi non rivedere in questa serie degli elementi da tante altre. È derivativa con scarsissima originalità. Ci sono gli elementi di mistery e il rapporto con il principe presi a piene mani da "Il monologo della speziale". Visivamente, la magia, eccezion fatta per casi sporadici, è una pallida imitazione di quella di "Frieren". Monica è una Komi costretta a interagire con gli altri per un bene superiore, e d'altronde sembra superare anche molto agilmente i suoi problemi. La protagonista, infine, sembra fare un cosplay di "Violet Evergarden", dagli abiti all'acconciatura.

"Secrets of the Silent Witch" sembra sempre sul punto di decollare, resta però saldamente ancorato a una piattezza di fondo. Non c'è originalità, non ci sono guizzi narrativi. E quei pochi elementi che potrebbero diversificarlo vengono trattati superficialmente. I personaggi sono discreti senza risultare memorabili, Monica inclusa. Buone le animazioni, senza strafare, belle le musiche.

Sarò onesto, non capisco come faccia ad avere delle valutazioni così alte. Sembra la prima metà, monca, di una serie più ampia. Non invoglia però per nulla ad attendere un seguito. È un buon diversivo, questo sì, del tutto dimenticabile.


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Kondo

Episodi visti: 13/13 --- Voto 6,5
Se sei un po’ di tutto, sai un po’ di niente

Approcciandosi a “Secrets of the Silent Witch”, la prima cosa che colpisce è la cornice. Tutto il contorno è infatti di pregevole fattura: i disegni sono belli, le animazioni anche e le sigle mi sono molto piaciute.
I personaggi sono caratterizzati bene: la protagonista, Monica, ha una psicologia ben definita (piaccia o non piaccia, ne parleremo dopo) e i personaggi secondari sono ben riconoscibili (dal cinico collega mago Louis, alla dolce amica Lana fino al composto vicepresidente del concilio studentesco Cyril).
Le ambientazioni fantasy, poi, a me di base piacciono molto.

Però...

L’avevate capito subito che saremmo arrivati a un però, vero?
Il nostro subdolo però è che, andando al sodo, nella trama manca il nerbo centrale. “Secrets of the Silent Witch” che storia vuole raccontare?
Se guardiamo i tag, troviamo un pot-pourri di generi che la metà basta: avventura, azione, fantasy, scolastico, sentimentale, soprannaturale. Ognuno di essi, preso singolarmente, ci sta. E vi dirò che ne avrei aggiunti anche altri. Ma nessuno di essi è sviluppato come dovrebbe.
In alcuni episodi infatti pare un mistery, alla “Il monologo della speziale”, ma senza la stessa arguzia o la minuziosa raccolta degli indizi; in altri trovi le battaglie con le magie alla “Frieren”, ma senza la stessa epicia, e sembrano un po’ buttate lì; in altri ancora è un puro slice of life; in generale, è anche un reverse harem (con tutti i ‘figaccioni’ che le vanno inspiegabilmente appresso), ma senza alcuna evoluzione romance da parte di lei.
Ogni episodio sembra una side-story, ma la main-story qual è? Al momento non l’ho capito, almeno in questa prima stagione. Non è né carne né pesce.
Questo inficia molto il giudizio finale dell’opera, in quanto, a conti fatti, essendo un minestrone di troppa roba, la storia finisce per essere dispersiva e poco coinvolgente.

A meno che, in realtà, il tema centrale vada ricondotto semplicemente alla raffigurazione dell’ennesimo caso umano: Monica.
Monica è una ragazza con una pesante ansia sociale. Avete presente “Bocchi the Rock!” o “Komi Can’t Communicate”? Ecco, siamo a quei livelli lì.
Il tema dell’anime, a questo punto, potremmo vederlo come uno slice of life in salsa fantasy in cui seguiamo le randomiche giornate scolastiche (in cui a volte si risolve un caso di tentato omicidio, in altre si impara a ballare o ad acconciarsi i capelli, in altre ancora si combatte contro un drago... in futuro, chissà, si pilota un robot?) di una ragazzina che, nonostante sia una maga potentissima appartenente ai Sette Saggi supremi del mondo, per tutta la stagione sta lì continuamente a piangere, balbettare, nascondersi dietro un palo, autocommiserarsi e scusarsi senza motivo.
Se questo non fa per voi, è meglio che evitate la visione.

Personalmente, non amo questo genere di personaggi: o hanno un’evoluzione oppure alla lunga non li sopporto più, li trovo snervanti. Inoltre, in questo caso mi dà fastidio proprio l’incoerenza, perché va bene tutto, ma come può una così gravemente disagiata e insicura essere, al contempo, una maga mostruosamente forte che ammazza i draghi leggendari? È assurdo, dai.
Che poi non si ferma nemmeno solo alla magia, perché è un genio nella matematica, nella memoria, nel disegno. Il giorno stesso in cui le insegnano le regole degli scacchi, è già lì che per poco non batte il campione della scuola, e due settimane dopo vincerebbe pure il torneo del regno, se non fosse che interrompono la competizione.
Ok, anche meno, grazie.
“Monica Can’t Communicate, but She’s a Dragon Slayer”... mi spiace, ma con tutta la buona volontà non riesco a digerire una contraddizione del genere.

Sempre parlando di incoerenze, la più evidente è relativa al concept stesso della serie: perché Monica è in quella scuola? Per farsi delle amiche e imparare a ballare? No, è lì sotto copertura con il preciso compito di proteggere il principe che, a quanto pare, è circondato da gente che vuole ucciderlo. E allora (e qui mi infervoro), perché diavolo non lo tiene sott’occhio? È quello il suo compito! Invece no, Monica il principe lo incontra di rado e sempre per puro caso. Dovrebbe essere la sua guardia del corpo segreta e invece se ne infischia, fa tutt’altro, e mentre si gode la sua vita da studentessa e passa il tempo a preparare il tè con le compagne, il principe gironzola da solo esponendosi ai pericoli. Ma che protettrice è?

Tornando alla trama, anche il modo in cui gli episodi vengono risolti mi lascia abbastanza insoddisfatto.
Quando è mistery, non siamo granché coinvolti nella raccolta degli indizi, ma semplicemente, dopo un po’ di girovagare, veniamo posti davanti alla soluzione (a volte a sorpresa) e sentiamo Monica che dichiara di averla già capita da tempo, sciorinandoci dal nulla mille prove a supporto di cui, fino a quel punto, non sapevamo niente.
Quando vira sulle battaglie di magia, i combattimenti non sono affatto vibranti, poiché Monica è talmente overpowered, da non far percepire a noi spettatori il minimo senso del pericolo.

Un aspetto che ho apprezzato, invece, è che non tutto si risolve bonariamente: coprire una compagna, colpevole di un reato, lì per lì sembra un’opera buona, perché fa risparmiare alla compagna la punizione (che però, a essere onesti, meriterebbe), però magari questo porta poi a far ricadere la colpa su qualcun altro che non c’entrava niente. Certe scelte comportano delle conseguenze. Ecco, questo è interessante.

In definitiva, “Secrets of the Silent Witch” è da bocciare? No, è comunque un discreto prodotto, tecnicamente valido, ma con molti limiti di trama, che emotivamente non è riuscito a coinvolgermi e che alla fine di ogni episodio al massimo ti fa dire "Carino".
Un anime che deve ancora capire cosa vuole fare da grande.


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joshel

Episodi visti: 13/13 --- Voto 9
A seconda delle aspettative, questo potrebbe essere un capolavoro o una piccola delusione, e in questa recensione vi spiego perché, così da andare a capire cosa offre questo titolo e non lasciarsi ingannare troppo dai tag di genere.

Parto col dire che i vari tag possono montare le aspettative di vedere qualcosa che nell’anime è effettivamente carente, ovvero “azione e avventura”; da un lato posso capire che lei, dalla baita nel quale si è reclusa, parte per una nuova avventura all’interno dell’accademia... ma levando questo dettaglio, poi il resto è statico, i personaggi dell’accademia restano quelli e non c’è la minima evoluzione della componente “viaggio”. L’azione invece è da intendere “alla Frieren”, con poca azione e fatta bene, con il giusto pathos (o almeno è ciò che riguarda gli scontri), perché in realtà poi ci sono vari misteri da scoprire che renderanno la visione dinamica, questo è vero, ma non aspettatevi di certo un battle fantasy, tutt’altro. Io avrei messo “slice of life” nei tag di genere, perché è questa la sensazione che mi ha dato il vederlo in alcuni momenti.
Altro tag di genere che considero inadatto è “sentimentale”; magari, al massimo, avrei messo un tag generico con “sottotrama romantica”, ma non sapendo come prosegua la storia nella light novel, e non avendo ancora una stagione 2 per vedere come continua, non mi soffermerei troppo su questo punto.

Parliamo dei personaggi? Come posso non parlare di lei, Monica Everett?
La protagonista è il personaggio mediocre meglio fatto che io abbia mai visto, se lo sono proprio studiati bene; visivamente, ho pensato: “Nulla di nuovo, ma allo stesso tempo originale”. Questo perché con il carattere e la timidezza di Monica non ci sarebbe potuto essere nulla di eccentrico, dunque rispetto a tutti gli altri personaggi (che sono caratterizzati alla grande) Monica spicca per altro; infatti, viene definita come piccolo scoiattolo anche dagli altri personaggi per il suo aspetto tenero e delicato.

Disegni e animazioni sono tutti di gran livello, si vede sin da subito che il regime è alto, e nel complesso mi sento di dire che il tutto passa quasi inosservato, poiché lo standard di tutta la prosecuzione dell’anime non cala mai.

Penso però che sia la storia quella che ruba l’attenzione degli occhi indiscreti: perché sto dando un 9 a questo titolo? Semplice, è una somma di ciò che ho visto, niente più, niente meno, una grande storia, con disegni e animazioni piacevoli e una protagonista con un grande appeal, perché nonostante io stesso l’abbia definita “mediocre”, non è mediocre perché fatta male, ma è una scelta stilistica dell’autore, e si vede!
In questa recensione io ho parlato solo di Monica (la protagonista), ma i personaggi secondari sono stati tanta roba, come per esempio il principe e Cyril, che sono quasi restio a chiamare secondari, in quanto fatti estremamente bene.

Detto questo, ci sono cose che ho tralasciato, come il passato di Monica o qualsiasi altro indizio sulla storia, per lasciarvi godere di una visione con tutte le sorprese che questo anime ha da offrirvi, che, sono sicuro, apprezzerete.