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stefanchenco

Episodi visti: 12/12 --- Voto 5,5
Finito di guardare con un po' di difficoltà con una stagione di ritardo, provo a dare un parere il meno soggettivo possibile, anche se non è facile in questo caso.

Siamo di fronte ad un anime tra i più classici "chill". Preparatevi, se lo inizierete, a rilassarvi e magari andare a letto un po' più sereni.
E' proprio il genere che spesso amo guardare, uno a stagione come minimo ci vuole, e causa astinenza da Ruri Rocks, sono andato a riprendermelo.

E' una serie che parte forte con il primo episodio, credevo di aver trovato un'altra perla, ed invece...
La "trovata" iniziale di mettere questo animaletto come co-protagonista alla nostra Fuji è stata una bomba fin da subito, ma poi piano piano l'attenzione si è spostata su altri temi dimenticandosi di sto strano tanuki/cane e di tutti i divertenti e dolci siparietti che si andavano a creare.
Tempo neanche 3 episodi e si è cominciato a sbadigliare, e non perchè ero troppo rilassato.
Non ci sono approfondimenti, se non qualcosa riguardante la protagonista, che però è troppo superficiale e non porta a nulla di che. Fino alla fine si spera di scoprire qualcosa sul perchè lei è così "tranquillamente apatica" e su quali problemi avrebbe avuto da giovane, ma nada. Almeno su sto animale... niente!
La regia fa il possibile per portare avanti una serie un po' vuota che non si sa dove vuole andare a parare (e non lo si capirà mai) e spesso ci riesce grazie all'aiuto di una buona grafica, musiche poche, ma buone ed un discreto uso di silenzi e rumori di fondo. Alcune scene sono davvero fantastiche, ma nel complesso non sufficienti per salvare la serie.

I personaggi in generale non sono male, non molto approfonditi, ma hanno una caratterizzazione decente. Potrei dire che molti episodi si son salvati più per loro che per l'inutile duo protagonista. Le amiche le ho adorate, meritavano più spazio, anche se sarebbe venuto meno l'ambiente chill pensato per la serie.

Graficamente, come già detto, buono con punte di alto livello. Fuji disegnata magnificamente, un fascino semplice, ma accattivante. E' stato fatto un lavoro in generale buono, forse la parte migliore dell'anime.

Per le musiche nulla di che, le sigle non sono molto belle, ma in linea con la serie. Gli effetti ambientali saltano fuori per rendere top alcune scene, ma nulla di più.

Passo ai voti, è inutile denigrare ulteriormente questa serie...

**regia** 7
**sceneggiatura** 3,5
**design** 7,5
**personaggi** 5,5
**sonoro** 5

in media un 5,7, insomma sufficienza non raggiunta. Troppe mancanze nella trama mai coperte e poca fantasia in vari episodi hanno creato una serie soporifera più che tranquilla e rilassante.
Può piacere, ho visto commenti migliori dei miei. Forse la mia semi-bocciatura è data dai confronti con serie di questo genere molto migliori.
Non riesco però a consigliarlo, a meno che non abbiate molto tempo e non sappiate cosa guardare di meglio


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Johnny Ryuko

Episodi visti: 12/12 --- Voto 8
Attenzione: la recensione contiene spoiler

"Quando ero piccola amavo i libri. Ora che sono adulta li amo ancora. Però... non amo scrivere. Perché l'amore non basta".

Sta tutto qui "With you and the rain", uno degli slice of life più puri che abbia visto negli ultimi anni. E che ci regala una profonda riflessione sul lavoro creativo e su come vi sia una falsa percezione: può essere una passione, sì, ma può anche non esserlo. Come sviluppare la creatività in qualcosa che, in fondo, non amiamo?

Fuji, la protagonista di questo anime, è una giovane e bella donna, che da qualche anno fa la scrittrice. Nel presente e nei flashback ci viene raccontata come una persona solitaria, malinconica, sin dall'inizio della storia si legge nei suoi gesti anche un velo di depressione. Agli occhi della gente la sua può sembrare un'esistenza facile, ne percepiamo però la fragilità, l'insicurezza.

La storia prende il via in un giorno di pioggia, quando Fuji rientra verso casa e decide di regalare il proprio ombrello a una nonna e una nipote rimaste senza. "A me non serve più", dice loro. Cosa significa? Lo scopriremo, ma solo in parte, nell'episodio 0, che chiude la serie. L'immediata sensazione è che sia una persona sul punto di gettare la spugna, in qualsiasi senso vogliate interpretarlo. Ed eccolo lì, un... cane? Che chiede con un cartello di essere adottato? La nostra protagonista si porta a casa quello che è chiaramente un tanuki e sull'identità dell'animale la serie ci scherza più e più volte sopra. Come viene accettata la sua paradossale capacità di scrivere su un taccuino per interagire con Fuji e con gli altri personaggi.

Per una lunga frazione l'anime è, come detto, uno slice of life purissimo. Attraverso le puntate conosciamo il ristretto universo che ruota attorno a Fuji. Kii, la piccola vicina di casa tedesco-giapponese, i genitori della protagonista con il padre esuberante, le amiche del liceo Mimi e Ren. Di fatto non accade quasi nulla che faccia progredire la storia. L'episodio 7 è emblematico sin dal titolo, "Niente di che". Uno collage di micro episodi, alcuni di poche decine di secondi. Insinuano sotto pelle, nello spettatore, una sottile irritazione. È l'impressione estemporanea che ne ho avuto ma, a posteriori, non è proprio quel che accade quando ci accorgiamo di far scorrere via le giornate? Non ci irritiamo? È questa la vita che conduce Fuji, che tende a isolarsi dal mondo e a riempire la sua esistenza di inezie.

A piccoli passi però entriamo nel suo sentire. Viene ingaggiata per scrivere un manga, riconoscendo nell'autrice dei disegni una ragazza simile a lei, sebbene non abbiano mai un confronto intimo e diretto. E poi, per puro caso, ritrova Hiura e Hojo, suoi compagni delle elementari. Lui è un regista di anime e lei il suo braccio destro. Subito le viene chiesto di scrivere la sceneggiatura per un film animato. Leggiamo, ancora una volta, la titubanza di Fuji. In un recente passato forse avrebbe rifiutato, eppure si può ben credere che il tanuki, che le ha fornito un punto fermo in una vita decisamente poco inquadrata - al contrario per esempio delle sue amiche, che svolgono lavori "normali" - le dia il coraggio per lanciarsi. È qui che arriva la rivelazione, la battuta che ho riportato all'inizio di questa recensione. Fuji non ama scrivere, ha vergogna che i suoi conoscenti leggano le sue creazioni - Mimi e Ren, capendolo, non hanno mai letto le sue opere o almeno è quello che fanno intendere - e deve vincere la ritrosia nel concedere i suoi testi al pubblico. Scrivere, creare, necessita impegno, è un lavoro che ti isola, che ti incastra in maniera totalitaria quando il processo ti mette in difficoltà. Non c'è un orario di inizio e di fine.

L'episodio 0, che a metà del 12 ci riporta all'inizio della storia, ci fornisce una chiave di lettura più chiara. Nelle ore precedenti l'incontro con il tanuki, Fuji si trova a osservare i suoi vestiti che ruotano nell'asciugatrice di una lavanderia a gettoni. Dalla finestra nota una sagoma strana. Rientra a casa dei genitori e, per la loro sorpresa - in realtà dell'istrionico padre - si è tagliata i capelli a caschetto, abbandonando la lunga chioma che la contraddistingueva si dai tempi della scuola. L'anime non ha bisogno di esplicitare la situazione, basta leggere nelle battute dei personaggi. Fuji è in difficoltà, deve consegnare un lavoro, l'editor la pressa e lei si rifugia per un paio di giorni, senza preavviso, a casa dei genitori quando si sente sopraffatta. Tutto lascia intravedere la sua insoddisfazione: il linguaggio del corpo, il tono della voce, la "fuga" senza neanche pranzare. Quindi l'incontro con la nonna e la nipote alla fermata del bus e, mentre si sta quasi trascinando verso il proprio appartamento, l'incontro con il tanuki. Uno spirito guida, uno yokai che, in maniera "silenziosa", la rimetterà sulla strada giusta.

"With you and the rain" è sorretto da una più che buona realizzazione tecnica. Un plauso deve essere fatto in particolare alla sigla di apertura, un brano ritmato che accompagna un originale montaggio della quotidianità di Fuji. Scelte cromatiche e registiche non convenzionali, che denotano la cura nella realizzazione dell'opera. Belle le musiche, particolarmente azzeccato il main theme, che risuona nei momenti clou della storia.

Solo elementi positivi, quindi? Ni. "With you and the rain" non è un anime perfetto e non è per tutti, però. Il progresso della storia, se se ne può individuare uno, è nettamente sbilanciato verso la seconda metà, in particolare negli ultimi episodi, mentre la prima parte può risultare - anche per me è stato così - a una visione iniziale fine a se stessa. Come detto, non accade granché, piccoli frammenti di giornate. Acquisisce maggior senso quando la serie è conclusa ma, è chiaro, può annoiare, senza usare mezzi termini. Ecco perché non è un anime per tutti. Non è una serie classica, non accade niente, non ci sono colpi di scena o mutamenti di sorta. La vita di Fuji non cambia, se non per la presenza del tanuki che le dà quella serenità che cercava. "With you and the rain" è una grande metafora. Esistono piccoli e grandi problemi oggettivi. E poi esistono le persone. Ciascuna con le sue esigenze, peculiarità, difficoltà.

Fuji, nel momento in cui si rende conto che il suo lavoro avrebbe avuto il suo nome impresso sopra, ne ha avuto paura. Avvertiamo la sua rabbia quando alcune vecchie compagne di scuola, in un flashback, la invidiano e sminuiscono lo sforzo che richiede lo scrivere. "With you and the rain" è una storia molto personale e, credo, di difficile lettura se non si possiede una qualche vena creativa. Se la sia ha però, è inevitabile riconoscere nei demoni di Fuji anche i nostri.

Il voto oggettivo sarebbe 7,5 ma, per l'atmosfera, per il retrogusto che lascia il finale e per i temi che mi toccano in maniera abbastanza personale, merita senza dubbio un voto più alto. Consigliato a chi crea mondi infiniti sentendosi comunque irrimediabilmente solo.


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esseci

Episodi visti: 12/12 --- Voto 8
“La solitudine può essere una tremenda condanna o una meravigliosa conquista” (Bernardo Bertolucci)

Tra la solita pletora di serie della stagione estiva 2025, “With You and the Rain” (“Ame to Kimi to”) ha rappresentato per me la classica opera un po' "fuori dal coro", portando sullo schermo una "poetica dell'ordinario" ben lontane dal mainstream di tante serie che cercano sempre nell'omologazione dello "stupore a tutti i costi" la loro cifra stilistica caratterizzante.

Da quanto sono riuscito a reperire in rete, la serie animata è tratta dall'omonimo manga seinen di Kō Nikaidō serializzato dal 2020 e che in poco tempo ha acquisito un certo successo in termini di vendite e riconoscimenti. As usual, il successo del manga ha attirato anche l’adattamento animato: lo studio Lesprit ha prodotto i 12 episodi riuscendo a offrire un'opera di pregio che ha come leitmotiv l’atmosfera intima, pacata e anche a tratti malinconica come una classica giornata di pioggia.

L’anime offre una struttura episodica con una narrazione dal ritmo lento senza forzature o esagerazioni verso svolte drammatiche o colpi di scena. Uno slice of life senza alcun compromesso che sembra avere il solo scopo di esaltare la quotidianità e la poesia dei piccoli gesti quotidiani.
In questo contesto, la trasposizione presenta una cura di una certa qualità per i dettagli visivi e sonori, utilizzando un chara-design dai tratti morbidi e molto piacevoli, animazioni fluide e una colonna sonora che evidenzia la tranquillità della narrazione, senza diventare mai diventare la protagonista. La opening in questo senso è paradigmatica: un sound alla bossa nova con sequenze della bella protagonista Fuji che suscita solo un grande senso di calma e tranquillità con le sonorità suadenti, raffinate e quasi ipnotiche del genere.

"With you and the rain" è una serie che più che narrare una storia sembra limitarsi ad osservare la vita quotidiana della protagonista e degli altri personaggi che gravitano in qualche modo intorno a lei: i genitori, in particolare il padre piuttosto infantile ed estroverso, le due amiche del cuore fin dai tempi delle scuole superiori nonché la piccola vicina di casa. Lo spettatore diventa in un certo senso compartecipe degli spazi, dei silenzi e delle atmosfere vissuti dalla protagonista e soprattutto della originale convivenza tra lei, giovane scrittrice molto introversa e in cerca di ispirazione, e un animale misterioso che si presenta come un cane ma ha l’aspetto inconfondibile di un tanuki, capace di esprimersi attraverso la scrittura e creando delle situazioni tanto surreali quanto ironiche/comiche nelle interazioni con Fuji e gli altri personaggi della serie.
La scelta di mantenere l’ambiguità sull’identità del più o meno misterioso animaletto diventa nell’anime una sorta di gioco "metanarrativo", che coinvolge personaggi e spettatori in un continuo interrogarsi su cosa sia realmente e integrando il puro slice of life con una componente fantasy che movimenta lo stile altrimenti eccessivamente ingessato e compassato della serie.

La solitudine, la ricerca di un senso nell’ordinario, l'accettazione delle situazioni "insolite".

In un giorno come tanti, tornando a casa sotto la pioggia e senza ombrello, la protagonista Fuji trova uno strano animaletto dall’aspetto buffo, con una foglia sulla testa che si autodefinisce come un cane. E Fuji, pur non manifestando particolari emozioni, decide di portarlo a casa, chiamandolo semplicemente “Kimi” (che in giapponese significa “tu”). Da quel momento, la vita di Fuji e del cane Tanuki si arricchisce di nuove "sfumature". La convivenza con lo strano animale diventa il pretesto per esplorare la bellezza dei gesti quotidiani e la condivisione degli stessi con un altro essere vivente convivente: preparare la colazione, fare il bagno, ascoltare il suono della pioggia (presente in vari episodi), condividere silenzi e sorrisi. Attorno alla strana coppia ruotano a turno negli episodi gli amici, i vicini e i parenti, ciascuno con la propria opinione sull’identità del tanuki, ma tutti accomunati da una curiosità positiva e da una "strana" capacità di accettare il mistero sulla sua natura.
Essendo uno slice of life, la struttura narrativa è episodica: ogni episodio si concentra su un tema o una situazione specifica, anche a prima vista banale, che costituisce la scusa per offrire uno sguardo attento all’introspezione dei personaggi. Coloro che si attendono una serie con grandi eventi o svolte (melo)drammatiche è meglio che evitino la visione di "With you and the rain": la bella protagonista Fuji sembra impermeabile a qualsiasi coinvolgimento emotivo significativo, non c'è romance, non ci sono situazioni di tensione. La trama è il paradigma della normalità in cui gli elementi di interesse sono rappresentati dall'imparare a vivere insieme, dall'accettazione delle differenze, dal trovare conforto nella presenza anche silenziosa di un altro essere vivente.
Sotto questo punto di vista, la serie è infarcita di molti silenzi, pause, momenti in cui la pioggia diventa protagonista e lo scorrere del tempo si dilata e rallenta. Un ritmo così compassato l'ho reperito di recente solo in un'altra serie ("Days with my stepsister") e il rischio per lo spettatore è quello di chiedersi: "Tutto qui?".
“With You and the Rain” sembra uno di quegli anime che hanno lo scopo di rappresentare una sorta di rifugio dalla frenesia e dallo stress della vita di tutti i giorni: attraverso l'enfatizzazione dei momenti di calma senza dialoghi e azione come le scene di pioggia, i gesti minimi, semplici e quotidiani, la serie sembra una camomilla o una tisana che si assume al termine di una giornata faticosa. Una vera e propria "poetica dell'ordinario".

L'originalità dei personaggi protagonisti
La presenza del cane-tanuki mi è sembrata perlomeno prima facie "bislacca": la circostanza che capisca e scriva e le sue interazioni con gli umani (a partire da Fuji) mi porterebbero a pensare che sia una specie di metafora dell’identità non definita e della necessità di essere accettati per ciò che si sente di essere, al di là delle apparenze. Il tanuki è con il suo modo di essere al contempo buffo e profondo rappresenta una sorta di ponte tra diversi mondi, quello reale e quello fantasy.
Fuji è a sua volta una protagonista non incasellabile nei soliti cliché: non è una eroina, non brilla per la sua intraprendenza o, come piace ai giapponesi, per la sua popolarità. È giovane e bella donna riservata e introversa che si pone in modo originale rispetto ai soliti personaggi che hanno problemi di interazione con gli altri. La sua timidezza non è un tratto caratteriale negativo che le cagiona sofferenza e isolamento, ma per lei rappresenta una vera e propria filosofia di vita: a lei sta bene essere così e non ne soffre, anzi. In sostanza, a lei non importa compiacere ed è molto selettiva nelle interazioni con gli altri, tanto che frequenta sporadicamente solo le due amiche. Il suo atteggiamento non è tuttavia supponenza o alterigia: come scrittrice, Fuji osserva il mondo con uno sguardo gentile e distaccato, preferisce il silenzio alle parole, trova conforto nei dettagli più delicati della quotidianità e nella compagnia selezionata. E non è difficile trovare un parallelismo con il tanuki che sembra rappresentare il suo complemento e appiglio in una interazione di comprensione reciproca e non di affermazione egoistica.

In questo senso, "With you and the rain" la narrazione assume i connotati di una forma di resistenza alla superficialità imperante, un invito a rallentare, a guardare oltre le apparenze, a trovare un senso nella lentezza, nella contemplazione, nella comprensione ed accettazione in un contesto come quello odierno il cui unico scopo è quello di categorizzare ed emarginare chi non crede esclusivamente nel principio "mordi e fuggi".
Fuji e il tanuki sembrano indicare una possibile via, basta avere un po' di coraggio per percorrerla.


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Ozu76

Episodi visti: 12/12 --- Voto 7,5
"With you and the rain" è un nuovo anime della stagione 2025, reperibile su Crunchroll, anche doppiato in italiano.
Devo dire che forse questo è per me l'anime più difficile che ho trovato da recensire sin ora.

Se dovessi usare degli aggettivi per definirlo, il più calzante sarebbe "strano" ma non nel senso eccentrico del termine. A ben vedere sarebbero tante le definizioni plausibili, come divertente, simpatico, poetico e anche lento! Ho messo insieme un bel po' di titoli da quando guardo stabilmente degli anime, eppure questo mi ha spiazzato un tantinello. Non sapevo cosa aspettarmi e per le prime puntate ho vissuto sul chi va là, pensando potesse succedere qualcosa che indicasse un dettame più classico. Ed invece nulla più e nulla meno di una semplicissima e banale storia di vita quotidiana, ma andiamo per gradi.
Innanzitutto parliamo di com'è fatto questo anime... bé tecnicamente è perfetto! Tratti morbidi, animazioni precise, musiche molto belle, nulla da eccepire.

L'anime per certi versi, volendo trovare un rimando storico assomiglia al famosissimo "Hello Spank!" tranne che in questo caso non c'è un cane antropomorfo piagnucolone e pedante e la protagonista non è una vivace ragazzina. La storia parte con la protagonista Fuji, una stupenda ragazza di circa 25 anni, che in un giorno di pioggia dona l'ombrello ad un'anziana e sua nipote sprovviste di quest'oggetto, dicendo loro, con aria alquanto malinconica che tanto a lei non servirà più! La protagonista si avvia per strada, zuppa e noncurante della pioggia ed ecco che in una stradina appeso ad un cartone scorge un foglio con la scritta "adottami", da quel cartone sporge un Tanuki con una foglia in testa che la protagonista confonde per un cane. A risposta di non poter portare animali a casa, l'animaletto gira la pagina e le risponde che lui è bravo e non sporca!Porterà a casa l'animale che da quel momento diventa il suo pet!
Bè essenzialmente i grandi avvenimenti finiscono qua. Da quel momento in poi tutte le puntate saranno concentrate sulla banale quotidianità di questa ragazza molto schiva ed introversa, amante della lettura e divenuta un scrittrice professionista anche di discreto successo, quasi per rimando alla sua passione che per reale volontà.
La sua vita piuttosto noiosa è fatta di stressante pressione per le scadenze lavorative e si riempie delle piccole attenzioni verso questo animaletto, furbetto, dolce, golosone ed impacciato nonché stranamente sapiente, in grado di scrivere i propri pensieri su un taccuino.

Alla storia si aggiungeranno i genitori di Fuji, le sue amiche del cuore, suo fratello con la moglie incinta e, soprattutto, una vispa bambina vicina di casa.
Tutti troveranno irresistibile ed adorabile il Tanuki e tutti continueranno a fingere in maniera piuttosto assurda che sia un normalissimo cane!
Nella storia non c'è molto altro, ed onestamente l'anime è piuttosto lento e privo di emozioni forti. Eppure in realtà non ci si annoia, è molto godibile.
È una sorta di anime "depurativo" da quelli d'azione, dagli isekai, i fantasy, le violenze, gli harem coi loro ecchi sempre più fan service... è una semplice storia di vita quotidiana!
Oggettivamente mi sarei aspettato qualche risvolto psicologico particolare, la nostra Fuji potrebbe sembrare una ragazza triste, scontenta per natura, molto schiva e probabilmente questa nuova presenza nella sua vita la porta a cambiare poco alla volta in meglio. La porta ad aprirsi con grande giubilo e sorpresa delle persone che le ruotano intormo e le vogliono bene, ma tutto questo rimane una sorta di sovrascrittura che l'osservatore può aggiungere o meno, la storia non ci pensa minimamente ad affrontare apertamente questo discorso.
Questo anime è un prodotto così... fatto bene nella sua semplicità, da gustare senza porsi tante domande sui protagonisti della storia, quanto invece su noi stessi.

Siamo felici? Facciamo le cose che vogliamo? Quello che facciamo per vivere ci soddisfa? Siamo in grado di ritagliarci momenti per noi e per gli altri?
Forse a tutti noi servirebbe un tanuki scribacchino con una foglia in testa!