Tatsunoko Production ha annunciato che produrrà un adattamento anime del manga Anatolia Story di Chie Shinohara. La serie uscirà nell’estate del 2026.
Chie Shinohara ha disegnato un'illustrazione per celebrare l'annuncio.

Kōsuke Kobayashi (Alice or Alice) sarà il regista presso Tatsunoko Production, Yoriko Tomita (My Dress-Up Darling) curerà la series composition, mentre Kenji Fujisaki (Please Tell Me! Galko-chan) si occuperà del character design.
Per la consulenza storica, saranno coinvolti Kimiyoshi Matsumura e Daisuke Yoshida, membri dell'Istituto Giapponese di Archeologia Anatolica, che fa capo al Centro per la Cultura Medio-Orientale in Giappone.
Shinohara ha serializzato il manga tra il 1995 e il 2002 sulla rivista Sho-Comi di Shogakukan, e ricordiamo inoltre che l'opera ha vinto il 46° Shogakukan Manga Award nella categoria shōjo. In Italia, è stato pubblicato da Star Comics tra il 2005 e il 2007.
Fonte consultata:
Anime News Network

Trama del manga: Yuri, trascinata nell'antico regno degli Ittiti, per fare di lei un sacrificio umano, si ribella alla perfida regina Nakia grazie all'interessamento del principe Kail Mursili, che si invaghisce di lei. Attraverso il sangue di Yuri la perfida regina-sacerdotessa vuole infatti gettare un maleficio su tutti i principi in linea ereditaria, per far sì che sia il suo unico figlio a salire al trono. Per aiutare la ragazza, ma anche se stesso, Kail rivela a Yuri di essere anch'egli un potente sacerdote e di essere in grado di riportarla al suo tempo. Unica condizione è che si verifichino le stesse circostanze che hanno permesso il suo viaggio nel passato. La prima cosa quindi è recuperare i suoi vestiti…
Chie Shinohara ha disegnato un'illustrazione per celebrare l'annuncio.

Kōsuke Kobayashi (Alice or Alice) sarà il regista presso Tatsunoko Production, Yoriko Tomita (My Dress-Up Darling) curerà la series composition, mentre Kenji Fujisaki (Please Tell Me! Galko-chan) si occuperà del character design.
Per la consulenza storica, saranno coinvolti Kimiyoshi Matsumura e Daisuke Yoshida, membri dell'Istituto Giapponese di Archeologia Anatolica, che fa capo al Centro per la Cultura Medio-Orientale in Giappone.
Shinohara ha serializzato il manga tra il 1995 e il 2002 sulla rivista Sho-Comi di Shogakukan, e ricordiamo inoltre che l'opera ha vinto il 46° Shogakukan Manga Award nella categoria shōjo. In Italia, è stato pubblicato da Star Comics tra il 2005 e il 2007.
Fonte consultata:
Anime News Network
I collegamenti a Mangayo fanno parte di un programma di sponsorizzazione.
Può considerarsi uno specie di capostipite degli isekai?
Lato manga e in senso moderno (altrimenti scendiamo ad Alice o addirittura La Divina Commedia), c'erano già come minimo Fushigi Yuugi (1992), Magic Knight Rayearth (1993) e Escaflowne (1994, che anticipa l'anime da cui è tratto). Lato anime il primo è considerato Dunbine dell'83. Non so se qui si tratti di un altro mondo o è solo viaggio nel tempo, ma comunque il genere isekai già esisteva.
Spero sinceramente che l'anime abbia un ottimo riscontro di pubblico e che sia l'inizio della riscoperta dell'autrice. Anatolia Story è un'opera validissima che ho amato, ma la mia preferita della Shinohara è Il sigillo azzurro .
Vorrei tanto vedere arrivare altro di suo, come Yami no Purple Eye e Umi no Yami, Tsuki no Kage . Chissà...
speriamo che venga fuori un buon prodotto!
Ora una bella riedizione per il manga ci sta tutta.
E si aspetta anche una riedizione del manga. 14 volumi (28 accorpati) potrebbe esssere fattibile
Eh magari, o più facile una riedizione visto che non penso Star abbia più i diritti...
Il manga uscì proprio quando smisi di acquistarli la prima volta, visto che mi era piaciuto il sigillo azzurro lo sto cercando da un po' usato, ma ho trovato solo roba in condizioni pessime o a prezzi molto alti...
Ma qual'è il prezzo di salasso? Perchè leggendo i commenti qua ultimamente, vedi anche la riedizione di Hanayori Dango, mi sembra che in molti vivano a Fantasilandia...
cioè la protagonista all'inizio è senza vestiti?
Presumo intenda recuperare i vestiti moderni con cui era arrivata…
non è così improbabile:
Infatti gli Ittiti erano un popolo di lingua indoeuropea che migrò successivamente in Anatolia. Le popolazioni delle steppe pontico-caspiche (probabili antenati o affini) portavano geni con la pelle chiara, i capelli biondi e gli occhi azzurri. più che altro la popolazione Ittita era una popolazione Mista. ora andiamo sulle probabilità, L'élite guerriera (ossia, la classe dirigente), essendo spesso di stirpe indoeuropea, poteva presentare una maggiore incidenza di fenotipi chiari rispetto alla popolazione anatolica indigena, che era prevalentemente bruna.
Le raffigurazioni artistiche ittite (bassorilievi, statuette) mostrano generalmente persone con capelli e barbe nere/scure, ma queste opere spesso non riportano il colore visto che sono prevalmentente, o del tutto, su pietra e metallo. Però, come dicevo sopra, alcune descrizioni egizie o fonti antiche descrivono il popolo Ittita, con caratteristiche miste.
In conclusione: I capelli biondi sono un carattere recessivo. Sebbene rari, comunque, potevano emergere tra l'aristocrazia o essere presenti come tratti ereditari.
No ad esempio Dunbine è del 1983 ma sicuramente ci sono anche titoli più datati, comunque contento per fan di tale opera, spero faranno una trasposizione fedele e sopratutto completa del manga ^^
Se è per questo anche i nomi giapponesi non andrebbero bene...
A parte questo, come dissi nel topic della Kadokawa, è così che dovrebbero scegliere che opere adattare: popolari e basati su un opera conclusa. Spero che l'anime non si fermi fino a che non avrà adattato tutta la serie.
Visti gli archi narrativi, avremo anche un anime interessante.
Se in Giappone iniziano a ripescare i classici avremo nuove stagioni interessanti.
Mamma mia, da quando ho scoperto la Shinohara ho sperato in Yami no purple eye (e niente), poi ho risperato con Umi no yami, Tsuki no Kage (e ri-niente). Un'autrice davvero brava che avrebbe meritato più attenzione dal pubblico.
Grazie per averlo detto, mi sembra sempre di essere l'unica a non apprezzare la Saito e a preferirle di tantissimo la Shinohara!
Sono ben contenta di questa trasposizione, il manga mi era piaciuto molto ma non lo ricordo nei dettagli, mi chiedo se il tipo di romanticismo della Shinohara di allora sia ancora "appetibile". Sono davvero curiosa e felice di un simile ripescaggio!
L'opera originale conta 28 volumi, non scommetterei su una trasposizione completa, ma mai dire mai.
Mi aspetto una 2 in 1 tra i 12-14 euro almeno*, detto questo noto che citi Hanayori Dango ma è stata annunciata una riedizione recentemente ?
*P.S.: che poi bisogna anche vedere come è la riedizione, se è fatta con traduzioni migliori, nuovo formato con inserti eo recupero delle pagine a colori originali etc etc potrebbe pure valerne la pena, a parte che poi non è detto che davvero qualche casa editrice decida di investirci solo a causa dell'annuncio dell'anime.
Sì, la riedizione di Hanayori Dango uscirà nei prossimi mesi. 14,90 a volume (2 in 1, sono infatti 20 volumi anziché 37). Per me prezzo normale o meglio allineato ai prezzi attuali dei volumetti singoli (poi ovvio che spererei in prezzi inferiori ma è un discorso che esula dalla singola edizione/riedizione).
Grazie dell'informazione, come dicevo poco sopra imho il gioco può valere la candela se la riedizione mi offre qualcosina in più rispetto alla precedente.
Infatti. E' anche se così non fosse, negli anime ambientati in Giappone (e non solo il Giappone del presente) si vedono di continuo personaggi etnicamente nipponici con capelli biondi, rossi, blu e viola, e con occhi azzurri o verdi... Quindi perchè dovrebbe contare?
Spero solo che l'anime copra tutta la storia e che esso stimoli gli editori italiani a ristampare questo manga e pubblicare sia il josei storia realizzato di recente dall'autrice "Yume no shizuku, kin no torikago" e a portare nel nostro paese altri shoujo classici, come "Hi izuru tokoro no tenshi" e il suo seguito "Umayako no Himemiko" di Ryouko Yamagishi, "Itihasa" di Wakako Mizuki, "A,A'" e "Gin no Sankaku" di Moto Hagio e "Basara" di Yumi Tamura, e shoujo e josei particolari e interessanti (e manhwa e manua simili), come "7 seeds" di Yumi Tamura, "Song of the sky pacers" di Xia Da, "Her tale of Shim Chong" di Seri e Bi-wan, "Moonlight garden" di Kang Unnie e MissPM, "A compendium of ghosts" di Yul Lee, "The spirit queen" di TUTU, "The flower that bloomed by a cloud" di Bionhu, "Hinoko" di Masami Tsuda, "Paljae, child of winter" di Marliygabe, "Saved the public enemy by mistake" di Liu Mu Qiao e "Beware the villainess!" di Yeolmae, Bbongdda Mask e Pureunkanna.
Se non parliamo specificatamente di ambientazioni "fantasy" (come ormai è un classico negli isekai):
In senso inverso c'è Mahoutsukai Sally del 1966.
Poi considererei Hyouryuu Kyoushitsu (Aula alla deriva) del 1972.
Sally la Maga è una forzatura come isekai, visto che il passaggio è volontario (e non dettato da una volontà superiore).
Sono anch'io molto sorpresa da questo annuncio ma in positivo, ben venga davvero; omedetou alla Shinohara per questo progetto!
Da noi era uscito anche romance of darkness, ma non so com’è, non l’ho letto.
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