In una delle giornate più convulse e imprevedibili della storia recente dell'industria dell'intrattenimento, Paramount Skydance è emersa vincitrice nella corsa all'acquisizione di Warner Bros. Discovery, ribaltando in poche ore quello che sembrava un accordo già chiuso con Netflix. Una storia di miliardi, politica, ambizioni industriali e colpi di scena degni di una serie HBO — proprio uno dei gioielli al centro della contesa.
Gli antefatti
Tutto ha inizio nella seconda metà del 2025, quando Warner Bros. Discovery annuncia l'intenzione di scorporare i propri canali televisivi lineari — CNN, TNT, TBS, Discovery Channel, Animal Planet, Food Network, HGTV e altri — in una società separata che avrebbe preso il nome di Discovery Global. È proprio questa mossa a innescare una vera e propria asta per il controllo del gruppo: se il segmento lineare verrà ceduto, chi comprerà ciò che rimane? E soprattutto, chi vorrà l'intero pacchetto?
Tra ottobre e novembre 2025 si apre il processo di vendita. Tre nomi si fanno avanti: Paramount Skydance, Comcast e — sorpresa — Netflix. La presenza del colosso dello streaming nella corsa coglie l'industria di sorpresa: Netflix ha sempre seguito una traiettoria non convenzionale, costruendo il proprio impero senza acquisire studi tradizionali. Eppure l'idea di mettere le mani su Warner Bros. e HBO Max risulta evidentemente troppo allettante.
Il Primo Atto: netflix conquista l'accordo
Il 5 dicembre 2025 Netflix riesce a strappare un accordo con il consiglio di amministrazione di WBD: 27,75 dollari per azione, per un valore complessivo di circa 82,7 miliardi di dollari. L'operazione non include i canali lineari — quelli che WBD intende cedere separatamente con la creazione di Discovery Global — ma comprende Warner Bros. e HBO Max, due dei brand più iconici dell'intrattenimento mondiale.
Nel frattempo, Paramount Skydance aveva fatto offerte multiple e non sollecitate a WBD già nell'autunno precedente, venendo però respinta senza particolari trattative. Un'umiliazione bruciante per il CEO David Ellison, figlio del miliardario tecnologico Larry Ellison — sostenitore dichiarato di Donald Trump — che tuttavia non si arrende.
Il secondo atto: Paramount rilancia con 111 miliardi
Mentre Netflix lavora alla propria acquisizione e presenta la documentazione regolatoria, Paramount Skydance studia la mossa successiva. Il 24 febbraio 2026 presenta una nuova offerta, questa volta per l'intera Warner Bros. Discovery — canali lineari compresi: 31 dollari per azione in contanti, per un valore totale di circa 111 miliardi di dollari, quasi il 30% in più rispetto all'offerta Netflix e oltre 28 miliardi in più in valore assoluto.
L'offerta include anche elementi pensati per rassicurare il consiglio di WBD: un breakup fee (penale contrattuale che una delle parti deve pagare all'altra se l'accordo salta per colpa sua — o per motivi predefiniti nel contratto.) regolatorio da 7 miliardi di dollari nel caso in cui l'operazione venisse bloccata dai regolatori, il pagamento dei 2,8 miliardi di dollari che WBD avrebbe dovuto corrispondere a Netflix come penale di risoluzione dell'accordo esistente, e un impegno personale di Larry Ellison a garantire ulteriore finanziamento azionario se necessario.
Il consiglio di WBD, guidato dal presidente Samuel A. Di Piazza Jr., esamina la proposta e il 26 febbraio 2026 emette la propria valutazione: l'offerta Paramount Skydance costituisce una "Company Superior Proposal" ai sensi del contratto di fusione già stipulato con Netflix. In altre parole, è un'offerta migliore — e il contratto con Netflix obbliga WBD a darne comunicazione a Netflix, aprendo un periodo di quattro giorni lavorativi entro cui Netflix può presentare una contro-offerta per far decadere la qualifica di "Superior Proposal" dell'offerta rivale.

Il colpo di scena: Netflix si ritira in meno di due ore
Ed è qui che la storia prende una piega del tutto inattesa. Netflix non attende i quattro giorni previsti. In meno di due ore dalla comunicazione di WBD, i co-CEO Ted Sarandos e Greg Peters emettono una dichiarazione congiunta: Netflix non rilancerà.
"La transazione che avevamo negoziato avrebbe creato valore per gli azionisti con una chiara prospettiva di approvazione regolatoria. Tuttavia, siamo sempre stati disciplinati, e al prezzo necessario per pareggiare l'ultima offerta di Paramount Skydance, l'accordo non è più finanziariamente attrattivo."
La dichiarazione è netta, quasi lapidaria. Netflix riconosce la qualità di WBD come organizzazione, ringrazia il management per il processo condotto in maniera "equa e rigorosa", e poi volta pagina: il business di Netflix è in salute, crescerà organicamente, investirà circa 20 miliardi di dollari in contenuti nel corso del 2026 e riprenderà il programma di riacquisto di azioni proprie.
Il messaggio finale è forse il più eloquente: "Questa transazione è sempre stata un 'bello averla' al giusto prezzo, non un 'dobbiamo averla' a qualunque prezzo."

L'ombra della politica
Il ritiro di Netflix non è però una semplice questione di aritmetica finanziaria. Dietro le quinte si agitano dinamiche politiche di rara intensità, che contribuiscono a rendere la vicenda ancora più complessa.
Paradossalmente, poche ore prima di annunciare il ritiro, Ted Sarandos era a Washington D.C. a fare lobbying presso i funzionari dell'amministrazione Trump per ottenere supporto alla propria acquisizione. Il Dipartimento di Giustizia aveva già avviato la forma più severa di revisione antitrust, indagando se la combinazione Netflix-HBO Max avrebbe potuto conferire a Netflix un potere monopolistico sul mercato dello streaming e della produzione televisiva e cinematografica.
David Ellison, nel frattempo, non aveva nascosto il vantaggio politico della famiglia: Larry Ellison è un sostenitore pubblico e facoltoso di Trump, e suo figlio aveva esplicitamente usato questo legame come argomento a favore dell'approvazione regolatoria dell'offerta Paramount. David Ellison si era persino recato in Europa per fare lobbying contro l'accordo Netflix-WBD con le autorità regolatorie del Regno Unito e dell'Unione Europea.
La senatrice democratica Elizabeth Warren ha alzato la voce contro l'intera operazione, attaccando sia il merito dell'accordo sia i rischi di corruzione: "Una manciata di miliardari allineati a Trump sta cercando di prendere il controllo di ciò che guardate per poi farvi pagare il prezzo che vogliono."
La reazione immediata negli ambienti di Hollywood all'uscita di scena di Netflix è stata quella di chiedersi cosa fosse stato detto a Sarandos durante l'incontro con i funzionari della Casa Bianca. Nessuna risposta ufficiale, naturalmente.
Le possibili conseguenze
Con l'accordo Paramount-WBD ormai alle porte — in attesa del voto formale del consiglio di WBD per adottare il contratto di fusione — l'industria dell'intrattenimento si trova di fronte a una concentrazione di proporzioni storiche.
Il piano originale di WBD di cedere separatamente i canali lineari attraverso Discovery Global è di fatto defunto: Paramount acquista tutto il pacchetto, e CNN, TNT, TBS, Cartoon Network, Animal Planet, Food Network e HGTV verranno probabilmente integrati nel gruppo di canali lineari esistente di Paramount, guidato da George Cheeks, che supervisiona anche CBS.
La sovrapposizione tra le due aziende in termini di produzione cinematografica, produzione televisiva e programmazione è enorme. Gli addetti ai lavori si preparano a un'altra significativa ondata di licenziamenti, in un settore che negli ultimi anni ha già attraversato ristrutturazioni dolorose.
Il bilancio finale
Quello che era iniziato come la storia di Netflix che finalmente entrava nel mondo dei grandi studi tradizionali si è trasformato nella storia di come un'operazione da 111 miliardi di dollari, la politica di Washington, la finanza di Larry Ellison e la disciplina di bilancio di Netflix abbiano ridisegnato il paesaggio dell'intrattenimento globale nel giro di un pomeriggio.
WBD, Warner Bros., HBO: brand che hanno attraversato un secolo di storia del cinema e della televisione passano ora sotto l'insegna di Paramount Skydance. Come ha dichiarato il CEO di WBD David Zaslav, quasi a voler chiudere la pagina in fretta: "Non vediamo l'ora di iniziare a lavorare insieme per raccontare le storie che muovono il mondo."
Il mondo, dal canto suo, aspetta di vedere che tipo di storie uscirà da questa fusione titanica.
Fonti: Variety; Comunicato ufficiale Warner Bros. Discovery, 26 febbraio 2026; Comunicato ufficiale Netflix, 26 febbraio 2026.
Oh però i film dal cinema ci metteranno lo stesso tempo che ci mettevano prima ad arrivare in streaming(forse)....che culo.
A loro frega poco o nulla del catalogo di WB. è una questione di propaganda. Avrei preferito tutti indipendenti, ma sinceramente qui vince il male maggiore. Quelli di paramount mirano principalmente ai media come la CNN che ancora si oppongono a trump in modo da fare più propaganda per l'attuale amministrazione e zittire chi la pensa diversamente lol. Non ci dimentichiamo che anche quando stava vincendo netflix trump aveva minacciato di non far passare l'acquisizione a meno di cambi ai vertici di netflix (in pratica mettere qualcuno pronto a mettersi a 90 per lui) e che quelli ai vertici di paramount (tra l'altro negli epstein files e con donazioni regolari ai maga) gli avevano promesso un maggior supporto in caso di vittoria, senza contare che paramount era sostenuta dai sauditi, genero di trump, ecc.
Ma considerando che sia WB che paramount stanno perdendo molti soldi, che paramount si è dovuto indebitare ulteriormente per l'acquisizione e che adesso dovranno pagare a netflix 2.8 miliardi di dollari, secondo me una bancarotta del gruppo paramount + WB in futuro è possibile. In quel caso, con un possibile cambio di amministrazione nel 2028, netflix potrebbe anche prendersi l'intero blocco per meno
Netflix l'ha presa nel popò.
No, bancarotta no, ma è possibile saranno costretti a fare licenziamenti massicci e vendere IP/pezzi pregiati, soprattutto se i fondi sauditi decidono che non vale la pena di buttare soldi nel carrozzone, come è molto probabile.
Comunque è incredibile che Netflix sia riuscita a farsi pagare per sabotare la concorrenza in questo modo, tra l'altro lavorando su un'acquisizione che l'antitrust avrebbe quasi sicuramente bocciato (il che avrebbe portato Netflix a dover pagare WB).
Ieri le azioni di Netflix, dopo mesi in discesa, hanno ripreso a salire.
come credere che la Paramount non segue da moda "woke", solo di questi giorni sta facendo polemica il Klingon gay nella nuova stagione di Star Trek.
Queste fusioni porterebbero a conseguenze sul media intrattenimento futuro, che ingenuo ridurre tutto in woke o non woke.
non potrebbe per questioni antitrust ancor più problematiche dell'acquisto della sola WB-Disco.
Andrà a finire che la Warner verrà smenbrata, un po' andrà di quà, un po' andrà di là, Warner a tanto al Kg. 😅
Non solo non paga uno sproposito per una marea di canali e servizi di cui non ha interesse ma non dovrà neppure lasciare a casa migliaia e migliaia di dipendenti nella inevitabile (e che gli avrebbe attirato antipatie e critiche) "ristrutturazione" che, invece, Paramount non avrà scrupoli a realizzare in pieno stile repubblicano: "Business first".
in più la Paramount sotto la gestione Ellison sta cadendo a pezzi, finendo per portare con se anche la Warner, tutto solo perchè Trump vuole prendersi un media che lo ostacola.
L'unico problema VERO che può dare la Netflix è la perdita o riduzione delle uscite cinematografiche.
Appunto. Alcuni non hanno capito che questo è più o meno quello che ha fatto Musk con twitter, acquistando un social media per diffondere fake news, disinformazione, statistiche inventate, censurare e fare propaganda per trump. L'uomo taco vuole tutti i media assoggettati a lui anche per fare propaganda in vista dei prossimi midterms (visto che ormai l'indice di approvazione di trump cala sempre più e i democratici stanno ottenendo vittorie anche negli stati e contee rosse). Mi aspetto molta più disinformazione e fake news e quelli alla CNN che avevano criticato trump in passato rimpiazzati con altri a lui fedeli lol
Per i midterms non sarebbe stato un problema in entrambi i casi, bastava minacciare di mettersi di mezzo con l'anti-trust, che è il modo in cui ha ottenuto il più scandaloso dei risarcimenti da CBS l'anno scorso (quando ancora non era chiusa Paramount - Skydance).
Ovvio che in ottica futura avere tutto sotto il controllo di amici è nettamente l'opzione migliore, finché avranno voglia terranno tutto in piedi con l'aiuto di Ellison e i fondi di Arabia Saudita/Qatar ecc ecc, quando non servirà più lasceranno le macerie.
Un'operazione veramente disgustosa (per altro WB avrebbe bisogno di un partner serio per ristrutturarla come si vede visto che in pochi anni è stata presa da AT&T poi da Discovery e ora da Paramount, con risultati economici generalmente scadenti).
ma tanto alcuni di questi basta che ripetono "almeno non è woke" lol per sentirsi in pace con se stessi, ignorando totalmente la situazione dietro.
Vediamo se ci saranno le stesse lamentele quando avremo whitewashing e straightwashing come si usava quarant’anni fa.
sempre se non crolla prima, ci ha visto giusto l'utente che dice l'imminente bancarotta in una manciata di anni.
Paramount sta con le pezze peggio di Warner, indebitandosi per tirare sti 110 miliardi (più soldi spesi di quelli che spese Disney per prendere la Fox)... aspettiamoci news a gogo di licenziamenti a come mai visti, progetti cancellati, e forse anche vendite di parti di Warner a chissa chi.
Queste acquisizioni hanno senso solo se riescono a mantenerli negli anni avvenire.
Per me preferirei che queste acquisizioni non esistessero, ma se devono accadere è meglio il male minore.
Tanto non è che lo facessero per trattare tematiche sociali, sembrava più una checklist in certi casi. Adesso che “non va più di moda” vediamo quanti rimarranno.
C'è solo da sperare che la gestione opportunista e dispotica della faccenda conduca veramente alla bancarotta.
Spiace solo per i dipendenti che ci rimetteranno per primi.
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