Recensione
Recensione di Nicola Scarfaldi Cancello
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Buongiorno, vi sono mancato?
Io mi sono mancato molto e, vedendo la brutta gente che online discute di cartoni animati asiatici, avrei quasi voglia di gettarmi nella mischia e portare un po' di scompiglio, far arrabbiare tanta gente e sperare di aver aiutato qualcuno nel frattempo. Però non lo farò: ho un lavoro fisso, un compagno e un bell'appartamento. Non voglio rischiare di arrivare a trent'anni e dire che faccio il critico dell'animazione (con la erre moscia, mi raccomando) e poi dire cose come: "Il primo episodio di Re;Creators fa schifo", "All You Need is Kill è edgy" e "Wonder Egg Priority parla di un Giappone di cui vorrei si parlasse di più". No, l'unica cosa che voglio perdere sono i capelli, non la dignità.
Tutto questo delirio per dire cosa? Che sto lavorando e che, di conseguenza, la mia stanchezza mentale è aumentata, la mia soglia di attenzione si è abbassata e non riesco più a seguire serie episodiche particolarmente lunghe, ma solo film d'autore della durata di 3-4 ore.
Quindi, niente, tra un film di Andrzej Zulawski e uno di Masaki Kobayashi, mi sono ritrovato a guardare Yugure al crepuscolo della perpetuità (chiunque in Yamato Video abbia scelto questo titolo ha vinto la mia stima e il numero del mio psicoterapeuta). A questo punto, solo una domanda può seguire?
Perché?
L'ho sicuramente scoperto tramite il video di un influencer italiano di Avellino, ma non è esattamente questo il motivo per cui ho continuato a guardarlo fino alla fine, nonostante lo ritenessi mal scritto sin dall'inizio. Potrei elencare tanti motivi: il setting post-apocalittico, le tematiche peculiari, il... No, sto mentendo.
Il vero motivo per cui l'ho visto dall'inizio alla fine si chiama Amoru. Da che mondo è mondo, dopo i maschi e le canzoni di Andrea Mingardi, ci sono tre cose che mi piacciono: il cioccolato, le loli e le oppai. Se mi metti queste tre cose sullo stesso personaggio e lo disegni con uno stile che adoro, mi hai già conquistato.
Ma ora andiamo nel dettaglio.
Towa no Yugure ha un inizio molto simile a "Si risveglia il dio di pietra" di Phillip José Farmer. In pratica, dopo che sono accadute robe(TM) nel suo tempo, per una serie di motivi il protagonista si risveglia in un lontano futuro. Laddove nel romanzo di Farmer c'erano i furry (non sto scherzando), qui il nostro Akira Himegami si risveglia in questo mondo simil regredito tecnologicamente, dove sono tornate le superstizioni ma c'è una milizia governativa che spaventa la gente, e spinge per i matrimoni di gruppo, e ci sono gli androidi... Ne parliamo più avanti.
In tutto questo, dopo millemila peripezie che accadono in due puntate (anche del ritmo di questo anime ne parliamo più avanti), il protagonista si ritrova a viaggiare assieme a un androide che assomiglia alla sua ragazza e alla sopracitata Amoru, che è una schiava liberata da lui. Obiettivo? Capire, dopo duecento anni, che fine ha fatto la sua ragazza, più eventuali quest secondarie.
Partiamo dall'inizio.
La narrazione di Towa no Yugure è una munnezza rara. Talmente mal gestita da non essere buona neanche per il compostaggio poiché probabilmente radioattiva.
L'opera si caratterizza da un worldbuilding che ha troppe idee ma non sa diluirle in una soluzione di continuità, e quindi crea una brodaglia incoerente e poco credibile. Sappiamo che il mondo è regredito a causa di un misterioso cataclisma (e che, quando viene spiegato, mi ha ricordato le vette di scrittura dei film di Resident Evil diretti da Paul W.S. Anderson), ma non ci viene mostrato tutto questo con coerenza. Quindi c'è la parte iniziale in cui le persone vivono come i protagonisti di Gargantia on the Verduros planet, poi c'è una parte simil Italia anni 30 con tanto di famiglie mafiose (e, dato che viene nominato ciò che è rappresentato sull'Origine del mondo di Courbet, sono ancora convinto di essere stato vittima di una trollata), però ci sono anche nemici con armi futuristiche e altre cose a caso. L'unic elemento con un minimo di senso sono gli androidi per come vengono contestualizzati, ma anche perché sono relativamente poco presenti nella trama principale, nonostante siano importantissimi.
A tutto questo va unita l'angosciosa constatazione che Towa no Yugure non sa cosa vuole essere, ma lo vuole essere fortemente. Si districa in una confusione di generi di difficile tessitura, spaziando dallo sci-fi al romcom passando per l'action e per le storie on the road, in un casino postmoderno che neanche Suda51 e Nisioisin insieme riuscirebbero a intessere con sagacia, e finendo quindi per collassare.
Il ritmo narrativo inoltre è molto strano. Nel suo durare solo 12 episodi, Towa no Yugure non ha una vera ragion d'essere, ma si comporta come se l'avesse e tutta la storia si muove come se avesse una direzione chiarissima, purché è evidente ciò non sia vero né per il team di produzione, né tantomeno per lo spettatore. Quindi non si capisce dove voglia andare a parare, ma il ritmo è serratissimo. In ogni episodio succedono un sacco di cose, c'è un sacco di dinamismo e, c'è da dirlo, è difficile annoiarsi perché tutto si muove in continuazione e ti sembra di star seguendo qualcosa, anche se non è chiaro cosa.
Non avendo una struttura chiara, l'intreccio si sviluppa per snodi problematici.
Gli antagonisti sono così caricaturali da sembrare ridicoli di proposito, solo per fare il giro ed essere ridicoli e basta. I colpi di scena sono stupidi, le evoluzioni dei personaggi (quelle due che ci sono) sono insensate e, per quanto riguarda Amoru sul finale, pure snervanti. L'opera si permette pure di inserire delle azioni e dei risvolti piuttosto gravi nel penultimo episodio, solo per poi rinnegare tutto all'ultimo. Infine, non solo i generi in cui l'opera si districa sono incasinati, ma anche le tematiche sono... un po' strane. L'opera sembra voler parlare di amore, ma anche di normalizzare il poliamore, l'omosessualità e... l'incesto...?
Voglio dire, alcune cose le apprezzo, altre non così tanto. Non è che, se sono un pervertito, posso permettermi di approvare qualsiasi cosa.
Ancora adesso mi domando cosa io abbia effettivamente visto.
Mi viene solo da dire che tempo fa parlai della seconda stagione di The Eminence in Shadow come la prova che la serie non avesse alcuna coscienza di cosa fosse e cosa dovesse essere. Towa no Yugure è uno strano esempio speculare, non sa cosa vuole essere, ma nel suo caos identitario è stato qualcosa di incredibilmente riconoscibile. A volte basta una tela di linee e colori sparsi senza un vero criterio e, grazie a bias e pareidolie, vi si può vedere un disegno e un flusso di emozioni dietro. Questa è stata la mia esperienza con quest'anime, e ciò che mi porta a dire che sia una serie che ho apprezzato tantissimo, nonostante sia obiettivamente insufficiente.
Ci sono due o tre lati positivi.
Prima di tutto, ho apprezzato molto il lato estetico di quest'anime. Specie i character design dei personaggi principali (antagonisti e personaggi di contorni a volte non sono un granché invece), e anche alcune ambientazioni mi sono piaciute abbastanza. Dico anche che non lo definisco un prodotto generalmente animato male, e ci sono anche dei passaggi registici che ho trovato ben gestiti, come un timelapse in uno degli ultimi episodi che è abbastanza apprezzabile, e altre piccole cose su questa falsariga sparse qui e là.
Nulla che possa salvare la serie, ma neanche nulla che mi faccia rimpiangere cosa la serie potesse essere.
Perché la verità è che Towa no Yugure non poteva essere niente.
Proprio per questo, non mi ha dato motivo di prendermela con lei, e le ho voluto bene
Auw wiedersehen.
Io mi sono mancato molto e, vedendo la brutta gente che online discute di cartoni animati asiatici, avrei quasi voglia di gettarmi nella mischia e portare un po' di scompiglio, far arrabbiare tanta gente e sperare di aver aiutato qualcuno nel frattempo. Però non lo farò: ho un lavoro fisso, un compagno e un bell'appartamento. Non voglio rischiare di arrivare a trent'anni e dire che faccio il critico dell'animazione (con la erre moscia, mi raccomando) e poi dire cose come: "Il primo episodio di Re;Creators fa schifo", "All You Need is Kill è edgy" e "Wonder Egg Priority parla di un Giappone di cui vorrei si parlasse di più". No, l'unica cosa che voglio perdere sono i capelli, non la dignità.
Tutto questo delirio per dire cosa? Che sto lavorando e che, di conseguenza, la mia stanchezza mentale è aumentata, la mia soglia di attenzione si è abbassata e non riesco più a seguire serie episodiche particolarmente lunghe, ma solo film d'autore della durata di 3-4 ore.
Quindi, niente, tra un film di Andrzej Zulawski e uno di Masaki Kobayashi, mi sono ritrovato a guardare Yugure al crepuscolo della perpetuità (chiunque in Yamato Video abbia scelto questo titolo ha vinto la mia stima e il numero del mio psicoterapeuta). A questo punto, solo una domanda può seguire?
Perché?
L'ho sicuramente scoperto tramite il video di un influencer italiano di Avellino, ma non è esattamente questo il motivo per cui ho continuato a guardarlo fino alla fine, nonostante lo ritenessi mal scritto sin dall'inizio. Potrei elencare tanti motivi: il setting post-apocalittico, le tematiche peculiari, il... No, sto mentendo.
Il vero motivo per cui l'ho visto dall'inizio alla fine si chiama Amoru. Da che mondo è mondo, dopo i maschi e le canzoni di Andrea Mingardi, ci sono tre cose che mi piacciono: il cioccolato, le loli e le oppai. Se mi metti queste tre cose sullo stesso personaggio e lo disegni con uno stile che adoro, mi hai già conquistato.
Ma ora andiamo nel dettaglio.
Towa no Yugure ha un inizio molto simile a "Si risveglia il dio di pietra" di Phillip José Farmer. In pratica, dopo che sono accadute robe(TM) nel suo tempo, per una serie di motivi il protagonista si risveglia in un lontano futuro. Laddove nel romanzo di Farmer c'erano i furry (non sto scherzando), qui il nostro Akira Himegami si risveglia in questo mondo simil regredito tecnologicamente, dove sono tornate le superstizioni ma c'è una milizia governativa che spaventa la gente, e spinge per i matrimoni di gruppo, e ci sono gli androidi... Ne parliamo più avanti.
In tutto questo, dopo millemila peripezie che accadono in due puntate (anche del ritmo di questo anime ne parliamo più avanti), il protagonista si ritrova a viaggiare assieme a un androide che assomiglia alla sua ragazza e alla sopracitata Amoru, che è una schiava liberata da lui. Obiettivo? Capire, dopo duecento anni, che fine ha fatto la sua ragazza, più eventuali quest secondarie.
Partiamo dall'inizio.
La narrazione di Towa no Yugure è una munnezza rara. Talmente mal gestita da non essere buona neanche per il compostaggio poiché probabilmente radioattiva.
L'opera si caratterizza da un worldbuilding che ha troppe idee ma non sa diluirle in una soluzione di continuità, e quindi crea una brodaglia incoerente e poco credibile. Sappiamo che il mondo è regredito a causa di un misterioso cataclisma (e che, quando viene spiegato, mi ha ricordato le vette di scrittura dei film di Resident Evil diretti da Paul W.S. Anderson), ma non ci viene mostrato tutto questo con coerenza. Quindi c'è la parte iniziale in cui le persone vivono come i protagonisti di Gargantia on the Verduros planet, poi c'è una parte simil Italia anni 30 con tanto di famiglie mafiose (e, dato che viene nominato ciò che è rappresentato sull'Origine del mondo di Courbet, sono ancora convinto di essere stato vittima di una trollata), però ci sono anche nemici con armi futuristiche e altre cose a caso. L'unic elemento con un minimo di senso sono gli androidi per come vengono contestualizzati, ma anche perché sono relativamente poco presenti nella trama principale, nonostante siano importantissimi.
A tutto questo va unita l'angosciosa constatazione che Towa no Yugure non sa cosa vuole essere, ma lo vuole essere fortemente. Si districa in una confusione di generi di difficile tessitura, spaziando dallo sci-fi al romcom passando per l'action e per le storie on the road, in un casino postmoderno che neanche Suda51 e Nisioisin insieme riuscirebbero a intessere con sagacia, e finendo quindi per collassare.
Il ritmo narrativo inoltre è molto strano. Nel suo durare solo 12 episodi, Towa no Yugure non ha una vera ragion d'essere, ma si comporta come se l'avesse e tutta la storia si muove come se avesse una direzione chiarissima, purché è evidente ciò non sia vero né per il team di produzione, né tantomeno per lo spettatore. Quindi non si capisce dove voglia andare a parare, ma il ritmo è serratissimo. In ogni episodio succedono un sacco di cose, c'è un sacco di dinamismo e, c'è da dirlo, è difficile annoiarsi perché tutto si muove in continuazione e ti sembra di star seguendo qualcosa, anche se non è chiaro cosa.
Non avendo una struttura chiara, l'intreccio si sviluppa per snodi problematici.
Gli antagonisti sono così caricaturali da sembrare ridicoli di proposito, solo per fare il giro ed essere ridicoli e basta. I colpi di scena sono stupidi, le evoluzioni dei personaggi (quelle due che ci sono) sono insensate e, per quanto riguarda Amoru sul finale, pure snervanti. L'opera si permette pure di inserire delle azioni e dei risvolti piuttosto gravi nel penultimo episodio, solo per poi rinnegare tutto all'ultimo. Infine, non solo i generi in cui l'opera si districa sono incasinati, ma anche le tematiche sono... un po' strane. L'opera sembra voler parlare di amore, ma anche di normalizzare il poliamore, l'omosessualità e... l'incesto...?
Voglio dire, alcune cose le apprezzo, altre non così tanto. Non è che, se sono un pervertito, posso permettermi di approvare qualsiasi cosa.
Ancora adesso mi domando cosa io abbia effettivamente visto.
Mi viene solo da dire che tempo fa parlai della seconda stagione di The Eminence in Shadow come la prova che la serie non avesse alcuna coscienza di cosa fosse e cosa dovesse essere. Towa no Yugure è uno strano esempio speculare, non sa cosa vuole essere, ma nel suo caos identitario è stato qualcosa di incredibilmente riconoscibile. A volte basta una tela di linee e colori sparsi senza un vero criterio e, grazie a bias e pareidolie, vi si può vedere un disegno e un flusso di emozioni dietro. Questa è stata la mia esperienza con quest'anime, e ciò che mi porta a dire che sia una serie che ho apprezzato tantissimo, nonostante sia obiettivamente insufficiente.
Ci sono due o tre lati positivi.
Prima di tutto, ho apprezzato molto il lato estetico di quest'anime. Specie i character design dei personaggi principali (antagonisti e personaggi di contorni a volte non sono un granché invece), e anche alcune ambientazioni mi sono piaciute abbastanza. Dico anche che non lo definisco un prodotto generalmente animato male, e ci sono anche dei passaggi registici che ho trovato ben gestiti, come un timelapse in uno degli ultimi episodi che è abbastanza apprezzabile, e altre piccole cose su questa falsariga sparse qui e là.
Nulla che possa salvare la serie, ma neanche nulla che mi faccia rimpiangere cosa la serie potesse essere.
Perché la verità è che Towa no Yugure non poteva essere niente.
Proprio per questo, non mi ha dato motivo di prendermela con lei, e le ho voluto bene
Auw wiedersehen.
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