Recensione
Amon Saga
9.0/10
Recensione di DOCTOR TENMA
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Info:
Storia: Baku Yumemakura.
Disegni: Yoshitaka Amano.
Volumi totali: 1.
Editore: Hikari Edizioni.
Anno: 1984.
Trama:
Ogni anno, la fortezza errante di Valhiss organizza una selezione per arruolare il numero necessario di guerrieri da aggiungere al proprio esercito. Tra le fila di candidati intenti a sottoporsi alla prova, vi è un giovane di nome Amon. Egli porta con sé una spada ricevuta in dono dal padre, spinto da motivazioni ancora nascoste. (Tratto dall'editore)
Recensione:
<<Stammi bene a sentire, oh giovane. Mi accingo a narrarti l'inizio del ciclo di vita e morte, poiché dietro tali parole si cela l'origine di ogni causa e di ogni conseguenza. Ti narrò la storia di un viaggio indotto dal continuo disfarsi e collegarsi di spirali nate nel vuoto e confluite nel nostro mondo. Ti narro le cronache di un viaggio senza ritorno.>>
Con queste parole, che vagamente mi riportano alla mente il ritmo dei primi versi del canto terzo della divina commedia, in cui il lettore viene ammonito di ciò che vedra da lì a poco, inizia Amon Saga. Il manga parte infatti con un'importante delucidazione sulle origini del mondo. Personalmente quando un'opera inizia in questa maniera rimango un po' perplesso. Questo perché le grosse spiegazioni iniziali in cui si articolano vari concetti in poco spazio, e senza il supporto di immagini che li spieghino a sufficienza, possono risultare confusionarie. Con il rischio che dopo averle letti ci si è già dimenticati il contenuto, poiché troppo condensato. Ad ogni modo in queste prime pagine ci viene già introdotto il tema principale di quest'opera: la spirale, la ciclicità, l'alternarsi di vita e morte. L'inizio vero e proprio della storia ci catapulta nell'enorme distesa erbosa di Grand Mole. Già dalle ambientazioni si respira a pieni polmoni il fascino tipico del fantasy anni '80 (Nausicaa della valle del vento, per esempio). Un genere che ai tempi era spesso caratterizzato da ambientazioni vaste e silenziose allo stesso tempo. In questo manga infatti ci sono spesso delle sequenze completamente mute, in cui Amano lascia spazio ai disegni, agli sguardi che si scambiano i personaggi e alle loro azioni, senza bisogno di un supporto scritto. Ed è in questo modo che il mangaka, in così poche pagine, riesce a caratterizzare meravigliosamente i personaggi e i comprimari. I cui caratteri si manifestano tramite poche linee di dialogo e un'espressione che dice tutto. Non mancano neppure i colpi di scena che causano cambiamenti nella trama molto interessanti. Il manga si conclude con un finale aperto che probabilmente racchiude al meglio il senso dell'opera, con richiami all'infinito ciclo di vita e morte, di causa e conseguenza e, perché no, anche di vendetta. Probabilmente la figura che narra ad Amon le origini del mondo nelle pagine iniziali è proprio suo padre. Lo stesso rapporto genitore-figlio rimanda infatti al ciclo infinito di nascita e morte inizialmente menzionato. Ma si tratta pur sempre di ipotesi, che è legittimo formulare in un'opera come questa che concede ampi margini di riflessione ed interpretazione. Per quanto riguarda il lato visivo, trovo che la narrazione e il comparto grafico coesistano in un'armonia perfetta, in cui l'uno completa l'altro. Difatti senza il tratto esoterico di Amano, fatto da una forte contrapposizione tra luci ed ombre e da paesaggi sterminati, una storia come questa avrebbe perso molto del suo significato. Anche perché i disegni conferiscono all'opera un senso di vastità che è proprio quello che gli autori volevano trasmettere trattando dei temi così ampi e universali. Amano si dimostra quindi, oltre che illustratore inarrivabile (ne sono una prova le prime pagine), anche un grandissimo mangaka e storyteller.
Conclusioni:
Amon Saga è un gioiello del passato da recuperare e riscoprire. Una lettura che a mio modo di vedere può catturare chiunque ami immergersi in un'ambientazione così ben ricreata.
Voto: 9.
Storia: Baku Yumemakura.
Disegni: Yoshitaka Amano.
Volumi totali: 1.
Editore: Hikari Edizioni.
Anno: 1984.
Trama:
Ogni anno, la fortezza errante di Valhiss organizza una selezione per arruolare il numero necessario di guerrieri da aggiungere al proprio esercito. Tra le fila di candidati intenti a sottoporsi alla prova, vi è un giovane di nome Amon. Egli porta con sé una spada ricevuta in dono dal padre, spinto da motivazioni ancora nascoste. (Tratto dall'editore)
Recensione:
<<Stammi bene a sentire, oh giovane. Mi accingo a narrarti l'inizio del ciclo di vita e morte, poiché dietro tali parole si cela l'origine di ogni causa e di ogni conseguenza. Ti narrò la storia di un viaggio indotto dal continuo disfarsi e collegarsi di spirali nate nel vuoto e confluite nel nostro mondo. Ti narro le cronache di un viaggio senza ritorno.>>
Con queste parole, che vagamente mi riportano alla mente il ritmo dei primi versi del canto terzo della divina commedia, in cui il lettore viene ammonito di ciò che vedra da lì a poco, inizia Amon Saga. Il manga parte infatti con un'importante delucidazione sulle origini del mondo. Personalmente quando un'opera inizia in questa maniera rimango un po' perplesso. Questo perché le grosse spiegazioni iniziali in cui si articolano vari concetti in poco spazio, e senza il supporto di immagini che li spieghino a sufficienza, possono risultare confusionarie. Con il rischio che dopo averle letti ci si è già dimenticati il contenuto, poiché troppo condensato. Ad ogni modo in queste prime pagine ci viene già introdotto il tema principale di quest'opera: la spirale, la ciclicità, l'alternarsi di vita e morte. L'inizio vero e proprio della storia ci catapulta nell'enorme distesa erbosa di Grand Mole. Già dalle ambientazioni si respira a pieni polmoni il fascino tipico del fantasy anni '80 (Nausicaa della valle del vento, per esempio). Un genere che ai tempi era spesso caratterizzato da ambientazioni vaste e silenziose allo stesso tempo. In questo manga infatti ci sono spesso delle sequenze completamente mute, in cui Amano lascia spazio ai disegni, agli sguardi che si scambiano i personaggi e alle loro azioni, senza bisogno di un supporto scritto. Ed è in questo modo che il mangaka, in così poche pagine, riesce a caratterizzare meravigliosamente i personaggi e i comprimari. I cui caratteri si manifestano tramite poche linee di dialogo e un'espressione che dice tutto. Non mancano neppure i colpi di scena che causano cambiamenti nella trama molto interessanti. Il manga si conclude con un finale aperto che probabilmente racchiude al meglio il senso dell'opera, con richiami all'infinito ciclo di vita e morte, di causa e conseguenza e, perché no, anche di vendetta. Probabilmente la figura che narra ad Amon le origini del mondo nelle pagine iniziali è proprio suo padre. Lo stesso rapporto genitore-figlio rimanda infatti al ciclo infinito di nascita e morte inizialmente menzionato. Ma si tratta pur sempre di ipotesi, che è legittimo formulare in un'opera come questa che concede ampi margini di riflessione ed interpretazione. Per quanto riguarda il lato visivo, trovo che la narrazione e il comparto grafico coesistano in un'armonia perfetta, in cui l'uno completa l'altro. Difatti senza il tratto esoterico di Amano, fatto da una forte contrapposizione tra luci ed ombre e da paesaggi sterminati, una storia come questa avrebbe perso molto del suo significato. Anche perché i disegni conferiscono all'opera un senso di vastità che è proprio quello che gli autori volevano trasmettere trattando dei temi così ampi e universali. Amano si dimostra quindi, oltre che illustratore inarrivabile (ne sono una prova le prime pagine), anche un grandissimo mangaka e storyteller.
Conclusioni:
Amon Saga è un gioiello del passato da recuperare e riscoprire. Una lettura che a mio modo di vedere può catturare chiunque ami immergersi in un'ambientazione così ben ricreata.
Voto: 9.