Recensione
Samurai (Takeshi Narumi)
7.5/10
Recensione di DOCTOR TENMA
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Info:
Storia: Takeshi Narumi.
Disegni: Shinichi Hosoma.
Target: Seinen.
Anno: 1995.
Volumi totali: 5.
Editore: Jade.
Trama:
Il samurai Dagor Miyamoto si reca a far visita allo shogun Hikosaemon Okubo. Quest'ultimo gli riferisce che suo padre adottivo, Musashi Miyamoto, che è ormai deceduto, si è preso cura di lui dopo averlo salvato da dei misteriosi aggressori. Dagor si scopre essere l'ultimo superstite della potente famiglia Kojio. Inoltre a Edo, prima di incontrare Okubo, Dagor si imbatte in un morto vivente che, pur colpito ripetutamente, non muore. Il guerriero scopre quindi il potere della sua spada che, trovandosi in vicinanza del pericolo, sprigiona l'aura della tigre bianca. Si rivela questa l'unica arma in grado di sconfiggere le creature. Queste ultime sono manovrate dalla misteriosa Congregazione Devil.
Recensione:
Samurai è un'opera di Takeshi Narumi, autore di Fortified School (di cui ho parlato in un altro post). All'inizio della storia si viene subito catapultati nelle vicende, e il ritmo è molto frenetico. Un ritmo molto in linea con lo stile di narrazione che l'autore aveva anche in Fortified School. Infatti il protagonista si trova ad affrontare di continuo nuovi e mostruosi nemici. In questo contesto la violenza viene usata molto, in modo da rappresentare anche la crudezza del Giappone di quel periodo. Non mancano neanche le scene erotiche, qui numerose, in cui il protagonista è coinvolto. Parlando proprio del protagonista, Dagor Miyamoto, ho trovato delle somiglianze caratteriali con due personaggi in particolare, provenienti da altrettante opere. Il primo è Keiji Maeda (Keiji il magnifico), che me lo ricorda per il fatto di essere un uomo di buon cuore e molto dotato, sia nel combattimento fisico che con le donne. Il secondo è Dark Schneider (Bastard!!) che me lo ricorda un po' per gli stessi motivi di Keiji, un po' per la sua moralità abbastanza ambigua. Durante la lettura infatti si notano molto le influenze che manga di questo tipo hanno avuto su Narumi. Inoltre l'autore utilizza la sua opera per aprire un discussione teologica. Infatti è qui che ci vedo molto di Dark Schneider in Dagor Miyamoto. Entrambi sono protagonisti che non prendono le parti né della religione, né degli antagonisti. Ma decidono di vivere seguendo la propria moralità, il proprio istinto, in poche parole il cuore. La natura del samurai viene vista da Narumi come un uomo di buon cuore, come lo era anche Keiji Maeda. Invece tra i riferimenti possiamo notare la statua del diavolo della Congregazione Devil, che somiglia molto ad Anslasax di "Bastard!!". Senza contare poi l'atmosfera volutamente trash, e i dialoghi stereotipati, che io trovo geniali. I personaggi sono abbastanza riusciti. Tra i migliori spicca decisamente l'antagonista, il cardinale Fereira, capo della Congregazione Devil, la cui storia viene raccontata nell'ultimo volume. Ma in generale sono molto apprezzabili anche tutti i personaggi di contorno. Inoltre per quanto riguarda la trama, essa si svela pian piano nel corso dei volumi. C'è da dire infatti che "Samurai" è un manga che ha al suo interno vari misteri, molti dei quali vengono risolti volume dopo volume, e non tutti insieme. Alcuni di loro però non troveranno una risposta a causa del finale aperto, soprattutto quelli sulle famiglie dei protagonisti. Per quanto riguarda il disegno, il livello è abbastanza buono. Infatti in quest'opera viene lasciato molto spazio alle immagini, contribuendo quindi a una notevole scorrevolezza della storia. Le scene di sesso e di violenza sono disegnate molto bene, le ultime in maniera sporca. Anche le tavole hanno degli ottimi tagli, e il design di personaggi e creature mostruose è molto dettagliato. Il difetto l'ho trovo principalmente nelle scene d'azione che sono spesso molto confusionarie. Questo è dovuto anche alle onomatopee troppo grandi, che occupano molto spazio nelle vignette, ma potrebbe anche essere un problema dell'adattamento italiano. Nota di merito va all'espressività dei volti, davvero notevole.
Conclusioni:
"Samurai" è un ottimo manga che piacerà sicuramente molto a chi, come me, apprezza l'ambientazione storica-sovrannaturale, e una narrazione che lascia molto spazio al disegno. Le influenze sono utilizzate in modo pregevole, così come è buono il modo in cui vengono trattate le tematiche teologiche.
Voto: 7.5.
Storia: Takeshi Narumi.
Disegni: Shinichi Hosoma.
Target: Seinen.
Anno: 1995.
Volumi totali: 5.
Editore: Jade.
Trama:
Il samurai Dagor Miyamoto si reca a far visita allo shogun Hikosaemon Okubo. Quest'ultimo gli riferisce che suo padre adottivo, Musashi Miyamoto, che è ormai deceduto, si è preso cura di lui dopo averlo salvato da dei misteriosi aggressori. Dagor si scopre essere l'ultimo superstite della potente famiglia Kojio. Inoltre a Edo, prima di incontrare Okubo, Dagor si imbatte in un morto vivente che, pur colpito ripetutamente, non muore. Il guerriero scopre quindi il potere della sua spada che, trovandosi in vicinanza del pericolo, sprigiona l'aura della tigre bianca. Si rivela questa l'unica arma in grado di sconfiggere le creature. Queste ultime sono manovrate dalla misteriosa Congregazione Devil.
Recensione:
Samurai è un'opera di Takeshi Narumi, autore di Fortified School (di cui ho parlato in un altro post). All'inizio della storia si viene subito catapultati nelle vicende, e il ritmo è molto frenetico. Un ritmo molto in linea con lo stile di narrazione che l'autore aveva anche in Fortified School. Infatti il protagonista si trova ad affrontare di continuo nuovi e mostruosi nemici. In questo contesto la violenza viene usata molto, in modo da rappresentare anche la crudezza del Giappone di quel periodo. Non mancano neanche le scene erotiche, qui numerose, in cui il protagonista è coinvolto. Parlando proprio del protagonista, Dagor Miyamoto, ho trovato delle somiglianze caratteriali con due personaggi in particolare, provenienti da altrettante opere. Il primo è Keiji Maeda (Keiji il magnifico), che me lo ricorda per il fatto di essere un uomo di buon cuore e molto dotato, sia nel combattimento fisico che con le donne. Il secondo è Dark Schneider (Bastard!!) che me lo ricorda un po' per gli stessi motivi di Keiji, un po' per la sua moralità abbastanza ambigua. Durante la lettura infatti si notano molto le influenze che manga di questo tipo hanno avuto su Narumi. Inoltre l'autore utilizza la sua opera per aprire un discussione teologica. Infatti è qui che ci vedo molto di Dark Schneider in Dagor Miyamoto. Entrambi sono protagonisti che non prendono le parti né della religione, né degli antagonisti. Ma decidono di vivere seguendo la propria moralità, il proprio istinto, in poche parole il cuore. La natura del samurai viene vista da Narumi come un uomo di buon cuore, come lo era anche Keiji Maeda. Invece tra i riferimenti possiamo notare la statua del diavolo della Congregazione Devil, che somiglia molto ad Anslasax di "Bastard!!". Senza contare poi l'atmosfera volutamente trash, e i dialoghi stereotipati, che io trovo geniali. I personaggi sono abbastanza riusciti. Tra i migliori spicca decisamente l'antagonista, il cardinale Fereira, capo della Congregazione Devil, la cui storia viene raccontata nell'ultimo volume. Ma in generale sono molto apprezzabili anche tutti i personaggi di contorno. Inoltre per quanto riguarda la trama, essa si svela pian piano nel corso dei volumi. C'è da dire infatti che "Samurai" è un manga che ha al suo interno vari misteri, molti dei quali vengono risolti volume dopo volume, e non tutti insieme. Alcuni di loro però non troveranno una risposta a causa del finale aperto, soprattutto quelli sulle famiglie dei protagonisti. Per quanto riguarda il disegno, il livello è abbastanza buono. Infatti in quest'opera viene lasciato molto spazio alle immagini, contribuendo quindi a una notevole scorrevolezza della storia. Le scene di sesso e di violenza sono disegnate molto bene, le ultime in maniera sporca. Anche le tavole hanno degli ottimi tagli, e il design di personaggi e creature mostruose è molto dettagliato. Il difetto l'ho trovo principalmente nelle scene d'azione che sono spesso molto confusionarie. Questo è dovuto anche alle onomatopee troppo grandi, che occupano molto spazio nelle vignette, ma potrebbe anche essere un problema dell'adattamento italiano. Nota di merito va all'espressività dei volti, davvero notevole.
Conclusioni:
"Samurai" è un ottimo manga che piacerà sicuramente molto a chi, come me, apprezza l'ambientazione storica-sovrannaturale, e una narrazione che lascia molto spazio al disegno. Le influenze sono utilizzate in modo pregevole, così come è buono il modo in cui vengono trattate le tematiche teologiche.
Voto: 7.5.