Recensione
Il leone nero
8.5/10
Recensione di DOCTOR TENMA
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Info:
Storia e disegni: Go Nagai.
Anno: 1978-1979.
Target: Shonen.
Volumi totali: 4.
Editore: Hikari Edizioni.
Trama:
Nel Giappone del XVI secolo, il giovane ninja Shishimaru Tenno, si rivolta contro il capo del suo clan. Dopo il fallimento della ribellione, egli dovrà affrontare per conto del capo un guerriero apparentemente immortale, Jinnai Douma.
Recensione:
Il Leone Nero è un manga in cui Nagai si dimostra ancora una volta innovativo. Stiamo parlando del 1978, non so quanti manga all'epoca trattassero già temi come la fusione uomo-macchina. In varie tavole quest'opera anticipa Terminator, capolavoro di James Cameron del 1984. Inoltre Il Leone Nero contiene i temi preferiti da Nagai, e la struttura narrativa tipica dei manga che creava in quel periodo. L'opera sembra iniziare come un manga sul Giappone feudale, ma nei volumi successivi si rivela tutt'altro. Per certi versi ricorda Shutendoji, altra opera magna del mangaka. Nagai riesce a rappresentare molto bene questa ambientazione storico-fantascientifica, facendo qua e là anche riferimenti al mito, più che alla storia. Mi sembra incredibile come un manga con così tanti viaggi temporali, non risulti per nulla confusionario. In particolare il cambio di genere da storico a fantascientifico, avviene con un grande colpo di scena alla fine del secondo numero. Infatti prima di questa svolta, nel manga c'è una fitta nebbia di mistero, soprattutto grazie a ciò che ci viene mostrato nelle prime pagine. Inoltre, come già detto, Nagai tratta altri temi molto ricorrenti nelle sue opere. E lo fa schierandosi nettamente contro le armi e il nucleare, ma più in generale contro la guerra. Secondo il mangaka infatti la guerra è un fenomeno che si ripeterà sempre e che caratterizzerà ogni epoca. La guerra infinita tra universo nero e bianco, è per Nagai la guerra infinita che si protrae da sempre nella realtà del nostro pianeta, che sia in un luogo sperduto del mondo, o di fianco a noi. Imponente anche il tema dell'alterazione del clima, lo si vede in particolar modo quando viene scatenata una tempesta di neve sulla Terra. Da notare inoltre la concezione che Nagai ha dell'universo, come un qualcosa che si espande grazie alla conoscenza dell'uomo. Curioso che questo pensiero sia venuto fuori da un dialogo di Ulisse (sì, c'è anche l'Ulisse dell'Iliade nel manga), che nel mito rappresenta il simbolo dell'uomo "assetato" di conoscenza. Questa sua caratteristica emergeva ancor di più nella Divina Commedia di Dante Alighieri che, non sto neanche a spiegarvelo, è una delle maggiori fonti di ispirazione di Nagai. Da qui c'è uno SPOILER. Per quanto riguarda la conclusione, l'ho apprezzata moltissimo. È un finale che si può facilmente affiancare a quelli di Shin Mao Dante e Devilman Saga. Infatti le vicende sulla terra si concludono, ma viene lasciato intendere che i conflitti continueranno altrove. Chi conosce abbastanza Nagai saprà già che quest'ultimo non è quasi mai stato interessato a narrare vicende al di fuori del mondo umano. Questo proprio perché Go Nagai è un autore che ama raccontare queste situazioni dal punto di vista dell'umanità. In modo da esaminare le reazioni che ci possono essere nella psiche umana, quando si avverte una qualche sensazione di pericolo. I personaggi dell'opera sono fortemente influenzati da questa guerra eterna. In primis il protagonista Shishimaru, che dovrà abbandonare la vita che sognava di avere da ragazzino, e prendere coscienza del suo ruolo di vitale importanza nel conflitto. Insomma, Go Nagai è sempre molto pessimista sulla natura umana. Con un finale che lascia intendere che l'uomo riesce ad approcciarsi al futuro soltanto con la guerra. Sul lato grafico Nagai con quest'opera migliora ancora di più, grazie anche a un paneling mozzafiato. Adatta perfettamente il suo stile all'ambientazione del Giappone feudale. Lo vediamo dai paesaggi, dalle scene d'azione sempre molto cruente e dagli abiti dei personaggi. Ma non bisogna tralasciare neanche i minuziosi dettagli, usati per rappresentare le strutture tecnologiche, come astronavi o palazzi. Inoltre le tavole in cui viene rappresentato lo spazio sono magnifiche, quasi "alla Leiji Matsumoto".
Conclusioni:
Il Leone Nero è uno dei manga con cui Nagai trasmette maggiormente al lettore la sua inquietudine verso la guerra. Un piccolo capolavoro che ogni appassionato dovrebbe avere in collezione. Peccato solo che sia pressoché esaurito.
Voto: 8.5.
Storia e disegni: Go Nagai.
Anno: 1978-1979.
Target: Shonen.
Volumi totali: 4.
Editore: Hikari Edizioni.
Trama:
Nel Giappone del XVI secolo, il giovane ninja Shishimaru Tenno, si rivolta contro il capo del suo clan. Dopo il fallimento della ribellione, egli dovrà affrontare per conto del capo un guerriero apparentemente immortale, Jinnai Douma.
Recensione:
Il Leone Nero è un manga in cui Nagai si dimostra ancora una volta innovativo. Stiamo parlando del 1978, non so quanti manga all'epoca trattassero già temi come la fusione uomo-macchina. In varie tavole quest'opera anticipa Terminator, capolavoro di James Cameron del 1984. Inoltre Il Leone Nero contiene i temi preferiti da Nagai, e la struttura narrativa tipica dei manga che creava in quel periodo. L'opera sembra iniziare come un manga sul Giappone feudale, ma nei volumi successivi si rivela tutt'altro. Per certi versi ricorda Shutendoji, altra opera magna del mangaka. Nagai riesce a rappresentare molto bene questa ambientazione storico-fantascientifica, facendo qua e là anche riferimenti al mito, più che alla storia. Mi sembra incredibile come un manga con così tanti viaggi temporali, non risulti per nulla confusionario. In particolare il cambio di genere da storico a fantascientifico, avviene con un grande colpo di scena alla fine del secondo numero. Infatti prima di questa svolta, nel manga c'è una fitta nebbia di mistero, soprattutto grazie a ciò che ci viene mostrato nelle prime pagine. Inoltre, come già detto, Nagai tratta altri temi molto ricorrenti nelle sue opere. E lo fa schierandosi nettamente contro le armi e il nucleare, ma più in generale contro la guerra. Secondo il mangaka infatti la guerra è un fenomeno che si ripeterà sempre e che caratterizzerà ogni epoca. La guerra infinita tra universo nero e bianco, è per Nagai la guerra infinita che si protrae da sempre nella realtà del nostro pianeta, che sia in un luogo sperduto del mondo, o di fianco a noi. Imponente anche il tema dell'alterazione del clima, lo si vede in particolar modo quando viene scatenata una tempesta di neve sulla Terra. Da notare inoltre la concezione che Nagai ha dell'universo, come un qualcosa che si espande grazie alla conoscenza dell'uomo. Curioso che questo pensiero sia venuto fuori da un dialogo di Ulisse (sì, c'è anche l'Ulisse dell'Iliade nel manga), che nel mito rappresenta il simbolo dell'uomo "assetato" di conoscenza. Questa sua caratteristica emergeva ancor di più nella Divina Commedia di Dante Alighieri che, non sto neanche a spiegarvelo, è una delle maggiori fonti di ispirazione di Nagai. Da qui c'è uno SPOILER. Per quanto riguarda la conclusione, l'ho apprezzata moltissimo. È un finale che si può facilmente affiancare a quelli di Shin Mao Dante e Devilman Saga. Infatti le vicende sulla terra si concludono, ma viene lasciato intendere che i conflitti continueranno altrove. Chi conosce abbastanza Nagai saprà già che quest'ultimo non è quasi mai stato interessato a narrare vicende al di fuori del mondo umano. Questo proprio perché Go Nagai è un autore che ama raccontare queste situazioni dal punto di vista dell'umanità. In modo da esaminare le reazioni che ci possono essere nella psiche umana, quando si avverte una qualche sensazione di pericolo. I personaggi dell'opera sono fortemente influenzati da questa guerra eterna. In primis il protagonista Shishimaru, che dovrà abbandonare la vita che sognava di avere da ragazzino, e prendere coscienza del suo ruolo di vitale importanza nel conflitto. Insomma, Go Nagai è sempre molto pessimista sulla natura umana. Con un finale che lascia intendere che l'uomo riesce ad approcciarsi al futuro soltanto con la guerra. Sul lato grafico Nagai con quest'opera migliora ancora di più, grazie anche a un paneling mozzafiato. Adatta perfettamente il suo stile all'ambientazione del Giappone feudale. Lo vediamo dai paesaggi, dalle scene d'azione sempre molto cruente e dagli abiti dei personaggi. Ma non bisogna tralasciare neanche i minuziosi dettagli, usati per rappresentare le strutture tecnologiche, come astronavi o palazzi. Inoltre le tavole in cui viene rappresentato lo spazio sono magnifiche, quasi "alla Leiji Matsumoto".
Conclusioni:
Il Leone Nero è uno dei manga con cui Nagai trasmette maggiormente al lettore la sua inquietudine verso la guerra. Un piccolo capolavoro che ogni appassionato dovrebbe avere in collezione. Peccato solo che sia pressoché esaurito.
Voto: 8.5.